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-Lettre du 30 mars 1743 (de Rome): “Giacché vuò compiacersi di far qualche osservazione ad’alcune mie gemme scritte, le ne mandarò le stampe per il noto P. Predicatore de minimi con altre cosette. Se desidera una bella tessera, e medaglie con caratteri Punici, o sian Fenici, me ne rispondi; poiché d’antichità, ho d’ogni materia, e dove è potuta arrivare la mia corta borsa.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 168r-v – online).  +
-Lettre du 13 avril 1743 (de Rome): “Vedo dal suo cortesis.o foglio la diligenza per favorirmi, su le due monete d’oro; A me solo premeva l’Elia Pulcheria in quinario, ma mentre non ha le med.me ritrovate, la prego a non incommodarsi d’avantaggio, e ben le resto oblig.mo Medaglie consolari pochi, e niuni li ricercano, e solo qui da noi vi è uno, ma le vuole a dodici paoli l’oncia, e le d’argento Imperiali cò roversci ordinarii, essendo conservate a mezzo testone l’una, ed’ogn’un ricerca teste rare.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 249r – online).  +
-Lettre du 27 avril 1743 (de Rome): “Ho ricevuto il pachetto dell’Illustrissimo Monsig.r Bottari mio buon Padrone, e ben la ringrazia della cera lacca ottima, e delle medaglie quella di Costantinopoli, benché non sia delle rare, è conservatis.a che gli fa la rarità, ed il Giustiniano medaglione è veramente bello, e larghis.o onde sono a renderle um.me grazie, ed offerendomi, le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 251r – online).  +
-Lettre du 11 mai 1743 (de Rome): “Vorrei adesso pregarla, che ritrovandomi da anni sono una sing.ma medaglia, e che non ho mai mostrata per evitar l’impegno de privarmene, che è di Teofane Mitileno arricchito da Pompeo etc., ed altro inedito, che VS. Ill.ma accennasse d’averle Io scritto, che averei desiderio dedicargli un’operetta, ma che non m’arrischio a dirglilo; così dalla risposta, che darà a VS. Ill.ma vedrò il di lui genio, poiché il mio non ha altro fine che dimostrargli una parte di gratitudine, che è quanto, e a VS. Ill.ma fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 253r – online).  +
-Lettre du 3 juillet 1743 (de Rome): Coll’occasione che ritorna costà il M.R.P. Pancrasi, si compiacerà di riverire umil.te da mia parte VS. Ill.ma, come l’ho pregato, ed’anche portarle q.a mia, dove trovarà acclusi n.° 9 scarabei, tre de quali, secondo la mia poca prattica, per aver sotto il figurato la cornicetta incisa li credo Etruschi; però son bagattelle, che non meritano favellarne, e solo si degni gradire il mio div.mo genio. Dal med.mo P. vedrà i belli disegni per la vera similitudine delle medaglie di Sicilia che vuò dare alle stampe, e per quanto ho osservato, riuscirà opera commendabile.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 257r – online).  +
-Lettre du 6 juillet 1743 (de Rome): “Al P. Pancrazi che ha a cuore ristampare il Paruta, cosa commendabile per i belli e simili disegni delle medaglie, ho dato lettera per VS. Ill.ma, entrovi quattro scarabei in gemma, tre de quali hanno di sotto all’intorno cornicetta incisa e questi credo, possin’esser Etruschi”. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 258r-v – online).  +
-Lettre du 18 janvier 1744 (de Rome): “La B è pezzo di pietra lungo palmi [12] alto palmi 3, altri chi più, e chi meno. Per quando vedo parte di questa facciata superiore la credo ristaurata anticam.te e nel fregio che è di pietra Tiburtina vi è a gran lettere q.a iscrizzione C VIBIUS C F M COCCEIUS NERVA EXSC. Circa al postumo è commune il rov.o, e la medaglia, però inargentata, o bassissimo argento, se sia poi d’argento fino, non vale più d’un zecchino, che le serva di norma. Se abbia qualche copia di medaglie rifatte dal defonto Francese, n’averei bisogno per un mio amorevole, anzi giusto per questo ho bisogno una libra di cera lacca, e dello speso la rimborserò, e per la benigna offerta per me Io ne ho della favoritami.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AXIII, 2, f° 428r-v – online).  +
