Annibale Caro - Pietro Vettori - 1538-3-23
Annibale Caro, Rome
Annibale Caro - Pietro Vettori - 1538-3-23
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 7759 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Annibale Caro |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Pietro Vettori |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | March 23, 1538 JL |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Rome 41° 53' 35.95" N, 12° 28' 58.55" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Caro 1725 vol. 1, lettre n° 18, p. 23Caro 1725 vol. 1, Castellani 1907, p. 316-317Castellani 1907 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Book , Egypt , Caesar , Pontifex Maximus |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://archive.org/details/gri 33125009323730/page/n57/mode/2up |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 23 mars 1538 (de Rome, à Florence): "Il Libro non s'è ancor veduto, nè manco il vetturale che lo portò; essendo costì, rinvenitelo voi. L'interpretazione della medaglia, che si desiderava dal Maffeo, è questa: Che gli Egizzj, volendo significare un'uomo d'alti pensieri, e volto alla contemplazione delle cose celesti, facevano un'Elefante col grugno rivolto in suso; e volendo significar la prudenza nelle cose del mondo, figuravano un Serpente: e questo è il significato del dritto, per dinotare lo spirito, e la sagacità di Cesare; e credo che la medaglia fosse coniata quando egli fu Pontefice Massimo: e per questo nel rovescio sono le quattro insegne pontificie, ed augurali, ma sono sì mal ritratte, che appena si possono conoscere. Quella di mezzo è la secure, o 'I malleo, o la secespita, che se la chiamassero, con che ammazzavano le vittime. Quello che pare un pesce polpo, è l'albogalero. Quella che simiglia a una sferza, è l’aspersorio: e quell’altro, a uso di scomberello, è l’haustorio" (Caro 1725a, lettre n° 18, p. 23; Castellani 1907, p. 316-317).