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-Lettre du 3 novembre 1751 (de Milan): Le rendo poi distinte grazie a V.S. Ill.ma della spedizione che mi accenna sia seguita del Vaillant, che però non mi è ancora giunto, la supplico di informarmi del prezzo, che ne avrà sborsato per poterglielo rimettere. Il Sig. D. Camillo non ha fin ora altro che li primi dui Tomi delle sue Simbole, e ne desidera li restanti. Se dunque V.S. Ill.ma ne vorrà spedire per ordinario un tomo sotto la mia coperta mi farà piacere, et obligarà l’amico, che glene farà subito sborsare il prezzo Mi scordai di pregarla con le antecedenti mie, di commettere anche per me una copia della continovazione del Tesauro Morelliano, che è per uscire alla luce. A riguardo della testa di fauno aquistata da V.S. Ill.ma non posso dirle niente se non si compiacerà di dirmene il prezzo bensì la supplicherò di provedermene col tempo, ed occasione quelle medaglie che mi mancano per compire la Chronologia del mio catalogo, cioè che sono riferibili alli anni nei quali mi mancano. Per la più parte sono medaglie, ordinarie che facilmente si troverano, tanto più che molte non sono prezate che da chi cerca di ridurre il suo cabineto compito a riguardo degli anni. Invierò se mi permette una nota di quelli che [c. 85r] desidereri. Trovai poi la medaglia, che le offersi con la mia ultima lettera latina, ma la tratengo ancora, fino che le manderò altri dissegni, ne quali si potrà meglio nascondere.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 17, f° 84r-85r – online).  +
-Lettre du 17 novembre 1751 (de Milan): “Compiego a V.S. Ill.ma un cambiale di 113 Paoli, de quali 86 sono l’importo del Vaillant trasmessomi, ma non per anco ricevuto, e li altri 27 serviranno per il pagamento di due tomi delle Simbole, che in breve sortiranno, e del 3. 4. 5. 6. 7. 8. e 9. Tomo delle med.me che invierà sotto il mio indirizzo per l’amico Piombanti. Se avessi saputo l’importo delle Cenotaphia Pisane del Noris, e della continovazione del Thesauro Morelliano, ne avrei egualmente unito l’importo, ma in tale difetto aspetterò di saperlo di V.S. Ill.ma. Mi prenderò poi la libertà di mandarle una specificazione delle medaglie, che mi mancano, e fra tanto in fretta passo a dirmi” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 17, f° 86r – online).  +
-Lette du 1 décembre 1751 (de Milan): “Finalmente mi è arrivato il Vaillant, e quasi nel med.mo tempo ho avuto li cinque Tomi delle Simbole, per l’uno e gl’altri glene rinuovo li miei ringraziamenti. Ho già scritto a Venezia per il Noris Cenotaphia Pisana. La ringrazio del piacere fattomi nell’avere commesso anche per me la continovazione del Thesauro Morelliano, e siccome con tanta gentilezza mi offre li tre volumi informi del med.mo crederei offenderla se non accettassi, perciò la supplico di trasmettermeli insieme del frutto della sua villeggiatura intorno alla quale parmi doverle replicare che si compiaccia di contarmi fra li ascritti di tutte le opere che darà alla luce.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 17, f° 87r-v – online).  +
-Lettre du 18 mars 1752 (de Milan): “Non dubito che V.S. Ill.ma avrà già avuto il risoconto del Sig.re Piombanti della consegna al medesimo da me fatta dl libretto trasmessomi per tale effetto. Ciò presupposto passo ad accusarle la stimatissima sua de 13 andante, ed a renderle distinte grazie dell’incomodo per me presosi nella ricercha delle medaglie propostemi. Io ben volentieri le aquisterò sborsandone per ogn’una un grosso, o sia mezzo Paolo, e pensavo con questo ordinario inviarle un poco di denaro a tale effetto, se non fosse stato tanto vicino l’arrivo del corriere portatore di detta sua lettera, alla partenza di quello, che secco porta la presente; Non eseguisco tal pensiero, perché manca il tempo di farne prendere la cambiale, spero però che ciò non ne impedirà il contratto, tanto più che non dimando respiro di tempi pel pagamento, ma bensì subito che informato sarò da V.S. Ill.ma del numero positivo delle medaglie e se le sarà riescito di aquistarle mediante un groppo per cadauna io le trasmetterò senza induggio l’intiero importo. L’oggetto