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-Lettre du 8 mars 1689 (de Florence) : « Il Gran Duca non ha voluto che io vadi altrove a stampare il mio libro de Epochi, onde qui non ne ho fin'ora stampati che due fogli, ed io compongo le parole Greche, perchè li lavoranti non conoscono li caratteri Greci, e devo correre spesso alla Stamparia assai lontana con fatica e noia incredibile. La ringrazio di quello mi scrive di Napoli di Palestina, quale non fu fatta colonia che da Elagabalo, e l'Epoca si principiò nell'anno secondo di Vespasiano, e ne stampo 5 o 6 medaglie, fra le quali una Medicea bellissima di prima grandezza. Ora le medaglie tutte di S. A.S. sono ripete in 6 scrigni, sotto la custodia del Bianchi, che in Milano la riveri » (Noris 1741, lettre CXXXI, col. 292-293).  +
-Lettre du 20 décembre 1689 (de Florence) : « Rendo grazie umilissime alla cortesia di V. S. Ill. che si degna onorarmi con auguri felici in queste prossime solennità del Natale. Il mio libro con mille traversie, è terminato. Quello, che mi tirava li rami, è morto tifico. Quello che solo era compositore della stampà, ha perduta la vista. E l'autore principiava a temersi qualche malanno. Non ho tirati rami che per 100 essenplari. La carta l'ho fatta venire da Venezia. Vi ho aggionti li fasti, con alcune note, che pochi intenderanno. Ora vi voglio aggiongere una lettera sovra una medaglia mirabile d' Erode Antipa con l'anno 43. del suo regno; d'onde i cava, che Cristo è nato nell'anno di Roma 749, come io scrissi ne' Cenotaffi Pisani » (Noris 1741, lettre CXXXIII, col. 294).  +
-Lettre du 30 mai 1690 (de Florence) : « Monsig. Schelestrat mi scrive, che vuol porre nel suo libro le medaglie de'presidi della Soria da me stampate, quali esso sommamente bramava vedere; e in vero le medaglie di Quintilio Varo scuoprono gli errori del Baronio, e li miei ancora fatti nel libro de'Cenotafi Pisani. Avanti Varo sin'ora non abbiamo altre medaglie de'presidi nella Soria » (Noris 1741, lettre CXXXIV, col. 295 ; Williams 2009, p. 110, note 38).  +
-Lettre du 6 juin 1690 (de Florence) : « Ho veduta la medaglia, che per essere molto logora, non e stata intesa. è di Settimio Severo, come dal volto e dalla il vede nel rovescio io gli ho m[ ?] apertamente si legge AΔPIANΩ[ ?] altra vicina parola ho indovinato [ ?] à, poichè vi si legge ...ICAPE...[ ?] KAICAPEΩN. L'epoca nel mezzo [ ?]ta BΣ, ET. anno 62. L'Arduino [ ?] 9. pone tal medaglia senza l'epoca è dubbioso a quale delle due Diocesaree a esso nominate, debba attribuirsi. [ ?] nel mio libro mostro esservi state due altre Diocesaree, e una di queste essere l'antica Sepphoris nella Galilea, alla quale appartiene tal medaglia » (Noris 1741, lettre CXXXV, col. 295-296).  +
-Lettre du 3 septembre 1690 (de Florence) : « La generosa bontà di V. S. Ill. in vence di notare li mancamenti del moi volume, lo carica di tanti encomi, che mai spero ottenere, neanco dalli librari per farne esito. Il di lei affetto me lo descrive quale doverebbe essere in un secolo così erudito. Io non ne ho per anco venduto alcuno essenplare; ma donati solamente a padroni ed amici, sì perchè la morte del tiratore de'rami, me ne truovo 200. senza li dissegni delle medaglie; come anco, perchè li voglio fare 7. d'appendice per spiegare le Lune dei Fasti Consolari, per li quali sono divenuto Astrologo. Quindi se lei ha qualche epoca Siriaca, o altro mese nella medaglia d'Arsace, mi potrà favorire. Monsu Vaillant mi promette molto; ma nulla mi manda; perchè vorrebbe essere egli solo a stampare di medaglie. Oggi gli mando 3 medaglie con epoca due di Ega nella Cilicia di Valeriano con epoca ET. T. e una d'Alessandro Severo con EOC. e questa ha nel rovescio una mezza gamba col piede, e un serpe ch'esce dalla parte superiore della gamba con la Iscrizione AΔPIAΛEΞANΔPOΥΠOΛ. e sotto EΘC. egli mi scrive avere 26 medaglie