This is only a TEST WIKI! The live FINA Website and Wiki can be found here: https://fina.oeaw.ac.at

Grand document

From Fina Wiki

Name der Seite. (de)

Showing 20 pages using this property.
E
-Lettre du 23 septembre 1681 (de Florence) : « inviato l’Occone corretto al Sig. Magnavacca per il Procaccio franco di porto ſino a Bologna, accioche tanto più presto le arrivi, non partendo per anco passaggieri per i caldi che non vogliono cessare, Ma nel giorno seguente me ne penti, perchè ora non posso vedere, che medaglie io vi possa aggiti di medaglie da riporre nelle sue serie, fra le quali ve n'è una più che grande di Pio Greca di Efeso. Moltissime consolari. Fra queste evvi una piccola di mettalo unica e singolare donata dal Camelli a S. A. S. ch'è di C. Sosio che vinse i Giudei ec. Come ne discorro in longo ne i miei Presidi del la Siria dissert. 2. Ha nel diritto una testa d'uomo, nel rovescio (CAI SOS. COS. DES. Tripus. Fu C. Sosio console A. V. 722. sicchè battuta tal medaglia A. V. 721. è rara la parola del prenome distesa CAI. ma la moneta è antica e d'ogni sede. Per il tripode credo che quello fosse XV. Vir. sacris faciundis. Nel diritto credo sia l'effigie di M. Antonio, di cui fu parteggiano, ne vi è alcuna lettera. Le imperiali d'argento ed oro sono stampate e volgari. Seguito a collocare nella serie le nuove medaglie dello fu studio Massimi, e mi duole non poterle trasmettere alcune rarissime di questo Regio Museo, che finalmente ho avuto fortuna vedere. Lo Spanemio non vidde che l'indice: onde spesso riferisce la scrittura del Cimeliarca, ch'era il Fitton Inglese; Così m'attesta il custode della Galeria universale di S. A. che non intende Latino. Si raccoglie ciò anco dallo stesso Spanemio pag. 468. De Philetaro, e 480. nel fine, e prima alla pag. 224. ove tratta delle Sirene. Ho notate tutte le Greche d'Adriano, ove sono gli anni segnati; ma niente si può cavare da tale cronologia, perchè non è improntata ivi impresa, o fatto dell'Imperatore ma le insegne di quelle Greche città con i loro nomi. Come che ho altri studi per le mani, io lavoro nella serie 4 o 5 ore al giorno, ma manu & oculis currentibus, mentre per dare luogo ne'piccoli nicchietti delle tavole alle nuovamente acquistate medaglie, devo scomuore dall'antico luogo molte migliaia delle antiche di S. A.ch è faticanojosa, mentre non posso trascrivere cosa alcuna per il divieto del Principe. Nella medaglia d'Adriano segnata H-S NOVIES millies &c. sono quì due rovesci seguenti, o per dir meglio due diversi gieroglifici, cioè, Fig dextera face singraphas comburens, sin. scipionem tenens. Tres figura seminuda ad stantem Imperatorem manus elevantes. La stimo questa rara : Imp. Tra Adrianus Aug. COL I. FLAV, CAESAREA, Viragens boves ad aratrum. Typus colonia Tullia Imp. Caes. Nerva Trajan, Aug. Germ. Dacicus P. M. TR. P. VII. Imp. IIII. Coſ V. P. P. S. C. Imperator in curru triumphali, dextera laurum, sin. scipionem tenens. Adrianus Augustus. Cos. III. S. C. Imperator ante templum ponè gradus area populum alloquens in fra gradus eiusdem area consistentem. La stimo rara, Imp. Caesar Trajanus Adrianus Aug. Pont. Max. TR. Pot. Cos. II. LIBERALITAS AUG, Imperator sedens in suggestu, cui alter suggestus junctus est, in quo stat figura cum tessera frumentaria, altera pecuniam distribuit figura in gradibus stanti. La stimo rara per i due suggesti. Le liberalità di Commodo Sono Tr. P. V. Imp. IIII. liberal. III. Tr. P. VI. Imp. IIII. liberal. IIII. quale saranno nell' Occone; onde non recito intiere le iscrizioni. Ve ne sono due di Commodo col. Tr. P. XIIII. COS. V. DES. VI. che stanno bene con i fasti, ma sono già nell' Occone. Ora aggiusto la serie di Caracalla. In quelle di Severo ho ritrovata questa Greca di Bisanzio... .. C. CC. K. () CEB, Capita Severi acUll 13 e - . Mulier cum face in sinistra interduos Pisces, Spanhemius de his agit pag. 201. Ho osservare altre medaglie, che ho lasciate descritte in una carta nella Galeria, e le manderò per il seguente ordinario. La prego vedere nello Spanemio pag. 56, la medaglia che cita dal Goltzio Greca Tab. XXV. che dice di ENSE, che se i nel Goltzio ha un pesce, è del municipio ILIPENSE, ed io le mandarò 14. righeda inſerire nell'Occone, quale, come le scrissi nelle note, errò in tale medaglia, come lo Spanemio, e tutti ſin ora, ed ella ſarà il primo scuoprire per mio mezzo tale medaglia. Nelle Greche del Museo antico ve ne sono Imperiali moltissime e rarissime; ma non oso copiarle, perchè non voglio che S. A. S. mi privi del credito, o sede, che mi ha, avendomi fatta una grazia, che niuno ha più ottenuta. Mi duole solo, che l'angustie del tempo che devo consumare per comporre le lezioni per Pisa, non mi permettono studiare con più agio in questo prezioso Museo » ; « Nelle note e poitile, fatte al suo Occone, non ho corretti i consoli, perchè stimo già ella li abbia aggiustati. Si raccordi nell'anno Christi 223. di porre i prenomi, e nomi di Massimo ed Eliano, che le scrissi da Venezia avere veduti in una tavola municipale di bronzo, e credo che uno sia di famiglia Maria. Non gli ho più appresso di me, e la tavola è ita all'Imp, a Vienna in dono, che ha reccati centinaia d'ongheri al donatore. Oggi ho vedute 5 medaglie di Caracalla con la Tr. P. XIIII. tre hanno il P. M. due sono senza tale titolo. Non v'è l'Occoniana col PONT. Tr. P. XIIII. che pruova, come scrissi la Tr. P. principiata nel Gennaio: e dopo le Calende per la medaglia (che dice TR. P. IIII. COS. appresso Occone . Il " sinisce, e li caldi sempre seguono; stò per ire a cena invitato, ed il primo bicchiero nunc pro tunc lo dedico alla di lei salute e le bacio le mani. Sarà cosa bella e curioſa vedere le immagini degli Imperatori poste avanti le loro medaglie. Farà meglio e con più facilità dell'artefice farle copiare da quei libri, ove ella da suoi originali le vedrà meglio intagliate ec. Firenze 23. Settembre 1681. » (Noris 1741, lettre XLVIII, col. 146-149 ; Missere Fontana 2000, p. 170, note 42).  
-Lettre du 30 septembre 1681 (de Florence) : «Il Procaccio aveva lasciato l’Occone non alla posta di Bologna, ma nella Dogana, e se bene era nel sovrascritto indrizzato al Sig. Magnavacca, nulla dimeno dubitando che non lo andasse a riſscuotere, scrissi ad un mio amico, quale suole subito avere le lettere, e questi l'ha ricuperato dalla Dogana, e fattolo capitare al Sig. Magnavacca. Mi sovviene che ivi ho notato doversi scrivere MAMEA con due MM, ma veggo nelle monete Greche un solo M, ed uno anco in molte Latine. Nella passata le scrissi, che faceva ottimamente porre le immagini de gli Imperatori, e le rimandai l’effigie di Nerone, acciò corregesse l'iscrizione col mutare il C in G, nell’Augustus. Bisogna che V. S Ill. stampi costì l'Occone, poichè quanto più lenta anderà la stampa, riuscirà più polita. Li Baglioni hanno carta migliore, ma stanno troppo su la loro, perchè sono ricchi. Io ho pagato il mio libro 220. scudi Veneti di dieci lire l'uno, e ne hanno stampati soli 450. essemplari. La stampa dell'Occone e carattere minuto, e si può contentare di 3. fogli alla settimana. Quando però fossero due Compositori, ne potrebbero dare anco quattro. Stia avvertita che abbino in molta copia le lettere majuscole, acciò i fogli non rimangano in dietro nella composizione col dovere aspettare ch'escano dal torchio le lettere del foglio già composto. Nel correggere la stampa io feci che il mio compagno combitasse le parole leggendole, e così rimediai a gli errori, ch'erano scorsi ne' primi fogli, perché l'autore non è buono a correggere le variazioni delle lettere, poichè come prattico della composizione, la scorre troppo velocemente con l'occhio. La prima correzione però la deve fare l'autore. In Venezia non so quali correttori rittroverebbe; ed io me lo condussi da Firenze ed era ottimo Umanista, cioè Latino. Siamo stati tanti lustri con la carestia del libro Occoniano, ora si può prolongare la patienza 4 mesi di più. è vero il proverbio: Sat cito, si ſat bene. Ho terminato d'aggiustare le medaglie dell'antico Museo Mediceo. Quelle di metallo sono sopra 3 mila de gl'Imperatori grande, e mezzane, poichè le piccole non le ho toccate. è quelle sono tutte co' rovesci differenti, essendo poste in altro luogo a migliaia le dupplicate. Le grandi sono. Ora che non ho più l'Occone, non sapevo qual medaglia copiare, che forsi ſa irà, dicevo, nel libro sudetto. Queste però non mi pare vi siano. AUGUISTI. Caput ejusdem radiatum. TI. CAES. C.I.A. A. Caput Tiberii. è della città di Patrasso. Caput ejusdem. COL. AUG. JUL. PHILIP. fig. militaris, & altera seminuda dexteras elevantis. Imp. Caes. Nerv. Trajano optimo Aug. Germ. in laurea: DAC. Parthico P. M. TR. P. XX. Cos. VI. P. P. la stimo rara per essere le parole in corona laurea. Imp. Caes. Aemilianus P. F. Aug Caput ejusdem. Spes publica. S. C. fig. muliebris dextera florem, sinistra vestem attollens, seu sustinens. Nelle monete d'oro che io trascorsi con l'occhio viddi quella trita de' C. e L. con li scudi, e istronmenti Pontificali, che sono senza numero d'argento, nove ne ha lo studio di S. A. ivi viddi questa d'oro come un zecchino, che non credo sia nel Occone. Caput Domitia Domitia Augusta Imp. Domit. così sta nel giro. Divus Caesar Imp. Domit. F. Infantulus supra globum inter octo ſidera. Circa il titolo d'Imperatore di Commodo. è certo che fu detto Germanico senza tale titolo, poichè all'ora era solo Princeps juvent. Quando uno era fatto Augusto otteneva anco il prenome d'Imperadore, se poscia otteneva qualche gran vittoria era detto Imp. II. iterum, e non primum. Ciò si vede in L. Vero, ed altri tutti. Commodo ebbe il prenome d'Imperator e titolo d'Augusto anno Christi 176. nel qual tempo M. Aurelio era TR. P. XXX. Imp. VIII come appare nelle medaglie. M. Aurelio dopo l'anno 176 ebbe due sole volte moltiplicato il titolo d'Imperatore IX. e X. Sicchè anco Commodo fu vivendo il Padre Imp. II. e III. Nummus Mediceus L. Aurel. Commodus Aug. TR. P. IIII. IMP. III. Cos. II. P. P. S. C. Anno 179 era Cos. II e nell'estate per la vittoria, che diede al Padre il titolo d'Imperator X egli fu detto Imperator III e e gli correva sino quasi per tutto il mese d'Agosto la Tr. P. IIII. uindi nelle medaglie Commodo è detto TR P. V. Imp. III e IIII. Quando i principiò la Tr. Pot. V. era già morto alcun mesi prima il di lui Padre M. Aurelio. sono stato a posta in Galeria, & e suppongo certo che Commodo ebbe il titolo d'Imperatore con quello d'Augusto A. Christi 176. appellatus Imperator V. Kal Exuperatoria follione iterum & Apro Coss. cioè adi 27. Novembre, e dopo 34 giorni nel principiò dell'anno 177. fu Console per la prina volta. Siccome M. Aurelio e Antonino morto Pio, furono detti Imperatori, ottenuta la prima vittoria si dissero Impp. II. così ella vede che Commodo nelle medaglie dell'anno 177, è detto Imp. nel prenome, titolo che ottenne poco avanti il fine dell'anno 176, e non lo iterò che nell'anno 178. e di nuovo nell'anno 179. Si vede ancora dalle dette medaglie che M. Aurelio nell'anno 178. fu detto Imp. VIIII. » ; « In niuna medaglia Medicea di M. Aurelio si segna con la Tr. pot. XXIX. il titolo d'Imp. VIII. ma solo nella P. Tr. XXX. sarà forsi in altre medaglie, e mi pare che sia nell'Occone; ma ciò poco importa. Le medaglie che ho registrare sono ordinarie; se alcuna non è nell'Occone, ella me lo avvisi. Per averle rimandato il libro, m' ha bisognato leggere in tavole che hanno caratteri di bronzo, e per vederle di nuovo, ho detto al Custode che vi era scorso un errore da correggere ec. perchè ora non posso più rivederle. Quì piove alla gagliarda dopo caldi eccessivi. Ella mi continui la sua grazia, e le bacio riverente le mani. Ella non aspetti più altro da me, perchè non ho più modo da servirla per essere chiuso il Gazofilazio. In una di Trajano nell'Occone ho corretto: Armenia & Mesopotamica &c. ho però veduto in altra medaglie leggersi anco: Armenia. Sono dunque ambidui i numeri nelle medaglie, cioè Armeni & Armeni AE. Firenze ultimo Settembre 1681" (Noris 1741, lettre XLIV, col. 149-152).  
