Grand document
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F
-Lettre du 8 fév. 1653 : ne restent à vendre que les monnaies déjà dans des collections ; sur les prix payés par Massimo pour des exemplaires de toute beauté : « oltre la spesa [il Medici] fatigarà assai longo tempo perchè bisogna spostar molti studii prima di poter formarne una serie di tal conditione, monsignor de’ Massimi, che da 4 anni in qua ha hauto questo pensiero ha pur hora messo insieme 13 medaglie grandi e pur 100 mezzane e pure non ha mai guardato in denaro, pago al comando 25 scudi due Gordiani africani, 28 scudi una Domitia grande, 8 un porto di Nerone, 8 altri un ’allocutione di Caracalla, 8 un congiario di Gordiano Pio, 12 un Aug. P. e nondimeno non è potuto passar più avanti » ; sur l’achat de la collection Angeloni (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 32 et p. 253, note 119). +
-Lettre du 22 fév. 1653 : sur la collection Angeloni : « Circa lo studio dell’Angelone sappia V.S., che ancora stia sigillato e che gli heredi non si siano fra di loro aggiustati, con tutto cio, ho scoperto che detto studio è stato in parte sfiorato, perché 3 medaglie g(randi) et insigni che vi erano, una d’oro et due d’argento rarissime, sono state donate ad un signore quale me li ha mostrate » ; « … se ben una parte pare che mancar debba più attender e mancando et li pezzi principali, nondimeno ce ne sono restati molto altri assai buoni quali si potriano havere per giusti prezzi, supponendosi che detto Signor Nostro li voglia pagare molto poco » (voir Missere Fontana 2009, p. 211, note 187, p. 229, note 286). +
-Lettre du 1 mars 1653 : en ne fournissant que le meilleur choix aux Médicis, il s’empêche de vendre les monnaies ordinaires « non haverebbe mai venduto il resto se lasciava sfiorarle di 25 o 30 per serie » (voir Misser Fontana, 2009, p. 248). +
-Lettre du 8 mars 1653 : sur la collection de Francesco Angeloni et ses faux : « … le tre medaglie grandi levate dallo studio dell’Angelone sono Galba con l’arco et 40 r., Nerva con le mule et Hadriano cum exerc. Cappadocicus, tutte e 3 cons conservatissime, la prima delle quali et la terza, sono a mio credere singolarissime, non havendo nuova che in altri studii se ne trovino simili, quanto all’Agrippina G[ermanici] et Livia latina dico a V.S. che sono ambedue di cogno moderno et l’Angelone se ne pregiava assai, perchè cognoscendo pochissimo le stimava antiche » (voir Missere Fontana 2009, p. 230, note 286, p. 263, note 182, p. 311, note 19). +
-Lettre du 22 mars 1653: mention d’un Pertinax (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms. 76). +
-Lettre du 29 mars 1653 : sur la collection Angeloni : « Gli heredi dell’Angelone stanno nel decidere tra di loro le medaglie, metalli e quadri, già che non volendo più il signor principe Panfilio attenderci, essi si sono chiariti di non haver chi attenda a tutte le cose unitamente, stando percio tra di loro in grand diffidenza, non ci è pericolo, che si disperda più altro, ci sto con l’occhio s.o. e se si verrà a rompere lo studio delle medaglie mettero da banda le buone et conservatissime et avvisero li prezzi, già che non ho speranza di poterle far veder costi prima di comprale « (voir Missere Fontana 2009, p. 231, note 290). +
-Lettre du 5 avril 1653 : sur la collection Agostini : « Ho veduto la lista delle 50 mezzane del signor Leonardo, delle quali se ben la più parte io ho molte volte vedute, con tutto cio come di cose di non molto valore, di poche ho memoria, ho notato percio quelle che mi sono ricordate, nell’altre habbia cure dell’esser ritocche dal bollino che lei congoscerà benissimo, non essendo verisimile in esse altro difetto, per haver ben avverita di sapere se il signor Principe hebbe le grandi dell’istesso, o pure n’habbia capato una parte, e quali, giacché fra quelle ci era più di disuguaglianza assai che non è fra le m(ezzane) » (voir Missere Fontana 2009, p. 231, note 292). +
-Lettre du 12 avr. 1653 : idem (voir Missere Fontana 2009, p. 231, note 292). +
-Lettre du 4 mai 1653 : a vu la collection Boncompagni à Naples (voir Missere Fontana 2009, p. 301, note 404). +
-Lettre du 7 juin 1653 : utilise les catalogues des collections pour échanger entre exemplaires de plus ou moins bonne conservation ; qualifie les prix demandés de « stravagantissimi » (voir Missere Fontana 2009, p. 231, note 296, p. 246, note 66). +
-Lettre du 26 juil. 1653 : tractation pour acquérir la collection Reviglione (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 33). +
-Lettre du 30 août 1653 : idem (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 34). +
-Lettre du 13 sept. 1653 : tractation pour acquérir la collection Reviglione ; à Florence on fait attention à la patine qui falsifie (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 35). +
-Lettre du 15 nov. 1653 : tractation pour acquérir la collection Reviglione ; discussion sur la grandeur et l’état de conservation des monnaies (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 36). +
-Lettre du 13 déc. 1653 : monnaie trop circulaire pour être antique : « over giro troppo artefiziato » (voir Missere Fontana 2009, p. 264, note 185). +
-Lettre du 3 jan. 1654 : tractation pour acquérir la collection Reviglione : on reporte l’achat en attendant d’y voir de meilleures pièces (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 37). +
-Lettre du 17 jan. 1654 : sur le médaillier d’Ippolito Vitelleschi, récememt décédé : « circa la sue medaglie, prima che esso spirasse, ne furono rubbate le più buone, havendoli esso sempre tenute (come V.S. si ricordarà) in due studioli aperti ; ma gl’intagli, et li camei sono tutti intieramente appresso la S.ra Sulpitia sua figlia, perché li conservava sotto chiave » (voir Missere Fontana 2009, p. 302, note 413). +
-Lettre du 31 jan. 1654 : sur le médaillier d’Ippolito Vitelleschi dont la fille a promis à son père de ne pas vendre « né marmi, né medaglie, né intagli, ma io dubito, anzi gli pronostico che le cose minute gli saranno rubbate, e gli andaranno a male, et gli marmi migliori sarà forzata a qualche tempo di donare » (voir Missere Fontana 2009, p. 302, note 413). +
-Lettre du 7 fév. 1654 : « Il Didio Giuliano d’argento del Vitelleschi è del cogno moderno di Barb[eri]no e poi fu mess anel fuoco, essendo percio falsificata certamente, non vorrei che il signor prencipe la mettese nel suo studio, ancor che molti pochi siano atti a cognoscerla per tale, quale ella è » (voir Missere Fontana 2009, p. 260, note 157). +
-Lettre du 14 fév. 1654 : tractation pour acquérir la collection Reviglione ; les monnaies intéressent aussi le prince de Conca ; a échangé avec Séguin un bel Didius Julianus en or (voir Missere Fontana 2009, p. 243, note 38 et 248, note 83). +