Alfonso Del Testa - Francesco I de' Medici - 1587-3-27
Alfonso Del Testa, Rome
Alfonso Del Testa - Francesco I de' Medici - 1587-3-27
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15010 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP 786, c. 91 |
| AuthorAuthor of the document. | Alfonso Del Testa |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco I de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | March 27, 1587 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Rome 41° 53' 35.95" N, 12° 28' 58.55" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 300, noteBarocchi - Gaeta Bertelà 1993 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Coins Sending , Coins For Trade, Medallion |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=568&page=2&daGiorno=1&aGiorno=31&daMese=1&aMese=1&daAnno=1546&aAnno=1695&intestazione=Alfonso%20Del%20Testa&trascrizione=&segnatura=&cerca=cerca& |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 27 mars 1587 (de Rome): "Serenissimo Gran Duca, una donna romana vorrebbe vendere alcune antichità, che son in questa scatola bianca, tonda, a Vostra Altezza Serenissima e mi ha pregato il mandargnene in propria mano a lei perché ha da mandar fuori di Roma un suo nepote per alcuni suoi affari e ha di bisogno di danari; gliele vuol dare per buonissimo mercato, cioè il tutto per cento scudi di moneta a X giulii l'uno. Io le ho fatte vedere e sono state giudicate molto rare e molto belle e solo il cameo per essere così raro pezzo è stato stimato cento ducati et il medaglione, cinquanta, e lei si contenta darli via tutte insieme e le mette il cameo quaranta e le medaglie sessanta per dieci scudi l'una, che sono in numero di sei con il medaglione. Io le mando a Vostra Altezza Serenissima che caso che le vogli si degni di dar presta spedizione, perché questa gentil donna ha particolarmente bisogno di questo. Sennò si degni di ordinare che, non le volendo, di farle inviare per il primo procaccio o la scatola o li danari, che così son stato pregato. A lei unito a lungo per altra mia a Vostra Altezza Serenissima, alla quale umilmente fo riverenza, pregandogli felicità. Umilissimo e devotissimo servitore .. .....................................Alfonso Del Testa. Di Roma li 27 di marzo 1587" (Firenze, Archivio di Stato, MP 786, c. 91; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 300, note).