-Lettre du 7 octobre1681 (de Florence) : « Mi scrive il Sig. Magnavacca avere trovata subito occasione d'inviare a V. S. Ill. l'Occone, le di cui correzioni non pretendo che siano tutte da lei ricevute, perchè potrebbe essere che avessi preso qualche sbaglio. Le mandai nell'ordinario passato alcune epigrafe di medaglie d'Antonino Filosofo, e Commodo, col dire che in una di questo da me segnata con l'asterismo * avevo qualche dubbio, quale mi sono levato col rivedere la medaglia che sta così: L. Aurel. Commodus Aug. TR. P. III e nel rovescio: Vota PUBLICA. IMP. II. COS. P. P. S. C. Ara in medio cum victimario ad dexteram securi subiectum taurum percussuro; sinistrorsum stat vir pretextatus velato capite, cum baculo, in sinistra. è di prima grandezza. Io avevo lasciato P. P. del resto la medaglia era fedelmente trascritta. Io mi scordai avvertirla che Capitolino in M. Aurelio cap. 27. recitato il viaggio fatto da M. Aurelio nell'Oriente, ed il di lui ritorno in Italia: dice: Romam ut venit triumphavit. Exinde Lavinium profectus est. Commodum deinde sibi collegam in tribuniciam potestatem junxit. è certo che ritornò in Roma anno Christi 176. e le medaglie che pongono col cos. VII. di Commodo le di lui Trib. P. XVII e XVIII. mostrano che Capitolino abbi errato, benchè nè il Casaubono o Salmasio ciò abbino notato. Ho veduta nell'antico Museo questa di prima grandezza bellissima. Severus PIUS AUG. P. M. TR. P. XVI. Cos. III. P. P. Pons cum duabus hinc inde in ripa turribus, armato milite plenis. è rarissima. Per avere stentato 2 mesi in aggiustare le 13. mila medaglie venute dalla Spagna, e poscia rimesse queste ultime 87. del fu Cardinale Massimi a suoi nicchi nell'antico Museo, che per dar luogo alle nuove, è stato tutto rimosso. S. A.S. mi ha dato di mancia 60. piastre annue d'accrescimento alle 360. che prima mi dava; sicchè ho obligo alle medaglie, che m'hanno fatto fare acquisto di monete nuove, benchè elle siano monete sì vecchie. Con occasione di ringraziare la generosa munificenza di S. A. mi volsi levare uno scrupolo. Le dissi l'opera ch'ella faceva (e S. A. ripi gliò raccordarsene per le colonie corrette nell'Occone col favore delle sue medaglie di Spagna) e soggionsi che avendo ella avuto l'indice delle medaglie del fu Massimi Cardinale mi aveva scritto, se S. A. si compiaceva che le da essa comprate, sino tassero nell'Occone come Medicee, ei mi rispose, ch'era meglio notare ove sono, e sempre saranno, che ove già furono. Sicchè ella potrà dire. In Mediceis, o inter Mediceo, o pure Mediceus &c. Lo stesso potrà fare di quei altri denari, o medaglie dell'antico Museo; nè voglio essere mai in questi nominato, perchè il Patino spirita di desiderio di sapere qualche cosa di questo Museo, nè voglio che letto il di lei Occone, m'importuni con lettere, o pure esso o altri col proporre l'esempio di lei per avere anch'essi la stessa grazia, mi faccino incorrere nella disgrazia del Serenissimo, che non vuole che si mandi note delle sue medaglie antiche ad altri. Un Fiorentino scrive dal Cairo, che fra le medaglie compre nell'Egitto per S.A.S. vi è una d'Ottone, ed una di Pescennio di metallo Greche. Nel Museo antico vi sono 2. d'oro, & sei d'argento d'Ottone, ma niuna di metallo. Una mezzana di bronzo di Pescennio: ΑΥΓ. Κ.Π. ΠεCΚ ΝΙΓΡΟΣ ΙΟΥCTΟC Cε, e nel rovescio : KAICAΡεAC ΓEPMANIKHC. Serpens per multiplices spiras erectus. Il Signor Apollonio Bassetti Fiorentino Segretario di S. A. S. ha circa 2. mila medaglie con altre anticaglie. In quelle ho trovate queste medaglie. 1. Imp. Caes. Ner. Trajanus Aug. Germ. colonia: Ptolemaidis in Phoenicia. COL. PTOL. Figura muliebris turrita super scopulum sedens, ac manus cum corpore inclinans. 2. M Cos. V. P. P. COL. PRI. FLAV. CAESAREA sigura velata dextera thus spargens super tripodem, sinistra cornucopiam. 3. Imp. Caes. M. Aurel. Antoninus Pius Aug. Caput Caracalla. COL. CAES. Antiochia. Lupa cum gemellis ad ubera. 4. Imp. Caes. M. Ant. Gordianus AFR. Aug. Caput Gordiani Afri filii. Providentia Augg. S. C. mulier stans in sinistra tenens cornucopiam supra dimidium columnae, ac crus devterum invertens supra sinistrum; dextera manu tenet Scipionem ad globum inclinatum. Sarà nell'Occone. è benissimo conservata. 5. Caes. Aug. F. Domitian. Cos. II. PAX August. S. C. figura muliebris dextera pateram, sinistra ramum olivae supra dimidium columnae tenens. 6. Imp. Caes. Domit. Aug. Germ cos. XI Cens. P. P. P. Saluti Augusti S. C. Templum clausum cum 4 columnis. 7. Caput Augusti sine inscriptione. In laurea C. A nempe Caesar augusta. è parvae magnitudinis. 8. Caput ejusdem Augustus. in laurea, mezzana bellissima si può porre nell'anno che fu detto Augusto. è però triviale. 9. Ael. Flacilla Aug. Salus Reipublicae. Victoria sedens tenes labarum super columnam, & subtus ANT. Π. 10. Severina Augusta. Juno Regina. fig. mulieb. sin. hastam, dex. pateram, cum pavone ad pedes. 11. Diva Faustina. Caput ejusdem. Pii uxoris non velatum. Aeternitas. fig. muliebris sedens, sin hastam, dextera tenens globum, super quem avis. è del medemo Bassetti prima magnitudinis. Apollini Bassetti Florentini Magno Duci a secretis. una sol volta basta citarlo così col titolo di Segretario. Se sono nell'Occone, ella le vedrà: Le ho vedute nello scrigno del sudetto Sig. e le bacio le mani. Il Sig. Bassetti goderà essere nominato. Firenze 7 Ottobre 1681 » (Noris 1741, lettre L, col. 152-155).  
