Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1683-1-12
Enrico Noris, Florence
Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1683-1-12
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 8583 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Enrico Noris |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco Mezzabarba Birago |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | January 12, 1683 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Florence 43° 46' 11.53" N, 11° 15' 20.09" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Cosimo III de' Medici |
| LiteratureReference to literature. | Mezzabarba Birago 1683Mezzabarba Birago 1683, Noris 1741, lettre LXXIII, col. 219-220Noris 1741 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Greek , Cairo , Theft , Egypt , Book |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
-Lettre du 12 janvier 1683 (de Florence) : « La cortesia di V. S. Ill. non deve usare meco la cerimonia d'augurarmi prospero l'anno presente, perchè già nel suo erudito volume leggevo A. N. F. F. e lo pigliavo ancora per me. Per più obbligarmi ella ha voluto degnarsi passare meco simili complimenti. Sono otto giorni che ricevei il resto de' fogli, quali per l'ordinario futuro spero averò finito di rivedere. Da che sono vivo non ho fatte fatiche più ardue e continue. Dalle 11. fedo al tavolino fino alle 18. sonate, ne mi basta per terminare la composizione impostami, quale non è per la stampa, ma perchè deve essere trasmessa a Roma, m' obbliga distenderla con ogni studio maggiore. E gionto a Livorno il Dottore, che S. A. S mandò al Cairo, e che di colà gli mandò le medaglie perdute. Tale infortunio correvano se le portava seco, perch'è stato due volte svaliggiato da gli Arabi, con essergli tolte tutte le curiosità più minute che portava dall'Egitto, venuto quasi nudo nella Toscana. Il Ser. Gran Duca sapendo il mio impegno, mi ha fatto esente seguitarlo a Pisa. Sicchè per questo anno colà io non leggerò. Anderà presto S. A. a Livorno per vedere le nuove muraglie e baluardi che con gran spesa sovra l'acqua si fabricano. … Firenze 12. Gen. 1683. (Noris 1741, lettre LXXIII, col. 219-220).