Sebastiano Bianchi - Cosimo III de' Medici - 1688-5-29
Sebastiano Bianchi, Venice
Sebastiano Bianchi - Cosimo III de' Medici - 1688-5-29
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 15698 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP, 1577 |
| AuthorAuthor of the document. | Sebastiano Bianchi |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Cosimo III de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | May 29, 1688 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Fileti Mazza 1996, p. 368Fileti Mazza 1996 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Coin Collectors , Coin Collection |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 29 mai 1688 (de Venise): "Sarà questa l'ultima mia lettera che Vostra Signoria Illustrissima riceverà di Venezia, e senza una dolce violenza di questi signori accompagnata dalle lusinghe di farmi ancor vedere le medaglie del signor proccurator Ruzzini nascoste agl'occhi di tutti, ella la riceveva di Padova per dove m'incamminerò martedì senza fallo. Colà monsieur Patin m'attende, avendo già avuto notizia di me, e di là seguendo il consiglio di Vostra Signoria Illustrissima, passerò a Mantova dal padre Bulgarini; seguitando poi il viaggio verso la Patria, procurerò di vedere il padre Cattaneo a Reggio, dando una scorsa alle sue medaglie, et il famoso museo Buoncompagni in Bologna, che penso non sarà più guardato con tanto rigore se terminata la lite vogliono disfarsene. Di qui poi parto sodisfattissimo, per aver veduto quanto si potea vedere che - vaglia il vero - merita gran stima, essendoci a non fallare cento pensieri di medaglie che non si vedono altrove, le quali daranno materia a lunghi discorsi con Vostra Signoria Illustrissima e col padre maestro Noris a cui scrivo questa sera" (Firenze, Archivio di Stato, MP, 1577; Fileti Mazza 1996, p. 368).