Grand document
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F
-Lettre du 6 mai 1741 (de Rome): “Sarà certamente favore sopra a favore lo scrivere a Monsig.r Ill.mo Bottari mio Padrone con accennargli di non aver mai veduto, né anche in stampa sigilli descritti di terra fine dell’Asia, e di piombi de primi Impp. Etc., e che stima esser proprii serbarsi nell’Archivio della Biblioteca Vaticana, poiché essendovi medaglie, e medaglioni, che pur si trovano ne musei; Questi piombi sono singolari [c. 204 v.] tanto più che detta Biblioteca ha l’entrate per comprare; né Nro Sig.re ha occasione di spendere, tanto più, che procura di rimettere lo stato della Camera in essere ed Io non vorrei che questi miei sigilli acquistati in tanti anni facesser la mala fine e il vendergli, mi sarebbero di sollievo per tirare avanti un’altra mia opera. In q.o ord.o mi rescrive il mio Amico di Napoli d’aver consegnato una cesta de vasi Etruschi a Padrone Gioacchino Rossi, onde in breve spero di servire VS. Ill.ma non mi domanda prezzo, ma medaglie e antiche, e rifatte, che incise se ne ritrovasse alcune e a VS. Ill.ma fò um.mi inchini.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 204r-v – online). +
-Lettre du 27 mai 1741 (de Rome): “Nuovo corrispondente mi richiede de detta città delle medaglie Imperiali d’argento, e come so che ha li beni a Nola, dove per ordinario si scavano detti Vasi, gli ho ieri risposto, che gli ne averei procurate, se Egli mi avesse procurato delli belli Vasi istoriati. Onde spero d’averne. So che a Napoli ve ne sono; ma in mano de Sig.ri che non gli vogliono vendere, e quando Io fui colà [c. 207 v.] e che comprai per ducati 600 nella galleria del Valletta per il defonto S.r Card. Gualtieri, provai con’altri, e mi rispondevano che erano delli loro Greci, antichissimi più di Napoli e di Roma.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 207r-v – online). +
-Lettre du 2 juin 1741 (de Rome): “Ma questo è stato dato alla galleria Kircheriana, e un altro pezzo senza le parole CASTRIS PRETORI e senza quella di Terentius Cassander fecit, l’ha avuta il Marchese Maffei di Verona, ed Io non potei avere se non il sud.o, che ricevarà dal detto Sig.r Siries colle parole M. OPELLI SEVERI DIADUMENIANI CAES [?]. Ne scritti antichi, o nelle medaglie, non si ha che OPEL in ambidue, li nostri moderni chi ha voluto spiegare OPILIUS, e chi OPELIUS, tra quali è lo Spanemio, il che non [c. 14 v.] averebbe scritto, se avesse veduto il medaglione greco di Macrino coll’Ettore morto, e soldati etc. che Io diedi al Sig.r Card. D. Alessandro Albani, oggi nella Vaticana e publicato colle note del Sig.r Abbate Venuti, nel quale sul nome di Macrino vi sono in greco due lettere ?? onde sono due prove, in latino, e greco”. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 14r-v – online). +
-Lettre du 3 juin 1741 (de Rome): “Dell’acclusami per Monsig.r Ill.mo Bottari, sono vi è più a renderlene um.me grazie, i quale per esser lontano il Palazzo dell’Em.mo Corsini, gli l’ho mandata ieri sera, e di q.o degnis.o Prelato, son sicuro, che mi favorisce; ma fin’ora non ho inteso altro, forsi per l’occupazioni di Nostro Sig.re Benis.o ha fatto in consegnare la scatoletta delle medaglie al cennatomi Padre delle scole Pie in S. Pantaleo, che giunto sarà, forsi lunedì andarò a retirarlo. Anche Io per risparmio, essendo da me venuto da Napoli il Sig.r Luigi Siries, che dopo fattomi negozio di gemme incise, mi disse esser Amico di VS. Ill.ma e però si è caricato della metà d'un tubo di piombo col nome di OPELLI Diadumeniani, trovato con altri nel Castro Pretorio, vigna de PP. Gesuiti, nell'altra parte, che non ho potuto avere vi è il nome con due ‘li li’ di Macrino, e sotto CASTRIS PRETORI CASSANDER FECIT, l’altro intiero l’han dato alla Galleria Kircheriana, e l’altro non intiero al Marchese Maffei di Verona. Nel medaglione greco di Macrino = etc. oggi nella Vaticana, fa vedere quel che non han veduto fin qui li nostri Antiquarii, col chiamarlo OPILIUS, e OPELIUS. Si degnarà gradirlo, unito a libro in detto di componimenti, per parte del Sig.r Como di Napoli.”(Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 15r-v – online). +
-Lettre du 9 juin 1741 (de Rome) : “Nella ricerca di medaglie d’arg.o Imperiali conservate, fin’a Clodio Albino, non bisogna pagarle più di mezzo testone l’una, e da Severo in poi, un paolo, essendo di basso argento. Le famiglie anche non più di mezzo testone.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 158r-v – online). +
