Alfonso Del Testa - Francesco I de' Medici - 1585-12-6
Alfonso Del Testa, Rome
Alfonso Del Testa - Francesco I de' Medici - 1585-12-6
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15002 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP 778, cc. 526, 526 bis |
| AuthorAuthor of the document. | Alfonso Del Testa |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco I de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | December 6, 1585 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Rome 41° 53' 35.95" N, 12° 28' 58.55" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Pier Donato Cesi |
| LiteratureReference to literature. | Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 277, n° 309Barocchi - Gaeta Bertelà 1993 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Coin Collection , Coin Collector |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=518&daGiorno=1&aGiorno=31&daMese=1&aMese=1&daAnno=1546&aAnno=1695&intestazione=Alfonso%20Del%20Testa&trascrizione=&segnatura=&cerca=cerca& |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 6 décembre 1585 (de Rome): "[...] Son stato a far riverenza all'Illustrissimo Signor Cardinale Cesi e in nome di Vostra Altezza le ho fatto riverenza e questo Signore è tanto divoto servitore di Vostra Altezza Serenissima, che non si può desiderar più e mi ha domandato s'io ero stato in Galleria a vedere quelle belle statue et antichità, io gli dissi che si, e che avevo visto le statue che Sua Signoria Illustrissima gli avea donate, quali erano tenute da lei molto care, perché erano collocate in detto luogo molto onoratamente. Mi soggiunse: e perché Sua Altezza non manda per queste altre che sono incassate molto fa' e non hanno se non d'andar via? E mi ha commesso che io di ciò ne le dia qualche motto. Io gli soggiunsi che simile antichità sono molto accette a Sua Altezza, massimamente venendo dalla cortesissima mano dell'Illustrissimo Signor Cardinale Cesi, tanto grato et amorevole servitore dell'Altezza Vostra Serenissima e perch'io so che la buona memoria del Signore Abate Cesi aveva uno studio di medaglie e qualche medaglione molto raro, dissi di più a detto Signore, che in particolare le medaglie e medaglioni erano e sono molto accette e care all'Altezza Vostra Serenissima e gli ho accennato simil fatto, a ciò alla giornata ne mandi qualcuna a l'Altezza Vostra Serenissima e perché io vi sono spesso, sarò buon procuratore, sendogli io molto famigliar servitore per fargliene mandar qualcuna .. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo et obbligatissimo servitore Alfonso Del Testa. Di Roma li 6 dicembre 1585" (Firenze, Archivio di Stato, MP 778, cc. 526, 526 bis; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 277, n° 309).