principale della mia Dissertazione de’ III viri monetali sarà, se il diritto di battere le monete d’oro, ed argento sia stato usurpato, e riservato solo agli Imperatori, e quello de bronzo lasciato dal Senato, ed in quale maniera: tale esamina mi sembra molto necessaria per fissare varij dubij, ed anche varie epoche de’ monumenti antichi, meglio [c. 103v] se n’intenderà VS. IIl.ma quando saprà il motivo, per cui a tale raggionamento mi porta, e la maniera con cui al med.mo m’apiglio. Dubito che l’Opera del P. Froelich non potrà darmi molto lume a riguardo del principale mio oggetto, nulla però se VS. IIl.ma ne avesse un esemplare superfluo, mi farebbe grazia di trasmettermelo, con riceverne da me il prezzo. Lume maggiore mi lusingo riceverà dalla sua risposta alla mia lettera latina, la quale perciò con anzietà sto desiderando. Fin ora non posso dirle, se frà le mie medaglie, si trovi qualchuna apartenente a qualche Persio o Partio, perche tutte quelle, che non entrano nella Serie degl’Imperatori stanno aspettando nel fondo d’una cassetta, l’ultimazione del mio Catalogo delle monete romane, perche allora le prenderò anch’esse in considerazione, e procurerò di farne secondo le mie forze la descrizione. La mia medaglia di Domiziano, non si trova descritta ne da Mezzobarba ne da altri, de quali li scritti fin adesso giunsero alla mia cognizione, mi riservo di trasmettene a VS. IIl.ma il disegno, per ora contentandomi d’assicurarla, che la medaglia genovina, e non patisca accezione alcuna. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 17, f° 103r-v – online).  
Lettre du 29 novembre 1752 (de Milan): “Il piacere, che Ella trova nel leggere le lettere dell’ Apostolo Zeno ha risvegliato in me la voglia di farmele venire da Venezia, e nel tempo del loro arrivo, spero seguirà anche quello dell’opera nuova de’ Re incogniti del C.re Froelich di Vienna, che sono molto curioso di vedere. Già che Ella è già in possesso dell’orazione funebre in morte del Zeno, mi permetta almeno che le presenti I’autore della med.ma, che è il P.re Valsecchi" ; "... [c. 119v] Egli mi dimostrò non picolo piacere nell’osservare le mie medaglie, idoli, gemme, disegni, quadri e libbri, o quanta sodisfazione non avrà nel vedere i di lei Tesori, se le mie povertà avevano la sorte di piacerli. Sono in parola di farli tenere li zolfi delle mie gemme, e speravo poterne mandare in duplo a V.S. Ill.ma la serie, ma il motivo per cui non I’eseguisco ancora si compiacerà intendere dal med.mo P.re. Non saprei significarle de raccoglitori delle antichità a Lei non per anco conosciute, se tali per accidente non fossero, il Presidente di questo Senato, Conte Pertusati, ed il Conte d’ Adda, che ambidui ne possiedono in considerabil numero, e qualch’anche il Prencipe Liechtenstein avrà incirca 800 gemme antiche di singular artificio, e forse converrà dirne qualche cosa nella sua Storia Glyptographica, all’incontro le consiglierei d’andar ben cauto di discorrer in mio riguardo, perché spesso un sol passaggio pregiudica a tutt’uno opera” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII17, cc. 119r-v – online).  +
-Lettre du 8 juil. 1723 (de Cambrai): « En attendant je ne voulais pas vous répondre avant que je fus en même temps en état de vous convaincre de la satisfaction de l’Empereur, mon très auguste maître, de la lettre que vous lui écrivîtes, et des livres que vous avez envoyés à sa Majesté par mon canal. Vous recevrez ci-jointe une médaille de Sa M. et une réponse de Sa main sacrée, grâce qu’elle ne fait pas à beaucoup de grands seigneurs, mais que vous méritez autant qu’un homme du monde » (Paris, BnF, Fonds français 17713, f° 247r)  +