-Lettre du 17 juin 1741 (de Rome): “Godo che abbia trovato delle medaglie come, m’accenna, ed Io goderò di trovargli, vasi Etruschi, e perciò martedì ne rinovarò le premure col delettante di Napoli, che so s’adoprarà d’avergli da chi ne possiede. Quando il Pertinace cò voti decennali, sia veram.te antico, non risparmi qualche altra cosa, oltre il Museo Etrusco, perché le fruttarà con avere de belli vasi istoriati, [?] Io a scriverne, senza farne far il disegno per non insospettire li possessori, e le fò al mio solito um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 209r – online). +
-Lettre du 8 juillet 1741 (de Rome): “A suo tempo spero di servirla per li vasi istoriati etruschi. Circa alla patera capitatale colla ruggine, non vi è altro modo, che rimetterla col bullino, che così si fa nelle medaglie coperte anche di forte ruggine, che però avendovi Io la prattica, me la potrà mandare. Pel nipote della mia defonta Consorte, farà bene a non dargli udienza. Del restante qui cominciano li caldi estivi, ed Io esco solam.te la mattina a buon’ora che è quanto. Circa al Pertinace, il suo prezzo, essendo conservato, è di scudi 20 però attendendone il rincontro, onde bisogna regolarsi d’averlo per meno, e al mio solito” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 211r – online). +
-Lettre du 9 septembre 1741 (de Rome): “Il curioso di med. d’arg.o e di metallo, mi sono aveduto dallo scrivere esser sofisticato, coll’avermi in’una risposta, che Egli veda li suoi belli, e rari vasi; ma non vede le medaglie; ciò vedendo diedi commissione ad altro, che trovatine alcuni io diedi commissione al Sig.r Clemente Ferretti Intendente, e le ne accludo la risposta, che vuol dire, non si sta fuor di speranza d’ottenerne. Se VS. Ill.ma volesse pel Procaccio mandarmi le med. d’arg.o colla Iulia di Tito, e il Pertinace grande senza far notare nel libro il prezzo per risparmio di porto, ne potrei informare detto Amico, e sarebbe come le tenesse in sue mani, toccando a me di renderle esatto conto.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 217r – online). +
-Lettre du 16 septembre 1741 (de Rome): “In arrivare il M.R.P. Maccabei Barnabita Confessore di sua Santità, retirarò le cennatemi medaglie, le quali può far conto d’esser nelle sue mani mentre dalle mie non passeranno ad’altri, e se li vasi, non fossero di suo genio per li disegni che le ne mandarò, le ritornarò le pred.e medaglie. Le teste incise, sono qui talmente ricercate, che capitando a questi cercatori, trovano subito il compratore. Ma se a me ne capiterà una propria, secondo m’accenna, ne restarà servita.”(Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 218r-v – online). +
-Lettre du 23 septembre 1741 (de Rome): “Avendo retirato dal P. Bembrille Barnabita l’accennatomi scatolino, ho trovato contro la mia aspettativa, che il Pertinace grande è una copia di gettito, così anche è la d’arg.o di Giulia di Tito, gettata da medaglia d’oro; Il med.ne di Giustiniano è antico, ma commune, il Severo d’arg.o non può servire, e il Galba d’argento, è medaglia di 4 paoli. Per non darle spesa, non le rimando pel Procaccio, ma bensì, oggi a otto, le riceverà francate bel sigillate in pachettino, da cotesto Sig.r Barone de Stosch, in’occasione di mandargli altro.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 220r – online). +
-Lettre du 30 septembre 1741 (de Rome): “Da cotesto Sig.r Barone de Stosch, riceverà in pachetto sigillato le due copie del Pertinace grande, e Giulia Titi in arg.o, unitamente al Giustiniano grande, e le due d’arg.o, non valendo q.e tre ultime circa a sei paoli. La buona regola è di non comprare medaglie di prezzo, senza farsela vedere, così sono le pitture, gioie, e altre cose.» (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 221r – online). +
-Lettre du 1 janvier 1742 (de Rome) : “Non potei avere [indice] delle medaglie e medaglioni del Prencipe di Conca di Napoli, per non esser facile a farlo; ma spero d’aver’il vaso, anche per altra via, se però medaglie da me mandate, gli convengano VS. Ill.ma averà la bontà pazienziare, e credere che non mi scordo di servirla, e per genio, e per debito” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 163r-v – online). +
-Lettre du 10 février 1742 (de Rome) : “La lettera resale da un certo Barone sarà di data vecchia, all’orché non sapevo che per medaglie faceva il mercante col volere sei mezzi a giulio, e tutti si son lamentati delle leggerezze, avendo rivenduto due volte le medaglie ed’altro etc. Così benis.o ha fatto a non mostrargli le sue, che se altrimente vi averebbe perduta la pazienza per stitichezza.”(Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 193r-v– online). +
-Lettre du 21 avril 1742 (de Rome) : “Posso altresì dirle, che sto trattando compra di molti vasi Etruschi Istoriati di tutta perfezione, e ben conservati di varie qualità, riuscendo come non dubito di farne l’acquisto, gli ne darò pronto avviso, ma sopra la prego a tenerlo segreto, tanto costì, quanto di qui, perché se si sapesse, il negozio non si farebbe, di più non gli lo incarico, perché so quanto mi posso compromettere della sua segretezza = VS. All’incontro procuri di trovarmi medaglie in arg.o rare Imperiali etc. con che le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 228r-v– online). +
