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-Lettre du 20 avr. 1658 : idem (voir Missere Fontana 2009, p. 246, note 64).  +
-Lettre du 1 juin 1658 (de Rome) : « Ho già fatto consegnare al signor Monanno uno scatolino con dentro le nove consolari d’argento, due di metallo e dieci d’or, cioè tre ch’io già comprai per Vostra Altezza, due che vennero da Parigi, et cinque altre che in due volte Vostra Altezza mi ha di costì inviate nelle cartuccie, delle quali ho scritto ciò che ne ho saputo. Oltre a questo, avendo trovato qui una medaglia d’argento della Diva Paulina, che è una delle donne assai rara che mancano a Vostra Altezza, mando a vedergliela, quale piacendo a Vostra Altezza, potrà ritenersela » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 659 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 291, doc. 221).  +
-Lettre du 13 juil. 1658 (de Rome) : un nettoyage bien fait ajoute de la valeur : « doppo ch’io non ho scritto a Vostra Altezza Serenissima, sono capitate qui alcune medaglie di studio, rare e conservatissime, ma il padrone di esse ne prentende prezzi cosi esorbitanti, che dopo un mese che le tiene in vendita, ancora non le ha spacciate. Le migliori di esse sono queste : un Vitellio con Vittoria che scrive in scudo, Vespasiano con Roma resurges, Domiziano col giuramento de’ soldati, Nerva con Roma renascens., Faustina con carro di 2 elefanti e 2 d’argento rare, Massimo e Diad.no Con quest’uomo io non ho mai trattato, non di meno se si mutasse di pensiere e venisse a prezzi raggionevoli, quando cosi piacci a Vostra Altezz, gliele farro vedere, e gliene dirro il mio parere. Oltre queste, si sono in pochi giorni trovate dalla terra altre medaglie buone, e sono in mano di persona più raggionevole, e sono queste : Giuliano Apostata con figure stante grande, ma al solito un poco sottile. Un Costanzo con figura stante, è preggievole, ai piedi Virtus Aug. Un medaglione di Probo con le monete, ed un altro medaglione di Commodo con 2 figure una stante, el’altra giacente con 2 bovi nel mezzo, questo riverso è conservatissimo, ma della testa non posso dar giudizio, non essendo ancora rinettato ; quando tutte saranno polite, se Vostra Altezza gradirà di verderle, le mandarò costì, et avvisaro l’ultimo prezzo con dirgli di ciascuna il mio parere, assicurando Vostra Altezza, che nel procurrli l’avantaggio del prezzo, nel capargli li pezzi degni del suo studio, e dirgli di ciascuna il mio parere, non gli sarrà mai di pregiudizio la perdit anche per altro si fece molto grande della beata memoria del signor Pietro « (Florence, ASF, Carteggio d’Artisti, vol. VIII, f° 660 ; M. Fileti Mazza 1998, Appendice VII, p. 498-9 ; p. 217, doc. 115 ; p. 224, doc. 125 ; p. 268, doc. 184 ; p. 300, doc. 234 ; Missere Fontana 2009, p. 254, note 127).  +
-Lettre du 20 juil. 1658 (de Rome) : « Dello quattro medaglie cher ultimamente avvisai a Vostra Altezza Serenisima che s’erano qui trovate, già se n’è rinettata quella di Giuliano Apostata, quale è riuscita giustamente bella, ancor che come scrissi sia sottile (alcune)… Ora si rinetta il medaglione di Commodo ; quando saranno tutto in ordine Vostra altezza le vederà, e dirrò di ciascuna il mio parere et qual minor prezzo che ciascuna di esse si potrà dal padrone avere » (Florence, ASF, Carteggio d’Artisti, vol. VIII, f° 661 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 218, doc. 115 ; p. 225, doc. 125 ; p. 268, doc. 184 ; p. 300, doc. 234).  +
-Lettre du 24 août 1658 (de Rome) : « Ho aggionto… dentro l’istesso scatolino, tre delle quattro medaglie che srcissi già a Vostra Altezza che le avrei fatto vedere, non mandando la quarta per non esser ancora rinettata. Sono tutte tre buone medaglie e degne dello studio di Vostra Altezza, non di meno il medaglione di Probo, per la sua eccelente conservazione, non mi pare che si dovesse lasciare […] Il Giuliano è grande conforme ai suoi tempi et è ben conservato, et di tal grandezza è raro assai. […] Il Costanzo poi non è così conservato, ma in caso che Vostra Altezza non l’abbia con simile riverso, mi pareria lo potesse prendere » (Florence, ASF, Carteggio d’Artisti, vol. VIII, f° 662 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 218, doc. 115 ; p. 225, doc. 125 ; p. 268, doc. 184 ; p. 300, doc. 234).  +
