Grand document
From Fina Wiki
- Imported from"Imported from" is a predefined property that describes a relation to an <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Import_vocabulary">imported vocabulary</a> and is provided by <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Special_properties">Semantic MediaWiki</a>. dc:description (dc | Dublin Core Metadata Element Set, Version 1.1)
- Has preferred property label"Preferred property label" is a declarative predefined property to specify a <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Preferred_property_label">preferred property label</a> and is provided by <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Special_properties">Semantic MediaWiki</a>.
- Has property description"Property description" is a predefined property that allows to describe a property in context of a language and is provided by <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Special_properties">Semantic MediaWiki</a>.
- Original passage from the "Grand document". (en)
- Originalpassage im "Grand document". (de)
Name der Seite. (de)
E
Lettre du 26 février 1575 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, Con questa mia mando a Vostra Altezza Serenissima un medaglione di Adriano con la scrofa, che se bene sopra a quella et atorno l'arboro è un poco acarezato, come Vostra Altezza vedrà, si può tolerare per la sua rarità. Il prezzo serà di quindici scudi e di tutto quello che a Vostra Altezza piacerà, alla quale devotissimamente mi raccomando. Di Vostra Altezza Serenissima umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso." (Firenze, Archivio di Stato, MP 670, c. 57; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 101, num. 102). +
Lettre du 6 mars 1575 (de Bologne): "Serenissimo mio Signor, io mandai a Vostra Altezza Serenissima per il proccazio passato un medaglione di Adriano et ora con questa le mando diece medaglie di brongio; se ci serà cosa che le sodisfazia come desidero, l'averò carissimo e suo prezzo serà tutto quello che all'Altezza Vostra piacerà, alla quale devotissimamente mi racomando. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo et umilissimo servitore Ercole Basso." (Firenze, Archivio di Stato, MP 671, c. 233; cfr. Lanzi 1775, c. 207; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 101, note). +
Lettre du 12 mars 1575 (de Bologne): "Serenissimo mio Signor, io ho ricevuto li dodici scudi de' piastroni, che l'Altezza Vostra Serenissima si è contentata mandarme per la Faustina, di che molto la rengrazio; et ho parimente avuto l'altre tre medaglie, che non sono state di suo contento. Ora con questa le mando una medaglina di Pescenio Nigro, la quale, sebene è assai consumata, si può tenere sin che ne capiti una meglio. Supplico l'Altezza Vostra Serenissima a contentarsi, quale ella si sia, poiché non l'ho potuta aver meglio; accettarla in dono da me suo umilissimo et obligatissimo servitore e sperando che l'infinita cortesia sua si degnarà farme questo favore, farò fine basciandole umilmente le mani e pregandole dal Signore Dio ogni felicità. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo et umilissimo servitore Ercole Basso." (Firenze, Archivio di Stato, MP 671, c. 145; cfr. Lanzi 1775, c. 207; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 101, note). +
Lettre du 7 juin 1575 (de Bologne): prend position pour Erizzo et contre Vico dans la querelle « monnaies/médailles »: "Serenissimo mio Signore, Io mando con questa mia a Vostra Altezza Serenissima due medaglie che ieri ebbi: l’Antonino è alquanto raretto et il Galba è medaglia stravagante per aver avuto la laurea e la palma della vitoria d’argento comme ha l’occhio. Io non l’ho voluta farla accomodar, che seria stato meglio, acciò che l’Altezza Vostra veggia quant’arte ponevano gli antichi in far tal medaglie, il che non averebbono fatto se fossero statte fabricate per monete, come alcuni vogliono. [...]" (Barocchi - Gaeta Bertela 1993, p. 104, num. 105; voir Missere Fontana 1995, p. 183, note 121; Vagenheim 2007, p. 583, note 32). +
