Giovan Battista Capponi - Leopoldo de Medici - 1666-2-9
Giovan Battista Capponi, Bologna
Giovan Battista Capponi - Leopoldo de Medici - 1666-2-9
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15039 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | CdA, XV, c. 127 |
| AuthorAuthor of the document. | Giovan Battista Capponi |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Leopoldo de Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | February 9, 1666 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Bologna 44° 29' 37.75" N, 11° 20' 33.47" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Barocchi - Gaeta Bertelà 2007, p. 841-842Barocchi - Gaeta Bertelà 2007 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Brutus , Pileus , Theophilus |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=1746&page=13&daGiorno=1&aGiorno=31&daMese=1&aMese=12&daAnno=1546&aAnno=1695&intestazione=&trascrizione=medagli&segnatura=&cerca=cerca& |
Map
Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 9 février 1666 (de Bologne): "[...] Con esso mando ancora una medaglia d'oro di Bruto col Pileo e i pugnali di peso d'un quarto d'oncia antica e bella et un'altra pur d'oro del secolo bassissimo di Teofilo Imperatore greco, che fu figliuolo di Michele Balbo e quello ch'è più considerabile, ha la testa del medesimo, se bene varia d'abito da tutte e due le bande. Il sudetto fransese le volea comprar dall'orafo, di chi sono, ma egli le aveva già promesse a me, per farle vedere a Vostra Altezza. A me certo non sovviene d'aver veduta né l'una né l'altra nel numero di quelle, di che fui onorato essermi mostrate dall'Altezza Vostra. Il prezzo m'ha sembrato ragionevole, non ne volendo che sei piastre, essendovene d'oro poco meno di cinque. Resti servita l'Altezza Vostra, come la supplico, riconoscere il sommo desiderio ch'io tengo, di prestarle atti continuati delle mie ossequiosissima servitù e condonandomi l'ardimento, farmi vivere nella di lei stimatissima grazia, mentre profondissimamente inchinandola mi confermo di Vostra Altezza Serenissima umilissimo devotissimo e obbligatissimo servitore Giovambattista Capponi Bologna 9 febbraio 1666" (Firenze, Archivio di Stato, CdA, XV, c. 127; Barocchi - Gaeta Bertelà 2007, p. 841-842).