-Lettre du 2 sept. 1658 (de Rome) : « è successo del ladro quell’istesso che io con le ultime pronosticai a Vostra Altezza Serenissima, perché il martedi mattina esso vendé sette delle XI medaglie perse, ad un revenditore di piazza Navona, quale, perché il lunedi ch’io feci far la diligenzia con simili revenditori, esso non avava fatto la sua solita spesa, non ere stato avvisato, e cosi quando il martedi le feci avvisare, esso aveva già comprato le dette medaglie, e poco manco che non l’avesse anco tutte rivendute, come dirro susseguentemente. Le 7 medaglie dunque, da questo ladro vendute, sono queste : il Probo per dodici giulii, il Costanzo et il Giuliano (che sono le tre che io mandavo a Vostra Altezza), l’Antinoo, il medaglione di Marc’Aurelio, uno delli 2 Galba, et il Nerone con l’allocuzione, ch’io per poca memoria equivocai scrivendo Vitellio con honoris et virtus, per sei o sette altri giulii, cioè sei giulii in denari, et un giulio bevuto in conversazione all’ostaria. Chiamato pero da me il compratore di esse, e datoli io tutti li contrasegni e sentendo c’earno medaglie robbate, mi restitui liberamente e con gran prontezza le tre medaglie ch’io mandavo a Vostra Altezza, et l’Antinouo, dicendomi che li dispiaceva assai di non potermi rendere anco l’altre tre, seben erano moderne, perché le aveva poco avanti per tre giuli rivendute ad un forastiero, anzi se avesse potuto averia procurato ricuperarle. Mi disse anco che la mattina poco doppo comprate, aveva trovato a rivendere il medaglione del Probo ad un tal capitano Branciforti per due doble, et per due altre doble ad un altro il Costanzo et il Giuliano, et perché esso ne pretendeva d’avantaggio, non le aveva voluto dare certificato, pero il signor Monanno et io di quest’offert è parso a lui di renderli non solo li dicinove giuli spesi nel comprarle, ma accrescergleli sino alli tre scusi. E cioè si è fatto, accio questo tale che dice cognoscer a vista questo ladro ci faccia anco il servizio maggiore che prentedimo da lui, che è il farci capitar in mano della corte questo ladro, il che esso ha promeso di farlo, e tiene il mandato del giudice in saccoccia per farlo prendere, ma perché sono trascorsi alcuni giorni senza conclusioni, stiamo con timore che quest’uomo ripensando a’ casi suoi ci dia conzone, perché è certo che se questo ladro va’ in preggione, è necessario vi vada ancor lui, per dirgli e mantenergli in faccia ch’esso gli ha venduot quelle medaglie. Che pero il signor Monanno et io stiamo qui con ogni possibile premura e accuratezza procurando tal preggionia, e non disperando di ritrovar anco le lettere intatte, o almno accertarsi che l’abbia esso abrugiare, già che si raccoglie dalle sue azioni ch’esso non sa leggere, perché se avesse letton elle cartuccie avvoltare nelle medaglie il valore di quelle e le loro qualità, leggendo in quella di Probo scudi cinque, e che essendo bellissima, Vostra Altezza non se la lasci scappar di mano, non ne averia domandati dodici giuli, perché il compratore che le cognoscev tanto gli diede quanto gli domando, ne dell’altro tanto poco come fece, che è quanto è successo in questi giorni di tal negozio, assicurando Vostra Altezza che preme straordinariamente il ritrovar tal ladro, in riguardo delle lettere ancor che dall’aver subito venduto le medaglie, ci abbia assecurati che esso ha rubbato le lettere, non per le lettere, ma per la robba che sperava trovar nel grosso piego di quelle » (Florence, vol. VIII, f° 85-86 ; M. Fileti Mazza 1998, Appendice IX, p. 500-502).  