Lettre du 6 septembre 1575 (de Bologne): sur la vente de Leonardo Mocenigo: "Serenissimo mio Signore, Questa mattina io ho avuto dal colendíssimo Cavaliere Mocenigo la qua inclusa lettera in risposta del negozio delle medaglie; di che egli si contenta del fatto come per essa Vostra Altezza vederà. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 677, c. 487; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 107, num. 108; voir Missere Fontana 1995a, p. 181, note 104). +
Lettre du 15 nov. 1575 (de Bologne) : «Il signor Cristoforo Truchses, che alcuni di sono fu da Vostra Altezza, al partir suo di qua mi disse che presto credea di chiamarmi in Inspruch per ordinar il studio dell’antichità del Serenissimo Signor suo padrone e che perciò io non mi partisse da Bologna sendo che Vostra Altezza mi ci avea proposto con molte amorevoli parole a favor mio » (Vagenheim 2007, p. 584, note 36). +
Lettre du 30 juillet 1577 (de Bologne): "Serenissimo et Optimo Principe mio Signore, Essendomi capitato alle mani questa bellissima medaglia di Pertinace e se bene credo che Vostra Altezza Serenissima n'abbia con simile roverscio, ho voluto non di meno inviarglela per il debito mio, non volendo che cosa alcuna buona mi sia levata di mano, se non prima rifiutata da lei. Il prezzo ultimo è di scudi venti d'oro in oro. S'ella sarà di sua sodisfazione io l'averò molto caro. E pregando del continuo Nostro Signor Dio per la felicità sua, farò fine basciandole le mani umilmente. Di Vostra Altezza Serenissima umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso." (Firenze, Archivio di Stato, MP 700, c. 148; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 129, num. 132). +
Lettre du 20 août 1579 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, Io mando a Vostra Altezza Serenissima pe le mani del Signor Cavaliere Vaini il medaglione di Commodo con la quadriga, che già li dissi sapere dove ch'era e che Vostra Altezza Serenissima non ha. Quanto al prezzo non lo posso dar per meno di scodi cinquanta d'oro, volendomi salvare delle spese che ho fatto andandolo a comprare. S'egli sodisfarà a Vostra Altezza Serenissima per detto prezzo, io l'averò caro e sennò supplicola a degnarse di commettere ch'egli mi sia rimesso quanto prima. Con che pregando Nostro Signore Dio che le dia ogni contento e felicità farò fine umilmente basciandole le mani. Di Vostra Serenissima Altezza umilissimo servitore Ercole Basso." (Firenze, Archivio di Stato, MP 726, c. 30; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 158, num. 170). +
Lettre du 16 décembre 1579 (de Bologne): "Serenissimo mio Signor, in un puoco di viaggetto ch'o fatto mi è dato alle mani tre medaglie di brongio, le quali perchè forse potrebbono servire all'Altezza Vostra Serenissima gli le mando con la presente; et oltre di ciò io gli invio ancora una pietra nella quale si potrebbe far fare un bel cameo. Questa non è mia, ma holla presa in comissione per il prezzo nottato con quello delle medaglie che con questa serà. Accettarà per Sua clemenzia l'animo mio desiderosissimo di trovarli sempre qualche cosa di gusto suo, nella mia professione. E pregandoli da Nostro Signore Dio ogni felicità e raccordandomeli per quello umilissimo servitore che veramente gli sono, farò fine basciandogli le mani, con ogni riverenza. Di Vostra Serenissima Altezza umilissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 16 dicembre 1579" (Firenze, Archivio di Stato, MP 730, c. 228; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 159, note). +
Lettre du 14 décembre 1582 (de Bologne): "Serenissimo Signor mio Padrone e Signore Colendissimo, Nel viaggio ch'io questi dì passati ho fatto, mi sono date alle mani le pietre, ch'ora mando a Vostra Serenissima Altezza. Desidero che gli sia cosa di sua sodisfacione, più perch' ella conosca la devozione dell'animo mio, verso Lei che per altro commodo che me ne possa venire. E sebene qui a basso nottarò li prezzi di esse pietre, egli serà poi regolato dal buon giudicio di Vostra Altezza e dalla sua infinita bontà, alla quale umilmente mi inchino e pregoli dal Nostro Signore Iddio tutti li beni. Di Vostra Serenissima Altezza umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 14 decembre 1582. Il cameo con Ercole che ammazza il lione, scodi 50. Il nicolo con la testa di Galba, che reputo moderno, ma è da stimare come antico, scudi 50. La curniuola con la testa di Sabina; questa è spacata per meggio, e poscia accomodata scudi 15" (Firenze, Archivio di Stato, MP 757, c. 555; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 234-235, n° 255). +