d'Ega con vari anni ec. L’Arduino sarà meco in colera, perchè ho fatto le vendette degli Antiquari da esso con tanta superbia vilipesi; mentre ho mostrati tanti suoi errori. L'anno de i Tiri non era stato mai inteso; ch'ora è da me posto in chiaro. La materia mi è riuscita difficile, perchè non trattata da altri, è intesa da niuno è stato mio ardire abbassare il famoso nome di V. S. Ili. Alla viltà de'miei fogli. Monsù Toinard ha stampato due dissertazioni, e cita il di lei volume. i'er la prima occasione le mandarò a V. S. Ill. Egli mostra gli anni della vita di Commodo segnati nelle medaglie d'Egitto. Mi ha mandato la settima tavola delle medaglie d'Agrippa juniore, che sono rarissime (Noris 1741, lettre CXXXVI, col. 296).  +
-Lettre du 7 novembre 1690 (de Florence) : « La medaglia del Re de' Parti, e di Vologese, e il titolo ΔIKAIOΥ, Justi, è nella posta da me alla pag. 8. le lettere ΣΥ nell'area, se sono numeri, dano 460. ne so onde principiare tale Epoca, se non con la direzione d'altre medaglie de'Regi Parti. Mi farà favore mandarmi l'esatta descrizione della medaglia della città Epifania col Gordiano, poichè la porrò nell'appendice con le altre che lei mi trasmetterà con Epoche Siriache che non siano nel mio libro. Ho ricevuto anco una Dissertazione de nummo PANTHEO Adriani in 4. di 80 pagine o facciate, stampata dall'Abate Nicasio, ove sono intagliate 30. medaglie, e nel cap. 5. vi sono quelle d'Antinoo, scrivendo alla pag. 53. delle medaglie e medaglioni d'Antinoo: Ceteros fere omnes cum Inscriptionibus in suum opus retulit MedioBardus apud quem videri postint. Cum nulli enim numni Latini Antinoi: sed tantum Graeci inveniantur, ne omnino in opere suo tantum Eroem prateriret, illos omnes sati, studiose congest; utinam sie reliquo; Graeco nomittit; vereor tamen ne a clarissimo Antiquario praveniatur, qui post eximium opus coloniarum, statim & urbium Graecarum numismata pubblici juris facere meditatur &c. Ma come l'opera è vasta, non è per ora pronto Monsù Vaillant a terminarla. Le medaglie che le mandai sono AΥT K. M. CEB. AΛEΞANΔPOC CEB Caput ejusdem laureatum. AΔPIAΛEΞANΔPOΥP AIΓ Adrialexandropolis Aegensium. Pes cum parte cruris, ex cujus summitate erumpit serpens subtus EOC. Anno 275. AΥT. KA. ΠOΥ. ΛIK OΥΛEPIANOC CEB. Caput ejusdem radiatum. ... EΩN. NEΩN. NAΥ, Ega col titolo Nove Navarchidus. Fortuna dex. temonem; sin. cornucopiae. In area ET. T. A. 300. Questa Epoca è da me spiegata, e si con A. V. 707 + 300 = 1007 Impp. Valeriano II. e Gallieno Coss. A. Christi 254. Il Gudio nel suo testamento ha ordinato che siano stampate le 7. mila Iscrizioni da esso raccolte, che saranno di molto lume a gli Antiquari. Nell'Indice Mediceo le dette due medaglie sono descritte senza epoca, e malamente anco le parole della prima ; che però io non le copiai, quando ne mandai a lei una faraggine. Ora vanno crescendo con baratti, che fa il Sig. Bianchi. In Parigi nulla si stampa, stante il commercio impedito. L'Anisson ha colà ottenuta la stamparia regia. Il P. Pagi è partito per Arles, senza aver potuto ottenere sussidio alcuno per la stampa del suo secondo tomo, mentre il Clero Gallicano deve contribuire molti millioni di lire per la guerra, che stante li vantaggi troppo presti e rilevanti de' Turchi, si farà anco più terribile altrove, se S. D. M. non ci soccorre. Devo soggiongerle, che l'Abate Nicasio mi ha mandate più copie della sua Dissertazione con ordine di farne capitare una a V. S. Ill. come farò presto, avendo occasione sino a Bologna; e le bacio riverente le mani. In Lipsia nel giornale de letterati, descrivendo il mio libro, vi hanno intagliate 8 medaglie; e veggo che molto se ne intendono ec. Monsù Morel perchè mormorava per non essere pagato, fa riposto nella Bistilia, ora però si concede il visitarlo ec. Firenze 7. Novembre 1690 » (Noris 1741, lettre CXXXVII, col. 297-299).  