-Lettre du 1 février 1659 (de Rome) : « Quell’huomo di Napoli, che altre volte vendè a V.A. Serenissima quantità di medaglie di metallo è hoggi disposto a venderne delle altre con molte di quelle d’argento, et d’oro, è perché di queste in particolare ne ha esso molti di quelle mancano nella serie di V.A. perché essendo tanto riguarevole, merita d’esser ogni giorno più accresciuta » (Florence, ASF, Carteggio d’Artisti, vol. VIII, f° 88 et Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms 76 ; Molinari 2004, p. 132, note 47).  +
-Lettre du 31 mai 1659 (de Rome) : sur le blanchiment des consulaires ; « nello scatolino fattomi inviare da Vostra Altezza Serenissima, ho ricevuto tredici delle medaglie imperatorie d’argento già da me mandate costi, non 14 come mi avvisata, e perché detto scatolino era intatto e ben sigillato, mi persuado che una di esse sia restata costi. Quanto pero al dubbio che Vostra Altezza tiene delle loro antichità, confesso che da buone conietture si move Vostra Altezza a dubitarne perché hanno persa la pelle antica, sono li piani di quasi tutte granellosi, et li profili non hanno quei vivi che appariscano in quelle de cogno che sono contrasegni di medaglie di getto. Dico non di meno a Vostra Altezza, che dette 13, et altre ancora mandate, sono tutte antiche, e tutte queste qualità per le quali Vostra Altezza ne ha dubitato li procedano, perché tali medaglie sono state messe nel bianchimento che è una spetie di quasi acquaforte, il che fanno alcuni antiquari per pulirle di alcuna ruggine o negro, che hanno alcune medaglie, che sono d’argento meno perfetto et le fa bianche, ma quando non si lasciano stare più del dovere, quel bianchimento fa granellosi li piani, et rode quei vivi che sono propri del cogno, osservi non di meno Vostra Altezza che gli orli non hanno bava, né limature, e che l’ugna attacca, che oltre la qualità dell’argento antico, che ben meno perfetto, si cognosce dal moderno, son li contrasegni da distinguer le medaglie d’argento antiche dalle moderne. Ma quello che oltre ciò, a me pare, che possa appagare ogni dubbio di Vostra Altezza, è che essendo queste medaglie quasi tutte non rare tra l’argento, e la spesa del gettarle, si ragguaglia nella maggior parte il loro valore. Concludo che a mio parere sono tutte antiche, ma ancor che tali, se a Vostra Altezza non gradiscano, è in sua libertà di rifiutarle, perché cosi ho convenuto con il padrone, et se questa sera non le rimando come Vostra Altezza mi commandava, e perché aspettando in quest’altra settimana certe medaglie d’argento di Napoli, penso mandarle tutte assieme. Che si trovino medaglie antiche di getto, io non sono di tale opinione. Dico ben a Vostra Altezza, che molte di quelle d’argento degl’imperatori più bassi, come sono delli Gallieni, ò poco avanti, sono così malamente impresse che assai difficilmente si possono conoscere per coniate. Se mi capitara Giulia Mesa d’argento con l’istesso rovescio meglio conservata, la prendero per Vostra Altezza. Ho dopporicevuta l’altra di Vostra Altezza delli 27, nelle quale avvisa la ricevuta delli tre medaglioni, et medaglietta, et circa li prezzi di essi non posso dir altro a Vostra Altezza, se non ch’io ho procurato, et procurero sempre, ogni avant agio maggiore che potro et sapro ; ma circa li tre medaglioni, sappia Vostra Altezza che il padrone ne pretendeva 60 scudi, e tre volte mi è stato necessario di riscrivere per sbatterli tali pensieri dalla testa, quali sue pretensioni sono fondate sopra una stima fatta da chi non li voleva, credo io, comprate molti e molti anni sono, e della quale ne mandai già una copia alla bona memoria del signor Pietro Fittone. Si assecursi pero Vostra Altezza, ch’io usocon quello tutte le parole e persuasioni che so et posso per ridurlo a quel segno che conforme ai nostri tempi,a me pare che Vostra Altezza spenda bene il suo denaro, non avendo io altra premura, se non che di servirla esattissimamente » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 93-94 et Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms 76 ; M. Fileti Mazza 1998, Appendice X, p. 502-504 ; Molinari 2004, p. 132-133, note 49, Missere Fontana 2009, p. 251, note 107 et p. 265, note 197).  
