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Lettre du 5 juil. 1659 : sur trois monnaies oridnaires et la manière de les nettoyer « maniera di rinettare e pulire le medaglie » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, XXI, ins. 21, 36 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 50).  +
Lettre du 31 oct. 1671 (de Rome) : « Mi ha, Vostra Altezza Reverendissima, dati tanti segni della sua somma benignità, che io posso rendermi sicuro che l’avviso che io riverentemente le porgo del mio prospero arrivo a Roma, sarà per non essere discaro all’Altezza Vostra. Io ho portato meco tante obbligazioni da cotesta Serenissima Casa, che non posso pretendere mai neanche con una perpetua servitù di rimostrarne almondo il numero e la qualità, non che di potere mai farmi conoscere in parte grato ; ma Vostra Altezza è tanto benigna, che ammetterlà l’animo in cambio degli effetti, ed in questa mi quieto. A Sua Maestà ed al signor cardinale Azzolini ho espressi i suoi sentimenti sommamente graditi da ambedue, come ben poteva essere di cio l’Altezza Vostra sicura » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, XXI, ins. 1, 35 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 48, note 3).  +
Lettre du 14 jan. 1673 (de Rome) : « Ho attentamente considerato le medaglie moderne delle quali ella ha voluto mandarmi l’indice. Io ve ne ho trovato molto rare ed alcune oridinarie, non dico ordinarie in quanto alla loro bellezza, ma in quanto a trovarsene in quantità ; si che l’una per l’altra crederei che si potessero valutare tre o quatro giulii l’una in circa, ma perché la fatica e il tempo, di chi le ha racolte, devono essere ricompensati, si potrebbe aggiungere al prezzo un dono di 20 o 25 scudi, cosi penserei che l’una e l’altra parte potesse restar sodisfatta, rimettendovi pero sempre a più saggio giudizio, massimamente che io non ho veduto le medaglie essnedovene alcune de’ papi che sono rarissime per il rovescio, ma or non ho alle mani quella nota che le contiene. Ecco servita Vostra Signoria Illustrissima in questa parte, e procuri anche di servirla nel mortaio di porfido, che nome di lei mi comando di trovare il signor machese di Olivol, ma poi mi fu rivocato l’ordine. Io non mi dimentico ne anche di servire al signor marchese Riccardi, nelle due medaglie di Didio Giulio e di Massimo, ma sono tanto rare che mai son capitate, anzi convenne l signor cardinale barattare con altre d’oro per averne una dall’abbate Braccesi. Se si facesse lindice i quelle medaglie moderne che possiede Sua Altezza Serenissia, ed io ne avessi copia, starei in l’avvio per servirla di quelle che non ha, e che sogliono capitare alla giornata anche a prezzo conveniente » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, XXI, f° 260-261 ; M. Fileti Mazza 1998, Appendice XXI, p. 517).  +
Lettre du 19 oct. 1675 (de Rome) : « Le due medaglie mandate sono di cosi poco prezzo che io mi sono vergognato d’accennarlo, ma già che Vostra Signoria cosi ha gusto, le dico che mi sono costate paoli X tutta due, e quel camme uccio con lettere greche che mando ora assai curioso, paoli 8. Io mettero insieme una somma di tre o quatro scudi e poi faro un solconto col signor Monanni, il quale me ne rimborserà come ha fatto per lo passato. Tengo adirle che il Numeriano è assai buono, benchè sia un poco piccolo. Il cammeo si puo mostrare al signor Carlo Dati. Ho veduto