-Lettre du 21 novembre 1690 (de Florence) : « Ricevo la gratissima sua con le descrizioni delle medaglie. Nella prima : EΠI ΣIΛANOΥ ANTIOXEΩN z M. è nell'Epoca simile alla stampata nel mio libro pag. 215. fatta in Seleucia, il dicui º superiore in Parigi non intendevano; e forsi sarà ancora in quella d'Antiochia, ma non osservato dal Dottor Bon. La seconda AΔPIANΩN MOΨEIATΩN ET. AC, è rarissima, ed è della città di Mopluestia nella Cilicia. Ne'Fasti del Panvinio nel tempo d'Antonino Pio, e nel Grutero, pag. 255. si legge AΔPIANHΣ MOΨOΥEΣTIAΣ, Stefano nome gentile chiama Meletire. Nella Galleria della fu Regina di Svezia si legge in una medaglia con Caracalla e Giulia Domna: MOΨEATΩN. L'Epoca d'anni 201. se sta così, ebbe l'origine da M. Antonio, quando vinti Bruto e Casesio, passò nella Cilicia e rimanente dell'Asia. Egli donò parte della Cilicia a Cleopatra, e nell'anno di Roma 715. ricuperò la Cilicia occupata da Labieno con l'ajuto de' Parti, come narra Dione lib. 48. Le medaglie di Tarso hanno alcune lettere, che fino ad'ora non ho pensato a indovinare; ma lo farà Monsù Vaillant, se stamperà come mi scrive, de nummis Urbitim Cilicia. Nelle medaglie d'Ega sta MAKPINOΥΠOΛ.... nè si può in Parigi in esse intendere l'epitteto che usurpava quella città, della quale io parlo diffusamente. L'ultima di Laodicea con l'epoca HΠP, e φο, e in questo Museo e altri che i cito. Circa la Dissertazione sopra la testa di Baccho, io non so se piacerebbe a questo Serenissimo Principe, come quello che non si diletta di tali antichità; te tampoco so che medaglie vi siano in questo Museo con l'effigie di Baccho, e ne parlerò col Sig. Bianchi, che le ha nelle mani o per dir meglio in custodia. L'Elettore di Brandemburgo vorrebbe quelle della Regina Cristina, e lo Spanemio gli averà fatto entrare in mente tal pensiero. Quelle del Co. Lazara rimarrano a Nobili Veneziani, giacchè gli eredi armano più le monete nuove, che le antiche. S. A. S. ha risposto non volervi applicare. e le bacio riverente le mani. Firenze 21. Novembre 1690 » (Noris 1741, lettre CXXXVIII, col. 299-300).  