-Lettre du 7 juin 1659 : idem (voir Missere Fontana 2009, p. 251, note 107).  +
-Lettre du 21 juin 1659 : idem ; sur l’inutilité de collectionner les variantes (« numeri, note, segni et animali ») des deniers républicains ; « Ho ricevuto nella scatola che Vostra Altezza Serenissima si è degnata inviarmi le 105 consolari et li 9 medaglioni greci d’argento, quali sono tutti indubitatamente antichi et buoni, cioè 4 de Città et 5 de divers rei, li nomi delli quali vedrà Vostra Altezza nelle carte involte in ciascuna di essi. Le consolari sono similmente antiche, ma tutte ordinarie, e quello che meno me ne aggrada, è che per lo più sono poco conservate et di molto basso rilievo, che pero ad alcune giovarà di darle il bianchimento et meglioraranno qualche cosa. Ma ad altre dubito che noceria, che pero senza altro commandamento di Vostra Altezza, lo daro a quelle sole a’ quali posso sperare di giovare, ne altra carezza ho saputo io mai che possano le medaglie d’argento ricevere, non admttendo queste in odo alcuno il bollino, anzi a me pare che ne meno la meritassero, quando ben se li potessero fare, perché di queste consolari, non dico delle rare, se ne trovano gran quantità, et quando son bene conservate, non si pagano che un scudo, a al più una piastra l’oncia « (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 674 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 42 et Missere Fontana 2009, p. 94, note 368, p. 251, note 107).  +
-Lettre du 12 juil. 1659 (de Rome) : « Penso di aggiungere alcune poche medaglie d’argento di donne imperatorie che mi pare manchino a Vostra Altezza, et si possono aver per buon mercato. Posso avere anco una Giulia di Tito che nella serie di Vostra Altezza non c’è, et è assai rara » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 677 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 263, doc. 181).  +
-Lettre du 21 juil. 1659 : inutilité de collectionner les variantes (des consulaires) comme les nombres, les signes et les animaux qui n’intéressent pas l’érudition (voir Missere Fontana 2009, p. 252, note 109).  +
-Lettre du 2 août 1659 (de Rome) : « Riceverà Vostra Altezza Serenissima congionta a questa, una scatola con le consolari, 105, che già Vostra Altezza mi onorò di mandarmi, e di più la Giulia di Tito et 10 altre medaglie d’argento di donne imperatorie, quali piacendole potrà ritenersi, avendo nella cartuccia di ciascuna notato il minor prezzo per il quale si possano avere » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 679 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 263, doc. 181).  +
-Lettre du 9 août 1659 : « Sento con grandissimo gusto che le medaglie d’argento di donne imperatorie siano gradite a Vostra Altezza Serenissima, essendo questo il mio principal desiderio » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 680 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 263, doc. 181).  +
-Lettre du 16 août 1659 : « Rimando a Vostra Altezza Serenissima la nota delle consolari che già mi onori di mandarmi ; non ho voluto in essa metter mano per non gustarla con il mio carattere, ho ben fatto io un’altra nota, ancor che un poco diversa, potrà Vostra Altezza, se cosi le parerà, far dall’istessa persona che ha scritto quella, riempir le caselle con quelle distinzioni che conforme al commandamento di Vostra Altezza, ho poto io nella fatta da me, et doppo potrà far rimepire nell’una e nell’altr nota la casella delle consolari che Vostra Altezza si ritrova » ; forme des séries de consulaires qu’il vend dès qu’elles sont complètes et recommence : « Ho messo, il prezzo delle rare rigoroso conforme che hoggi in Roma et in Venetia vi hanno posto li francesi, quali dilettandosi fortemente di tali antichità, l’hanno accresciuto a quello segno et alcuna volta maggiore et antesignano di quello è stato et è Perruciot, quale facendo ogni giorno nuove serie o adunanze di consolari, subito che ha fatto una buona serie di consolari, la vende e ricomencia l’altra et cosi per havere le rare non guarda a denaro et cosi in molte città d’Italia si trovano le liste delle consolari rare, che esso fa cercare per rivendere come ho detto e non per propria delettatione, che percio si è alzato tanto il prezzo di tale antichità » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 681 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 43, note 2 ; Missere Fontana 2009, p. 250, note 100).  +
-Lettre du 30 août 1659 (de Rome) : « Delle altre tutte (medaglie) una sola spero di poter servir Vostra Altezza, quale è della famliglia Cassia, et Fulvio Orsino l’ha auta solo d’argento» (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 683 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 292, doc. 222).  +
-Lettre du 13 sept. 1659 : si l’on veut faire des ajouts à l’ouvrage d’Orsini, il faut acheter plusieurs exemplaires pour remplir les planches avec des monnaies « che vanno in più d’una famiglia » ; « Riceverà Vostra Altezza Serenissima congionta a questa, la consolare in oro che va in famiglia Cassia, quale per non aver auto Fulvio Orsino, se non in argento, è assai stimata. La mando ancor che non abbia stabilito il prezzo con il padrone, ch’è l’istesso di Napoli, suppongo ben che si contentarà del giusto » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 684 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 292, doc. 222 et Missere Fontana 2009, p. 251, note 105).  +
-Lettre du 4 oct. 1659 : les doubles améliorent la qualité de la collection – « Della medaglia d’oro che mandai non ho potuto stabilire prezzo minore che di scudi 5.20, pesando poco poco meno di scudi quattro » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 686 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 292, doc. 222 ; Missere Fontana 2009, p. 248, note 79).  +
-Lettre du 6 fév. 1661 : sur la patine des monnaies (voir Missere Fontana 2009, p. 264, note 188).  +
-Lettre du 5 juin 1660 : « Alle cinque medaglie d’argento e due di metallo che scrissi a Vostra Altezza Serenissima con le passate (quali in uno scatolino sigillato ho fatto questa sera consegnare al signor Monanno), ho aggionto anco un Augusto in oro con riverso raro che nell’inventario di Vostra Altezza non ho ritrovato » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 681 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 199-200, doc. 89).  +