Ludovico Antonio Muratori - Francesco Giovanni Beretta - 1745-4-30
Ludovico Antonio Muratori, Modena
Ludovico Antonio Muratori - Francesco Giovanni Beretta - 1745-4-30
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15981 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Ludovico Antonio Muratori |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco Giovanni Beretta |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | April 30, 1745 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Modena 44° 32' 18.49" N, 10° 56' 9.46" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Alvise Riccardi, Giovanni Antonio Davia |
| LiteratureReference to literature. | Campori 1907 vol. XI, p. 4787, n° 5087Campori 1907 vol. XI |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Discovery Of Coins, Coin Collector , Brescello |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://archive.org/details/epistolario11murauoft/page/4786/mode/2up?view=theater |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 30 avril 1745 (de Modène): "Mi faccia V. S. illustrissima gran servitore al signor Alvise Riccardi, e gli dica, che s'è levato troppo tardi per cercare le monete d'oro, che erano buona parte de' triumviri, dissotterate, per quanto fu creduto, nel territorio di Brescello, giurisdizione di Modena. Son già passati almeno trenta anni, da ché ciò avvenne. Chi lo scoprì ebbe l'avvertenza di non venderne alcuna in questi paesi, affinché non si andasse in traccia di quel piccolo tesoro. Furono spezialmente esitate in Venezia dove un nobile, dicono, che ne comperasse da cento, tutte del medesimo anno, e ne squagliasse 99 affinché, una sola restante, fosse cosa rara. Il cardinal Davia ne comperò molte. Se la duchessa di Brunsvic, suocera del nostro duca, ne volle mandar tre in Francia, da dove ne fu richiesta, bisognò che le facesse comprar ben caro a Venezia. Quel che è certo, io non so che alcuna ne sia restata in Modena. [...]" (Campori 1907 vol. XI, p. 4787, n° 5087).