-Lettre du 14 octobre 1681 (de Florence) : « Ella sa quanto importi il sapere il principio del TR. P. quale in 237 prima magnitudinis 150 mezzane, e 107 in circa d'argento di Trajano in questo Museo, in 4 sole è segnata la P.TR. con gli anni distinti, cioè VII e XX. » ; « Dunque in quest'anno nella seconda guerra Dacica fu detto Imp. V. Sotto quest'anno si deve porre la medaglia col ponte nel Danubio, che ex Dione in questo tempo fu fatto. Le medaglie: Dacia cap. 1 Augusti provincia &c. le potrà porre nell'anno 107. e seguenti, poichè io non ci voglio pensare, perchè non ho l'Occone, che però certamente, come il Goltzio, ha finti in Trajano, ed anco Adriano gli anni della Tr. P. eccole intanto due medaglie rarissime Medicee primae magnitudinis fra le compre in Spagna. Imp. Caes. Nervae Trajano Aug. Germ. Dac. P. M. TR. P. Cos. V. P. P. S. P. Q. R. OPTIMO PRINCIPI S. C. Vir togatus stans supra basim cum binis utrinque in terra avibus, ac puero manus extendente, sinistra vitoriosam, dextera ramum tenens. Alius cum iisdsem omnino inscriptionibus. Vir nudus, clamyde fluitante, dextera guttur, ac genu altero corpus figura barbarica jacentis premens. In tanto ella avverta porre due trionfi di Trajano de' Daci. Se mi dirà chi ciò afferma, oda Plinio lib. 8. epist. 4 ad Geminium, che principia : Optime facis quod bellum, Dacicum scribere parai &c. Dice immissa terris nova flumina &c. Super hae attor BIS triumphos, quorum alter ex invita gente primus, alter novissimus fuit. Così il trionfo segnato nella bellissima medaglia Medicea con la TR. P. VII, è il primo che i Romani riportarono de i Daci mai per l'avanti vinti da Romani. L'altro trionfo lo porrà circa l'anno 108. Col ºire: Trajanus iterum de Daci, triumphat. Plinius lib. 8, epist. 4. In oltre prima di far andare Trajano alla guera nell'Armenia, porrà le medaglie col porto Trajano, che stando questo Imp. in Roma dopo la guerra Dacica fece fabricare ex Plinio libro 6 epist. 31. ove narra che Trajano lo invitò seco stare in Centocelle ec. Io non ho di presente altro circa il tempo delle due guerre Dacice, o Daciche. La Crusca non pone tal nome. Le soggiongerò le note circa l'errore d'Occone in Augusto nel luogo da me segnato, ovelegge ILIPPENSE, come Philippense in medaglia, che ha nel diritto un pesce con una lunetta o, nell'altra parte una spigha. Hunc nummum omnium primus protulit Antonius Augustinus dialog 8. pag. 234 legens ILIBENUM, quod sibi oppidum ignotum fatetur. Occo noster legit ILIPPENSE, ac priores litteras detritas putans, PHILIPPENSE reposuit. Goltzius in Tab. XXV. Numismatum Graecia legit ΦILIΠENSE, eundem nummum ad Urbem Thraciae Philippopolim referens. Denique Spanhemius dissert. 2. pag. 56. cum Occone Philippense dicendum arbitratur, ac spectare ad Philippos oppidum Macedoniae. Horum tamen errores deprehendi singulari beneficio Magni Etruriae Ducis Cosmi III, qui cum copiosissima tredecimillium veterum numismatum gazae nuper sibi ex Hispania transmissae, perlustrandae facultatem mihi dedisset, ejus generis nummos primae magnitudinis duodeviginti, mediocres tres, ac minimos duos observavi, in quibus uti pariter apud Augustinum, ac Goltzium in antica parte piscis cum lunula superius visitur, ac in medio nummi legitur ILIΠENSE, & in quibusdam subtus A. In postica vero grandior spica exprimitur. Itaque num vetus Hispaniae Livio memorata initio lib. 35. Plinio lib. 3. cap. 1. Straboni lib. 3. pag. 97. In vetustis inscriptionibus Gruteri pag. 1026, num. 2. legitur epitaphium Valeria Domitia Clodiana ILIPENSE EX PROVINCIA BAETICA. Et pag. 246. num. 7. Trajano Augusto dicat epigramma MUNICIPIUM INLIPENSE. (stimo errore inlipense, e che dalle medaglie deve corregere : ILIPENSE. Porro in laudatis nummis pro Latino P visitur Π Graecorum littera. Sita erat ad Baetim inter Cordubam & Hispalim, a qua M. P. XXIV. distabat » ; « è verissimo e già io nell'ultima lo scrissi. Quando uno si faceva Augusto era ipso facto Imp., per la prima vittoria era Imp. II. così dicevo io che Commodo fu detto Germanico, e sarmatico essendo puro Cesare, mentre lei insisteva che non si poteva dire SARM. senza il tit. IMP. poichè nelle medaglie avanti Agosto 175. anno Christi, portava i titoli di Germ e Sarm e poscia ebbe il titº d'Imp. con quello d'Augusto, quale poscia moltiplicò conforme a cronologia da me mandatale con più medaglie Medicee evidentemente provata. Così è verissimo che mai si legge. Imp. Caes. N. N. Imp. senza il numero II o III, ec. » ; « Nelle medaglie del Sig. Apollonio Bassetti ho ritrovata questa prima magnitunis di Faustina antichissima, ma però bella. DIVA AUG. FAUSTINA, Caput Faust. Senioris velatum. In postica parte Vasti aedifici puta thermarum structura. Ha due gran porte effigiate così: (dessin) non ha il rovescio alcuna iscrizione, e nella porta seconda vi è quasi la materia del tuffo non levata, quando però non sia altro, che l'antichità abbia così diformato. Sa ella che sia nota tal medaglia? Ve ne sono molte di questa Imperatrice, ma credo che tutte siano nell'Occone. stò attendendo i rami, e già le scrissi, che facesse copiare dalli meglio già impressi le figure, che un ordinario intagliatore sarà meglio, che col copiarle dagli originali di metallo. e le bacio le mani. Ella mi scrive che la vittoria Sarmatica diede a M. Aur. Tr. p. XXXI il tit. Imp. VIII e a Commodo Tr. P. II cosi il tit Imp. II. io stimo errore di penna nel titolo d'Antonino Imp.VIII. poichè sono qui due ma prima d'es medaglie che con la Tr. p. XXX. é detto Imp. VIII. V.S. veda il mio foglio Cronologico, e vi vedrà due medaglie con la Tr. P. XXXII ma in una Imp. VIII. Nell’altra VIIII. Quindi M. Aurelio nell'anno Tr. P. XXXI. non moltiplicò tit. d'Imp. onde la sua medaglia di Commodo Tr. P. II. Imp.II. la stimo fallata dal monetario, e s'è d'argento, sarà finta; poichè in tutta la Trib. P. II. di Commodo, M. Aurelio non moltiplicò il tit. Impº e nelle medaglie Medicee che sono in tanto numero Commodo Tr. P. III. Imp. II. è detto. Con la Tr. P. II. sta solo il prenome d'Imperatore; in niuna Tr. P. II. Imp. II. ma solo Tr. P. I. Cos. Le medaglie Medicee antiche e leali portano la Tr. P. XXX. e Imp. VIII. Item Trib. Pot. XXXII. Imp. VIII. e VIIII. e sono primae magnitudinis. In oltre eccole una dimostrazione. Se Commodo fu detto Imp. II. e M. Aurelio VIII. quando il Padre fu detto Imp. X. Commodo sarebbe stato Imp. IIII. Il che e falso, perchè nelle medaglie Commodo è detto Tr. P.IIII. Imp. III. Cos. II. anno Christi 179. nell'estate del quale, come attesta Dione, M. Aurelio fu detto Imp. X. In due medaglie Medicee Commodo è detto Tr. P. V. Imp. IIII. LIB. AUG. III. Unica fig. sedens in suggestu &c. Segno ch'era morto il Padre, alias due sarebbero le fig: sedenti. Quindi nell'anno 180. fu detto Imp. V. correndogli ſino all'Agosto inclusive la Tr. P. V. Ella combini le medaglie di M. Aur. e di Commodo, e vedrà la verità ec. Medaglie del Sig. Bassetti. Imp. Antoninus Aug. Germ Sarm. Tr. P. XXXII. questi ultimi numeri sono corrosi! Liberalitas Aug. VII. Imp. VIIII. Cos. III. P. P. fig. dextera tesseram sinistra cornucopiam. L Aurel. Commodus Aug. LIBER. AUG. . . . . VII. IMP. HIII. COS. II. PP. fig. uti supra. In questa medaglia è ſegnata la liberalità VII. del Padre; è battuta però tal moneta, quando il Padre era Imp. X non nello stesso anno, il che spesso si vede segnarsi nelle monete cose successe negli anni prossimi passati ec. mentre si stampano le monete con le passate iscrizioni ec. v. g. d'Augusto: Aegypto capta con il consolato VI, nel quale però non prese l'Egitto, ma avanti lo stesso consolato ec. » (Noris 1741, lettre L, col. 155-161).  
-Lettre du 22 octobre 1681 (de Florence) : « Io mi trovo in un grand'ingarbuglio, poichè il Sommo Pontefice mi ha destinata la custodia della Bibl Vaticana, e sono Custos designatus, ma prima d’essere inauguratus, Monsignor Favoriti mi fa ricercare la mia volontà, ed un fascio di lettere in genere essortatorio mi hanno portata una batteria più gagliarda di quella della quale hanno troppo temuto quei d'Argentina. Io che sono stato in Roma dieci anni; e sono prattico del paese, ho ricusato l'impiego col voler rimanere in Firenze; ma dubbito che il Pontefice non ammetta le mie scuse. Dovunque sarò, ella averà in quel luogo un devotissimo servitore. Finito il proemio entro ne' nostri soliti discorsi delle medaglie. Scrive quà l'Anisson Stampatore famoso in Lione che tonio Pagy Francescano col titolo : De Consulibus Caesareis, ch'è lo steſſo che i fasti che V. S. Ill. aveva corretti. Questo Padre è eruditissimo e lei vedrà che fuora tre, o quattro collegi de'consoli, egli gli averà corretti tutti, e forsi trattarà degli lanni delle TR. P. dei Cesari, ed altro. Quindi procuri che il libro le sia, subito finito, trasmesso in Turino per averlo. Non dico in Casale con l'occasione di qualche compagnia, o Comandante, perchè non voglio, ne sta sicuro carteggiare in luogo così sospetto. Stante la medaglia sua di Commodo Tr. P. II. Imp. II cos. ho meglio studiato il dubbio, ed ho scoperto un errore nell'indice del vecchio Museo di S. A. ove leggesi in una di M. Aurelio Tr. P. XXXII. Imp. VIII poichè nella medaglia sta Tr. p. XXXI e nel rovescio Clementia Aug. IMP. VH.... troncata ivi del tutto una particella della medema medaglia. Anzi da una del Sig. Apollonio Bassetti Segretario di S. A. S. veggo che Antonino Filosofo fu detto Imp. VIIII. nella Tr. P. XXXI. come le reciterò. Quindi ho distesa una tavola differente cavata da gli originali di S. A. E suppongo come certissimo che siccome M. Aurelio quando imperò con L. Vero, moltiplicò i titoli d'Imp. ugualmente col collega, come ella vedrà col confronto delle loro medaglie, così lo stesso fece col. Il Panvinio ne' fasti sotto l'A. V. 928. pone questa medaglia di M. Aurelio : Tr. P. XXIX. Imp. VIII. dopo il quale anno egli due sole volte moltiplicò il titolo sudetto, perchè muorì Imp. X. come anco attesta Dione, ed è certissimo per le medaglie. Stimarei bene che V.P. Ill. alle medaglie che aggionge o emenda nell'Occone vi ponesse un