le cose mandate costà dal signor Agostini, e per obbedire a Sua Altezza Reverendissima, ne diro il prare mio. La tazza è la medesima che io proposi già e ne mandai un certo disegno di lapis, era de’ signori Gottifredi, e perché ne chiedan 20 scudi, mi parve cara, non essendo di gran manufattura, pure quelle lettere arabiche posson contenere qualche eruditzione, ma saranno pochi quelli che l’intenderanno. Io credo che allora la stimassi due o tre doppie, salvo il vero, oggi per essere in mano del signor Agostini se ne possono dare quattro o cinque come meglio parerà. … Ho poi veduto il medaglione di Pertinace, per la parte della testa mi pare antico, per il rovescio moderno, ed il rovescio è un carro d’elefanti con figurina sedente e lettere AETERNITAS. Il pardone, che non si puo penetrare chi sia, ne vuole cento doppie. Io credo che senon lo perde sarà sempre suo. Ho rimandata lascatola con le cose sigillata al signor Monanni » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, XXI, ins. 1, 585 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 52-53).  +
-Lettre du 16 janvier 1790 (de Caserta) : « Benchè V(ostra) E(ccellenza) sin dai di 8 (Otto)bre avesse favorito di spendirmi un esemplare della Numismatica Sicula da lei novellamente messa in istampa, pur io non l’ho avuta, che nelle scorse feste de S(anto) Natale, colpa dei tempi rotti che son corsi, e questo dico perché ella non mi abbia avuto le Forche Caudine illustrate, e prendo per un effetto della sua conosciuta gentilezza tutte le lodi che si degna dare al libro » ; « Io sono questa volta a dare una preghiera a V(ostra) E(ccellenza) ed è di farmi fare ‘acquisto di qualche medaglia di quele che si troverà notate nell’ingiunto foglio stampato. Io ne son pregato da un Sig(no)r Tedesco moi grandissimo amico, a cui mi professo molte obbligazioni. Se ella ne avesse quelche d’una che fusse duplicata nella sua raccolta, e vi degnasse favorirmela io la cambierei con qualche cosa di moi che le fusse a grado. Ma se costì vi fossero di quei raccoglitori che fanno il mestiere di comprare, e vendere io la pregherei qualunque di queste medaglie che trovasse a comprala a conto moi, che io gliene rimborserei il prezzo nella maniera che da lei mi fosse indicata. Veda ella un po’ ajutarmi a far qualche servizio al moi amico, che le ne resterò con un obbigo infinito. Intanto vorrei che ellla m’inviasse tutti i suoi supplimenti al Paruta, e correzioni di opera di lui per poterli mandare a Vienna. E preché io possa ricever le sue grazie presto, con sicurezza, e senza dispendio, la priego ad aver presente ‘istruzione che nell’ingiunto foglio io do’ al suo Seg(retari)o » (Palermo, Biblioteca communale, Sezione Manoscritti, Corrispondenza del Principe di Torremuzza, QqE 136, f. 211-217 ; Russo 2016, lettre n° 8, p. 84-85).  +
Lettre du 2 mars 1788 (de Ljubljana) : en italien (Wien, KHM, MK Archiv V)  +
-Lettre du 5 déc. 1701 (de Rome) : « Nell’ultima mea disso d’aver communicata la lettera dell’eruditssimo Monoli a Monsignore Bianchini, e mi disse, che io haveva tempo, haverebbe insinuato qualche cosa concernente la ( ?). In tanto io haverei molti nomi, che si leggono in medaglie di metallo con testa di grand e mezza nave, le quali lettere e nomi non sono nell’Orsini e Patin, si degnera pero communicare le segunete definitione d’alora mie medaglie consulari al Memo Sig. Morelli, che citoronella mia opera