Lettre du 18 avr. 1760 (d’Avignon) : « J’ai reçu depuis peu de M. le prieur de Fourques l’empreinte de la médaille d’Avignon que vous avez eu la bonté de lui communiquer. Il m’a dit que de deux que vous lui aviez envoyés vous en aviez expressément destiné une pour moy. Je dois d’autant plus vous remercier de cette politesse que vous m’avez obligé avant même que j’eusse l’honneur d’être connu de vous. J’ambitionnais depuis longtemps votre correspondance, il semble que par un commerce de lettres on participe en quelque sorte à la gloire que s’est acquise un homme célèbre. Je profite avec empressement de l’occasion que j’ai de vous prévenir. Je joins à cette lettre quelques médailles qui pourront peut être avoir place dans votre collection. Je vous prie de les agréer comme une première preuve de mon empressement à contribuer à votre satisfaction. Il ne sera pas peut-être inutile de vous informer que la pièce concave, qui me paraît n’avoir rien de singulier que sa barbarie a été trouvée ici. Les trois petits bronze me sont inconnus; à l’égard des deux de Marseille, je n’ai pas cru devoir les supprimer quoi que bien communes, elles pourront avoir des lettres différentes de celles que vous avez. J’ajoute à ces médailles un petit bas relief ... Je n’ai pas le loisir des recherches, je ne m’amuse qu’à la suite des impériales de grand bronze et je m’attache surtout à la belle conservation. Occupé par état à des objets plus intéressants, je suis obligé d’abandonner les autres suites qui exigeraient peut être plus d’étude ou du moins plus de temps [[...]] » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 3-4).  +
Lettre du 1 mai 1760 (d’Avignon) : « Je suis infiniment sensible à tout ce que vous me dites d’obligeant dans la lettre que vous m’avez fait l’honneur de m’écrire. J’ai bien lieu de craindre que l’idée que M. le prieur de Fourques vous a donné de moy ne soit l’effet de sa seule amitié, on gagne quelques fois à n’être vu que dans le lointain. Je suis charmé que parmi le peu de médailles que j’ai pris la liberté de vous présenter, vous en ayez [barré] jugé quelqu’une digne d’entrer vos suite[[sic]]].[[...]]Je vous fait mille remerciments des médailles d’argent que vous m’offrez avec tant de générosité, je n’en fait pas la suite, celles que j’ai ne sont destinés qu’à des échanges. Si vous vous amusez vous-même à cette collection, je puis vous fournir quelques revers et peut-être quelques têtes que vous n’aurez pas» (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 5).  +
Lettre du 22 juin 1761 (d’Avignon) : « Je prends la liberté de vous consulter sur deux médailles qui me tiennent depuis longtemps indécis. J’ai cru devoir vous les mettre sous les yeux et je prie M. Roustan médecin de vouloir bien vous les faires parvenir avec ma lettre. La première de Claude qui est d’une espèce de potin m’avait toujours paru fausse, je la rebutais dans toutes les occasions, cependant un examen plus réfléchi de la médaille, la vue de plusieurs pièces de même âge et de même fabrique, le sentiment de quelques antiquaires qui la soutiennent antique, enfin l’allure seule qui souvent est d’un grand poids pour un curieux, tout cela me fait douter aujourd’huy et j’ai besoin d’une décision comme la vôtre. Je vous prie de vouloir bien me marquer positivement ce qu’on doit penser de l’antiquité de ces sortes de médailles qui d’ailleurs nous tombent souvent sous la main. En cas de fausseté je vous prie de m’apprendre quel est le faussaire à qui on a coutume de les attribuer. La seconde est décidée antique mais elle ne me fournit pas la moindre conjecture pour son explication. Je crois voir au revers deux Isis l’une à gauche et l’autre à droite, celle-ci est visiblement coeffée de son cercle et de ses cornes ordinaires, elles paraissent à genoux, l’objet du milieu me semble Osiris, sa coiffure qu’on dirait être en forme de mitre parait surmonté de deux serpents. Cette pièce doit elle être attribuée aux égyptiens de cette hautte antiquité ? Connaissaient-ils l’art de battre monoye, je vous avoue que je n’ai vu nulle part des pièces qui approchent de celles-ci. Faites-moy la grâce de me dire ce que vous en pensez, et si vous avez vu dans les cabinets des pièces de cette espèce. Je me flatte qu’à ma prière M. Roustan aura la bonté de ce charger de vos lettres et de ces médailles lorsque votre loisir vous permettra de me les renvoyer » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms 140, f° 11-12).  +
