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Ieronimo Padovani - Francesco I de' Medici - 1573-9-22

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Ieronimo Padovani, Bologna

Ieronimo Padovani - Francesco I de' Medici - 1573-9-22
FINA IDUnique ID of the page  12763
InstitutionName of Institution. Florence, Archivio di Stato
InventoryInventory number. MP 592, c. 228
AuthorAuthor of the document. Ieronimo Padovani
RecipientRecipient of the correspondence. Francesco I de' Medici
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . September 22, 1573 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Bologna 44° 29' 37.75" N, 11° 20' 33.47" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature. Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 56-57, num. 531
KeywordNumismatic Keywords  Medallions , Maximianus , Magnentius , Florianus , Nero , Tiberius
LanguageLanguage of the correspondence Italian
External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia  https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=85&page=5&
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

Lettre du 22 semptembre 1573 (de Bologne): "Eccellentissimo Signor Gran Prencipe, Per gran spacio di tempo ho espetato mi capiti qualche medaglia rara per poterne far dono a Vostra Alteza, finalmente mi sono venuti alle mani certi medaglioni di posteriori, qual li ho iudicati a suo proposito per far com' à in animo, seria sin a Massimigliano, come mi disse, fra qualli doi ci ne sono più rarri de gl'altri, Magnencio et Anio Floriano; de gl'altri tre, crederò si ne trovarà, ma cossì grandi si potrebe stare bon pezzo. Inssieme ancora ci mando uno Nerone co una gallera, qual mi pare raro e da pore fra medaglioni, però la suplico a farmi grazia acetarlli e porgli nel suo ordine, sin che meglio ci capiti e mi doglio non siano come vorei conscervati di più che non sono, che più volontieri ce li darei. Acetarà il bon animo mio, qual'è di impiegarlle tutte le buone medaglie potrò avere. In Bologna è capitato ad un nostro antiquario uno medaglione di Tiberio, grande oltramodo, conscervato, con la Clemenzia per roversso, non mai più veduto, né audito racordare in così gran medaglia, che, quando Vostra Altezza desciderasse averlo, mi darebe l'animo farcello avere per buon prezo, overo in barato, e quando si contentasse di vederllo ce lo mandarò con il costo, overo forma di baratto e piacendogli poi se lo terà, overo lo rimanderà. Ma son sicuro non lo lascerà tornar adietro vedendollo, che tropo mi pare da par suo. Restami donque sapere il suo comandamento per porlo in esecucione e reverentemente gli basio le ginocchia, pregando Nostro Signor Idio la feliciti e prosperi per sempre." (Firenze, Archivio di Stato, MP 592, c. 228; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 56-57, num. 53).

References

  1. ^  Barocchi, P. - Gaeta Bertelà, G. (1993), Collezionismo mediceo. Cosimo I, Francesco I e il Cardinale Ferdinando. Documenti 1540-1587, Modena.