Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1560-1-28
Antonio Agustin, Palermo
Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1560-1-28
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 1015 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Antonio Agustin |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Fulvio Orsini |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | January 28, 1560 JL |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Palermo 38° 6' 40.43" N, 13° 21' 8.78" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Gabriele Faerno |
| LiteratureReference to literature. | Agustin 1772, Opera Omnia, vol. VII, Lettre XIX, p. 243Agustin 1772 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Isis , Phintias , Price , Roman , Pompeius , Regulus |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://books.google.it/books?id=E VFAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 28 janvier 1560 (de Palerme): “Molto Magnifico Sig. Per varie occupazioni non risposi a V. S. avendomi colla sua di XXVIII. dato buone nove del nostro Faerno, e delle Medaglie d’Iside e di Fintia in Pausania che mi è molto a caro, al manco vedremo in stampa tutte quelle belle cose del nostro Faerno, & esso darà la mano alli amici dalle fenestre del Palazzo, & la Biblioteca Vaticana non mancarà a tutte l’hore, ma dubito che farà il sordo spesso etiam alli amicissimi, purche non faccia il muto si può comportare, egli mi invita al venire quanto più presto possa, & altri parlorono à S. Santità di mè, la quale si degnò con un’onoratissimo breve richiarmarmi, e parvemi veder quella legge colla quale fu revocato di esilio M. Tullio. Io andarò molto presto, e penso che sarà questo Pontificato molto buono per Letterati. Quanto alle Medaglie hò fatto guadagno di tre che non haveva, e le due desiderava molto, almanco l’una avrei comparata sei scudi, & è di quel Palikano con le rostra, à tergo Libertas. Fu costui Tribuno, e ridusse la Tribunicia potestà tolta da Sylla, come si vede in Valerio Massimo, Asconio Pediano, & in Sallustio, e con ragione è la libertà e li rostri, perche non havevano libertà d’ascendere nelli rostri li Tribuni per far Leggi, ne per rogar il Popolo di cosa veruna dopo la Legge di Sylla. Ma dal Tribunato di costui col ajuto di CN. Pompejo, e di Crasso fu ridotta, e quella Legge rivocata. La seconda Medaglia è della Venazione di Regulo con la testa sua simile ad un’altra che hò in Roma di altro rovescio forse di Livinejo Regulo, ma credo la testa d’Attilio Regulo antico, sebben per adozzione era d’altra famiglia. La Venazione è bella di tre fiere, e due Combattenti. La terza hà d’un canto la testa di Nettuno, e d’altro un Trofeo & un Capitano con queste lettere MARCVS IMP. Non so chi fosse costui, forse fu Pompejano Capitano nelle guerre civili de i Figliuoli di Pompejo, vedete se nelli commentarii di Cesare si fa menzione d’alcun nome simile. Il resto verderemo e goderemo questo Marzo ò Aprile. (...) In Palermo à XXVIII. di Gennaro MDLX” (Agustin, Opera omnia, VII, 1772, p. 243, lettre XIX).