Carlo Torta - Camillo Silvestri - 1702-9-13
Carlo Torta, Padua
Carlo Torta - Camillo Silvestri - 1702-9-13
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 8013 |
| InstitutionName of Institution. | Rovigo, Biblioteca dell’Accademia dei Concordi |
| InventoryInventory number. | Silvestri 190, lettre 84 |
| AuthorAuthor of the document. | Carlo Torta |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Camillo Silvestri |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | September 13, 1702 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Padua 45° 24' 27.79" N, 11° 52' 24.42" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Missere Fontana 2014, p. 363, note 94Missere Fontana 2014 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Faustina , Pescennius Niger , Forgeries , Padua |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
-Lettre du 13 septembre 1702 (de Padoue) : « Mentr’io tenivo la penna in manno per scrivere V.S. illutrissima et la mia anima parlava con la sua e si doleva seco d’essere abbandonata, non venendo mai sue lettere, con l’honore di qualche commando, eccomi comparire le riverite, erudite, e bacciate sue lettere ; eruditissime par l’historia che contengono, et baciate per l’infinito piacere che m’apportano per il giusto rimprovero ad un coione. È cosa ridicolosa ch’io habbi aprobata per buona la medaglia di Faustina col parlamento etc. anzi gli dissi ch’era cosa ridicolissima, oltre il Pescennio, et altre, etc. facendoli ammonitione sincera, e da vero amico, a tralasciare questa sua vana opinione, con la quale egli era fatto favola non solo in Padova, ma per tutto il mondo litterato et che quegl’istessi, che gli le vendevano, lo David, e Giovanmario, etc. Per il che egli s’alterò meco in casa mia, a segno tale che per un mese e più fa, non è più capitato da me, e pur io gli parlai col cor in mano, da vero amico, facendomi pietà per il danno e per le beffe. Così scrivendo a Padova tutti gli antiquarii del mondo etc. prettende havere quattro Pescenii tutti buoni. Et perché gli dissi ch’eran buoni per atacarli alla coda della gatta, egli delirò e disse ch’era tanto buoni quanto G(esù) C(risto) etc. In somma il povero signore è divenuto pazzo affatto, e lo dico con mia passione infinita, perché per altro egli è un galantuomo honoratissimo, mio compare, et mio medico etc. » (Rovigo, Biblioteca dell’Accademia dei Concordi, Silvestri 190, lettre 84 ; F. Missere Fontana 2014, p. 363, note 94).