Camillo Piombanti - Antonio Cocchi - 1750-6-27
Camillo Piombanti, Milan
Camillo Piombanti - Antonio Cocchi - 1750-6-27
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15562 |
| InstitutionName of Institution. | Private |
| InventoryInventory number. | Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi, 31/3 |
| AuthorAuthor of the document. | Camillo Piombanti |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Antonio Cocchi |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | June 27, 1750 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Milan 45° 27' 51.08" N, 9° 11' 22.67" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Antonio Francesco Gori |
| LiteratureReference to literature. | Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 98Fileti Mazza - Tomasello 1996 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Roman Coins , Bronze Coins , Pescennius Niger |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 2.php?id=56&page=2&daGiorno=1&aGiorno=31&daMese=1&aMese=1&daAnno=1737&aAnno=1792&intestazione=&trascrizione=medagli&segnatura=&cerca=cerca& |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 27 juin 1750 (de Milan): "Coll'occasione di visitare alcuni Gabinetti di questi eruditi, mi sono tirate addosso alcune piccole incumbenze, una delle quali produce a voi un incomodo, breve però e leggero, perché l'oracolo che da voi or si ricerca, da me potete proferirlo ... in uno in congiuntura di rivedere, come farete pur qualche volta in ogni settimana, l'ampio augusto museo, che deve essere il sollievo delle vostre più serie, e qualche volta moleste cure. In quel regio edifizio, spirante per ogni dove bellezza, ricchezza e maestà, non mi è giammai, caro amico e fratello, avvenuto di stare alcun poco senza scordarmi il basso mondo, a cui da quell'altro beato luogo si può impunemente pisciar addosso. Il signor barone Emerti de' Haur, da me e forse anco da voi conosciuto costà, ed ora qui segretario di guerra nel comando di quest'esercito austriaco, fresco dilettante di medaglie e di antichi monumenti, dei quali non senza germanica critica ha messa insieme non piccola e non scelta raccolta, ha esatto da me che io preghi voi ed il signor Gori del vostro sentimento circa la genuinità molto sospetta di due medaglie di bronzo di Pescennio, delle quali a caro prezzo gli vien proposto l'acquisto. Desiderando egli ambedue i giudizi, io, sotto pretesto che così esigesse la nostra parentela, gli sono stato autore che preferisca nell'ordine quello del signor Gori, non con altro scopo in verità che con quello di allontanare da me e da voi costà, il peso e il rischio della riscossione della posta e restituzione alla medesima delle dette due medaglie. Si è adunque incaricato egli di farle pervenire al Gori, ed io al medesimo ho scritto in quest'oggi che dopo averle osservate le passi alle vostre mani, dalle quali poi voi non altra briga dovrete avere che farle ritornare alle sue, perché egli le riconsegni a chi gliele avrà recapitate." (Firenze, Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi 31/3; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 98).