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F
-Nîmes, Bibliothèque du Carré d'Art, dans la Correspondance Séguier, Mss 135-150 (13816), XVI, « Médailles du cabinet de M. Joseph Pellerin, premier commis de la Marine, à Paris, en 1760 », 291 pages écrites de la main de Séguier jusqu'à la page 286; suivi de 18 lettres de Pellerin (1759-1760); Extraits par Séguier de L'histoire des rois de Syrie [mes italiques], de Levaillant [sic] (1681) [re-sic]. Papier; hauteur 218 mm; XVIIIe siècle. (Molinier 1885, p. 601-602).  +
Numismata aerea Imperatorum Augustarum et Caesarum, in Coloniis, municipiis et urbibus jure latio donata ex omni modulo percussa, auctore J. Vaillant. Paris, F. Moette, 1688. Exemplaire précieux, dont Vaillant lui-même avait fait présent à Morel, qui le fit intercaller de feuillets blancs entre chaque page, et qui l’enrichit de plusieurs notes et dessins de médailles de sa main. Le défunt l’acquit en 1793, à la vente de Hennin pour 249 l. 19 s. (Van Damme 1807, p. 114, n° 712).  +
-Paris, BnF, Tolbiac, réserve des livres rares, cote J 4774: Numismata imperatorum romanorum praestantiora a Julio Caesare ad postumum et tyrannos, per Joannem Vaillant,... Lutetiae Parisiorum : sumptibus J. Jombert, 1692. Ed. altera (annoté par Claude Génébrier). Un autre ex., avec notes mss. de Claude Génébrier, qui devait préparer une nouvelle édition de l’ouvrage. Reproductions de médailles collées dans les marges (info Guy Meyer).  +
C'est sur cet exemplaire, chargé d'un grand nombre de corrections et note de la main de l'auteur, que la seconde édition a été faite; mais comme ainsi il a tenu lieu d'un manuscrit, on en a enlevé le titre (Van Damme 1807, p. 115, n° 721).  +
-Paris, BnF, Ms. Fonds Français 9540, f° 228: "Abrégé d'inventaire des pièces que le sieur de Bagarris a en main pour dresser un cabinet à sa Majesté de toutes sortes d'antiquités, suivant le commandement donné au dit sieur Bagarris par sa dite Majesté, tant de bouche que par lettre du 22 mars 1602" (Tamizey de Larrroque 1887 vol. 12, p. 74-77). Remarque: il s'agit de la liste des biens échangeables pour augmenter la collection royale.  +
-Lettre du 19 mai 1694 : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 47).  +
-Lettre du 2 et 9 juin 1694 (de Milan) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 48).  +
-Lettre du 1 jan. 1696 (de Rome) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 21/681 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 50).  +
-Lettre du 2 mai 1698 (de Turin) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 21/681 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 52).  +
-Lettre du 6 sept. 1698 (de Rome) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 248, note 61).  +
-Lettre du 27 sept. 1698 (de Rome) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 248, note 61).  +
-Lettre du 3 déc. 1698 (de Rome) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 58).  +
-Lettre du 5 déc. 1698 (de Rome) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 58).  +
-Lettre du 31 déc. 1698 (de Rome) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 58 et 248, 61).  +
-Lettre du 15 juil. 1699 (de Rome) : « C’è un antiquario passato di Torino e poi sovra agionto, un detto l’Astrologo da me qui servito, onorato e riverito, sono passati l’un dopo l’altro, cosi istigati da’ miei nemici, a quali prego Dio ogni bene e felicità, han trovato false molte medaglie trovate da me colà. Io non ho mandato medaglie colà senza il parere del s.r. Luca (Corsi) o del s.r. Marc’Antonio (Sabbatini) o del s.r. Agustino Scilla (nb :1629-1700) e s.r. Ficaroni (Francesco Ficoroni) qualch’una. Io non ho mandato moneta senza il parere de’ periti e di tutto ho le mie giustificationi buone e belle. Accade (oltre ignoranza) ch’han trovato falso il bel Pertinace di bronzo che V.S. mi diede nelle sue medaglie e che V.S. me li ha richiesto una o due volte se mai mi ricordo. Quel Ostiliano mezzano di bronzo che presi da lei in passando e mi ricordo che ce n’eran due e mi disse prenda questo e l’Agrippina d’argento con il figliuolo Caligola » (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 249-250, note 83).  +