Lettre du 15 novembre 1583 (de Bologne): "[...] In questo viaggio ho acquistato alcuni bronzetti e medaglie, che tutto mando a Vostra Altezza Serenissima, a fine che sendoci cosa alcuna di sua sodisfacione si degni servirsene. La nota serà alligata con la presente. E pregando come facio la Maestà di Nostro Signore Iddio per la felicità di Vostra Altezza Serenissima, farò fine umilmente basciandole le mani. Di Vostra Altezza Serenissima umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 15 novembre 1583 [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 764, c. 40; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 248, n° 274). +
Lettre du 10 janvier 1584 (de Bologne): "Serenissimo Signore e Padrone mio Colendissimo, Mando a Vostra Altezza Serenissima un bellissimo medaglione di Treboniano Gallo, con le quattro staggioni per rovescio, il quale finalmente ho acquistato dopo molta fatica e spesa. Et apresso le mando ancora un medaglione di Faustina, raro, ma molto consumato, che potrà servire per li roversci et un Antonino con la notola, acquila e pavone; nel roverscio è un puoco abellito, et una medaglietta di Marc'Aurelio con un tempio, greca. Se cosa alcuna serà a sodisfacione di Vostra Altezza Serenissima io l'averò caro e farà ciò che alla clemenza sua piacerà, alla quale umilissimamente bascio le mani, umilissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li X gennaro 1584. Il Medaglione di Treboniano scudi 65 d'oro. Quello della Faustina scudi 4 d'oro. L'Antonino scudi 8 d'oro. Il Marc'Aurelio scudi 2 d'oro. [Totale] scudi 79 d'oro" (Firenze, Archivio di Stato, MP 765, c. 10; cfr. Lanzi 1775, c. 207v; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 249, n° 276). +
Lettre du 24 janvier 1584 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, Io sempre mi contentarò di tutto quello che piacerà a Sua Altezza Serenissima, ma vorei bene ch' Ella per le nostre medaglie ritenute, si contentasse che gli scudi sessanta di moneta fossero d'oro, che così mi salvarei. Non di meno faccia Sua Altezza, ciò che Le piace. S'el Turino averà comissione delli danari egli me ne farà creditore. Et a Vostra Signoria bascio le mani e me gli offero obligatissimo servitore Ercole Basso. Da Bologna il 24 gennaio 1584" (Firenze, Archivio di Stato, MP 765, c. 11; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 251, n° 278). +
Lettre du 21 avril 1584 (de Bologne): "Serenissimo Signore e Padrone mio Colendissimo, Con la presente mando a Vostra Altezza Serenissima quattro medaglioni avuti de studio, quali ancora che gli ne sia ch'abbian patito, per la rarità loro io gli le ho voluto mandare afine che, sendole cosa che piacia alla Serenissima Altezza Vostra, si degna servirsene. Il prezzo d'essi, secondo me, sarà nottato qui a basso e se non le parerà raggionevole Ella potrà farlo conforme alla clemenzia sua, che tutto starà benissimo. E pregandole da Nostro Signore Dio tutti li beni, farò fine umilmente basciandole le mani. Di Vostra Altezza Serenissíma umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 21 aprile 1584. Probo col carro del Sole in maestà, scudi d'oro numero 40 Adriano: io non ho mai visto la più bella testa di tale imperatore col petto di maglia migliore di questa e non è renetta bene; ma nel roverscio ha patito assai, scudi d'oro numero 40 Alessandro Severo con il cerchio moderno, scodi d'oro numero 30 Filippo, consumato molto dalla parte della testa; col rovescio cred' io, dell'aprobazione sua nello Imperio fatta dal Senato, scudi d'oro numero 30. [Totale] scudi 140" (Firenze, Archivio di Stato, CdA, I, c. 333; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 256-257, n° 284). +
