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Camillo Piombanti - Antonio Francesco Gori - 1750-6-27

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Camillo Piombanti, Milan

Camillo Piombanti - Antonio Francesco Gori - 1750-6-27
FINA IDUnique ID of the page  11286
InstitutionName of Institution. Florence, Biblioteca Marucelliana
InventoryInventory number. BVII, 25, f° 328r-331r
AuthorAuthor of the document. Camillo Piombanti
RecipientRecipient of the correspondence. Antonio Francesco Gori
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . June 27, 1750
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Milan 45° 28' 0.48" N, 9° 11' 25.80" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Jean Foy-Vaillant, Francesco Mezzabarba Birago, Francesco Angeloni, Lorenz Beger
LiteratureReference to literature. Mezzabarba Birago 1683Mezzabarba Birago 1683, Angeloni - Bellori 1685Angeloni - Bellori 1685, Foy-Vaillant 1688Foy-Vaillant 1688, Beger 1696aBeger 1696a, Foy-Vaillant 1697Foy-Vaillant 1697
KeywordNumismatic Keywords  Forgeries , Roman Provincial , Epigraphy , Colour , Patina , Coin Weight , State Of Preservation
LanguageLanguage of the correspondence Italian
External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia 
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 27 juin 1750 (de Milan) : “Il Vaillantio, come sarà ben noto a VS. Ill.ma, giudicò nelle Colonie molto sospetta la prima del Museo Farnese, ed unica ad ipso nota per la circostanza dei due linguaggi nella inscrizione, quantunque [c. 329 r.] poi nella recensione di quelle d’argento a Pescennio appartenenti, nella sua posteriore opera Nummorum Praestantiorum Vol. 2 paia che si ritratti. Tra quelle di bronzo nel 1 Vol. niuna ne riporta, non solo perché si limita alle sole battute S. C., ma perché non ne vide delle latine, come ingenuamente confessa di non averne vedute verune anco il Mezzabarba. L’Angeloni ne riporta una con l’istessa iscrizione ma col Dio Bonus Eventus nel rovescio in vece di Diana, benché nomini anco questa con Diana senza esprimere se in bronzo o in argento al suo solito, e di qual modulo. Il Begero nel Tesoro Brandemburg riporta la seconda, ma in argento, e con la figura della vittoria succinta e non isolata fino ai piedi come questa. Non ho a mano altre raccolte, ed a me dà molto fastidio nella prima, la grossezza colla leggerezza congiunta, il color del metallo, la patina del rovescio, che all’unghia non resiste, e finalmente la troppa conservazione e [...]; nella seconda poi, che confesso aver minori indizi di falsità, la troppa rarità e la poca [...] delle lettere in qualche luogo cieche, benché non consunte e benché la medaglia possa passare per ben conservata. Comunque siasi ella saprà molto meglio di me giudicarne, e la supplico a farlo senza verun riguardo, né al mio sentimento suddetto, che può essere troppo precipitatamente profferito, né a [c. 329 v.] verun altro reflesso, poiché le medaglie non sono proprie del Cavaliere né di alcun suo amico, ma gliene viene proposto a caro prezzo l’acquisto. Le saranno consegnate franche d’ogni spesa, come il detto amico m’assicura, per mezzo di uno de’ ministri di codesta posta” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 25, f° 328r-331r – online).