per il suo dato Specimine, e come in essa riportaro quelche cosa di Ercole detto da Sabini Semo fano e Fidio, e che ho anco la medaglia con testa d’Ercole, e nel rovescio alta le figure si legge D.S.S., cioé : Deo Semoni Sanco, qual medaglia il Patino riporta fra l’incerte. Io giudico debba andare tra l’altri / con testa di Sabino, monti di Tarpeia, e alto di Sabina della familia Tituria. Mi ritorno anche una piccola medaglia in metalle senza lettre, in un lato si vede la lupa con li gemelli sotto il fico lummale, e il vecchio faustolo, e nell’alto lato un soldato con scudo a piedi che abbraccia una donna, credo il ratto delle Sabine, e che debba andare in sudetta famiglia. Nella famiglia Lollea, altre quelle che riporta l’Orsini e Patini, ne ho una d’argento con l’anima di rame, in cui è la testa giovanile, credo dell’honore, e si legge HONOR ; nell’opposto lato é un perso con 3 rostri di navi con lettre : PALIKANVS, simile alla riportata del Patini con testa di donna e lettere LIBERTAS. L’altra medaglia mezzane in metallo, che non so vedere in alcuno autore ha una testa senile, con lettere Q. D. SEPTIMIVS L. CORNELI. Nel rovescio, é un bue sopra di cui sono le due lettere D.D. e sotto III VIR con qualche altra, che non bene si legge. Ho due altre medaglie in metallo, l’una mezzana con testa giovanile, e lettere NASSICA, nel rovescio é una testa di bue e lettere C. VAL. C. SEX. AEDILIS. / Nell’altra che è picciola, è la testa di Volcano, nel rovescio una quadriga, con vittoria e lettere STATI. TREBO. queste due le riporta il Seguino nella sua opera Selecta numismata antiqua. Se questa ultima appartiene a Trebonio, che per esser participe della congiura, gli fu ( ?) la testa in Smirne, come scrive Appiano Aless. Dovra pondersi fra le famiglie ; nella famiglia Calpurnia ne ho molte, non con lettere diverse, dalle riportate dall’Orsini, ma con numeri, molto ( ?) altro, che le do tutta desiderava li disegni, gli mandaro immediatemente. Le molte con Forestieri non m’hanno permesso ancora di dar fuero il mio libello libro dell’antichita di Roma, provate per medaglie con altri monumenti, con un discorso sopra delle medaglie. La compositione e fatta, cosi anch circa 130 rami intagliate dal Bartoli o un altro virtuoso, e quando prima uscita, e oltre la medaglia Greca di Caracalla con Caus ( ?), che conduce il bue nella spelonca ( ?) aventina, riportavo un famoso medaglione di Aurelio giovane con Ercole, Cacco ucciso, e giacente sotto le piedi, e vi si vede la spelonca aventina, ed altre cose con piu afforte ( ?) » (Paris, BnF, Manuscrits, Nouvelles acquisitions latines 389 : Correspondance numismatique d’André Morell d’Arnstatt, pendant les années 1702-1703, p. 37-39 [en ligne sur Gallica]).  
-Lettre du 14 jan. 1702 (de Rome) : « Dopo essermi dato l’onore di notare alcune medaglie de famiglia consulari, perche ella le possi communicare al Sig. Morelli, ho dato un altra passata mie serie, dove la medaglia in argento con testa di Roma, e lettere COCLES e nel rovescio Castore e Polluce a cavallo. Ho trovato una medaglia in metallo mezzana, che nel diritto altro non contiene che la testa di Diana, e nel rovescio caval Pegaso con figura sopra, che abbate un leone, e lettere chiare : COCL. LICINIVS In un altra medaglia mezzana in metallo é la testa senile bifronti nel rovescio una lupa con Romulo e Remolo lattanti, e sopra le lettere P.E. Se altri mi capitaranno, che non siano nel Patino, l’avisaro (onde) se le è commodo, si degni d’avisarne il sopradetto eruditissimo Signor delquale benche non habbia fortuna di cognoscere, ho molta veneratione, come etc. « (Paris, BnF, Manuscrits, Nouvelles acquisitions latines 389 : Correspondance numismatique d’André Morell d’Arnstatt, pendant les années 1702-1703, p. 40 [en ligne sur Gallica]).  +