-Lettre du 16 août 1761 (d’Avignon) : Sur les pétrifications (fossiles): Séguier en était spécialiste et en avait amassé une grande quantité aux environs de Vérone alors qu’il servait le marquis Maffei. In fine: « on me fait espérer que j’aurai de même dans quelque temps des médailles de rois ou de villes, vous vous doutez qu’elles ne passeront que dans votre cabinet » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 13).  +
Lettre du 23 oct. 1761 (d’Avignon) : « J’ai ramassé en détail quelques médailles de rois ou de villes que je viens vous offrir, j’en joins le catalogue à cette lettre. Je suis fâché de ne pouvoir pas vous les mettre sous les yeux faute de commodité. Je vous prie de me désigner celles qui pourront entrer dans vos collections, et pour plus grande liberté faites-moy la grâce de me marquer les impériales de grand bronze que vous jugerez pouvoir remplacer celle de villes que vous vous réserverez, sur quoi je vous prie d’observer que je n’admets dans ma suite que des médailles d’une bonne conservation. Si vous n’avez rien de double en grand bronze, vous serez maître de me donner en échange des impériales d’argent ou bien quelque chose d’histoire naturelle. J’ai en ce genre quelques moules fossiles de Montfaucon, on les dit rares, si vous en souhaitez vous m’en direz un mot. Soyez persuadé que je vous prie de mon empressement à augmenter vos collections ». Copié-collé de la liste telle qu’elle est retranscrite sur le site : Un Commode de grand bronze coeffé de la dépouille du lion me ferait plaisir. En argent médaillon Une jeune tête casquée sans légende )( … EΛΗTΩΝ dans l’exergue, un lion qui dévore un autre animal, dans le champ au dessus du ion A, au dessous E. En grand bronze Une tête de femme sans légende )( un cheval devant un palmier sans légende med. Carthaginoise. La même en petit bronze la tête est coeffée de serpens. En moyen bronze La tête d’un jeune homme avec le diadème sans légende )(IEPΩΝΟΣ dans l’exergue un homme à cheval, au dessous dans le champ AP. La tête d’un vieillard avec le diadème )( IEPΩNOΣ P Φ un trident orné. Un tête de femme voilée contre marquée d’une petite aussi voilée )( cérémonie égyptienne (c’est la même que vous avez vue.) La tête d’un vieillard couroné de laurier sans légende )( MAKEΔONΩN le foudre aislé. Une tête de lion sans légende )( un palmier sans légende Une tête coeffée de la dépouille d’un lion avec une massue sans légende )( bos cornupeta au dessus une seule lettre punique . Une tête voilée et couronée de tours )( ΣIΔONOΣ dans l’exergue, une figure debout dans une barque. Une tête de vieillard sans légende )( αNTIOXEΩN EΠI OYAPOY Δ M un lion et une étoile. Une jeune tête avec une corne )( K Y PA H un palmier avec son fruit. Une jeune tête casquée (épigraphie del.) )( un caducée à côté duquel N A Φ. Petit bronze. Une jeune tête )( BAΣIΛEΩΣ ΔHMHΓPIOY un trépied. Med. crénelée. Une tête de vieillard )( αNTIOXEΩΣ THΣ MHΓPOΠOΛERΣ Jupiter assis. Apamée ville de Phrygie avec un nom de magistrat que je ne lis point. Un homme à cheval, légende en caractères espagnols ou arabes )( inscription arabe. Un homme à cheval sans légende )( caractères grecs bien visibles dont on ne forme aucun sens. Une tête coeffée de la peau du lion )( AΛE`xANΔPOY Σ une massue, un arc et un carquois. Une tête barbue et couronnée de laurier )( ΣYPAKOΣIΩN un cheval courant. MEΛITAIΩN une tête d’Isis au devant de laquelle la fleur de lotus )( une figure égiptienne avec quatre ailes, une équerre en main. Une méd. de la CyrénaÏque que je ne puis lire. Légende à demi effacée, le tête d’un jeune homme couronné de laurier )( ΣYPAKOΣIΩN un aigle. ΣΩTEIPA la tête de Diane )( ATAθOKΛEOΣ BAΣIΛEOΣ fulmen alatum. En petit bronze NEPωu dans une couronne )( KAIΣAPOC LE une branche de palmier. Une jeune tête couronnée de rayons. médaille d’Antioches épiphanes roi de Syrie. Une tête voilée)(θEΣΠIEΩN avec une lire dans une couronne de laurier. Une tête de vieillard, légende effacée)(MAΓNHTΩN autour d’un trépied. Une tête de femme)(une tiare de sanglier sans légende. Médaille d’un Ptolomée roi d’Egipte. Une tête couronnée)(un boeuf et des caractères inconnus. La tête d’un jeune homme couronné de laurier)( bos cornupeta MAΣΣAΛA cette médaille est d’un vernis et d’un conservation admirables » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 14-15).  