-Lettre du 14 juin 1742 (de Rome): “Secondo mi favorisse accennarmi voler il possessore delle monete d’arg.o stare alla stima, la quale so che non può esser propria, se non si faccia da persona prattichissima. Anzi se non volesse fidarle per mandarlele, non occorrerà parlarne; poiché se non le ho sotto l’occhio, non posso offerirle un giusto prezzo; del restante a stima venderei il mio poco volsente, e bisogna anche regolarsi al tempo che corre, nel quale non vi è folla di curiosi, almeno in q.a Roma, non ve n’è niuno. In quanto alla medaglia di Nerone col rov.o d’Ottavia, il suo prezzo è di due zecchini, essendo battuta in Egitto, e più si suol pagare battuta in Grecia colla sola testa d’Ottavia, senza quella di Nerone, il med.mo e la Poppeia.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 220r – online). +
-Lettre du 20 otobre 1742 (de Rome): “Per superbo vaso etrusco accennatole, lo tiene con altri il Prencipe di Conca Napolitano; e come si diletta di medaglie d’ogni metallo, ho scritto l’ord.o passato a che me ne diede la notizia, che è un’Antiquario mio corrispondente acciò veda di risapere da detto Em.mo quali siano le medaglie che li mancano, e ne averò risposta mercordì venturo. La medaglia cennatami, va nella famiglia Clovia, ed è commune, battute per la guerra di Giulio Cesare contro Pompeo nella Spagna, e VS. Ill.ma dice benis.o esser stata battuta da un de suoi prefetti lasciato in Roma.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 162r-v – online). +
-Lettre du 8 décembre 1742 (de Rome): “Il Nerone con Poppea è buona medaglia come anche con Ottavia, ed il Gordiano Africano Egizzio colla nota dell’anno p.° è molto più rara.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 242r – online). +
-Lettre du 16 février 1743 (de Rome): “Dopo scritto mi perviene la sua gentilis.a, e attendarò il P.D.S. Francescano di Paola per retirarvi le cennate medaglie.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 246r – online). +
-Lettre du 9 mars 1743 (de Rome): “Godo al sommo che felicemente sia ritornato in città, e che abbia ritrovato i consaputi vasi Etruschi di suo piacere, nonostante la disgrazia di due rotti, benché possansi riunire; anche Io ricevei le medaglie dal noto P. Predicatore de minimi, quella di Poppea mi è piaciuta, e molto più d'altra di Gordiano Africano battuta in Egitto, e questa l’ho posta nella mia serie mezzana, poiché la Poppea l’avevo, quella di Giulia Pia [?] è moderna, né si da che in’Agrippina, e Domizia, e Giulia di Tito; Molto di pregio sarebbe stato il medaglione di Erode con altra testa [?], se fosse stato conservato. VS. Ill.ma scrive di non desiderare altro di questa sorte di monumenti, nonostante credo che molto farebbe mostra nella sua raccolta uno alto d’un palmo, e mezzo con lettere Etrusche, e ornato dapertutto, da che può credersi, che venne fatto per goderlo, come si fa al presente de pitture e ne vasi, e piatti fatti col disegno del Bonarruoti; me n'è stato dato il disegno in piccolo, ma è di fama molto più bella, e di [?] che non mostra il disegno, e non ne vuole meno di scudi 15, e perciò le accludo l’abbozzo delineato, che il delineatore l’ha fatto gotico ma è bellis.o [c. 247 v.] ... Fra le mie 200 e più gemme scritte ed altre d’erudizione, che da tempo ho raccolte, e che vado facendo intagliare, vi è q.a dell’accluso disegno incisa in diaspro sanguigno verde; rappresenta la Trinachia, e come nell’antichissime medaglie della Sicilia, è espressa con tre gambe e tal volta ingiontevi tre spighe di grano per l’abondanza [?]. In questa gemma vi è la figura dell’Oriente, credo per indicare, che la Sicilia, e suoi tre promontorii esser la chiave per andar nella Grecia, e che sia stata incisa dopo che i Romani si resero padroni della Sicilia, s’impadronirono delle parti dell’Oriente. Sò che VS. Ill.ma è occupatissimo ma col commodo sentirei volontieri il suo commendabilissimo parere, e le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 247r-v – online).
-Lettre du 16 mars 1743 (de Rome): “Se non mi venga alcune medaglie Siciliane, non averò occasione di mandar cosa al Sig.r Barone de Stosch, in qual caso darò qualche bagattella al P. Predicatore consaputo. Restarò ben tenuto al favore che è per notarmi su la figura dell’oriente della Trinachia, e farò tutto, che possa esser di suo genio; Intanto ne mandarò qualche altra stampetta. Se non fosse che raccogliesse medaglie costà in specie il sud.o Barone, sò che le ne capiterebbero; ma comunque sia Io non mi dimenticarò del suo buon’affetto, e patrocinio, e le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 164r – online). +