asterisco, come s'usa nel breviario, o stelletta, che vogliamo dire * perchè così spiccarà la di lei gran fatica, diligenza, e industria. Se nelle emendate delle colonie vorrà aggiongervi. Mediceis emendavit Henricus Noris, mi renderà immortale nel suo libro, mentre i miei sono per durare pochi anni nella memoria dei letterati. mi farebbe il suo affetto una gran mancia. Veggo ch'è una grand'ambizione; ma è maggiore la di lei cortesia, A. V. 728. Christi 175. E' certo che in quest'anno labente Augusto Commodo ebbe la Tr. P. ma non il titolo d'Imperatore, come dice il Panvinio alla pag. 39 delle sue tavole dei fasti ove scrive Commodo Trib. Pot. Cos. Des. Imp. perchè la vittoria che diede in tal anno il titolo d'Imp. VIII. al Padre o successe quando il figlio era ancora prete stato senza la toga virile, che prese nel mese di Luglio, o pure nelle acclamazioni fu dato il titolo al solo Padre. Ella dice che Commodo era presente nel tempo della vittoria, ma ciò non si prova, ne se gli potè dare il tit. d'Imp perch'era ancora con la pretesta, mentre che presa la toga virile, subito se ne ritornò col Padre in Italia, e di quà passò nell'Asia. Nelle medaglie è detto solamente Germ. Serm. e si come il tit. di Germ. come evidentemente le ho provato, non portava il tit. d'Imp. Così nel Sarm. nè tanpoco lo riportò. Quindi nelle medaglie è detto Germ. Sarm. mai Imp. Sono così segnate le medaglie: Commodo Caes. Aug. Fil Germ. Sarm. (Spes publica) non ha laurea su 'l capo, segno che non fu detto Imp. come quelle di M. Aurelio Ces. Tr. P. mai con la laurea, perchè non avea tit. d'Imp. A. V. 729. Christi 176. Ritornato su 'l fine dell'Autunno in Roma M. Aurelio, fece suo collega Imp. Aug il figlio adi 27. Novembre, e lo di VIII. e così Commodo fu detto Imp. L. Aur. &c. A.V. 730 Christi 177. Commodo Cos. Andarono in quest'anno gl'Imperatori alla guerra Germanica, e di loro sono P. XXXI. Liberalitas Aug. VII. Imp. VIII. Cos. III. P. P. S. C. Imp. L. Aurel. Commodus Aug. Germ. Sarm. Liberalitas Aug. Tr. P. II. Cos. S. C. fig. dex. tesseram, sin. cornucop. Tr. P. II. Cos. P. P. S. c. Tropheum ac subtus: De Germanis. Tr. P. II cos. S. c. Imp. in quadrigis. Tutte Medicee ma ordinarie. Non essendo nelle medaglie detto Commodo Imp. II è segno che non ancora era da loro ottenuta la vittoria contro i nemici. Il trofeo de Germani, allude alla passata vittoria del Padre. M. Antoninus Aug, Germ. Sarm.Tr. P. XXXI. Bella del Sig. Bassetti, P. P. S. C. fig. stolata dev, tesseram, sia, cornucopiam tenens. Imp. L. Aurel. &c. Tr. P. II. Imp II. Cos. Del Sig. Co: Fr. mio Padrone, a cui scrivo. Da questa medaglia, ove sta apertamente segnato Imp. VIIII. si cava che in questº anno M. Aurelio moltiplicò il titolo d'Imp. e così avanti l'Agosto ancora Commodo Tr. p II. Cos. è detto Imp. II. nella di lei moneta. A. 731. Christi 178. M. Aurel. Antoninus Aug. Tr. P. XXXII. Felicitas Aug. Imp. VIIIl Cos. III. P. P. S. C. fig. dextera caduceum sin cornucopiam tenens. L. Aurel. Commodus Aug. Tr. P. III. Vota publica Imp. II. Cos. P. P. S. C. fig. ante aram &c. Libertas Aug. Imp. II. Cos. P. P. S. C. fig. dex. pilum, sin. hastam. A 732. Christi 179 Commodo Cos. II. Per nuova vittoria in quest'anno gl'Impp. moltiplicarono il titolo X. e III, come si vede dalle seguenti medaglie. M. Aurel. Antoninus Aug. Tr. P. XXXIII. Felicitas Aug. Imp. X. Cos. III. P. P. S. C. fig. uti supra. M. Aurel. Antoninus Aug. Tr. P. XXXIII. . . . Aug. Imp. X. cos. III. P. P. CC. Non si legge questa parola, che per lo spazio è di quattro sillabe. L. Aurelius Commodus Aug. Tr. P. IIII. Jovi vićtori Imp. III. Cos. II P. P. Juppiter sedens dex. vict. sin. hastam. L Aurel Commodus Aug. Tr. P. IIII. Imp. III. Cos. II P. P. S. C. Pallas armata sin. supra clypeum tenet cum spiculo, seu hasta, dextera thus spargit super tripodem. Grande bellissima del Sig Bassetti, e di S. A. S. Mentre nelle medaglie Medicee veggo detto Commodo Cos. II. Imp. III. nè in niuna Imp. III. Cos. concludo che in quest'anno furono detti Impp. X e III. Se altro e vi sono medaglie di Commodo Tr. P. III Imp. III. Cos. P. P. io vado errato. So che il Panvinio ne recita col Tr. P. III. Imp. III. Commodo pag. 39 delle sue tavole, che sono nel principio del libro. Ma io dalle da me vedute medaglie provo il contrario. L. Aurel. Commodus Aug.Tr. P. V. Virtus Aug. Imp. III. Cos. II. P. P. S. C. Juppiter sedens, dextera fulmen, sin hastam tenens. Ecco che Commodo dopo l'Agosto dell'anno presente 179. era solo Imp. III e ciò, nel tempo che terminando la campagna non ebbe altre vittorie; ma bensì nell' estate l'aveva ottenuta, o nella corrente primavera, poichè non si può indovina re il mese. è può anco essere che la detta medaglia sia battuta nell'anno 180 prima della morte del Padre. A. V. 933. Christi 180. M. Aurel. Antoninus Aug. Trib. Pot. XXXIIlI. Felicitas Aug. Imp. X. Cos. III. P. P. S. C. Ella vede che collo stesso rovescio sono segnate le medaglie di tre anni seguenti di M. Aurelio. Sono fra quelle di Spagna. Muorì nel Marzo di quest'anno M. Aurelio. Commodo nel principio esortò i soldati a continuare la guerra con esso lui nella Germania, e Erodiano recita la di lui orazione, e dopo dice che commise i passi del Danubio a Capitani periti ec. e soggionge: Illi igitur demandata sibi munia obeunte, haud ita longo tempore multos armis subegerunt, quosdam autem ex iis magnis premiis in amicitiam adjunxerunt e dopo recita il ritorno di Commodo in Roma. Quando multos armi subegerunt, Commodo fu acclamato Imp. IIII. Che tale titolo moltiplicato IIII. ottenesse morto il Padre, io non solo lo deduco dalle medaglie recitate, e dall'argomento che mi convince che Commodo adi 27. Novembre detto Imp. due sole volte lo moltiplicò col Padre detto VIIII e X. avanti morisse; ma anco perch'egli morto il genitore presse il prenome di M. il nome d' Elio, e il cognome d'Antonino, e con questi si legge nelle da me osservate medaglie Imp. IIII. M. Commodus Antoninus Aug. LIB Aug. TR. P. V. Imp. IIII. Cos. II P. P. S. C. fig. dex. tesseram, sin cornucopiam tenens. Commodus Antoninus Aug. Di S. A. S. è sono tre. Tr. P. V. Imp. IIII Cos. II P. P. S. C. Congiarium Commodi sedentis in substructione cum duabus ibi figuris stantibus, quarum una tenet tesseram, quarta gradus scandente. In un altra medaglia: quarta prope scalam consistente. Nella terza: quarta in superiori ultimo gradu stante. Questa però è finta, benchè paja vecchia. Una di queste sta nell'Angeloni. Il Panvinio vidde la medaglia di Commodo Trib. P. V. Imp. III. e gli diede il tit. Imp. IIII. vivendo il Padre, perchè diede a questo il tit. Imp. X. illi 180, il che non è probabile, mentre le legioni erano ancora negli allogiamenti per il rigore de i freddi della Germania. Ella consideri il mio discorso, e poscia dia la sentenza. Se non ha medaglie coll'Imp. IIII. senza il cognome d'Antonino dato a Commodo, sono fatte morto il Padre. Io le scrissi d'una medaglia del Signor Bassetti di Commodo con l'Imp. IIII e liberalitas Aug. VII ho errato, perchè polita la medaglia, ch'è mezzana, sta così. M Antoninus Commodus Aug. FEL AUG. TR P. VII. Imp. HIII cosi PII P. P. fig. dextera caduceum, sin. hastam tenens. L'Imp. IIII spiccava benissimo, le altre parole erano oscurate da un succidume quasi impetrito, ma io l'ho levato del tutto, perchè ero ostinato sapere a chi s'applicava quel num. VII. perchè vedevo che non poteva essere la liberalità VII di Commodo, che fu negli anni dopo; ne d'Aurelio, perch'era morto, quando il figlio era Imp. III l e portava il cognome d'Antonino. Fra quelle dello stesso Sig. Apollonio Bassetti ho veduta questa mezzana di L. Vero battuta in Corinto, con altre, che le soggiongerò. Imp. Caes. Aurel. Verus Aug. C L. I COR. Vir stans sagatus cum duobus parvis animalibus ad pedes, elevata dextera nescio quid tenens. In un altra mezzana dello steso Vero vi sono tre trofei, quale stimo sia nell'Occone Lucilla Augusta Antonini Aug. Fil. Laetia. Pudicitia fig. muliebris sedens, sinistra sedi innititur, dextera regit mamillas. CRISPINA AUGUSTA Imp. COM. Un medaglio MODUS ALIG GERM SARM. Capita utriusque. Vota publica. Commodus togatus ac Crispina dexteras copulantes, fig. media illos jungente anno 177. Commodo pria di partire da Roma, sposò Crispina, ex Capitolino c. 27 in M. Aurel. quindi è detto solo Imp. col prenome d’Imp Caes. Postumus Aug Caput eiusdem Triremis plena militibus sine inscriptione. Antoninus Aug. Pius P. P. P. M. Mezzana. Imp. II. Tr. Pot. XXI. Cos. IlII. S C. fig. dextera pateram cum temone inferius, sin. cornucopiam tenens. Sarà nell'Occone. Mezzana Imp Caes. Trajano OP. AUG. GER. si smarrite. COL. PRI. FLAV. CAESAREA. Vir stans praetexta capite velatus, dex. Thus super tripodem spargens, sin. cornucopiam tenet. Imp. Caes. Domit. Aug. Germ. Cos. XI. cen. P. P. P. Saluti Augusti. S. C. Templum cum 4. columnis clausum. Questo Segretario di S. A. ha un piccolo scrigno di poco più di 2 mila medaglie, nè vi veggo che cose ordinarie, e per lo più logore dal tempo. Mi farà onore se alcuna che non sia di queste nell'Occone, le citerà col di lui nome. Ella dice d'avere corrette alcune medaglie nell'Occone con le descrittele nelle mie lettere. Avverta che con la medema iscrizione ed impresa sono segnate quelle di più anni, come nelle 3. col. Felicitas Aug. le ho di sopra mostrato. Così in altra grande Medicea di M. Aurel. leggo: M. Antoninus Aug. Germ. Sarmaticus nel rovescio Clementia Aug.TR. P. XXX. Imp. VIII. P. P. S. C. fig. dex. pateram, sin. hastam tenens, & subtus Cos. III. E questo rovescio è in altra colla Tr. P. XXXl. Godo le sia gionto l'Occone, ma mi duo le che rimmarà defraudata della speranza di notazioni più recondite, mentre poco, o nulla di momento vi troverà. Se vi truova cose dubbiose me le avvisi e se ha qualche Occone di sopra più lo conservi per me. Conosco ancor io la spesa di porre le teste degl'Imperatoria i luoghi loro; io però non sono per badare alle effigie, ma alle sue erudite aggionte, e le bacio le mani. Firenze 22. Ottobre 1681 » (Noris 1741, lettre LII, col. 161-167).  