Lettre du 28 oct. 1761 (d’Avignon) : « Je vous envoie bien volontiers les médailles que vous me marquez pouvoir vous convenir. Vous les trouverez inserrées dans cette lettre pour laquelle je chercherai une commodité. Je joins aux quatre qui vous manquent, les trois que vous soupçonnez n’avoir pas, elles ne méritent pas la peine d’être renvoyées quand même vous les trouveriez dans vos tablettes. Ce qui me donne du regret, c’est que par le hasard le plus singulier il arrive que les sept médailles que vous avez choisies sont de toutes les plus mal conservées » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 16).  +
Lettre du 7 juin 1762 (d’Avignon) : dans un post-scriptum, « Je vous prie de me marquer si la tête de Julie qui se trouve au revers d’Auguste sur la médaille de grand bronze de la colonie romulia, julia augusta generis orbis, si dis-je c’est la même tête que celle qu’on voit sur plusieurs moyens bronzes romains avec le mot pietas, salus, justitia. Nous manquons ici de livres d’où l’on pourrait tirer des éclaircissements. Je crois d’ailleurs que ces sentiments sont partagés » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms 140, f° 18).  +
Lettre du 29 décembre 1768 (d’Avignon) : « Je ne puis assez vous exprimer le regret que j’ai que vous ayez été en peine de ces chétives médailles, elles ne méritaient pas assurément de vous donner des inquiétudes. Dès que je les eus reçu, je vous en donnai avis tout de suite par une lettre, je l’envoyai chez M. Gourand qui me fit dire qu’il vous la ferait passer dans deux ou trois jours par un marchand de Nîmes qu’il me nomma, mais dont le nom m’a échappé. Je vous remerciais dans cette lettre de votre complaisance, et je me félicitais de m’être rencontré avec vous sur le jugement que j’avais porté de l’antiquité de ces médailles. D’après votre décision j’ai mis le Verus grec avec mon grand bronze, je l’ai accompagné de quelques autres que vous avez cru antiques, et le reste a été relegué ultra sauromatas. De toutes les lettres remises au sieur Gourand c’est la seule qui ait été perdue, si j’avais pu le soupçonner j’aurais pris sans doute la voie de la poste. Je vous fais mes remerciements des politesses dont vous avez comblé ces messieurs, leur mérite est encore au-dessus de leur rang. […] L’ouvrage du père Froelich doit être intéressant, il est sans doute in 4°, pour l’accorder avec les trois volumes des Numismata praestantiora de Vaillant imprimé à Rome. Vous m’obligerez si à votre loisir vous voulez bien me donner le nombre des pages de ce livre avec son prix. » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 106).  +
-Lettre du 21 mars 1777 (d’Avignon) : « Je ne peux pas trouver une plus belle occasion de vous mettre sous les yeux la médaille fourrée en fer de mon cabinet, j’en profite plus volontier que vous pourrez la remettre à M. Niel à son retour, et que de cette manière vous n’aurez point le souci du renvoi » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms 140, f° 196).  +
Lettre du 30 jan. 1777 (d’Avignon) : « A votre grand loisir vous me ferez plaisir de me dire votre sentiment sur les médailles fourrées en fer du modesle du grand bronze, que pensez-vous de leur origine et de leur usage, j’en ai de cette espèce, je ne puis me persuader que ce fut une fausse monoye, le profit sur le métal n’aurait pas valu la peine, ne serait-ce pas plutôt une espèce d’essai auquel les faux monoyeurs obligeaient leur ouvrier pour s’assurer de leur adresse dans la fabrique des médailles fourrées d’argent ? Ce problème n’est pas encore résolus. Y a-t-il quelque livre qui ait traité ex professo de ces sortes de médailles ? Pardon de ces questions... » (Nîmes, Bibliothèque municipale,Ms. 140, f° 195).  +
