Giovanni Brunacci - Giambattista Toderini - 1764-1-1
Giovanni Brunacci, Padua
Giovanni Brunacci - Giambattista Toderini - 1764-1-1
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 8032 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Giovanni Brunacci |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Giambattista Toderini |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | January 1, 1764 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Padua 45° 24' 27.79" N, 11° 52' 24.42" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Angelo Faglia |
| LiteratureReference to literature. | Rubbi 1795, p. 396-397, lettre 517Rubbi 1795 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Coin Price , Exchange , Medieval , Goths , Virgil |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
-Lettre du 1 janvier 1764 (de Padoue) : « Sta saldo il fondo dei nostri trattati nummarj. Perchè tutto s'era cominciato fra noi due dalla medaglia di Teodaato re Goto, che le resta, e le resterà non tanto per alcuna liberalità mia, ma confesso principalmente per i di lei cambi. Alcune delle monete sue ch'ella vuole indietro, di quelle ch'io m'era trattenuto per la sua buona per missione, mi contento, che le ritornino. Nominate sono tra queste quella di Virgilio ; quella di Bergamo e quella di Milano, che vuoi dire colle situlei la piccola d' argento degli Scaligeri ; le Carraresi; finalmente quella piccola di Firenze con patina verde. Così quest'ultima si descrive dal mio stimatissimo pad. Toderini. Al quale domando, che moneta crede questa sia ? - non è da niente ; non val un soldo. Io dunque invece d'una, ch'era la sua, gliene mando due aggiungendone un altra mia di simil genere: nè per questo crederò averle dato niente ch importi. Le sue sette Carraresi quanto crede che valessero niente fra tutte: sicchè con gran facilità me le lasciai andar di mano. Ora n ho ricuperato cinque: ma n'aggiunsi altra, che sarà la sesta, la qual so la val due volte le sette, ch'ella mi dava. Queste dunque sei di Padova; quelle due di Firenze sono in mano del nostro carissimo pad. Faglia. Anche Virgilio, anche il Bergamo, anche il Milano anche gli Scaligeri: tutto è in deposito appresso il Faglia. » (Rubbi 1795, p. 396-397, lettre 517).