-Lettre du 28 octobre 1681 (de Florence) : « Già le scrissi come il Pontefice Innoc. XI. mi aveva fatto Custode della Bibliotecha Vaticana, ma avendo insinuato a S. A. di volere incontrare il gusto intiero di S. A. nell'essere io di quà licenziato, ha risposto S. A. tenere bisogno di me in questi ſuoi stati, col pregare Sua Santità lasciarmi continuare la dimora al servizio della medema A. S. sicchè tengo per certo che resterò in Firenze, ove ho di stipendio 420. piastre, ed in Roma averei avuto 190 scudi fra denari, e la parte di Palazzo di pane, vino, oglio, legna, ec. Ora replicarò alla sua in poche parole. La fabrica nella medaglia di Diva Faustina, del Sig. Bassetti non è del Circo, perchè il Circo era di diversa architetura, come si vede in tante medaglie addotte dal mio Panvinio nel libro de ludi Circensibus. Ella veda in quelle di Caracalla. Gli Elefanti col carro, detto thensa, nel quale siede Faustina, nelle medaglie, sono l'onore Circense concesso a Faustina. Poichè ne i Circensi si faceva una gran processione, nella quale erano portate le immagini di molti Dei, ed anco degli Augusti, e loro mogli consecrate, Vegga il cap. 6. della dissert. I de nummo Diocletiani » ; « Io viddi la prima medaglia di Trajano nell'Occone, ove è detto PONT. s'è detto AUG. ho ragione io, se non v'è tal titolo ha vinto lei. Dione dice Imperator, non Aug. La medaglia sciolga il dubbio. » ; « Le medaglie ancora di Trajano senza gli anni della Tr. P. rendono confusa la cronologia. Circa la medaglia di Commodo Tr. P. II. Imp. II. già le ho scritto oggi otto ne stimo vi possi essere altra difficoltà. Ora non veggo più medaglie, onde non le invio altro. Starò attendendo i rami delle teste degl'Impp. In Carausio ella vi ponga quella di S.A. ch'è singolare col PAX AUGGG con 3. G. che io ho posto nella prima mia dissertazione con dissegnarvela ». (Noris 1741, lettre LIII, col. 161-167).  +
-Lettre du 4 novembre 1681 (de Florence) : « Circa quello che le scrisi che stimavo fosse fatto Augusto da Nerva, mi rimisi a i titoli della prima medaglia d'Occone che sin ora non so ove egli l'abbia veduta Dicendo Plinio che Nerva diede a Trajano tutti i titoli che donò Vespasiano a Tito. vedendo io dalle medaglie che questi non ebbe il titolo d'AUG. si doverà dire lo stesso di Trajano, benchè dica Plinio : non solum successor imperii, sed particpes etiam sociusque placuisti » ; « Ciò lo provo dalla medaglia d'argento Medicea, nella quale si legge Trajano DACICUS COS. IIII P. P. fig. Herculis dex. clavam, sin. spolium leonis tenens, come già le scrissi. » ; « La medaglia Medicea col carro trionfale di Traiano segnato TR.P. VII. Imp. IIII. rappresenta l'Imp. collo scetro eburneo nella sinistra, ed un ramo d'alloro nella destra, gieroglifico del trionfo. Che la venuta di Traiano e il trionfo succedesse nel presente anno 103. si pruova a mio parere chiaramente con una medaglia Medicea del Museo antico, che anco recita l'Erizzo, nella quale si legge di Trajano Cos. V. Congiarium secundum. Quando nella prima volta anno 99 venne a Roma diede il primo Congiario, così quando anno I03. Cos. V. per rendere più grato il suo ritorno, ed allegro il trionfo, diede il secondo Congiario segnato nelle medaglie col Cos. V. » ; « Trajano ritornato in Roma di nuovo trionfò de i Daci, e diede il terzo congiario segnato in una rara medaglia Medicea col cos. V. del medemo, così segnata. IMP. NERVAE TRAJANO AUG. GER, DAC. P. M. TR. P. COS. V. P. P. CONGIARIUM TERTIUM S. C. Imp. in substructione uti in congiario II. apud Erizzum » ; « L'opera de Consulibus Caesareis la stampa l'Anisson in Lione. Poco importa porre li fasti o prima, o dopo. Io li porrei dopo le medaglie, perché la lettura di queste è più curiosa di quelli. Se bene essendo le medaglie le pruove evidenti dei fasti, questi doverebbero precedere. Circa le stellette mentre ella cita il luogo ove e di chi siano le nuove aggionte medaglie, si poſſono lasciare. Glielo scrissi, perchè queste è l'usanza d'oggidì. Dall'ultima mia averà veduto che sta bene la medaglia di Commodo Tr. P. II. Imp. II. che nell'anno 177, prima d'Agosto s'unisce con quella di M. Aurelio Tr. Por. 31. Imp. IX. Circa la medaglia di Carisio V. S. noti il prenome, perchè furono due P. e T. se non erro. Nel Goltzio già le osservai d'ambieue. Quello che vinse gli Asturi è detto Titus Carisius da Dione. Di Publio vi sono 6. medaglie nel tesoro di S. A. ma simili. Tito Carisio fu legato A. V. 729. essendo Augusto nella Spagna. A questo successe anno 730. L. Emilio ex Dione lib. 53. Dione nell'anno 732. nomina Carisio senza prenome, che forsi sarà stato Publio. Di T. Carisio scrive Floro lib. 4. cap. ult. prope finem, ma dice solo Carisius. La medaglia d'Occone credo che sia non di Tito, ma di Publio Carisio, che col prenome non è in Dione. Ella dunque abbia in avvertenza il prenome. In una d'argento di S. A. S. v'è. P. Carisius Leg. Aug. e nel rovescio Augusta Emerita » ; « Bisogna ancora che V. S. ponga i titoli d'Imp. III. e IIII. datti nella prima guerra Dacica a Trajano. Ho trovata questa medaglia Medicea prima magnitudi 1) IS. IMP. CAES. NERVA TRAJAN. GERM. TR. P. VI. IMP. IIII. COS. IIII. DES..... mulier sedens dex. ramum, sin. scipionem stringens. Nel Museo Cospiano pag. 355. è intiera, ne un poco logora come la Medicea: Ivi: IMP. IIII. COS. IIII. DES. V. Il Sig. Magnavacca è l'Antiquario del Sig. Marchese Cospi, e le potrà dare certa notizia della detta medaglia, quale intierissimamente nel Museo delle di Spagna, di S. A. mostra TR. P. VI. Quindi si deve dire che nell'anno 107. ebbe Trajano due vittorie contro i Daci, mentre col Cos. IIII. è detto Imp. IIII. Ella di grazia scriva al Sig. Magnavacca, perchè questa medaglia è la chiave della prima guerra Dacica. » ; « Il che si prova anco col secondo congiario, che sotto il Cos. V. si vede nella medaglia Medicea già descritta dall'Erizzo. Onde Trajano trionfò anno 109. ed il trionfo stà segnato con la TR. P. VII. nella medaglia Medicea. » ; « Diede il congiario III. segnato in una medaglia Medicea prima magnitudinis cosi: Imp Caes. Nerva Trajano Aug. Ger. Dac. P. M. TR. P. Cos. V P. p. CONGIARIUM TERTIUM S. C. Imp. in substuct uti apud Erizum in congiario secundo ». (Noris 1741, lettre LIV, col. 167-176).  
-Lettre du 11 novembre 1681 (de Florence) : « Oggi rispondo di nuovo con due longhissimi fogli al Sig. Fabretti per levare anche ad'esso certi errori, ne'quali loveggo inciampato. Bisogna ancora che V. S. ponga i titoli d'Imp. III. e IIII. datti nella prima guerra Dacica a Trajano. Ho trovata questa medaglia Medicea prima magnitudinis. IMP. CAES. NERVA TRAJAN. GERM. TR. P. VI. IMP. IIII. COS. IIII. DES..... mulier sedens dex. ramum, sin. scipionem stringens. Nel Museo Cospiano pag. 355. è intiera, ne un poco logora come la Medicea: Ivi: IMP. IIII. COS. IIII. DES. V. Il Sig. Magnavacca è l'Antiquario del Sig. Marchese Cospi, e le potrà dare certa notizia della detta medaglia, quale intierissimamente nel Museo delle di Spagna, di S. A. mostra TR. P. VI. Quindi si deve dire che nell'anno 102. ebbe Trajano due vittorie contro i Daci, mentre col Cos. IIII. è detto Imp. IIII. Ella di grazia scriva al Sig. Magnavacca, perchè questa medaglia è la chiave della prima guerra Dacica. Il Panvinio pone un'iscrizione di Trajano TR. P. V. Imp. II. ma Scipion Mazella, Appiano, Pontano, e Grutero pag. 167. 2 190. 3. leggono TR. P. VI. IMP. II. e s'è vero questo, la prima guerra principiò anno 102. e le vittorie furono ottenute entrata la Trib. Pot. VI mentre ne' marmi con questa è detto Imp. II. non essendo per anco a loro gionta la nuova delle due vittorie Daciche di Traiano. Quindi il trionfo si deve porre nell'anno 103. Il che si prova anco col secondo congiario, che sotto il Cos. V. si vede nella medaglia Medicea già descritta dall’Erizzo. Onde Trajano trionfò anno I03. ed il trionfo stà segnato con la TR. P. VII. nella medaglia Medicea. » ; « Diede il congiario III. segnato in una medaglia Medicea prima magnitudinis cosi: Imp Caes. Nerva Trajano Aug. Ger. Dac. P. M. TR. P. Cos. V P. p. CONGIARIUM TERTIUM S. C. Imp. in substuct uti apud Erizum in congiario secundo. Traiano quando venne a Roma la prima volta Imperatore anno 99 diede il primo congiario lodato diffusamente da Plinio » ; « Circa le teste degl'Imperatori, io non m'intendo del dissegno; il Sig. Magnavacca è ottimo in questo genere, e dai di lui conseglio ella può dipendere. Alcune le veggo simili; altre no v. g. Ottone, la di cui resta in marmo antica è nella Galleria di S. A. e simile alla quale sono le improntate nelle finte medaglie primae magnitudinis dello stesso. Ella maneggia più medaglie di me, e sa che sono simili, o no. Già le scrissi, che le facesse copiare dalle meglio ch'ella già abbia ne'rami dissegnate. Nelle lettere vi sono alcuni errori, altre non sono ben distinte con la necessaria distanza delle parole, In alcune vi sono i punti, in altre no. Sono tutte cose da farvi riflessione. La faccia di Giulio Cesare deve essere macilente, com'e nella bellissima statua di S. A. ove Cesare è Calvo. Non ho tempo da discorrerne in longo, le bacio le mani. Firenze 11 Novembre 1681 » (Noris 1741, lettre LV, col. 175-179 ; Missere Fontana 2000, p. 170, note 42)  
