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Lettre du 25 janvier 1752 (de Mereto): “Bensì più conveniente parebbe che gli sarebbe stata quella di Lirista, o sia di suonator di lira, mentre non con arco o saette, ma con lira in mano in atto di suonarla è stata osservata l’immagine di Beleno sopra una Medaglia riferita da Seldeno De Diis Syris Syntagm. 7; fatta battere da Cunobeleno Re della gran Bretagna, che volle render più augusto il suo nome coll’aggiungerlo a quello di questo Nume. Da questa Medaglia conghietturar potrebbesi, che il culto di Beleno passasse anche nella Bretagna forse dall’Aremorica osia Aquitania, ora [c. 634r] Guascogna, dove Monsig.r del Torre nella sua Dissertazione De Beleno dimostra, che esso culto fiorisse, e donde può credersi, che facilmente passasse nella Bretagna distante dall’Aremorica per non gran tratto di mare.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 4, f° 633r-634v – online).  +
Lettre du 26 janvier 1727 (de Aquileia): “Mi rincresce, che di greche, che son quelle, che più le piacciono, qui (ad Aquileia, ndr) pochissime se ne scoprano ; e benché da queste terre io ne raccolga più di mille all’anno di latine, di greche in più anni non mi sovviene d’averne scoperta che una sola. […]" (Aquileia, BMANA, Carteggio Bertoli, vol. VII, p. 1077; Tomassoni 2021a, p. 45; Tomassoni 2022b, p. 31).  +
Lettre du 8 mai 1727 (de Mereto di Tomba): “Mentre che di giorno in giorno sto aspettando il ritorno di mio fratello (Daniele Antonio Bertoli, ndr) per consegnargli la scatola di medaglie, che a questo effetto lasciai già sigillata in Mereto, andrò nominando a V.S. Ill.ma nell’annessa carta i libri che bramo ; e ne nominerò molti, accioche de medesimi ella possa far scelta di que’ pochi, de quali e avrà maggior commodo di mandarmi, e le pareranno più confacenti al mio bisogno. In caso però che le fosse in acconcio di farmi in primo luogo avere a conto di esse medaglie un’orologio da saccoccia, egli mi sarebbe molto caro, e in tal caso potrei anche dirle, che bramerei, che fosse di buona fabrica, e de più piccoli, acciocche poco m’ingombrasse o pesasse in saccoccia : e fuori di esso caso tutti libri. Aggiungerò anco alla presente una nota succinta delle medaglie e altre antichità, che sono nella scatola. Nelle medaglie ve ne sono molte anco di […], delle quali però, come anco delle altre, non bramo che ne faccia conto maggiore del loro merito. Compiuta poi questa spedizione ne intraprenderemo delle altre” Medaglie in bronzo obvie del secolo alto: n. 259 Medaglie in bronzo obvie del secolo basso: n. 236 Medaglie in bronzo rare del secolo alto: n. 35 Medaglie in bronzo non obvie del secolo basso: n. 26 Medaglie in bronzo rare del secolo basso: n. 11 Medaglie in bronzo delle più rare del secolo basso: n. 5 Medaglie in argento consolari obvie: n. 21 Medaglie in argento Imperiali obvie: n. 160 Medaglie in argento Imperiali rare: n. 30 Medaglie in oro: n. 4 (Totale, ndr): n. 787 Medaglie e medaglioni d’uomini illustri, moderne o false: n. 39 (Totale, ndr): n. 826 (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. VII, p. 1091-1094; Tomassoni 2021a, p. 139; Tomassoni 2022b, p. 81).  +
Lettre du 25 août 1727 (de Mereto di Tomba): “(…) sebene io osservo la rarità delle medaglie nel Vaillant e nel Banduri, sono ciò non ostante affatto imperito nei prezzi delle medesime ; cosicché per acquistarne qualche cognizione m’è convenuto raccomandar a mio fratello, che mi faccia avere una copia de prezzi delle antichità, ch’egli ha portate a S.a M.tà. Essendo cosa più che certa, che io non so valutarle, e che ella non assente di valutar da se cosa, che acquisti per se, o per altri, che si può fare? Direi : Potrebbe V.S.Illma graziarmi, come la supplico, di trovar un terzo, che le stimi ; alla qual stima, sia di chiunque esser si voglia, ora per all’ora io mi rimetto e la approvo. Se è qua il Sigr Abate Stardini (si tratta verosimilmente di Sterbini, ndr), egli sarebbe ottimo, e ottimo ogni altro io stimerò sempre che venga da lei eletto. Così io non mi metto a far cosa, che so di certo di non saper fare, e così lei non avrà da se apprezzato cose che per se acquisti o per altri. Io non saprei vedere miglior ripiego di questo, al quale è pregata umilmente a favorirmi di condiscendere e di appigliarsi. E tutto ciò per le cose esitabili, compresivi anco gl’idoletti (inseriti tra le numerose anticaglie inviate allo Zeno, ndr)” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. VII, p. 1129; Tomassoni 2021a, p. 143; Tomassoni 2022b, p. 83).  +
Lettre du 18 octobre 1727 (de Mereto di Tomba): “Assento all’esibizione de dieci ungheri del Sig.r Conte di Lamberg, che la bontà di V.S. Illma mi favorisce di annunciarmi per le due figurette, cioè per quella, che somiglia a un giovane sileno, e per Camillo, o sia Pocillatore con vaso e patera nelle mani. Così anche assento ora per sempre a ogni e qualunque contratto o prezzo, che si faccia si delle altre cose mandateli, come di quelle che in avvenire potrò mandarle, ben sicuro e certo che l’ingenuità e bontà sua non lascerà di graziarmi proccurandomi vantaggio ; di che e del bell’orologio, che mi accenna di farmi avere sono anticipatamente a rendergliene le dovute grazie" (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. VII, p. 1137; Tomassoni 2021a, p. 145; Tomassoni 2022b, p. 83).  +
