Apollonio Bassetti - Giovan Battista Mancini - 1685-10-30
Apollonio Bassetti, Florence
Apollonio Bassetti - Giovan Battista Mancini - 1685-10-30
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15658 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP, 3951 |
| AuthorAuthor of the document. | Apollonio Bassetti |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Giovan Battista Mancini |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | October 30, 1685 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Florence 43° 46' 11.53" N, 11° 15' 20.09" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Sebastiano Bianchi, Giuseppe Magnavacca, Francesco Cameli, Cosimo III de' Medici |
| LiteratureReference to literature. | Fileti Mazza 1996, p. 363Fileti Mazza 1996 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Numismatic Erudition , Travel |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 30 octobre 1685 (de Florence): "Il serenissimo padrone ha tenuto a Bologna tre mesi, sotto la protezione del signor marchese Cospi, un giovane figliolo del Guardaroba della Galleria della Serenissima Casa, che ha fatto assai bene lo studio delle lettere umane con qualche principio delle greche, perché sia istruito nella cognizione e studio delle medaglie dal signor dottore Magnavacca, antiquario bolognese di fama non ordinaria. Ora, detto antiquario, fa sapere d'aver finito di darli tutti gl'insegnamenti che poteva, e consigliava di mandarlo a Roma per due o tre mesi, acciò pratichi e discorra con gl'antiquari di costà, cercando d'imparar da loro e di veder quanto più li sia possibile, perché una tale intelligenzia deriva molto dall'ochio, quando sono gettati i fondamenti teorici. Risolve dunque Sua Altezza di far passar costà detto giovane, il qual si chiama Sebastiano Bianchi, et è soggetto costumato e civile [...] È mente di Sua Altezza che Vostra Signoria Illustrissima l'introduca dal signor Cammelli, il quale benché infermo e privo di lume, potrà dargli buone regole co' suoi discorsi e migliori indirizzi per insinuarsi con altri antiquari di maggior nome" (Firenze, Archivio di Stato, MP, 3951; Fileti Mazza 1996, p. 363).