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Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1559-6-5

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Antonio Agustin, Messina

Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1559-6-5
FINA IDUnique ID of the page  13684
InstitutionName of Institution. Vatican City, Biblioteca Apostolica Vaticana
InventoryInventory number. Vat. Lat. 4104, f. 352
AuthorAuthor of the document. Antonio Agustin
RecipientRecipient of the correspondence. Fulvio Orsini
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . June 5, 1559 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Messina 38° 11' 37.54" N, 15° 33' 15.16" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Basilio Zanchi
LiteratureReference to literature. Carbonell i Manils 1991, pp. 423-4321
KeywordNumismatic Keywords  Roman Republican , Coin Reading , Scylla , Pompeius , Piso , Numa Pompilius , Nasidius , Lentulus , Cornificius , Muses , Piso , Piso Frugi , Cassius , Longinus , Renaissance , Caldus , Lares , Cassius Longus , Servilius Casca , Idus , Triumph
LanguageLanguage of the correspondence Italian
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

Lettre du 5 juin 1559 (de Messina): "Alla vostra lettera delli XIX dellaltro rispondo hora di qua delle Carybdi et Scyllae che mi fu cariss(im)a con tanta gran copia di interpretatione erudite delle medaglie. Et quanto al Pisone Prefetto di Pompeio è buono il luogo di Appiano, ma non contradice al capriccio mio, che li Pisoni, et Pompei, fossero descendenti di Numa, et battese l'autore commune piu presto, che il propio. Nasidio stampo la testa del suo capitano, non la sua: ma come testa divina la honoro etiam col delfino et tridente, come ad altro Nettuno; nota est historia. Il ASIAC. overo ASIAG credo sia compendio o errato o affettato, et il intiero si legge nelli Fasti capitolini come penso. (...) Del LVCRIO non vi scartate cosi presto: perche credo si trova anchora, ma non so dove. Spinther non credo fossi P.M. ma augure, perche Cesare fu Pont(ifex) Max(imus) solo in quelli tempi, et credo morisse Spinther prima di Cesare, al manco Cesare non lo dice nel lib. 1. delle guerre civili; scrivetemi le parolle che dice. So bene che il vaso et lituo significano il Augurato, ma quel bel vaso tanto differente daltri, ha doppia interpretatione, et e piu bella inventione; io lasciai quella piu nota. Del Q. Cornuficio ho piacer, benche mi è novo. Credo si trova citato Cornificio da Quintiliano, et alcuni credono sia sua la arte di rhet(ori)ca ad Herennium, in quib(us) il nostro don Basilio q(ondam) Zanchio. Desidero saper quali siano le vostre otto Muse. Come le teste di Pansa overo Plutone ho un Pisone di quelli che correno il pallio, et sopra il cavallo et il puto, o Vittoria è una testolina simile. Piacemi quel luogo di Phurnuto. Di M. Antonio coll'hedera è cosa certa et chiara. Non mi piace, che dove chiaramente si legge LEIBERTAS facciate Concordia per solo il velo, il quale si da a tutte le virtu, et dee minori; tanto piu Flaminio, et altri. Quel luogo di Cicerone applicato a questo, et alla Concordia non mi par a proposito. Piu presto alla legge tabellaria Cassia si puo applicar la liberta: ut sit libertas in ferendis suffragiis. Manco credo siano di due leggi quelle due medaglie di Q. Cassio et di Longino, ma piu presto d'una sola Cassia tabellaria introdotta da L. Cassio Longino della quale, et delle altre tabellarie Cicerone lib. III. de legib. Quella lege, ut quem populus damnasset etc. fu fatta contra Popillio Laenate et altri simili damnati et non fu degna di grande honore. Quella di PISO CAEPIO sta ben interpretata. La cosa delli epuloni di Caldo è vera anchora. Nelle parolle tradotte da Suida de Moneta, non mi piace quello che dicesti: quod numisma i(d est) moneta inscripta in eius templo asservabatur. Vorrei che si leggesi quod nummi i(d est) moneta signata in eius t(emplo) a(sservabatur). Credo Cicerone et Livio dicano Moneta a monendo, quod monuerit, ut caveret nescio quid. Pure si potra dir l'un et l'altro. Delli Lari sta bene. Del termino di FRVGI non vedo cosa degna di dirsi. Del Cassio Longo et Servilio Casca credo sia vero. Il luogo di Dione della medaglia EID. MAR. mi era noto. Di Cerere colla conochia credo dica Plinio anchora non so che; non so se trovasse quella. La cosa di Torquato non è splicata anchora. Del mancar il .S. et il M seguendo vocali ce molti auttori, et si vede nelli poeti, et nelli piu antiqui si toglie il S. etiam sequente consonante. ma non per questo si dovrebe lasciar nel scriver. Di TRIVMPVS ce la ragione che dice Cicerone. Del PILIPVS quella medesima et altra che dice Festo, che li antiqui non duplicavano le consonanti. De Victrice Catonis in Livio et P. Victore pro Virgine credo esser stato io il primo, multum latrante Lycisca i(d est) M(esser) G. Faerno, et ha il torto: anchora che è di materia solida che non si puo storcer facilmente come una meza colonna. Del Iuno Sospita Maxima Sororia non accepto questa sororia, vorrei Servatrix piu presto, o altra cosa, ma piu presto credo sia errore, vedendo si in tutte l'altre R che vol dire Regina cognome di Giunone indubitato. Ho risposto alla vostra et non ho altro che scrivervi (...)" (Vat. Lat. 4104 f.352; Carbonell i Manils 1991, pp. 423-432).

References

  1. ^  Carbonell i Manils, J. (1991), Epigrafia i numismatica al'epistolari d'Antonio Agustin (1551-1563), Barcelona, unpublished PhD dissertation.