-Lettre du 2 octobre 1681 (de Florence) : « Circa il frontispizio del libro, bisogna empirlo, o sminuirlo, sicchè faccia bella comparsa, e deve notare che se riesce di poche righe, è necessario porvi qualche figura, come io ho posto l'Aquila insegna dello Stampatore. Gli ne mando una forma più breve. Quel capitibus aere incisi, non va bene, ed è meglio dire iconibus, senza cere incisi & c. Questo però è l'ultimo a farsi dalli Stampatori, e vi sarà tempo considerarlo meglio con levare, o d'aggiognere. Simili alla di lei medaglia, ma con diversa Trib. Pot. molte sono nelle Medicee, ma però finte, copiate però da questa antica e di ottimo metallo, pare Medicea mezzana: Imp. Caes. Nerva Trajan. Aug. Germ. Dacicus P. M. Tr. P. VII. Imp. IIII. Cos. V. P. P mulier sedens supra ſedile ex duobus cornucopiis composito &c, è nelle Cospiane. Io ſono in un grand'ingarbuglio, e vi sarà ancora lei con una medaglia di Traiano, che sta così. IMP. CAES. NERVA TRAJAN. Aug. Germ. Dacicus P. M. TR. P. VII. IMP. III. COS. IIII. DES. V. P. P. S. C. Vittoria volante con laurea nella destra, e trofeo alla sinistra. Questa sta nelle Cospiane num. 6. pag. 355. Il Sig. Magnavacca mi scrive avere anch'esso questa stessa medaglia, ed essere legittima, e senza punto di dubbio antica. Dunque sono errati i fasti, e fra il IV e V. consolato di Traiano bisogna inserire non uno, ma due colleggi di consoli. Io ho veduti i fasti d'Eusebio che visse sotto Constantino Magno, di Prospero, e Vittorio Aquitani che scrissero nel 450 d'ldazio che viveva nel 420 niuno de quali fatti ha veduto il Panvinio, perchè non s'erano per anco rittrovati, e tutti pongono un solo colleggio de' consoli fra il IV e V. consolato di Traiano. Credo che anco nel Vaillant vi sia una tale medaglia. So che i fasti sotto Trajano sono confusi, e maggiormente gli ha confusi il Baronio ed il Ricciolio. Se diremmo che in più medaglie sia errore, è cosa difficile a credersi, se si dica che tutti i fasti sono errati, e stravagante. Lei però che su le medaglie fonda la Cronologia del suo volume, farà meglio inserire due consolati, con notare però la commune epoca consolare dei fasti. Già le scrissi trovarsi questa medaglia Medicea fra le venute dalla Spagna. Imp. Caes. Nerva Trajan. Aug. Germ. P. M. TR. P. VI. IMP. IIII. COS. IIII. DES. V. Mulier sedens dex. ramum, sin. scipionem tenens. Principiò la Trib. Pot. VI anno Christi 102, nel Novembre, ne vi si legge DACICUS, dal che io argomento, che in tale tempo, benchè avesse vinti i Daci, come prova il titolo IMP. IIIII non per ancora avesse trionfato, e nel trionfo ottenuto tal nome di Dacico, come vuole Dione. Quindi nella medaglia d'argento di S A rittrovandosi una di Trajano con questa sola iscrizione nel rovescio DACICUS COS IIII. Hercules nudus dex. clavam &c. pare ſi debba porre il Cos. V. di Trajano, nell'anno I04. Se uno però dica in difesa de i fasti, che nel Novembre anno 102. principiando la Trib. Pot. VI. non per ancora aveva trionfato, ed ottenuto il titolo Dacicus, che ottenne poi avanti finisce l'anno, ed entrasse Kal. Januariis Cos. V. non si potrebbe convincere. Sicché tutta la difficoltà è nelle medaglie col TR. P. VII. Cos. Des. V. Io le propongo questo grave dubbio, che potrà risolvere come le piacerà. » ; « Se V. S. farà un poco di prefazione al Lettore, ivi potrà porre la necessità avuta d'inserire le medaglie Greche d'Antinoo ed altre per supplire alla mancanza delle Latine. O pure se non vuole porvi i tale prefazione, basta ciò noti sotto la prima medaglia Greca che reciterà nel suo volume, col aggiugnere. qua & de quibusdam aliis Graecis numismatibus, ob Latinorum defectum, huic operi insertis, dictum volo &c. La medaglia del Vaillant tom. 1. p. 51. TR. P.VIII. cos. IIII des. V. si può correggere, come emenderà i fasti, perchè trovandosi TR. P. VI. cos. IIII. des. V. ed altre Tr. P. VII. cos. V. che tre ne sono Medicee legittime, si vede essere errore in quella del Vaillant. La Santità di Nostro Signor Innocenzio XI. ha accettata la mia rinonzia per intercessione di questa A. S. onde rimarrò quì, come fui per l'avanti, in Firenze 2. Ottobre 1681 » (Noris 1741, lettre LVI, col. 179-182).  
-Lettre du 9 décembre 1681 (de Florence) : « Nell'ordinario passato le scrissi il mio parere circa il frontispizio, e le soggiunsi la considerazione sovra la medaglia Cospiana pag. 355. num. 6. Il Sig. Magnavacca mi replica averla ancora simile appresso di se segnata. Imp. Caes. Nerva Trajan Aug. Germ. Dacicus P. M. TR. P. VII. IMP. IIII. DES. V. P. P. S. C. Victoria alata &c. Dunque i fasti sono errati, e la medaglia sua, come anco la Medicea, che dice: TR. P. VI. Imp IIII. Cos. IIII. Des. V. sarà battuta anno Christi 103 avanti il giorno natalizio di Trajano, nel quale entrava nella TR. P. VII ed il di lui consolato V. si deve trasportare all'anno 104. Il Sig. Magnavacca giura cn'è verissima e legittima la sua col Tr. P. VAI cos. Des. V. Ella dice che nell'anno 101. fu fatta la pace con Decebalo, per la medaglia con la vittoria che tiene il caduceo sotto il cos. IIII. Ma il cos. si ſ durava anco nell'anno 102 e per la sudetta medaglia anco nell'103. Nell'anno 100 Trajano era in Roma Kal. Septembris, quando Plinio pigliando il possesso del consolato suffetto, recitò il panegirico, mentre i consoli lo recitavano ringraziando il Principe nell'attuale principio del loro consolato, e si vede dalla prima epist. del lib. 2. delle stesso Plinio: Acturus in consulatu principi gratias &c e nel panegirico verso il fine. Ego consul per rebus humanis, acte praecipue, Capitoline i Jupiter, precor. &c. e nelle ultime righe lº Quindi la guerra principiò anno Ior. nel quale Adriano fu questore, e termi nata la questura seguitò anno 102. Trajano alla prima guerra Dacica. Plinio lib. 3. ep. 13 Optimo Principi consul gratias egi. Item epist. 18. non dice cos. designatus. Soggiugne che la medaglia col Tr. P. VI. Imp. IIII. cos. IIII. des. V. che Trajano nel trionfo anno 102. fosse detto Imp. IIII. e nel seguente detto Dacicus. Ella deve avvertire che subito dopo la vittoria 'da i soldati come mostro nel mio libro e ciò succedeva avanti il trionfo. L. Vero prima di trionfare in Roma fu come anco M. Aurelio detto più volte Imp. Cajo prima di venire a Roma fu detto Imp. VII. ex Dione lib 59. Così Severo Settimio, ne vi è da dubitare. Dopo poscia intesa dal Senato la vittoria erano detti Partici, Dacici ec mentre prima i soldati gli avevano immediatamente dopo la vittoria moltiplicato il titolo d'Imperator. Legga il cap. 9. della vita di Sett. Severo. Et cap. 30, in Aureliano: Et cum illum Carpicum Senatus absentem vocasset &c. Così dal Senato anco lontani prima del trionfo otteneano quei titoli, altre volte presenti in Roma, come Traiano e Severo Settimio. Quando però il Senato, come dicevo, gli dava il titolo, erano già da i soldati stati detti Impp, titolo che non era mai moltiplicato dal Senato. Le medaglie due col Tr. P. VII. Imp. IIII. Cos. V. appartengono alla prima guerra Dacica. Ella poi dice che finì nell'anno 104 la seconda guerra Dacica il primo anno del cos. V. di Trajano » (Noris 1741, lettre LVII, col. 182-183).  
-Lettre du 16 décembre 1681 (de Florence) : « Ricevo la ugualmente prolissa ed erudita di V. S. Ill alla quale non so quello mi debba rispondere, perchè la medaglia Cospiana e del Sig. Magnavacca col Trib. P. VII. Cos. IIII, des. V. mi fa mutare tutta la Cronologia, e se è vera e legittima tale iscrizione, bisognerà che anch'ella la muti. Nell'ultimo ordinario le scrissi e provai che Plinio anno 100. Kal. Sept. recitò il panegirico a Trajano presente in Roma, sicché quando anco la medaglia d'Occone col Cos. III. Profećtio Aug. Germanica, sia vera si può dire che andò a svernare nella Pannonia per potere per tempo principiare la campagna nell'anno 101. Ella dice: A.V.854. Christi 101. » ; « Vegga le medaglie di M. Aurelio, e L. Vero, che avanti il trionfo moltiplicarono tali titoli, ec. Ella nel trionfo lo fa acclamato Imp. IIII. il ch'è falsissimo. Nella medaglia Medicea è detto Traiano TR. P. VI. e porta il solo titolo GERM. non Dacicus, se bene è detto Imp. IIII. Imp. Caes. Nerva Trajan. Aug. GERM. P. M. TR. P. VI. IMP. IIII. COS. IIII. DES… Quì è logora, ed è simile alla Cospiana pag. 355. num. 4, mulier sedens dextera ramum, sinistra hastam. Questa medaglia o è battuta nel fine anno 102, o s'è vera la medaglia col Trib. P. VII. Cos. Des. V. nel seguente 103. Dall'iscrizione del marmo di Pozzuolo, e da li medaglia col Trib. P. VI. Imp. IIII. io casco a credere siano errati i fasti, e che Trajano fu Cos. V, anno 104 come provano evidentemente le medaglie Cospiana e Magnavacca. Quindi il primo trionfo fu anno 104. Trajano Tr. P. VII. Cos. V. o per dir meglio nell'anno 103. e forsi adi 29. Ottobre. E senta una mia congietura, della quale ho scritto al Signor Fabretti.» ; « Circa Dione, non occorre cercarne in di cronologia d'anni, perchè Dio sa come lo compendiò Xifilino, ne io dopo Claudio Cesare, mai attendo a Cronologie di quella epitome. La medaglia con la Quadriga segnata TR P. Cos. IIII si può porre nel modo ch'ella vedrà necessario dopo le medaglie col Trib. P. VII. Cos. Des. V. La medaglia di V. S. Imp. Caes. Nerva Trajan. Aug. Germ. DACICUS P. P. TR. P. VII. IMP. IIII. COS. V. P. P. S. C. Roma galeata vićtoriolam ab Imp. Togato accipiens, è ancora nelle Medicee venute di Spagna, è però per il tempo logora la vittorietta. S’ è la prima vittoria Dacica, poichè la pietra citata le deve essere la Citrosura in questa tempesta cronologica; Ivi si legge: TRIB. POT. VI. IMP. II. sicchè TR. P. VII. Imp. IIII. necessariamente spiega le due vittorie nella prima guerra Dacica. La medaglia col TR. P. VIII. Imp. IIII. Cos. V. Victoria gradiens &c. spiega le passare vittorie nella prima guerra, come in fatti si vedono registrate le vittorie gradienti, benchè gl' Impp. in quell'anno non le ottenero, ma ciò si faceva per rinovar la memoria ec. » (Noris 1741, lettre LVIII, col. 183-186).  