-Lettre du 28 novembre 1690 (de Florence) : "Questa non è risposta alla sua col por la risoluzione dei dubbi che mi propone, ma è un avviso, che le significa comporsi ora la sola vita di Commodo con impronti di medaglie dall'Abate Nicaio in Parigi. Alla pag. 47. De nummo Pantheo scrive che il Sig. Teodorico Bignone Presidente del Conseglio regio e Secretario de'memoriali ha composto la vita di M. Aurelio illustrata con le di lui medaglie. Poi alla pag. 48. soggionge: Atque utinam liceat saltem imitari industriam singularem Bignoni in Commodo optimi patrii pessimo filio, haberemus prope diem in moribus tam diversi expositam suis coloribus omnibus imaginen, hac virtuti, illinc vitii. Narra che Monsù Spon aveva principiata la vita di Commodo; poi dice Toinardus &c. ad opus hoc perficiendum invitatus fuerat, sedata graviora, majorisque momenti & ponderi studia vocatus, aliud pensum suscepit. Illi viri quo sunt illustrio tre ambo, hoc mihi magi, metuendum est, ne merito mihi nota temeritatis inuratur, qui &c. tertius accedere audeam ad hoc munus obeundum ; sed hoc saltem assequar, ut quemadmodum filius nequam imperio successise videtur, ut inde patriae virtute lux accederet; sic opere meo efficiam, ut M. Aurelius Bignonianti sic quasi additi umbris, quod in pictura fit, magis elucescat &c. Ella sente il negozio come passa. Adriano era stato descritto con medaglie dal morto prefetto della Galleria regia. E nell'Accademia erano stati asegnati a più eruditi vari Imperatori, acciochè ogn'uno con le medaglie descrivesse la vita del Cesare assignatogli. Monsieur Nicasio in Parigi averà fatta una gran raccolta delle medaglie di Commodo. Così egli promette tale vita, se poi sia per pubblicarla, e quando, è incerto, ne so se il Sig. Bignone abbi stampato il suo M. Aurelio. Non ho per ora altro da soggiongerle. Mi potrà avvisare la risoluzione, che lei è per prendere, che allora pensarò a dubbi proposti, e le bacio le mani. Firenze 28. Novembre 1690 » (Noris 1741, lettre CXXXIX, col. 300-301; Missere Fontana 2000, p. 178, note 74).  
-Lettre du 19 décembre 1690 (de Florence) : « Ho ricevuto dal Sig. Ippolito Casini Ministro di questa Posta la scattola delle medaglie, della quale già ho parlato al Sig. Bianchi, ne l'ho consegnata perch'egli con gli altri che abitano nel palazzo pubblico, sono in molta confusione per un grande incendio che Domenica 17. corrente dalle 22. Ore fino alle 6 della notte arse 30. stanze del Ducale palazzo nella piazza con pericolo d'incendiare la Dogana, e tutta la Guardarobba di S. A. S. Il Serenissimo Principe sposo con la nobiltà assistè per estinguere le fiamme, che ora ancora vanno consumando li gran travi, e soffitti caduti. Ho vedute le medaglie, e poche ne intendo, ne molte più di me ne sarà per capire il sudetto Sig. Bianchi. Io scrissi nell'ultima mia a V. S. Ill. che l'Abate Nicasio componeva ora la vita di Commodo con le medaglie; come il Sig. Bignon Preside del real conseglio aveva fatto la vita di M. Aurelio; onde le suggerivo se le tornava il conto fare ancor lei la medema opera, che dall'Abate sarà ornata con tante medaglie Greche di Commodo del real gabinetto. Nè a ciò lei rispondendomi, sospetto si sia perduta la lettera. Il sudetto Abate ciò attesta nella stampata Dissertazione, e dice che un'altro ha composta in tale maniera ancora la vita d'Adriano. Quindi io lodarei il fare la vita di Settimio Severo, ch'è abbondante di medaglie per le molte di lui vittorie ec. Il Padre Monteleone Provinziale Agostiniano in Bologna mi scrive che scrive ora sopra un medaglione di Commodo, ove con navi in un porto, e sacrifizio si legge VOTIS FELICIBUS. è tale medaglio ne ancora fra li Medicei. Io dubito di dovere aumentare d'un'altra nuova Dissertazione il mio libro, avendo già terminata la stampa della prima, ma non è materia di medaglie, ma per illustrare quei fasti nel fine dell'opera. Ne altro occorrendomi, starò attendendo la risoluzione circa il proseguire la vita di Commodo, e le bacio le mani coll'augurarle felici le prossime feste con l'anno prossimo. Firenze 19. Decembre 1690 » (Noris 1741, lettre CXL, col. 301-302 ; Missere Fontana 2000, p. 178, note 74).  