-Lettre du 30 mai 1744 (de Rome): “Il Marchese Maffei cerca iscrizzioni pel Museo di Verona, cioè dedicata a deità, e un consolato e perciò mi ha mandato alcune rare medaglie, Io nelle mie 90 di fresco ritrovate gli ne mandai di tre le copie, quando VS. Ill.ma le desiderasse, non solo le copie, ma le offerisco volontieri le lapidi originali.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 277r-v – online).  +
-Lettre du 13 juin 1744 (de Rome): “Godo leggere nella sua affettuosis.a, che la gemma del Mercurio, le sia piaciuta, e per dir vero sono rarissime a trovarsi colli simboli contenutivi e solo non sono rare le altre deità con simboli. Se crede bene di dissertarvi, come a me pare meritevole, per dirvi d’averla donata al solo Sig.r Medico; Già le sarà noto il Tempio di Mercurio, che invece di colonne, ha 4 termini, posto nella sommità dell’estremità del monte Aventino, fra altri riportato dall’Angeloni, e sotto RELIG. AUG etc. Se detti fermini alludino alle 4 staggioni, a me non è noto veda la nota che fa lo Spanemio (Spanheim) De prestantia et usu numismatu pag. 168 infine, sopra a Mercurio che lo fa Apollo vi è, anzi ho al suo commando una medaglia Egizia di Claudio, col rov.o del caduceo fra due spiche di grano può esser l’abondanza, che proviene da Mercurio pacifero.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 175r-v – online).  +
-Lettre du 26 septembre 1744 (de Rome): “Dal Sig.r Carlo Frederich dopo l’ult.a lettera di Parigi, non ho avuto altra, e pure mi lasciò nota d’alcune medaglie che desiderava, ma è costume de Britanni, che giunti nel lor paese, si scordano di tutto, e q.o l’ho pratticato generalmente. ... Onde a VS. Ill.ma diretto lo riceverà col presente Procaccio, e dentro la dedicatoria, trovarà un pachettino entrovi piccole medaglie, che si degnarà mandare a cotesto S.r Barone de Stosch, che me l’ha richiesta” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 283r – online).  +
-Lettre du 12 octobre 1744 (de Rome): “Godo al sommo leggere nella sua gentilis.a di q.o ord.o che siasi per grazia di Dio ristabilito dal male sofferto, desiderandole sempre un ottima salute, come fosse per me med.mo Vedo anche che ha l’occasione di proseguire l’opera del tesoro Morelliano per la mancanza dell’Avercamp, e non dubito che con la sua dottrina incomparabile, si distinguerà dal med.mo, il quale invece di giovare alli curiosi delle famiglie consolari ha atteso a ingrossar il volume per far disimparare se egli sapeva, che alla famiglia Horazia, nulla appartiene il poeta Horazio, nella famiglia Julia nell’Appuleia, Apuleio Filosofo nella Sallustia, Sallustio Istorico, ed anche nella Terenzia, il poeta Terenzio tutti incontorniati, e battuti nel secolo d’Onorio per Feste, e giochi a che fare riportare dette Feste, lontane dalle medaglie consolari, così anche inventare la famiglia Mitreia, e Sestilia per due medagliette di Mitrerio maestro della gioventù che servirono le sciocchezze e genio lussurioso di Tiberio, che vanno nel [?] delle Spintie così pure ogni Antiquario sa, che uno [?], cornucopia [?] mezza luna ed altri e lettere numerali, sono marche delle officine, a che fare riportare una medaglia, [?] delle centinaie, tutte simile, [c. 181 v.] e di teste, e di rovesci, basta un sol accenno di detta consolare, se ne trovano simili, che hanno diverse marche d’officine, e chi è quel curioso che può sperare e spendere a porre assieme e senza utile e difetto, medagliette di piombo disegnate dal Seguino e coll’autore dell’utilità del Voregges; Spiegazioni aeree nell'incerta, fra quali in una colla Tavola 5 ADINOD, vi suppone la ‘li’ perché dichi LADINOD, cioè latinom, portando il curioso esempio Maxumod pugnandod che non terminano in genitivo plurale, e poi quale città ha costumato delli latini batte medaglie per tutti i latini, ed altre debolezze che per brevità tralascio e a VS. Ill.ma fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 181r-v – online).  
