Apostolo Zeno - Antonio Scotti - 1736-8-15
Apostolo Zeno, Venice
Apostolo Zeno - Antonio Scotti - 1736-8-15
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 6786 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Apostolo Zeno |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Antonio Scotti |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | August 15, 1736 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Jean Hardouin |
| LiteratureReference to literature. | Zeno 1752, vol. 3, lettre n° 66, p. 107Zeno 1752, Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 938, p. 230Zeno 1785 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Roman , Maximianus , Diocletianus , Legend , Errors , Autopsy , Augustus , Tiberius , Coin Price |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://archive.org/details/lettere03forcgoog/page/n236/mode/2up |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 15 août 1736 (de Venise): "La medaglietta di Massimiano con le due figure che rappresentano la sua concordia con Diocleziano, è di pochissimo valore. Circa le note che sono nell’esergo, AT XX, niuno degli antiquarj è giunto a capirle. Son segni de' monetali, e delle zecche, nelle quali simili infinite medaglie in que’ tempi furono coniate. Il P. Arduino si è ingegnato di darne a suo capriccio la spiegazione, ma non ha trovato chi gli dia fede. Vengo alla lista di quelle che le sono state donate. Ella ne vorrebbe sapere il prezzo, ma questo non può stabilirsi senza aver sotto l’occhio le medaglie medesime. La grandezza, il rovescio, la conservazione possono renderle più o meno pregevoli. Se l’Augusto, il Tiberio, il Lucio Elio Cesare per esempio, sono in gran bronzo, vagliono molto ; se in mezzano, pochissimo. Tra esse in generale niuna osservo che per la testa sia rara, ma tutte delle più ordinarie, e non essendovi qualche grandezza, o rovescio che le distingua, vagliono al più l’una per l’altra 12. o 15. soldi per ciascheduna" (Zeno 1752, vol. 3, lettre n° 66, p. 107; Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 938, p. 230).