Alessandro Bassi - Ferdinando I de' Medici - 1580-5-6
Alessandro Bassi, Padua
Alessandro Bassi - Ferdinando I de' Medici - 1580-5-6
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 13655 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP 5107, c. 294 |
| AuthorAuthor of the document. | Alessandro Bassi |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Ferdinando I de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | May 6, 1580 JL |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Padua 45° 24' 27.79" N, 11° 52' 24.42" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 164, n° 179Barocchi - Gaeta Bertelà 1993 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Silver Coins |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=297&page=15& |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 6 mai 1580 (de Padoue): "Illustrissimo e Reverendissimo Monsignore Patrone e Segnore mio Colendissimo sempre, La dolcissima sua lettera de XI del presente datta nella bella Roma e consignatami in Padova, per il Reverendo Nostro Padre Francesco Ripa, suo agente, statami fuori di modo gratissima per vedere e conoscere io il suo bello e generosissimo animo inclinato a concedermi il desiderato da me antico sasso di Sesto Pompegio, acciò che quello maggiormenti abbi a farne ornamento a gli altri miei antiqui sassi al numero di cinquantasei. Il di Sesto Pompegio lo faria porre apresso il sasso di C. Oppio, il quale antiquamente fece la legge Appia a tempo de' Romani per rafrenare il soperbissimo lusso del vestire delle pomposissime matrone romane et anco forse d'altre città d'Italia. Il sasso di C. Oppio ha quatro teste, due di uomo, cioè padre e figliolo, le due di donna, cioè moglieri di esso C. Oppio. La prima per nome Rutillia, la seconda Cassia e quivi da basso vi sonno le littere descritte, come le si vegono nell'istesso antiquo sasso di C. Oppio. Del sasso di Sesto Pompegio cessomi, io ne restarò sempre obligatissimo e deditissimo a Vostra Signoria Illustrissima e Reverendissima e se le due argentee medaglie a lei per me mandategli et il ritratto di Tito Livio, gli sonno state di sodisfazzione, mi è carissimo sommamente. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 5107, c. 294; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 164, num. 179).