-Lettre du 24 juin 1691 (de Florence) : « Ora sto affacendato sopra una breve appendice al mio libro, poichè Monsù Toinard mi ha mandati alcuni dissegni di medaglie, che mancano alla Storia da me stampata. Ve ne sono due regie rarissime, una d'Aretusa con Epoca EΠC, l'altra d'Ortosia con ET. EΞΥ. Mi pare che fra le mandate quà da V. S. Ill. ve ne sia una di Claudiopoli con Epoca; onde la prego mandarmene le iscrizioni del diritto e rovescio; e ciò per vedere dall'Epoca se sia di Claudiopoli dell'Isauria o della Bitinia. Non trovo la lettera, nella quale, se non erro, lei mi significava una medaglia di MOΨEATΩN con Epoca, e credo che fosse d'Antonino Pio. […] Io non mi dò pace che lei non possa avere la Critica Baroniana del P. Pagi. Egli vuole fare pompa di mostrare con medaglie gli anni delle guerre, fabriche, trionfi ec. de gl’Imperatori, ne avando altro libro, che l’eruditissimo da lei stampato, in ogni pagina la cita. Egli rimproverà al Patino e Vaillant, ch’abbino descritto li soli rovesci de gli Imperatori e con raggione, poiché nel diritto vi sono li cognomi di Dacio, Partico, Armeniaco ec. e in molte medaglie anco gli anni della TR. P. che sono chiari lumi per la istoria e cronologia. Quindi il P. Pagi chè puro istorico non s’è voluto servire, che del di lei libro, e il simile fa Monsù Toinard : che però credo che Monsù Vaillant nella nuova stampa delle medaglie imperiali, vi ponga li diritti, mosso dall’invidia di vedere citata lei, e non esso ; per la sudetta cagione. Così nelle Colonie pone il Vaillant tutti li diretti, che in fatti sono necessari anco per sapere v.g. se uno era puro Cesare, o pure ancora Augusto. Il P. Monteleone mi scrive avere con molte doppie avuta l'acclusa medaglia di Pescennio, che ha fatto intagliare. Gli ho risposto, che non si lasci ingannare da questi passavolanti, che con le loro doppiezze levano le doppie a i merlotti principianti Antiquari, com'è lui […] Ho mandato a Monsù Toinard 5 dissegni de Sicli Ebrei con caratteri Siriaci antichi, e ho speso 27. paoli ne'disegni, quali però sono bellissimi. Ma io non intendo quelle epigrafe. Firenze 24 Luglio 1691 » (Noris 1741, lettre CXLI, col. 300-302 ; Missere Fontana 2000, p. 178, note 74, p. 181, note 89).  
-Lettre du 4 septembre 1691 (de Florence): “Il Sig. Toinard come letterato di gran giudizio, ha scoperto una bella notizia in alcune medaglie d'argento di Nerone, li disegni delle quali da esso stampati ora invio a V. S. Ill. Sono queste medeglie battute in Antiochia, e contengono gli anni dell' Epoca Antiochena, aggiontivi in appresso gli anni dell'Imperio di Nerone. Ivi si vede che tale Epoca principiò A. V. Roma 705 ch'è la sentena da me stabilita. Ivi l'anno d'Antiochia 105. EP. s'unisce col terzo di Nerone A. V. 810. L'anno di Nerone E, quinto, e l'anno (R sur le côté), sesto, concorrono con l'anno d'Antiochia HP. 108. Poichè gli anni dell'Imperio principiavano adi XI. Ottobre, e quelli d'Antiochia Kal. Septembris, o Kal. Octobris, come variano li Scrittori, che però l'anno 108. d'Antiochia principiò A. V. Romae 812. Kal. Septembris, correndo l'anno V. Di Nerone sino alli XI. Ottobre, nel qual spazio fu battuta la moneta segnata EHP Anno Antiochensium CVIII Imperii Neroni, quinto. Mancano al Sig. Toinard gli anni ZΘP, e HIP. Il Patino in Thesauro pone una di Nerone con ZΘP, ma non cita il Museo. Quindi il detto Monsieur Toinard manda a V. S. Ill. l'accluso intaglio col pregarla o vedere se appresso di lei, o altri Antiquari corrispondenti e amici gli potesse riterovare le due medaglie che gli mancano segnate ΘP. Z. e IP. H. Quì nel Museo