Antonio Agustin - Onofrio Panvinio - 1567-4-11
Antonio Agustin, Lerida
Antonio Agustin - Onofrio Panvinio - 1567-4-11
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 1084 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Antonio Agustin |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Onofrio Panvinio |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | April 11, 1567 JL |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Lerida 41° 36' 53.14" N, 0° 37' 36.41" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Guillaume du Choul, Sebastiano Erizzo |
| LiteratureReference to literature. | Choul 1556Choul 1556, Erizzo 1559Erizzo 1559, Andrés 1804, Lettre LV, p. 379-380Andrés 1804 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Roman , Catalogue , Casts , Plaster Cast , Lead Cast |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://archive.org/details/bub gb bmg74YFCvlIC/page/n551 |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 11 avril 1567 (de Lerida): "Hor su, padre mio sing.mo Ecco che desiderando servirvi ho fatto la risegna delle mie medaglie subito come ritornai in Lerida per veder se si trovava in esse quanto mi era domandato da voi (idest da V. S. R.ma et exc.ma) e perchè no? se vi calza per excellenza, come diceva papa Giulio III, che mai aveva trovato buone pianelle se non quelle prime colla croce sopra, che se le guardava in piedi, come fanno i putti le scarpette rosse ovver indorate. Che vi pare che debba aggiungere a questo bel proemio? una narrativa lunga dieci carte? non ho tanto otio. Mandovi la prima bozza che ho fatto voltando le prelibate; so bene che non intenderete le mie cifre. F. vol dire il Francese Choul, RI. Sebastiano Erice, ovvero Rizo. lo N. aer o N. arg. Nummus aereus, vel argenteus, il quale chiamo ancora denarius. I cl. 2 cl. (cioè prime vel secunde classis): delle altre non vi curate che servono a me solamente, perchè se volete che vi mandi il disegno ovvero impronto in piombo o in gesso di qualcuna medaglia, scriverete con quali cifre si legge in questo schizo. Ma sapete che bisogna ancora mandarmi la ricetta come si cavano li impronti in piombo ovvero in gesso. Non vi smenticate ancora colla prima dirmi con che inchiostro si cava del rame, ovvero si stampa sopra il rame alcun disegno ovvero inscritione, perchè ho di bisogno. Ho inteso che siete alle mani con le centurie di Luterani, portatevi da Valenthuomo, come sete, e metteteli i piedi sotto, che sono canaglia. Se vorrete che vi agiuti in qualche cosa, avisatemi. Di Lerida alli XI di Aprile del LXVII. Di V. R. S. A. A. Ilerd." (Andrés 1804, Lettre LV, p. 379-380).