-Lettre du 4 septembre 1745 (de Rome): “Aspetto un merciaro dall'Aquila, che mi [c. 19 v.] scrive portarmi intagli, ed essendovene della sua ricerca li unirò con alcuni per mandarleli così farò d'un esemplare della sopra detta operetta di Lavico, di cui è stampato il p.° foglio. Non ho niuna medaglia d’oro di Tito, ma diverse raris.e ne ha la Sig.ra Marchesa Grimaldi, colla quale, non ho tal quale confidenza, onde potrebbe fargline scrivere, poiché è facile che le mandarebbe i disegni, che già ha fatti delineare eccellentis.i, contrarii a pesi, e miscuglio del'opera dell’Abate Arrigoni di Venezia, il cui libro è a caro prezzo mi spiace di averlo comprato. Anche nelle famigli consolari del Morelli, ve ne sono, che mai ha designato detto Morelli, aggiunte certamente dal notatore con miscuglio d’altre non attinenti a famiglia, e fino a poeti, Istorici che nulla han che fare cò famiglie consolari, e oltre a medagliette di piombo altre cose che tralascio su le note, da che si vede esser stato lontano dalla prattica, sempre offerendomi le fò um.ma riv.za Veda di grazia le due famiglie, che fa nascere, Mitreia e Sestilia, che sono medagliette Tiberiane Spintiane. Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ALXII, f° 19r-v – online).  +
-Lettre du 18 juin 1746 (de Rome): “Non voglio mancare di dar parte a VS. Ill.ma come essendo ultimam.te trovata una stravagante figura Etrusca di metallo, come vedrà dal disegno, che qui le accludo, e quanto questa ella bramasse di acquistarla Io potrei servirla d’interpormi presso il possessore con far qualche baratto o di medaglie d’oro, o pure con qualche cameo o intaglio delle quali cose più si diletta che di altre cose, e circa il prezzo non vi sarà che dire, e per me credo, che sarà degna di stare fra l’altre sue cose etrusche, e vi sarà materia bizzarra da poter scrivere su questa figura” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 320r – online).  +
-Lettre antérieure au 5 août 1647 : collectione les monnaies depuis 31 ans et pense donner à la publication ses exemplaires rares : « … le dico in risposta ch’havendo io nello spatio di 31 anni fatto acquisto di una numerosa quantità di medaglioni rarissimi e di medaglie greche e di colonie curiose assai havevo pensiero coll’aiuto di Dio di darle io alle estampe » (Since in the space of 31 years I have bought a large number of very rare medallions and interesting Greek and colonial coins, I have been considering, with the help of God, publishing them) (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, MS 76, c. 7 ; voir Missere Fontana 2009, p. 277, note 271 et Molinari 2020, note 20).  +
-Lettre du 10 nov. 1657 : critique de Francesco Angeloni et de Strada qui ne distinguent pas les modernes des antiques et qui sont dès lors discrédités à Paris comme à Rome : « Averto pero V.S. a valersi poco dell’autorittà dello Strada e meno dell’Angeloni, perché in Parigi et in Roma, sono troppo diffamati appresso tutti gl’antiquari, di haver hauto poca cognitione dell’antichità delle medaglie, havendone ambedue ne’ loro libri poste molte che sono publicamente moderne, dico appresso gl’antiquari et percio non se ne vaglia o quel meno che puole. Servale d’avviso (se non lo sapesse) che Monsieur Tristano ha scritto contro detto Angelone, che percio se sentisse alcuno che di lui si valesse, credo che facilmente prenderia occasione di censurarlo » ; à propos d’une monnaie de Florianus (voir Missere Fontana 2009, p. 207, note 170, p. 208, note 177, p. 268, note 218).  +