di S. A. niuna tale medaglia d'argento di Nerone si trova, che abbia l'epoca Antiochena. E' una notizia singolare scoperta dal Toinard dopo letto il mio libro, e che io ora aggiongo nell'appendice. Ella può scrivere a quelli che hanno cura delli Musei del Serenissimo di Parma, e Modona, se a caso vi fossero tali medaglie d'argento Neroniane, che sono della grandezza delle stampate, e si pongono fra medaglioni d'argento. E' mancato poco, che io non sia andato a Roma. La Santità di Nostro Signore Innocenzio XII. mi fece insinuare, se volevo andare a servirlo coll'uffizio di Coadiutore di Monsig. Sagrista reso inabile al servire per la podagra, col promettermi nel Breve la futura successione nell'uffizio, e che intanto mi averebbe ora fatto Prelato e Vescovo titolare con l'assegnazioni per mantenere con decoro il posto, e con le stanze nel palazzo. Io considerando che quì ho 42. scudi al mese da S. A. S. con le spese cibarie franche, che mi fa il Convento, risposi che non potevo vestirmi in Roma da Prelato senza la provisione annua di 1000. scudi, oltre la parte di palazzo. La carrozza che per altro corre a 4 ruote, arrestò il trattato, poichè Sua Santità voleva, che quella di Monsig. Sagrista fosse anco a me comune, nel che e questi, ed io vedessimo gran difficoltà; mentre nello stesso tempo e quello ed io più siate saressimo astretti andare in diversi luoghi. Onde io pretesi 1000. scudi. computando fra essi la spesa della carrozza, che in Roma si calcola di 300 scudi. Pregai però Sua Santità a lasciarmi fra i miei libri, senza impormi carica di Prelatura, ch'era per intorbidare la quiete necessaria alli miei studi. Sua Beatitudine col tacciarmi d'ostinato a non voler servire i Papi, mi lasciò in Firenze. Io ho 60. anni, e con 500 piastre annue di S. A. con 50. scudi di livello, e 24 di vestiario, che sono 574. scudi da frate sto quì da papa, e posso spendere per le stampe de' libri, de'quali l'ultimo de Epochi mi costa sopra 550. scudi per li disegni e intagli di medaglie, per la carta fatta venire da Venezia ec. In Roma li 1000 scudi andavano nel mantenere la servitù e la carrozza, col lavorare al sottile. Così non ho voluto accettare l'impiego, che col titolo d'Ill. mi levava ogni commodo per studiare ec. » (Noris 1741, lettre CXLII, col. 303-304).  
-Lettre du 11 septembre 1691 (de Florence): “Ora io da dovero termino l'apendice del mio libro, e oggi a punto ricevo da Monsù Toinard una rara medaglia di Germanicia nella Commagnea, ma l'epoca è in parte rasa; e mi rincresce l'indovinare” (Noris 1741, lettre CXLIII, col. 305).  +
-Lettre du 26 mai 1693 (de Florence): “Il medemo tempo accuso la ricevuta delle tre medaglie di Probo, nel quale glie le rimando per il Padre Maestro Cavicchi che viene costà Reggente nel Convento di S. Marco, quale come non dirò molto mio amico, ma bensì molto virtuoso, lo raccomando alle grazie di V. S. Ill. Mandai in Francia a Monsieur Toinard le dette medaglie ottimamente dissegnate; ma non ho già 3 mesi lettera veruna da quei Antiquari. Il P. Arduino stampò un libro de Genealogia Herodiadum ex nummis, nel quale dice cose cotanto temerarie e ridicole, che dopo soli 6. giorni che si vendeva, li Padri Giesuiti comprarono tutti gli essenplari dall'Anisson, e soppressero il detto libro; e di già il Padre Generale ordinò che mai più se gli concedesse licenza di stampare senza rigorosa censura, e critica de'Revisori da deputarsi da esso. Scrive in detto libro, che mi fu mandato per il corriero di Lione, che Gioseffo, e Filone Ebreo sono autori finti, e supposti da mano menzogniera. Onde muta a suo modo tutta la genealogia di Erode. Credo però che il Toinard gli rivedrà bene il pelo. Ora che V. S. Ill. è confermata nella gran carica da S. M. Ces. la prego non perdermi di memoria, perchè ora tra mille imbrogli mi pare d'essere morto a i libri, e vivere solo nella grazia de' padroni, e affetto degli amici. e le bacio riverente le mani. Roma 26. Maggio 1693” (Noris 1741, lettre CXLIV, col. 305-306).  +