-Lettre du 23 décembre 1681 (de Florence) : « Ma per le medaglie col Profectio Germ. (forsi è allocutio ad milites Praetoriano, qui erant Romae Legat. Dio). e con l'allocuzione a i soldati sotto il Cos. III. si può dire che nell'Autuno avvanzato, o pure terminato gionti in Roma gli avvisi delle scorrerie, ed apparati militari di Decebalo. » ; « Consideri la detta iscrizione e 'l testo di Sparziano ad dotti, e poscia giudichi. La medaglia del Vaillant, ella la corregge a suo modo, io credo che deva leggersi: TR. P. VII. IMP. IIII. COS. IIII DES. V. è confermasi ciò con la Cospiana, e Magnavacca, dalle quali V.S. deve correggere i fasti, che poscia meglio si confronteranno con le dette medaglie, e con la cronologia delle guerre Daciche, ottimamente distesa da Sparziano, e così anderà meglio il titolo DACICUS col Cos. IIII. della medaglia d'argento Medicea con l'Ercole con la clava ec. La medaglia fra le Arescotane alla Tavola 34. num. 23. con Trajano COS. IIII. nelle quadrighe trionfali, non significa il di lui trionfo, ma il processo consulare che fece in Roma cos. IIII. ed è prova evidente lo scetro con l'aquila nella cima, ch'era la insegna de i consoli quando Kal. Jan. prendevano il possesso del consolato, come mostro io dissert. I de nummo Diocletiani, nel quale vedesi tale scetro. Nella Quadriga del trionfo nella medaglia Medicea Trajano tiene la palma, o lauro ec. In oltre ella non riflette ai due congiari II. e III, che le inviai nelle medaglie Medicee, dalle quali si cava che nel ritorno II. e III. diede i congiari al P. Rom. come aveva fatto nel primo. E quei congiarj II. e III. sono segnati col Cos. V. Sicchè Trajano ne venne a Roma anno 101. ne trionfò anno 101, perchè il congiario II. si deve unire o col secondo ritorno a Roma, o pure col primo trionfo Dacico, che poco dopo fu fatto. » ; « Da ciò ancora si può dire che Adriano anno 101 fu Questore semestre, e poi curator Actorum Senatus, e nell'anno 102. andò alla prima guerra Dacica, che certamente principiò in detto anno 102. quando si tiri il cosi V. di Trajano all'anno 104. il che si deve fare, se la medaglia del Sig. Magnavacca sia da lei giudicata legittima, del che vivo con gran curiosità ec. perchè sarà cosa rarissima per i fasti, e perchè veggo che così meglio si connette la cronologia delle 2. guerre Daciche assegnata da Sparziano, con la pietra di Pozzuolo ec. e con la medaglia Medicea, e Cospiana p. 355. num. 4. Imp. Caes. Nerva. Trajan. Aug. GERM. P. M. T. R. P. VI. IMP. IIII. COS. IIII. DES. V. P. P. S. C. mulier sedens destera ramum, sinistra hastam tenens. La medaglia Medicea è legittima, e per l'antichità ha logorato il ramo nella destra della donna sedente, e si legge: IMP. IIII. coll'essere logorati mezzi li primi numeri, e dopo il DES..... il V. è perduto. è certo chè fu battuta dopo l'Ottobre anno 102. per la TR. P. VI. ne ivi leggendosi DACICUS, bisogna tirare nell'anno 103. la venuta di Trajano a Roma col di lui trionfo, e dire che la detta medaglia fu segnata nello stesso anno 103. per esservi Cos. DES. V. il che non si legge nella pietra di Pozzuolo, ma solo Cos. IIII IMP. II. onde fu scolpita overso il fine dell'anno 102. o avanti le battaglie fatte, e vinte contro Daciannoro. Del resto ella facci come vuole, perchè pochi si pigliano questi fastidi cronologici. Ora lei per l'Occone, ed il Sig. Abbate Fabretti per la sua colonna Trajana vi pensano, e Dio sa quando più altri vi pensarà. Finisco col dire, che non facci partire da Roma sì presto Trajano nell'Armenia, come fanno molti, ma prima gli facci fare l'esequie a Licinio Sura cos. III. come narrasi nell'epitome di Dione. Ed in questa ultima partenza da Roma di Trajano molti hanno errato, facendolo in Asia nell'anno 107. e ciò per il martirio di S. Ignazio, che da Trajano fu mandato a Roma legato ec. Le auguro felici le feste del Natale, e le ristampo la moneta d'Antonino Pio. A. N. (Anni Novi, ndr) con tuttº i commenti del Sig. Bellorio e le bacio le mani. Firenze 23. Decembre 1681 » (Noris 1741, lettre LIX, col. 186-193).  
-Lettre du 6 janvier 1682 (de Florence) : « Ella dice il vero, che la disposizione delle guerre Daciche dipende dalle due medaglie Cospiana e Magnavacca; ne io fo scrupolo mutare i fasti ordinari, perchè sono sotto Trajano tanto corrotti, come si vede dal confrontarli assieme quei di Cassiodoro, Prospero Aquitanico stampato dal Labbe, il Cronico Alessandrino, Eusebio dello Scaligero ec. Ella dunque dice che così si possono disporre » ; « Quindi essendo i comitj ne' quali fu designato Trajano Cos. V. fatti nell'anno 103. avanti che l'Imp. terminasse la Trib. Pot. VI. in alcune medaglie è detto Trib. Pot. VI. Cos. IIII. Des. V. quelle però del Museo Cospiano e del Sig. Magnavacca, come battute dopo l'Ottobre dicono: TR. P. VII Cos. IIII Des. V. Li Comitj consolari per lo più si facevano nell'Agosto ne i tempi ultimi di Cicerone. » ; «La medaglia Magnavacca prova evidentemente, che si debba trasportare il cos. V. di Trajano; e perchè per tutti i fasti, Surano e Neratio Marcello furono cos. ordinari, questi soli sidevono preporre. o bisogna così correggere i fasti, o negare la legittimità delle due rare medaglie » ; « Ella è convinta dalle medaglie di M. Aurelio Antonino e L. Vero, che nel trionfo non moltiplicarono i titoli IMP. ma dopo l'espedizione Germanica. Bisogna ch'ella noti essere distinti i titoli imp. ed il cognome Germanicus, Armeniacus, Parthicus, Dacicus &c, mentre i due primi Vespasiani, e Claudio sono tante volte detti Impp. senza cognomi, e L. Vero ebbe il trionfo senza moltiplicare il titolo Imp. » ; « Se col cognome gli fosse stato moltiplicato il titolo IMP. mai si leggerebbe nelle medaglie Armeniacus Imp. II, ma sempre Imp. III. così quando fu detto Adiabenico o Medico, e dopo Partico sarebbe stato segnato Imp. VII. E pure nelle medaglie sta: Armeniacus TR. P. IIII Imp. II. Cos. II. Li soldati gli moltiplicarono il tit. IMP. II. il Senato gli diede il cognome Armeniacus. nè gli moltiplico il titolo col farlo IMP. III. » (Noris 1741, lettre LXI, col. 197-202).  
-Lettre du 21 avril 1682 (de Florence) : « Mentre non le sono ritornate le carte che già inviai al Sig. Magnavacca, e le stampa sia così avvanzata, nulla le potrà servire quel poco in esse da me notato ». (Noris 1741, lettre LXIV, col. 204-206).  +
-Lettre du 12 mai 1682 (de Florence) : « Godo sommamente che proseguisca con felicità e sollecitudine la stampa del suo insigne volume, ch'è da tutti desiderato per le correzioni ed aggionte che V. S. Ill. gli aggiugne. Ella teme va che la guerra le intorbidasse la stampa; ma le cose sono almeno per quest'anno in caminate alla pace » ; « Ora S A S. prima d'andare in Villa mi mandò una cassa piena di medaglie dei i tre ultimi secoli, cioè dal 1440. fino al presente anno. Le medaglie e monete d'oro pesano circa 24 libre, e sono de'Papi, Impp. Regi, e Principi, come anco quelle d'argento. Li medaglioni del Re Carlo II dell'Inghilterra sono le più belle. Ve ne sono 7. medaglioni dell'Elettore di Brandemburgo con le imprese fatte avanti la pace del 1679 contro li Suetesi. Le medaglie di tutti li Sforzeschi Duchi già di cotesto stato vi sono in oro, argento, e metallo. Io non vederò più sì preziosa raccolta. Erano tutte confuse. Fra quelle di mettalo, ne ho trovato una sola antica d'Onorio Imp. quale è prima magnitudinis ed ivi vi si legge: D. N. Honorius P. F. Aug. Caput ejusdem diademate gemmato coronatum, SAPIENTIA. Mulier stolata dextera florem, sinistra hastam tenens. Io la stimo rara per essere di tale grandezza. Non v'è apertura alcuna che S. A. S. sia per chiamare il Sig. Dottor Bon, come già a queto istesso ho scritto; ne so come gli sia venuta tale speranza nel capo. Ora S. A. spende sopra 200. mila piastre nelle nuove fortificazioni di Livorno, ne vuole entrare in altre spese, anzi ne va scemando delle ordinarie meno necessarie. Gli sono state inviate dall'Egitto 300. medaglie, che ora sono nel Lazzaretto di Livorno, e S. A. mi ha detto che me le manderà per vederle, e se vi sarà cosa rara, ella ne sarà avvisata. La prego continuarmi l'onore della sua grazia e le bacio le mani. Firenze 12. Maggio 1682 ». (Noris 1741, lettre LXV, col. 206-207).  +
-Lettre du 9 juin 1682 (de Florence) : « Godo estremamente che la stampa del suo Occone proseguisca a gran passi, mentre il libro è aspettato da tutti per la penuria che ve n'era, e tanto più che ora sarà corretto, e cotanto aumentato dalla di lei erudizione. lo in due sere corressi quel fogli ch'ella m'inviò, e con il piego di S. A. S. gl’ inviai al Sig. Marchese Cospi a Bologna, ove hanno molto dimorato. Molti insigni Auttori senza ristampare i fogli, pongono nel fine uno o più fogli col titolo: Addenda, corrigenda: Ella però facci come vuole. Io ho terminato in sei settimane disporre la serie delle medaglie dei tempi bassi cioè dall'anno 1350. fino al tempo presente, che aveva nella camera S. A. S. Le più belle sono quelle del Re moderno Carlo II. d'Inghilterra; sono di lavoro mirabile; quelle d'oro pesano fino oncie 5. denari 9. Una fra le altre del Re Luigi Regnante d'argento è grandissima e nel rovescio porta questa superba iscrizione : Ludovicus Magnus Rex Christianissimus, raro moderationis exemplo, compresso victoriarum impetu, gestorum fiducia ad nova properans, inter fortunae obsequentis illecebras, pacis memor cui vincebat, per dispendia victoriarum, Orbem Christianum pace donavit MDCLXXIX. Vi sono 54 sorti di monete d'oro, argento, e rame delle Indie Orientali, molte delle quali sono per la figura stravaganti. Così io in due anni ho veduto e le antiche e le nuove medaglie della Serenissima Casa Medici. Ella mi conservi la sua stimatissima grazia, e le bacio riverente le mani. Firenze 9. Giugno 1682 ». l’impression commence en avril 1682 et on prévoit des Addenda et corrigenda (Noris 1741, lettre LXVI, col. 207-208 ; Missere Fontana 2000, p. 171, note 46).  +
-Lettre du 30 juin 1682 (de Florence) : « Il Sig. Conte Ranucci giovane, nella Vigilia di S. Giovanni mi diede i primi fogli della stampa del suo Occone, quale mi pare riesca benissimo. Ha fatto ottimamente porre le teste degl'Imperatori nel principio. Quella di Giulio Cesare è quì di marmo bellissima di S. A. S. ed è calva, com'era esso, e lei l'ha fatto con li capelli. Era molto smunto e macilente, e sarebbe bene ch'ella la rifacesse. L'opera è eruditissima e piacerà all'ultimo segno per tante aggionte di medaglie, e resto obligatissimo alla di lei cortesia che col nominarmi, mi renderà vivo nella memoria de posteri: ago igitur gratias pro immortalitate immortales, è impossibile in opera sì vasta non inciampare qualche fiata, giacchè anco quandoque bonus dormitat Homerus. Gli errori da correggersi fino alla pag. 40. sono i seguenti. (liste des erreurs à corriger) » ; « La Galleria delli tre prossimi secoli di S. A S. contiene medaglie : D'Oro 299. D'argento 1004. Di mettallo o rame 532. Di piombo 113. 1948 (Ieri ne terminai l'indice diligentissimo di 52. Fogli grandi d'otto facciate l'uno). Circa la sua medaglia con la Tr. P. XII. e cons. V. di Gallieno le dico, che il comiatore aveva errato, poichè nel Baronio tomo 2. Annal. Anno Christi 265. vi si legge questa medaglia di Gallieno: TR. P. XI. COS. VI. Li fasti ottimi dell'indice dei Prefetti di Roma pongono dopo uno di mezzo pajo di Cos. seguenti il V. e VI. Cos. di Gallieno; e questo indice fu fatto nel tempo, ch'erano intieri e notissimi i fasti » ; « Concordano i fasti d'Idazio e Prospero antichi, ne veduti dal Panvinio o Baronio, quali congionti con la medaglia del Baronio presa dal Goltzio arguiscono d'errore il coniatore della sua; onde io più tosto correggerei la medaglia, che i fasti. Circa la Tr. p. XVI. essendo morto Gallieno nel marzo anno 268. o si dirà che principiò l'Impero anno 253. circa initium Martii, o che il Monetario per anticipationem ponesse la Tr. P. XVI. Io nella Galleria delli 3. ultimi secoli di S. A. che ho finito ordinare, veggo due piastre una di Ferdinando I. Gran Duca col rovescio di S. Gio: Testimonium perhibet 1610. che muorì nell'anno 1609 e vi sono le monete di Cosmo II, suo figlio con l'anno 1609 » ; « Se V. S. mi trasmetterà gli altri fogli, io li rivederò, come li Io, inviatimi, ed in questo foglio corretti. Io già le scrissi che bastava fare nel fine: Corrigenda, supplenda & c. e vi può porre altre medaglie se le ſono capitate dopo l'impressione. Il foglio però Io ov'è l'immagine di Lepido, io lo ristamperei, perchè vi sono spessi errori, ed ivi potrebbe porre M. Lepido Aedil. Cur. A V. 702. perch'era magistrato avanti la pretura. Ne può fare una carta corretta di quella facciata ed inviarme la, che la ricognoscerei se sta bene ec. Le dico il mio parere, ma a lei mi rimetto. Ho scritto minuto, e malamente perchè sono occupatissimo domi forisque per essere quì il P. Generale, che fra poco sarà costì per molte settimane. Mi conservi la sua grazia Sono tanto sazio, e stuffo di medaglie, che quasi le abborrisco, per la gran fatica di due mesi di assettare, quod gravius est, fare l'indice di due quinterni di carta di questa Galeria moderna di S.A.S. ch'era in sua camera tutta confusa. Firenze 30. Giugno 1682 » (Noris 1741, lettre LXVII, col. 208-212; Missere Fontana 2000, p. 170, note 42).  