Lettre du 25 juillet 1779 (d’Avignon) : « J’apprends en ce moment que vous avez acquis depuis peu un superbe médaillon de Marc Aurèle, je vous en fais compliment, ces choses-là vont à merveille entre vos mains ou entre les miennes, car je fais gloire de me rapprocher un peu de vous. » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 212-213).  +
Lettre du 28 août 1779 (d’Avignon) : « Je vous dois, Monsieur et Cher Ami, des remercimens et des excuses: je vous remercie de L’Oderici [...] Cette dissertation sur Orcitrix m’a paru très intéressante, d’autant plus que les antiquaires se sont peu occupés de ces médailles singulières. Parmi plusieurs que j’ai de cette espèce il y en a une qui pousse d’un côté de la tête d’un jeune homme dessinée assez correctement avec ce mot dont les trois premières lettres sont illisibles, . . . NOCOV. Au revers un homme debout tenant de la gauche une tête humaine coupée et de la droite je ne sais quoi on y lit bien distinctement MINNOREIX » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f° 214).  +
Lettre du 13 nov. 1780 (d’Avignon) : « Il m’est venu aujourd’huy, je ne sçais d’où, un paquet à votre adresse, que mes domestiques ont reçu dans le temps que je faisais ma tournée de visites; ce paquet fort mince, cacheté avec du pain à chanter, porte environ six pouces de longueur sur une largeur proportionnée, on sent qu’il contient des papiers, mais outre cela il y a sûrement ou de l’argent ou des médailles. Il m’est recommandé sur l’adresse. Les messageries ne veulent pas s’en charger parce qu’elles n’ont pas coutume de voiturer de l’argent sans en connaître la somme, d’un autre côté je n’ose pas confier un objet peut-être prétieux à une commodité que d’ailleurs je ne trouve point. Dans cet embarras permettez-moy de vous consulter d’avance et de vous prier de me dire quel est le parti qu’il convient que je prenne à cet égard. Ces scrupules me paraissent fondés dans cette circonstance et tiennent surtout à l’attachement avec lequel je serai toujours, ... » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms. 140, f°).  +
Lettre du 15 mai 1781 (d’Avignon) : « Rien n’est plus singulier que ce qui m’arrive au sujet de deux médailles de mon cabinet, je croyais l’une antique, c’est le Tibère, l’autre me paraissait fausse, c’est le Trajan. Deux connaisseurs sont venus me voir et m’ont entièrement tourné la tête, ils ont décidés que le Trajan était bon et sûr, et que le Tibère était incontestablement de coin moderne, je m’y perds, vous seul, Monsieur, pouvez décider ce très petit différent. Je vous envoie les deux médailles et, je vous prie après un examen attentif de m’en dire votre avis sans égard, sans complaisance et surtout sans préjugé pour le mien. Depuis 36 ans que je m’occupe de l’Antiquité, rien de pareil ne m’était arrivé, je vous avoue que je voudrais que ces messieurs eussent raison, car cet arc de triomphe s’il est antique sera une vraie jouissance pour moi. Malgré cela décidez franchement, vous ne serez point cité. Rien ne presse de me renvoyer ces pièces, c’est votre loisir et la sureté de l’occasion qui doivent en décider » (Nîmes, Bibliothèque municipale, Ms 140, f° 223).  +