Enrico Noris - Raffaele Fabretti - 1685-7-20
Enrico Noris, Florence
Enrico Noris - Raffaele Fabretti - 1685-7-20
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 11076 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Enrico Noris |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Raffaele Fabretti |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | July 20, 1685 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Florence 43° 46' 11.53" N, 11° 15' 20.09" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Charles Patin, Ezechiel Spanheim, Jean Tristan de Saint-Amant, Andreas Morell, Jacob Spon, Antoine Pagi |
| LiteratureReference to literature. | Noris 1681Noris 1681, Hardouin 1684Hardouin 1684, Pagi 1689Pagi 1689, Noris 1741, lettre CLXVI, col. 327-328Noris 1741 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Book , Errors , Syria , Phaneas , Caracalla , Roman Provincial , Coin Cabinet (medici), Smyrna , Ephesus , Caesennius Paetus |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
-Lettre du 20 juillet 1685 (de Florence) : « Ho comprato costì il libro del P. Arduino delle città e popoli illustrati con le medaglie. Il buon Gesuita è pieno di filauzia, e sino termina l'ultima riga del libro con una sfrappata. Il Patino, Il Tristano risu, sibilis excipiuntur. In molti luoghi li corregge bene. V. G. PANEAC. Phaneas, scrivono lo Spanemio, il Patino ec. Il Tristano la pensa Paneade, lo Spanemio, città ignota agli Scrittori. L'Arduino legge ΦANEAC ΠOΛEΩΣ ΣΥPIAC ΠAΛAIΣTINHC. Cioè Flavia Neapolis & c. Io ho veduta una medaglia di Caracalla nel Museo di S. A. che stà costì, ΦANEAC ΠOΛEΩCCΥP. ΠA... la seconda lettera e A, ne si vede lineetta trasversale che benissimo apparisce nell'AC penultima sillaba. Pare però una sola parola, perchè sta, come ho scritto. ma poco importa, perchè anco . . . . ΛEOCCΥP sta così unito, e sono tre parole. […] Fa ridicole interpretazioni, come pag. 162. in una di Smirne, ed'Efeso. ANΘΥKAICEN. AITOΥ dice. sed quod infeliciter legit Patinus pag. 169 sic nos paullo felicius : ANΘΥΠATCEΠ. ΠAITOΥ, Proconsule Septimio Paeto vel CEN. Σεντιου. O che Sciocco ! Il senso vero è ANΘΥ. KAICEN. ΠAITOΥ, Proconsule Cesennio Pato, del quale parlo con Tacito, e con una iscrizione nell' epist. Consul. Cesennio Peto, legato nella Siria ex Josepho lib, ult. debello Judaico. Alla pag. 228 pone la Colonia Giulia TRAD. Col testo di Plinio, e soggiunge. sunt, ad quos summa ingenia offenderunt. Fra quali Norisius in Cenotaph. Pisanis, quid de Plinio statuat ambigit. Poscia risolve il dubbio col modo stesso, che io pongo, e quasi ch’esso lo avesse trovato, termina con le solite sfrappate, ch'è vano il cercare, certiora planioraque di quello, che esso dice. I Francesi, Morello, Spon ed altri si lagnano, che l'autore con lodarli, abbia loro cavate belle iscrizioni di medaglie, e poi stampatele prima di loro. Hactenus per questa volta. Del resto ci sono osservazioni erudite di geografia, ma le ha cavate dall' Olstenio, senza usarlo, e le vende come nate nel suo campo. Io le scrivo famigliarmente, cioè currenti calamo ; onde mi perdonerà, se parlo con barbarie e con parole meno, che ordinarie. Il P. Pagi è in Parigi per stampare le note Baroniane » (Noris 1741, lettre CLXVI, col. 327-328).