-Lettre du 5 avr. 1702 : « Maxima cum laetitia perlegi, quae de epistola mea scripsit doctissimis Franciscus de Ficoroni, ( ?)quia conditio ex qualitas tanti viri in meam notitiam non pervenerunt, benevolentiae eius pro ( ?) et debito respondere non licet. Placet itera eadem frui, et de quibusdam perscriptis (Paris, BnF, Manuscrits, Nouvelles acquisitions latines 389 : Correspondance numismatique d’André Morell d’Arnstatt, pendant les années 1702-1703, p. 41-43 [en ligne sur Gallica]).  +
-Lettre du 2 sept. 1702 : “Mi diedi l’onore di riverirla con l’ultima in Venezia, quale spero le sia già pervenuta. In questa hò pensato si rinovarle la mia divota servitù, lusingandormi con ciò, che mi continuara il di lei patrocinio. II denaro, che avanzavo dall Abbate Severoli, dove condutti VS Illma a veder li Quadri, m’è convenuto prender delle pitture, stante la scarsezza che il med.° teneva, e trà queste ho pigliato con conseglio d’Amici Quel Quadro del Vandick che mostra lo spaccato di S. Pietro, con molte figure de Peregrini, che baciano la di lui statua, e perche mi sovviene, che ella disse, che le l’avesse potuto avere, avrebbe dato trenta doppie, ho stimato bene di farlelo sapere. che benché n’é chi lo vuole, lo ritengo fino alla di lei risposta. Lo supplico de miei rispetti partecipare al mio stimatis.mo Sig.re Mylord;36 e Mr Rapin,37 di cui ritenò sempre mem.a; così [?] ancora la prego di riverirmi il Sig.r Principe di Lignio gran [?] tante di q.o med.o secolo; e se le capitare il cogna la medaglia di Bruto in argento, ò l’altra di Lepido col nome di Sublici, mi farà gran favore di mandarmela; ed attendendo con gran desiderio delle sue nuove resto al mio solito.” (Londres, British Library, Add. Ms. 4277 [Thoresby Papers, vol. IV], fol. 64r-v ; voir Spier & Kagan 2000, p. 50-51 ; Callataÿ 2015, p. 313, II.10).  +
-Lettre du 26 juillet 1732 (de Rome): “Che per quel niente presi di prattica q.a Ulpia filia de 22 anni, e mesi cinque morì e q.a è stata cavata da Mausoleo vicino Porta, e Via Appia dentro l’odierne Mura d’Aureliano in questa settimana, e nella passata tra altre della famiglia Lollia, vi è una picciola lapide C. LOLLIUS PRINCEPS e ne scrissi al suddetto comune Amico S.r Bianchi, vedere nel Vaillant [c. 24 r.] sù la famiglia Lollia, se veramente fu Prencipe della colonia, come si scrive, o fosse altrimente poiché mi pare, che nell’iscrizzione doverebbe dire Princeps Colonia.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 23r-26r– online).  +
-Lettre du 9 août 1732 (de Rome): “Resto inteso che la parola Princeps in C. Lollio sia cognome, ma lo scrissi perché il Vaillant nella famiglia Lollia scrive che C. Lollio fu Prencipe della colonia.» (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 83r – online).  +
