Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1680-11-16
Enrico Noris, Venice
Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1680-11-16
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 6623 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Enrico Noris |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco Mezzabarba Birago |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | November 16, 1680 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Cesare Leopardi, Gian Domenico Tiepolo, Jacopo Tiepolo Podestà |
| LiteratureReference to literature. | Noris 1681Noris 1681, Mezzabarba Birago 1683Mezzabarba Birago 1683, Noris 1741, lettre XXIX, col. 86Noris 1741 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Book , Book Price , Book Print Run, Typography , Errors , Pavia , Roman , Spain , Roman Provincial , Augustus |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=hvd.32044081387508&view=1up&seq=49&skin=2021 |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 16 novembre 1680 (de Venise): “La stampa del mio libro camina a sei facciate al giorno; onde oggi ne averò trenta fogli stampati. Non è però per finirsi che nel principio di Quaresima, per le 14. feste del prossimo Dicembre. Li Baglioni sono ricchi assai, e sono tre fratelli che a gara la tirano su 'l sottile. Non ho potuto fare con essi che un contratto dispendioso; poicché io gli ho dati 200. scudi Romani, ed essi daranno a me 200. essemplari. Gli altri che a loro rimaranno non li verrano a costare due giulj l’uno; né hanno voluto arrivare al numero di 500. come in Firenze m’avevano promesso. Io ho solo due vantaggi; Uno che la carta è di Salò, e costa 17. giulj la risma; l’altro che ho lettere majuscole di varie sorti quante ne voglio, perché loro le gettano continuamente. Deve V. S. Ill a ciò, come le scrissi, attendere collo Stampatore, che scieglierà, poiché le iscrizioni si devono formare con tali caratteri, che devono essere o tali, o poco maggiori di quelli che si vedono nell’Occone. Deve in oltre fare la stampa, ove ella di persona possa fare le correzioni, poiché più volte lasciano le parole, e fanno errori gravi e molti. In alcune facciate io correggo fino 36. errori. Non so se ella vorrà stare sì longo tempo in Pavia, quando colà si rissolva stampare. Se l’autore non è presente, la stampa riesce scorrettissima; perché altri non intendono le materie. Con l’occasione che rispondevo al Signor Leopardi, ch’è la più nobile famiglia d'Osimo, li motivai la stampa da lei preparata. Mi dicono abbia molte medaglie; ma non so quali siano. Gia ho finita la stampa, ove tratto della Col. Tradotta. Mi scrive quà il P. Catani che la medaglia della Col. Elia segnata col Lucius Cæsar, sia d’uno delli due figli d'Augusto. Io gli ho replicato, che la famiglia Elia mai fondò colonie nella Spagna prima d’Adriano, del di cui figlio addottivo è quella medaglia; e che ciò stimo certissimo. Aspetto dall’Eccell. Signor Tiepolo Podestà di Verona un dissegno d’una medaglie dei miei Cesari. Ella lo riverisca a mio nome. è Cav. che si fa grand’onore ne’ governi. [...] Venezia 16. Novembre 1680" (Noris 1741, lettre XXIX, col. 86).