Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1681-6-17
Enrico Noris, Florence
Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1681-6-17
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 6635 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Enrico Noris |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco Mezzabarba Birago |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | June 17, 1681 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Florence 43° 46' 11.53" N, 11° 15' 20.09" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Antonio Agustin, Adolf Occo |
| LiteratureReference to literature. | Occo 1579Occo 1579, Agustin 1592Agustin 1592, Mezzabarba Birago 1683Mezzabarba Birago 1683, Noris 1741, lettre XXXVII, col. 93-94Noris 1741 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Tiberius , Augustus , Book Corrections , Hadrian , Book Production , Roman Provincial , Spain , Bibilis , Pescennius |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=hvd.32044081387508&view=1up&seq=53&skin=2021 |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 17 juin 1681 (de Florence): "Io non posso non invidiare la fortuna di V. S. Ill. che averà quello non ho potuto avere io, e quando l’ho avuto non l’ho avuto per me, ma per lei. Eccole le correzioni e gionte alle medaglie delle colonie sotto Augusto e Tiberio, che altre non ne ho rittrovate degli altri Imperatori. Io però godo che riceva tal grazia il suo Occone dalle mie mani. Ho copiato le lettere come stanno nelle monete, ove molte siate sono due o tre congionte come MR, in vece di MAR, VR, che fa TUR. ec. come vedrà. Se prima stampava il libro, vedrà quanti errori si ristampavano. Ora ordino le medaglie d’Adriano, che sono circa 600. ma tutte sono nell’Occone, poiché delle grandi e bellissime col medesimo roverscio ve ne sono 18. e 20. Sette ore al giorno lavoro. Se trovarò moneta che non sia nell’Occone, la notarò; ma nulla veggo di raro, se non le tante medaglie delle colonie, che sono di grandezza come un testone, o mezzo bajocco Papale. Ella però non potrà stampare le lettere unite, come fece l’Agostini ne’ suoi Dialoghi; onde le porrà disgionte come di Bilbili MA, o Manio MI. MUN. e MAN. per distinguere questo prenome da Marco, che col solo M si nota. Se non avessi avutte altronde le medaglie di Cajo col grappolo d’uva, e di Lucio con la spica, molto ora mi lagnarei che S. A. due volte pregato non mi permettesse vedere questa sua nuova Galleria. In tanto se V. S. Ill. ha dubbio circa qualche medaglia che sia nell’Occone, o altrove, subito me l’avvisi, perché finita la serie da me, il tutto si chiuderà senza speranza che altri o io più le vegga, perché S. A. così vuole. Non vi sono medaglie di Pescennio, e pocche de i tiranni sotto Gallieno. Non ho altro da scriverle. [...] Firenze 17. Giugno 1681" (Noris 1741, lettre XXXVII, col. 93-94).