Ercole Basso - Francesco I de' Medici - 1574-1-16
Ercole Basso, Bologna
Ercole Basso - Francesco I de' Medici - 1574-1-16
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 12767 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP 596, c. 180 |
| AuthorAuthor of the document. | Ercole Basso |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco I de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | January 16, 1574 JL |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Bologna 44° 29' 37.75" N, 11° 20' 33.47" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 65, num. 60Barocchi - Gaeta Bertelà 1993 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Trajan , Alexander Severus |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=94&page=5& |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 16 janvier 1574 (de Bologne): "Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Gran Principe, Perché confido che la clemenza dell'Altezza Vostra scuserà la mia temerità, ho preso ardire scriverle questa mia e mandarle due medaglie antiche: l'una di bronzo di Traiano col riverso di Rex Parthis datus, l'altra di piombo, ma non men rara di Alessandro Mameo col roverso Adlocutio Augusti, le quali se sodisfarano all'A.V. e che si degni accettarle in dono, mi sarà grandissimo favore. Ma se pur non le piacerà e che più tosto voglia prenotarle, se si contenterà commettere che mi siano mandate per l'una e per l'altra quattro medaglie ordinarie d'oro, una per l'Alessandro e l'altre per il Traiano, ne restarò contento et a lei ubligatissimo. Inoltre quand'io sapesse non esser discaro all'Altezza Vostra il vedere ogni settimana qualche mia medaglia, le ne mandarei sintanto ch'io potessi venire a farle riverenza e darmele a conoscere per suo devotissimo et umilissimo servitore, notificandole che sebbene alle volte ne vedrà di quelle che non riescano al gusto suo, mi serà di somma grazia se commetterà che per li medesimi suoi corrieri, mi siano rimandate, riputandomi a grandissimo favore l'essersi degnata vedere cose mie." (Firenze, Archivio di Stato, MP 596, c. 180; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 65, num. 60).