Stefano Bellini - Canonibo N. - 1793-4-15
Stefano Bellini, Osimo
Stefano Bellini - Canonibo N. - 1793-4-15
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 8038 |
| InstitutionName of Institution. | |
| InventoryInventory number. | |
| AuthorAuthor of the document. | Stefano Bellini |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Canonibo N. |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | April 15, 1793 |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Osimo 43° 29' 10.10" N, 13° 28' 56.68" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Rubbi 1796, p. 117, lettre 160Rubbi 1796 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Greek , Letters , Iconography , Eras |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://books.google.be/books?id=r-vacRodJf4C&pg=PP11&dq=Epistolario+Ossia&hl=fr&sa=X&ved=0ahUKEwie YTu-4zpAhVBqxoKHd3uDL4Q6AEIMjAB#v=onepage&q=Epistolario%20Ossia&f=false |
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
-Lettre du 15 avril 1793 (de Osimo): “Ho gradito intanto il rame della moneta, la quale corrisponde all'originale del mio medagliere. Questo sebbene non sia perfettamente conservato, pur è tale che fa conoscrene la corrispondenza. La lettera M per verità non vi si scorge; lo che nascerà forse per esser da quella parte consunta. Credo però che questa debba significare la data della medaglia, giacchè i monetari greci eran soliti di mettervi per note le lettere dell'alfabetto. La testa sicuramente è di Venere, essendovi il consenso di tutti quanti gli storici. L'esser poi coronata deriva dal costume di dare un tal segno alle deità, che vengono onorate dai popoli. Aggiunga che quella corona può essere non di alloro, ma di mirto, albero appunto a Venere consecrato. Il ramoscello non è certo una penna, come vuole il canonico N. N., cui non possono farsi buone le inezie, che vi aggiunge in pruova. Egli è bensì da riputarsi un ramo di palma con i suoi fiori corrispondenti , che possono esser segni di vittoria permanente. Tanto le accenno su due piedi ed a penna fuggente, riserbandomi di dirle alcuna cosa di più a suo tempo ». (Rubbi 1796, p. 117, lettre 160).