-Lettre du 13 septembre 1732 (de Rome): “Il gradimento, che si compiace di esprimermi nella sua cortese de 10 corrente su le copie d’iscrizioni trasmesseli, è per mera sua bontà, e dice benis.mo che le due mi furono communicate o saranno edite, o non sicure d’esser ben trascritte; Io veramente, posso gloriarmene di poterlene mandare le copie tali quali sono su le lapidi mie originali, che sono molte, e meritevoli delle di lei eruditissime note, ma oltre che trovandosi impiegato nella composizione del 2° Tomo Fiorentino, e che però non ne è affrettato, anche Io per mia disgrazia non sono fuori dalla vessazione causatami da emulazione per supposti fatti a Nro Signore, che Io compri tutto, e tutto mandi fuori, e benché, me ne abbiano ritrovato Innocente, e che m’abbiano ritrovato gran copia di cose varie antiche, e solo abbian trovato missione di alcune medaglie in Francia, e in Vienna, e al contrario io n’abbia fatte venire dalla Smirne, da Alessandria d’Egitto, dalli Regni di Napoli, Sicilia, e da altri porti, con che n’arricchii Roma, e all’Em.mi defonti Gualtieri, Ansidei, [¿], Strozzi, Bianchini, e q.o Em.mo D. Alessandro Albani” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 85r-85v – online).  +
-Lettre du 7 février 1733 (de Rome): “Quale Arruntio può rincontrare nel Vaillant della famiglia Arruntia, che parimente la medaglia è rarissima.”(Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 35r-36r – online).  +
-Lettre du 9 mai 1733 (de Rome) : “Ill.mo Sig.re, e Prone Col.mo. Per la tardanza di chi mi portò sua gentilis.ma nello scorso sabato, mi s’impossibilitò di rispondervi, e venendo di ricevere altra sua con questa posta, devo ben ringraziarla del suo degnis.mo sentimento su la parola VALERIENSES, possa denotare la compagnia d’Istrioni, detta Valeriensis dalla famiglia Valeria, che in sommo grado si vede stata, anche nell’Imperio di Augusto, secondo l’esplica su le monete fatta dal Vaillant; Per altro avevo congetturato potesse alludere a popoli Valeriensis della Spagna, o alla leggione Valerienses sotto di Augusto. Con occasione le mandarò il solfo della maschera incisa nell’altro lato dell’ametisto, della quale gemma non penso disfarmi, a causa che le numero 300 maschere, e Mimi, ed altri Attori, sono tutti miei, che compongono la mia raccolta, e maggior parte sono intagliate ne rami da q.o Monsù Pomarede che parendomi portarsi bene, le lo raccommando nell’occorrenza di far intagliare. Per le due gemme si prenda ogni commodo a rimandarle, quando non siano di gusto del suo Amico. Godo sentire l’intrapreso suo corso per molti luoghi, che oltre ritrovarà monumenti da far disegnare, [c. 47 v.] goderà svario e hilarità di mente da tante sue commendabili fatighe, onore di cotesto Cielo Toscano a differenza del nostro, dove non v’è alcuno, se non vanaglorioso, che è certo disgrazia, ed Io benché non dotto, almeno di genio a raccogliere da trenta anni in qua cose d’erudizione, ne sono stato vessato, e penato, come è noto a tutti e ben vorrei, che all’arrivo della più vicina città gl’inopinasse di portarsi in q.a città, sommamente goderei di offerirmela e vedrebbe le mie raccolte, che oltre le lapidi, metalli e gemme, un n.o di 500 piombi diplomatici che da Traiano fin’a Giustiniano, e da Papi del 6° secolo fin’al 12° arrivano, e altri piombi de primi verii notarii, Vescovi, Acivescovi Costantinopolitani Greci, e latini, senza li serviti nelle feste, congiarii trionfi’Ma come mi sono spropriato all’intagli delli rami, ed ho diviso il tutto in cinque opere, è facile, che le ne giungerà il proietto.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 47r-48v – online).  