-Lettre du 15 août 1699 (de Rome) : accusation d’avoir délibérément acquis des faux : « Che tra le medaglie non ve ne sia qualche falsa io lo tengo per indubitato, ma che l’habbia mandata sapendolo, or questo no ! » ; évoque la liste de prix de Ficoroni « la più applaudita » (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 20/680 ; voir Missere Fontana 2012, p. 250, note 85).  +
-Lettre du 13 juin 1653 (de Vicenza) : « L’opera intrapresa da V.S. Ill.ma per mio pare sarà universalmente aggradita, e io ho avuto grandissimo gusto in veder gl’imporonti quelle monete, perché sebbene sapevo che questa mia patria habbe anticamente podestà di coniar danari, non però havevo veduto l’immagine di essi e fasì che niun antiquario di Vicenza l’haveria se pure non fosse nella singolarissima Galleria del Sig. C. Girolamo Gualdo che già pochi giorni ammirata fù per spazio [?] di dove contiene dall’Emin. Sig. Cardiale. Ringrazio V.S.Ill. del favore quale supplico aumentar con honorarmi di qual quante copie della carta mandatami per farne partecipi altri da queli è stata veduta con indicibile gusto. Si è dato principio alla stampa del B. Libro della mia Historia, spero che per Natale finirà qui finisco lo scriver, ma non di riverirla, ringraziandola et pregandoli da Dio il colmo di ogni bene » (Padova, Biblioteca civica, BP 1474/11 ; Casarotto 2014 , p. 133-134, note 725).  +
-Lettre du 20 juin 1653 (de Vicenza à Padoue) : « Con ogni possibile affetto ringrazio V. S. Ill.ma delle copie mandatemi delle antiche monete. circa la Vicentina per hora posso dirle che anticamente la città pigliò per arma la croce bianca in campo rosso nel scudo rilevato et convesso, il che per dimostrare li pittori lo fanno alquanto storto. Similmente Castellini nelli suoi manoscritti dice che s’annoverasse circa l’anno 312 nel quale Costatino imperatore pose la croce nel suo imperiale stendardo, io scrivo ( e non muto pensiero), nel Quinto Libro che la pigliasse tosto che alla fede Cristiana fù convertita circa l’anno di cristo 46. innanzi non à là, che cosa portasse, però si stima un scorpion et innanzi d’esso un cane bianco. Quanto alla potestà di contar monete li fu data dall’imperatore di Germania nello stesso tempo che à Padoa, Verona et altre città d’Italia. Circa dell’armetta fra le due stelle appresso l’aquila, ella è assai somigliante all’arma che i Valmarana portano et pare anco à quella dei Trissini può esser, che anticamente altre famiglie havessero l’istessa, di che il Sig. C. Gerol. Gualdo hà fatto una bella raccolta. Forse con la divulgazione di queste carte si scoprirà qualche cosa, e havendone io notizia non mancherò di ravagliarla. Fra tanto come sempre la supplico dal dator di ogni bene il colmo di tutte le felicità. » (Padova, Biblioteca civica, BP 1474/11 ; Casarotto 2014 , p. 134, note 727).  +
-Lettre du 24 novembre 1653 (de Vicenza) : « Affettuosissime gratie rendo à V. S.Ill.ma per il libro mandatomi de’ Marmi padovani, quale goderò con maggior commodità, poiché ancor mi sono aggravato da febbre continua, attenderò poi da V.S.Ill.ma gl’impronti delle monete antiche, cosa che riuscirà di gran Honorevolezza à questa nostra patria e credo che dal M. Archidiacono Trissino gli saranno somministrate cose degne da esser sapute. Qui termino con augurarli vera felicità e pregandola di suoi comandi » (Padova, Biblioteca civica, BP 1474/11 ; Casarotto 2014 , p. 136, note 723).  +
-Lettre du 24 mars 1664 (de Rome) : vifs remerciements pour l’envoi de son livre, nb : les Familiae Romanae (Basel, UB, Handschriften G2 I 23a, f° 14 – en latin).  +