-Lettre du 26 décembre 1693 (de Rome) : « Il gran Ministero, che col crescersi degli esserciti, aumenta in lei le fatiche della carica adossata alla singolare industria di V. S. Ill. dalla Maestà Cesarea, la rendono oziosa nello studio delle medaglie, dalle quali me ancora tengono lontano le diverse occupazioni della carica, e di altri impieghi. Ho però veduto il Museo Boncompagni ora dell'Eminentiss. Ottobono, ch'è comesso al Sig. Bianchini Veronese, e vi sono rarissime medaglie. Il Cardinale Carpegna fa intagliare li suoi medaglioni. Sopra quelli dell'Abate Decamps scrive Monsieur Vaillant per 200. lire di stipendio. Così locat operam alienis nummis describendis, Letterato mercenario. Le auguro felice l'anno nuovo con molti lustri in appresso, e le bacio riverente le mani. Il Sig. Patino è morto prima di stampare come mi aveva scritto, sopra migliaia di medaglie. Roma 26. Decembre 1693. (Noris 1741, lettre CXLV, col. 306 ; Missere Fontana 2000, p. 178, note 77).  +
-Lettre de mars 1688 (de Livourne) : « Proxime volumen emittam de anno 6 epochi, Syromacedonum, quod opus plurimis insignium Syria Urbium numismatum iconibus & typis adornavi, ac non pauca e tuo Harpocrate illuc deportabo, & equidem sub tuo nomine, ne & ipse post Harduinum, quem tot plagiorum reum jure peragis, ejusdem criminis accuser » (Noris 1741, lettre CLXX, col. 332).  +
-Lettre du 24 mars 1690 (de Florence) : « At Diocletianus Aurelio Victori in libro de Cæsaribus, dicitur, primus ex auro veste quæsita, Serici ac purpuræ gemmarumque vim &c. quem vestium luxum subsecuti postea Augusti & Cæsares imitati sunt, quod in horum nummis apparet, uti & gemmatum diadema, cum veterum Augustorum capita laurea redimita visantur, qua tamen carent puri Cæsares, uno Domitiano excepto, cujus rationem reddo in libro de Epochis Syromacedonum nuper a me typis evulgato cum Fastis Consulabus e veteri Cod. Bibliothecæ Cæsareæ, uti tibi ante 15. dies, per litteras significavi » (Noris 1741, lettre CLXXII, col. 335).  +
-Lettre du 27 juillet 1683 ( ?) : sur la vente anticipée et illégale d’exemplaires du livre de Mezzabarba (Florence, Biblioteca Nazionale Centrale, Epistolario Magnavacchiano ; F. Missere Fontana 2000, p. 179, note 80).  +
-Lettre du 15 juin 1686 (de Florence) : Foy-Vaillant demande à Cosimo III la liste des monnaies d’or de la collection du cardinal Francesco Boncompagni; réflexion de Cosimo III sur l’opportunité d’acheter la collection en bloc pour combler les pièces qui lui manquent (Bologne, Biblioteca universitaria, Ms. 2421 (1), lettre 35 ; Missere Fontana 2001-2002, p. 219, note 60).  +
-Lettre du 6 juil. 1686 (de Florence) : Foy-Vaillant demande à Cosimo III la liste des monnaies d’or de la collection du cardinal Francesco Boncompagni; réflexion de Cosimo III sur l’opportunité d’acheter la collection en bloc pour combler les pièces qui lui manquent (Bologne, Biblioteca universitaria, Ms. 2421 (1), lettre 38 ; Missere Fontana 2001-2002, p. 219, note 60).  +
-Lettre du 13 juil. 1686 (de Florence) : échec des négociations en vue de l’acquisition de la collection Boncompagni (Bologne, Biblioteca universitaria, Ms. 2421 (1), lettre 40 ; Missere Fontana 2001-2002, p. 219, note 60).  +