-Lettre du 7 juillet 1682 (de Florence) : « Con l'occasione che ho portate certe scritture a S. A. S ho posto sotto gli occhi del medemo ciò che V. S. Ill. alla pag 8 recita della nuova sua Galleria, il che molto gli è aggradito, poichè ogn'uno amat se & sua. Quando ella si risolva di ristampare il secondo foglio, io le soggiongo come stimo si deva distendere. Primieramente pag. 9. stimo non solo falso, ma ridicolo che Valentia nelle medaglie significhi Roma, e non Valenza città della Spagna, mentre sarebbe stata cosa temeraria il mutare il nome a Roma, anzi ridicola come fu giudicato di Commodo ec. che la chiamò Commodiana. Abbiamo pag. 366 dello Spanennio col. Jul. Valentia, ed è certo che mai Roma fu detta Valentia. Nella nuova Galleria di S. A. vi sono 10 medaglie di Valenza, le quali sono benissimo coniate, e scorgo dall'impronto gentilissimo che l'artefice fu Greco, perchè sono simili alle d'argento della magna Grecia » ; « Lepido con l'essercito si era accostato all'Italia per la guerra civile sotto Modena, nè per l'inverno di quell'anno combattè contro i barbari della Spagna. Hoc anno prid Kal. Januarii ex Hispania triumphat Lepidus. LEPIDO IMP. PROCOS. Quadriga triumphalis &c. Se V. S. vuole porre questa medaglia sotto l'anno 710, in modo che la quadriga significhi il primo trionfo di Lepido, essendo egli vir consulari & triumphali, lo potrà fare col fondamento che ivi non è detto Imp. II come era nell'anno 711. Ma ciò poco importa mentre nelle medaglie con i Triumviri colleghi è detto Imp. senza la nota numerale II. o iter. Ne' fasti Capitolini si legge: M. AEMILIUS &c. LEPIDUS. II. III. VIR. R. P. … PRO. COS. EX HISPANIA PRIDIE K. » ; « Non mi piacciono le 3. medaglie prime pag. 14. A. V. 707. Perchè M. Antonio non era in detto anno IMP. ma ucciso Cesare, quando gli furono date aregere le legioni ch'erano nella Macedonia a Senatu dictus fuit Imperator, come attesta Appiano. Prima non ebbe tal cognome. Queste però sono cose a rarissimi note, onde le può lasciar correre. Ella legga Appiano ove narra le cose dopo la morte di Cesare successe. Non le cito la pagina, perchè io ne ho di 3. stampe, ne so quale abbia lei. Le medaglie di Valenza sono 10. Con sei rovesci diversi. Quattro hanno le figure dell'ultima da lei citata dal Patino Ind. f 2. Una le ha logore. Quattro sono le seguenti. Caput barbatum cum I. retro caput. Valentia. Fulmen alatum cum duplici veluti signo militari. Caput armatum muliebre ac retro i. Valentia. Noctua cum flore. Caput Serapidis. Valentia cum hac figura Caput muliebre armatum. Valentia. figura alata in bigis sin. habenas, dex. baculum sive virgam. Le ultime tre sono benissimo improntate, con le figure d'ottimo artefice, quali non sono state battute, o coniate nella Spagna. Si può però dire, che l'artefice che le fece nella Spagna era venuto altronde, il che più è probabile, che il dire, che ivi s'intenda Roma. Sono tutte piccole di metallo. Io trovo tre Valentie antiche. La prima che ritiene nella Spagna il nome chiamata da Plinio nel lib. 3. Colonia l'altra parimente colonia nell'Africa fatta da Augusto ex codem lib. 5. cap. I. la terza è Valenza nella Francia vicina a Vienna. Io stimo le medaglie della colonia Spagnuola. Ne io ho tempo di studiare sovra tal dubbio, ne ella di leggere le mie sofisticarie. Il vedere venute a S. A. S. tanti rovesci differenti di Valenza fra le medaglie raccolte nella Spagna mi fa ciò credere. Il vederle però si nobilmente coniate, me ne fa in parte dubbitare. Seguiti il suo Occone, quale non vedo l'ora vederlo terminato. e le bacio le mani. Firenze 7. Luglio 1682 » (Noris 1741, lettre LXVIII, col. 213-216).  
-Lettre du 17 septembre 1682 (de Florence) : « Non ho sin'ora ricevuti i fogli, anzi nè anco lettere dal Sig. Magnavacca; e pure è necessario che io li abbi presto per servirla a tempo. Se sapevo e prevedevo tanta dilazione, averei procurato per via della Corte ottennerli. Ora con i Procacci o corrieri non sono sicure le carte, perchè tutte si profumano, ed abbrucciano ben spesso in parte nel Lazzareto, per ordine del magistrato della Sanità. Non intendo ciò ch'ella dice della prefazione. ov'è ella, o cotesia, come dicono i Fiorentini ? sta ne' fogli che tiene il Sig. Magnavacca, o me la trasmessa in lettera, quale io non ho ricevuto? Mi rallegro che sia gionta alla parte inferiore delle medaglie del secolo IV. che sono mal fatte, e poco stimate. Era meglio che V. S. Ill. seguitasse il Petavio, che il Sigonio; e la Cronaca del Petavio sarà per certo nell'Ambrosiana. E però un esatto Scrittore Carlo Sigonio. Il P. Pagy mi manda i ſuoi fasti Consolari, e mi scrive, che in alcuni passi impugna le mie opinioni, quali so ancor io, essere false circa Diocleziano, ed i colleghi, mentre non s'era ancora veduto alle stampe Latanzio. Ordinai la Galleria delle medaglie delli tre prossimi secoli, ch'erano confuse, e feci l'Indice di 60. fogli di quattro facciate l'uno, e ieri S. A. mi diede per mancia 80. piastre di più all'anno, ove nell'anno passato per la Galleria di Spagna me ne diede 60. Ora sono Vescovo con 500. piastre d'entrata, senza spesa veruna. Se anda o a Roma non vivevo che di speranze, per muorire anco con esse. Ella mi conservi la sua stimatissima grazia, e le bacio le mani. Firenze 17. Settembre 1682 » (Noris 1741, lettre LXIX, col. 216-217).  +
-Lettre du 29 septembre 1682 (de Florence) : « Ho ricevuti i fogli dal Sig. Co. Ranucci nipote del Sig. Mar. Cospi, e sono rimasto mortificato nel vedermi tante volte fatto Reverend. Con essere con onore che mai sono per meritare, registrato ne' suoi eruditissimi fogli. Dall'altro canto però ho riso, poichè chi unque leggerà ivi il mio nome, penserà che io sia medaglista, e pure non ne so uno straccio, perchè mai vi ho atteso. È stata pura contingenza per la carestia de'Soggetti in Firenze, che S. A. si sia servita di me stimato non più dotto, ma non il più ignorante in tale materia. La medaglia ch'ella cerca è nel lib. I. cap. 20. dopo un'iscrizione, non ha però rovescio, perchè non lo copiai, ella pero troverà anco questo dopo l'indice del libro: ove si dice: Addenda ad Historiam Pelegianam. è una Croce. E necessario che lei mi mandi la minuta della prefazione in volgare; perchè non so cosa ella vogli dire ai lettori. Basta che mi proponga i punti. Io ora sono non so dove, perchè una scrittura per Roma che pensavo fare in 40. giorni veggo che non la posso terminare in cento. Sono obligato con la parola, avanzato nel lavoro, non posso più ritirar i mene. Procurerò però quanto prima di rivedere i suoi fogli. Qui gl'intagli sono carissimi, ed io mi penti non averli fatti in Venezia, ove sono a buon mercato. Il Sig. Patino mi ha mandati gli elogi con le effigie delli moderni Dottori di Padova; Sono ben fatti. Non credo però che per meno di 12. doppie si possa intagliare il suo Rame . Ella facci fare il dissegno, e lo mandi che sentirà ove il prezzo sarà meno esorbitante. Il punto consiste che il pittore sia buono nel disegnare, e senza vedere il dissegno, gl'Intagliatori non le diranno il prezzo. Per fretta le bacio le mani, giacchè per ora non ho altro da dirle. Firenze 29. Settembre 1682. (Noris 1741, lettre 70, col. 217-218 ; Missere Fontana 2000, p. 170, note 42).  +