Lettre du 21 mai 1585 (de Bologne): "Serenissimo Signore e Padron mio Colendissimo, Io mando ora con la presente a Vostra Altezza Serenissima alcune antiquitadi che nella sorte loro mi paiono belle, se tale le riuscirano e che si degna servirsene mi serà molto caro e se non, si compiacerà del devoto animo mio verso lei, alla quale col vivo affetto del cuore prego ogni maggior felicitade e umilissimamente me gl' inchino e bacio le mani. Di Vostra Serenissima Altezza umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 21 maggio 1585. Il termine, scudi 12 d'oro Il manico, scudi 6 Il Silenno, scudi 6 Caracalla con la securitade, scudi 4 Marco Aurelio con tre figure, scudi 3 Marco Aurelio con Pallade, scudi 2 Faustina con 7 figure, scudi 3 Domiziano greco, scudi 4 Totale scudi 40 d'oro" (Firenze, Archivio di Stato, MP 773, c. 227; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 270, n° 301). +
Lettre du 11 mars 1586 (de Bologne) : offre en primeur au Grand Duc une monnaie rare de Trajan que Napoleone Malvasia pourrait lui acheter à grand prix (Barocchi & Gaeta Bertela 1993, n° 315, p. 281-282 ; voir Missere Fontana 1995, p. 189, note 155). +
Lettre du 19 août 1586 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, Un certo Paolo Ierucci, qual stancia ora a Venezia, detto ordinariamente fra gli Antiquarii il dottore naso, m'ha mandato le sei mostre di pietre, acciò ch'io le mandi a Vostra Altezza Serenissima, si come faccio e scrittome che quando la macchia di dette pietre fosse di sodisfacione di Vostra Altezza, egli me ne manderebbe due cassette, nelle quali sono pezzi grandi segati e politi e che del prezzo seria rimesso in Vostra Altezza se le piacerà che mi facci mandare le suddette cassette con le pietre. Io lo farò e le li mandarò. Se le piaceranno si potrà tratar del prezzo e se no le costerà nulla che la reportatura sin qua. Queste pietre credo che siano di diaspro duro, ma però nato in Cipro, buona condicione sì che se ne averà. E a Vostra Altezza sta il comandarmi quello che ho a fare. Nel medesimo scatolino le mando quatro medaglie di bronzo che se ci sarà con alcun di sua sodisfaccione mi serà molto favore, ch'ella si contenti servirsene, e se bene il prezzo sarà notato nella presente, il tutto non di meno rimetto alla clemenza di Vostra Altezza Serenissima, alla quale prego da Nostro Signore Dio tutte le felicitadi. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 19 agosto 1586" (Firenze, Archivio di Stato, MP 782, c. 653; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 288, n° 322). +
Lettre du 9 septembre 1586 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, io sto aspettando che giungano quei diaspri de' quali scrissi a Vostra Altezza Serenissima e subito giunti che serano io glele inviarò. Ora con la presente ella averà una medaglia di Domiziano con il Tempio e figure ingenocchiate, medaglia bellissima et una greca di Antonino con teste di Giove e di Giunone; questa credo valere diece e l'altra trenta scudi. Se cosa alcuna serà di gusto suo mi serà caro e l'Altezza Vostra Serenissima farà ciò che le piacerà. E pregandole dal Nostro Signore Dio tutti gli beni, farò fine umilmente basciandoli le mani. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 9 settembre 1586" (Firenze, Archivio di Stato, MP 783, c. 271; cfr. Lanzi 1775, c. 208v; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 287-288, note). +
Lettre sans lieu ni date: "Oggi mando a sua Altezza Serenissima un Claudio mezzano con l'insegne militari, bonissima medaglia, e uno Trajano d'oro con RESTITUTORI ITALIÆ: questa per quattro, e quella per due scudi d'oro. Se non servono per sua Altezza, e che servissero a V. S. se le terrà, parendole &c." (Bottari 1759 vol. 3, p. 200, lettre CXXXVI). +
Lettre du 11 mai 1574 (de Bologne): “E’ piaciuto a sua Altezza mandarmi quattordici medaglie d’argento del Granduca suo padre di felicissima memoria, favore veramente in ogni tempo grande, ma molto più ora, che sua Altezza si ritrova nel cumulo delle infinite sue occupazioni; di che gliene resto con tanto obbligo, che la roba, la vita, e l’onor mio non sono atti a soddisfarlo” (Bottari 1759 vol. 3, p. 185, lettre CXVII). +