Ottavio Falconieri - Leopoldo de' Medici - 1667-1-1
Ottavio Falconieri, Rome
Ottavio Falconieri - Leopoldo de' Medici - 1667-1-1
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 4874 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | Carteggio d’artisti, X, f° 175r et v |
| AuthorAuthor of the document. | Ottavio Falconieri |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Leopoldo de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | January 1, 1667 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Rome 41° 53' 41.28" N, 12° 29' 7.22" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | Pierre Séguin, Ferdinando II de' Medici, Pietro Ottoboni |
| LiteratureReference to literature. | Giovannini 1984, p. 169, lettre 68Giovannini 1984 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Dissertation , Lead Cast , Roman Provincial , Autopsy , Engraving , Medallion |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
-Lettre du 1 jan. 1667 (de Rome) : «La venuta dell’abb(ato) Seguino mi ha risvegliato il pensiero di pubblicare con una epistola indirizzata a lui la spiegazione del medaglione insigne di Filippo, secondo il concetto che più d’un anno fa significai all’A(ltezza) V(ostra), in occasione di supplicarla del piombo del medesimo medaglione ch’è nello studio del Ser(enissi)mo Granduca, il quale, essendo più conservato di quello che ha N(ostro) S(ignore) [i.e. le pape] e d’un altro, che dopo è capitato nelle mani del Sig(no)r cardinal Ottobono, ha una delle faccie, di quella ch’io credo rappresentarsi per l’arca di Deucalione, tre lettere, le quali per quanto apparisce dal piombo, paiono a me e ad alcuni che l’hanno visto un un et un . La qualità della parola che risulta da queste lettere, in proposito di un rovescio appartenente per quando io credo al diluvio di Deucalione, è così notabile, che mi fa considerare quanto mi bisogni camminar giustificatamente nel canonizarla, benché io non faccia né pure un minimo capitale di essa in ordine alle prove della mia coniettura. Onde, dovendo io fare intagliare il medaglione, non mi parrebe di potere arrischiarmi a risolvermi in questo particolare senza giustificarmi col testimonio del medaglione istesso, non solamente appresso gli antiquarii di Roma, ma anche con quelli di Parigi per mezzo dell’istesso Abb(at)e Seguini. La singolarità dell’occasione mi accresce l’animo a supplicare V(ostra) A(ltezza) d’un favore tanto singolare quanto è il poter certificarsi della verità circa alle sopradette lettere et anche, per poter con maggior fedeltà rappresentarlo nell’intaglio...» (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, X, f° 175r et v; Giovannini 1984, p. 169, lettre 68).