-Lettre du 2 sept. 1655 : conseille Pietro Ottoboni ; assiste aux achats de monnaies pour le Pape Alexandre VII (voir Missere Fontana 2009, p. 302, notes 410 et 411).  +
Lettre du 24 novembre 1659 (de Rome) : “come anco perché ritrovandomi già in 64 anni e con poca sanità ho giusto timore di morir prima che di terminar quelle fatiche, che sotto la direzione et efficace agiuto di Vostra Signoria Illustrissima incominciai et in sua absenzami è impossibile di continuare non che di terminare...” (“Also, being 64 and not in good health, I fear to die before I finish that job, which I started under the direction and with the important assistance of your Lordship, and due to your absence it is impossible for me to continue and to finish.”) (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms 76 s. 176 : Molinari 2000: 564, note 31 et Molinari 2020, note 34).  +
-Lettre du 13 déc. 1659 : Gottifredi fait un recueil à l’imitation de celui d’Occo : « mi honori di farmile non desegnare, ma descrivere solamente comme ha fatto l’Occone » ; « cognoscendo esser quasi impossibile che si compisca et venga a luce l’opera già da me sotto la direttione di V.S. illustrissima incomenciata, ha intrapreso di descrivere nel modo che ha fatto l’Occone tutte le mie medaglie, con alcune altre più poche da me vedute, tutte indubitatamente antiche et spera poter terminare l’opera nella seguente estate, il che quando segua non sarrà poco acquisto per gli studiosi dell’antichità, havendo un libro di medaglie tutte antiche et nessuna falsa delle quali n’abonda tanto quello dell’Occone » “il s.r D. Francesco Cameli cognoscendo esser quasi impossibile che si conpisca et venga a Luce l’opera già da me sotto la direzione di Vostra Signoria Illustrissima incomenciata, ha intrapreso di descrivere nel modo che ha fatto l’Occone tutte le mie medaglie con alcune altre poche da me vedute, tutte indubitatamente antiche et spera poter terminar l’opera nella seguente estate il che quando segua non sarrà poco acquisto per gli studiosi delle antichità havendo niuno libro di medaglie tutte antiche et nessuna falsa delle quali n’abonda tanto quello dell’Occone.” (His Lordship Don Francesco Cameli, being aware that it was almost impossible for me to finish and bring to light the work I had begun under the direction of your Lordship, began to describe, like Occo had done, all my coins with some others I had looked at, undoubtedly ancient. He hopes that to be able to finish the work next summer and that when that happens it will be of no little benefit to scholars of antiquity, who have not a single book that contains authentic coins only and no fakes, which occur frequently in Occo’s volume) (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, BOP, Ms 76, s. 176 ; voir Missere Fontana 2009, p. 279, note 279, p. 356, note 277; Molinari 2020, note 35).  +
-Lettre du 13 jan. 1660 : à propos des graveurs pour les planches de son ouvrage qui sont peu enclins à graver des dessins faits par d’autres, évocation de Giovan Pietro Bellori (voir Missere Fontana 2009, p. 281, notes 287 et 288).  +
-Lettre du 25 juil. 1660 : envoi des épreuves de planches monétaires ; « il libretto ligato in oro » qui contient la description de la collection « non è mio, ma della Regina et è quell’istesso sopra il quale è fondato il mio contratto, et questo sta appresso di lei, et hoggi appresso del Signor Cardinale, che quando dovevo mettere in ordine altre medaglie per consegenrglile, mi veniva prestato » (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms. 76 ; voir Molinari 2004, p. 126, note 22, Missere Fontana 2009, p. 281, note 289).  +