Vincenzo Banchieri - Francesco I de' Medici - 1573-6-20
Vincenzo Banchieri, Venice
Vincenzo Banchieri - Francesco I de' Medici - 1573-6-20
| FINA IDUnique ID of the page ᵖ | 8168 |
| InstitutionName of Institution. | Florence, Archivio di Stato |
| InventoryInventory number. | MP 589, c. 154 |
| AuthorAuthor of the document. | Vincenzo Banchieri |
| RecipientRecipient of the correspondence. | Francesco I de' Medici |
| Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . | June 20, 1573 JL |
| PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. | Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E |
| Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. | |
| LiteratureReference to literature. | Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 51-52, num. 49Barocchi - Gaeta Bertelà 1993 |
| KeywordNumismatic Keywords ᵖ | Coins |
| LanguageLanguage of the correspondence | Italian |
| External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia ᵖ | https://www.memofonte.it/home/ricerca/singolo 6.php?id=76&page=4& |
Map
Grand documentOriginal passage from the "Grand document".
Lettre du 20 juin 1573 (de Venise): achat de monnaies antiques sur le marché vénitien à travers son agent: "Serenissimo Gran Principe di Toscana, Intesi dal segretario di Vostra Altezza, lo animo suo intorno alla lista delle anticaglie e avendo ottenuto la grazia dallo amico di mandarla a Vostra Altezza, e ancora ogni altra cosa, e pensando mandarli due medaglie per questo ordinario, non mi è riuscito per lo impedimento che ha auto il detto amico; ma per questo altro ordinario, Vostra Altezza le arà di certo e se li piacerà ancora che gli mandi tutte o parte delle medaglie che sono in la inclusa lista, me lo farà intendere e perché sono di poi stato a vedere tutte quelle de le quali lo avvisai, li dico che se Vostra Altezza le vedesse, che non resteria in conto alcuno di non le comperare perché sono bellissime e degne di lei e non di altri e vi è una statua di una donna egiptia con le lettere egiptie nel petto, che non si può veder meglio. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 589, c. 154; voir Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 51-52, num. 49).