-Lettre du 4 juillet 1733 (de Rome): “Vengo di ricevere da Parigi offerte di medaglie d’oro dupplicato da Mister D. Wau per la somma di scudi 1285; Ma per decreto di Roma non gli voglio scrivere, che qui fui penato a 245 scudi pro emptionibus nummorum, e lapidum elaborotarum Io poi ho le sue iscrizzioni dell’Etruria, e il Colombario de Liberti di Livia, e bramarò ogni sua opera per impararci, e se non mi associai al Museo Fiorentino, fu che mi trovavo associato alla ristampa in Venezia del tesoro dell’antichità Greviane’ Però questo Sig.r libraro Signor Tussano Lullie impiegato alla Biblioteca Orsina, mi offerisce detta grand’opra in baratto di pitture, così che mi riuscirà d’averla”. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 92r – online).  +
-Lettre du 20 février 1734 (de Rome): “Ho letto in esso il mio nome, e le ne rendo [c. 60 v.] vive grazie, ho veduto il piombo di Deus dedit del S.r Barone Stosch, ed Io ne possiedo delli più antichi, e sono degne le donazioni che vi reggistra.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 60r-61r – online).  +
-Lettre du 17 juillet 1734 (de Rome): "Rispondendo alla sua gentilis.a, giacché desidera il disegno del gran marmo quadro scolpitovi a basso rilievo un sacco pieno, legato sopra e panzuto, a piè una paletta da raccogliere denari, e nel mezzo del sacco VIATOR AD AERARIUM, le lo farò disegnare come già feci per tenerlo con le mie memorie e le notarò dove fu ritrovato, e per sabato le lo mandarò. Circa a quanto si degna accennarmi su la medaglietta con testa di giovanetta e C 5, e nel rov.o 4 tali lusorii portata dal Seguino, da un Francese, e da Mons.r Bianchini, devo dirle, che giusto nel mio primo trattato, Io riprovo il giudizio, e congettura fattane da detti tre Autori, cioé del Seguino, di Monsig.r Bianchini, che lo seguitò, e da un Francese, che scrivendo contro detta congettura ne fa un’altra più stravagante che sia la testa di una famosa cortigiana, che teneva gioco, e biscozza a Roma, e i due primi la stimano la sorte Prenestina citando la famiglia Pletoria [c. 63 v.] in medaglia d’arg.o, ma Io che ho tal medaglia questa mostra una testina di fanciulla, cioé putta, e nulla conviene colla medaglia del Seguino. Io per tanto che ho una statua celebre di scoltura in atto colcata di giocare con due tali, e due altri, tiene a sinistra, ha la testa giusto, e simile a quella della medaglia del Seguino, che Io ho la seconda; Così concludo, e provo che la testa di detta medaglia è appunto quella della mia statua che è per la scoltura Giulia figlia d’Augusto, a cui l’Imp.e suo padre mandò denari per giocare ai Tali, e questa è l’Arra quod satis sit, che vuol dire, aver denari pronti né si faceva credito; Però VS. Ill.ma me ne potrà correggere. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 63r-64r – online).  +
-Lettre du 14 août 1734 (de Rome): “Essendo in atto di servire l’Em.mo Barberini in collocargli le serie di medaglie d’ogni metallo, e dove vi sono certamente delle rarità singolari, si conservano nel Museo Barberini suddetto circa a 14 Vasi Etruschi, le cui storie sono particolari, e perciò avendo detto al Sig.r Abbate Velli, che n’è custode, che farebbero per la sua degnis.a opera, mi rispose che basta se ne facci la domanda a S.E., che darà l’ordine a farli disegnare.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 110r-110r – online).  +
-Lettre du 21 août 1734 (de Rome): “Le diedi notizia nella mia passata come nel ricchis.o Museo dell’Em.mo Sig.r Cardinal Barberini, vi sò circa a 20 Vasi Etruschi storiati, 16 delli quali stimo che possini arricchire la sua grand’opra; Ma mi scordai di dirle, che vi è un’Urnetta di terracotta con bassi rilievi nella facciata, e sopra al coperchio vi è donna giovane giacente, che tutta vestita mostra solo il viso suo grazioso, e a pié d’essa figura vi sono queste 4 lettere [¿] potendole dire, che non ho veduto più ricchezza di medaglie, di detto Museo, cioé serie numerosis.e Consolare, medaglioni Imperiali, di med. grandi, mezzane, e piccole latine, medaglie grandi, e mezzane greche, e di Colonie, serie della Magna Grecia, e di tutti li Regni... PS: Due anni sono avevo belli pesi con lettere Etrusche me ne privai coll’averli mandati in Venezia al Sig.r Abbate Onorio Arrigoni” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 113r; Ravara Montebelli 2011, p. 331, note 14 – online).  +