Jean-François Séguier - Giovanni Bianchi - 1750-11-19
Jean-François Séguier, Verona
Jean-François Séguier - Giovanni Bianchi - 1750-11-19
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 13912 |
| InstitutionName of Institution. | Rimini, Biblioteca Gambalunga |
| InventoryInventory number. | Fondo Gambetti, Lettere autografe al Dott. Giovanni Bianchi, pièce 48 |
| AuthorAuthor of the document. | Jean-François Séguier |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Giovanni Bianchi |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | November 19, 1750 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Verona 45° 26' 18.60" N, 10° 59' 32.68" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Johann Jakob Gessner, André Falconet, François-Xavier de Bon de Saint-Hilaire, Johann Friedrich Gronovius |
| LiteratureReference to literature. | |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Exchange , Books , Coins For Trade |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 19 novembre 1750 (de Vérone) : « Avendo avuta occasione di scrivere, e di mandare ultimamente a Zurigo al signor Giovanni Gesnero la vostra operetta de Monstris etc. lo pregai di far parte al suo fratello Giovanni Iacopo se voleva contraccambiare alcune copie, o almeno una delle sue 310 tavole di medaglie antiche contra le votre opere a ragguaglio di prezzo. Ne ho avuto in risposta l’accluso viglietto che vi mando. Ma non credo che possa essere di vostra soddisfazione. Con tutto ciò fattemi sapere cosa volete che risponda avendo differito di farlo fino a tanto che me l’abbiate significato. Di quelle che mandai in Vienna al Van Switen, in Parigi al Falconetto, in Montpellier al presidente Bon, e in Inghilterra al dottor Mead non ho veruno riscontro. Anzi vi dirò che quell’Olandese ch’era incaricato di consegnare al Van Switen la copia che a vostro nome gli mandai, e poi al signor Gronovio in Leyden quella ch’era per il Mead, e ch’era unita con molti altri libri, fra gli altri una copia del Museum Veronense, mi dicono che in vece di ritornare in patria se ne andò in Levante, e di là in Egitto, di modo che altre nuove di queste non so, e inutilmente ne scrissi anche al signor Dourville professore di belle lettere in Amsterdam, perché essendo egli vicino d’Alcmaer, donde era quell’Olandese, ne pigliasse qualche informazione, e me la ragguagliasse.” (Rimini, Biblioteca Gambalunga, Fondo Gambetti, Lettere autografe al Dott. Giovanni Bianchi, pièce 48).