Lettre du 20 octobre 1728 (de Mereto di Tomba): “Mentre ch’io mi stava con gran desiderio attendendo il passaggio di V.S. Illma per queste parti, e ‘l contento di poterla qui personalmente riverire e servire, intesi dal P. Bibliotecario Patriarcale, che già pochi giorni fu qui a favorirmi, la di lei partenza da Udine, con rincrescimento di non aver potuto sodisfare a questo mio desiderio e dovere. Non devo intanto diferir più a parteciparle come ho ricevuto dalle mani di mio fratello Daniell’Antonio l’orologio da lei speditomi per conto delle medaglie. E questa dilazione V.S.I. è pregata ad attribuirla più che ad altro, alla aspettativa de libri, che mi accennò di voler per detto conto consegnar a mio fratello Lodovico, all’arrivo de quali io avea pensato di diferire a rendere in un istesso tempo le dovute grazie della spedizione di quello e di questi. Ma giacche questi non vedo che ancor mi giungano, ne so quali ne quanti sieno, ne dove presentemente si trovino se in Vienna, o in Gratz, o altrove, sono a supplicar la gentilezza di V.S.I. a graziarmi di qualche notizia sopra i medesimi, acciocche io possa pensare a ricuperarli" (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. VII, p. 1177; Tomassoni 2021a, p. 145; Tomassoni 2022b, p. 83-84).  +
Lettre du 26 novembre 1731 (de Mereto di Tomba): “Ho una Iside in medaglia greca appresso il S. D. Fran.co Perissini, la quale permuterei con qualche libro di mio gusto. La medaglia mi pare molto rara, mentre non si vede presso il diligentissimo P. Banduri, né presso altri autori che io sappia” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. X, p. 1650; Tomassoni 2021a, p. 158; Tomassoni 2022b, p. 90).  +
Lettre du 28 janvier 1732 (de Aquileia): “La medaglia greca di Domizia, è di mezzana grandezza, ed è del Sig.r Can.co Alugara, e fu portata con alcune altre poche di Costantinopoli da un suo fratello, che era medico del Bailo il S. Gio: Delfino, che dopo la di lui morte morì anch’egli per viaggio. Tra queste medaglie ve ne sono alcune altre pur greche, tra le quali come mal pratico di quell’idioma io non seppi conoscere se non questa di Domizia, che è la più intelligibile delle altre, e sicché può dirsi di ottima conservazione : ed avendogli io detto colla solita mia schiettezza, che mi pareva assai buona, egli ha pensato di approfittarsene, e con prima occasione la manderà al S. D. Fran.co Perissini, e le altre le porterà da se stesso col primo viaggio, che farà verso la dominante. Quest’anno io non ho più trovato di buono se non un Gallieno in argento col rovescio di Giove Cantabro, un Vittore pur d’argento, e in rame un Romolo, e un Vetranione, e pure n’avrò vedute più di mille, tutte uscite quest’anno da queste terre. Due ne ho avute d’oro, delle quali mi priverei volontieri per l. 35:- l’una. Ciascuna di esse pesa un zecchino e 18. grani e sono ben conservate. Una è di Leone, che suppongo il vecchio, d.o magno, che ha nel rovescio una vittoria, che tiene nella destra una croce longa coll’epigrafe VICTORIA AVGGG CONOB. L’altra è di Teodosio, che suppongo il giovane, nel cui rovescio si legge VIRT EXERC ROM CONOB, e vi si vede l’Imperatore armato, che nella sinistra tiene un trofeo, appoggiato in spalla, e colla destra preme la testa a uno schiavo, con una stella alla sinistra e mi pare, che questo tipo non si trovi appresso il Mezzabarba in quelle d’oro” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. X, p. 1693-1694; Tomassoni 2021a, p. 159-160; Tomassoni 2022b, p. 90-91).  +
Lettre du 27 février 1732 (de Aquileia): “Dal Sig.r Canonico Fabbretti esibitor della presente V.S. Illma riceverà le due medaglie d’oro una di Leone e l’altra di Teodosio, e al med.o ella potrà consegnar le l. 70:- Il Sig.r Can.co Alugara mi ha promesso di consegnar al med.o Sig.r Fabbretti la Domizia insieme colle altre poche sue medaglie greche, come suppongo che farà” (Aquileia BMANA, carteggio Bertoli, vol. X, p. 1708 [La lettera originale, datata 27 febbraio 1732, si trova presso la Biblioteca Nazionale Marciana, BnM, Ms. It. X, 54 (=6417), cc. 30r, 31v; Tomassoni 2021a, p. 160; Tomassoni 2022b, p. 91).  +
Lettre du 6 avril 1732 (de Aquileia): “Dal riverito foglio di V.S. Illma, intendo l’esborso delle l. 70. fatto al S. Can.co Fabretti, che ho per ben fatto, e godo che le due medaglie d’oro le sien piaciute. Circa quelle del Sig.r Can.co Alugara, egli mi ha detto, che scriverà i suoi sentimenti al Sig.r D. Fran.co, i quali per quanto intendo sono che brama di sentire qualche di lei onesta esibizione per tutte, alla quale, se io potrò essergli appresso come lo sarò almeno fino all’ottava di Pasqua, non mancherò di proccurare di persuaderlo ad acconsentire” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. X, p. 1727; Tomassoni 2021a, p. 161; Tomassoni 2022b, p. 92).  +
Lettre du 17 juin 1732 (de Mereto di Tomba): “Coll’occasione che fui l’altro giorno in Aquileja per la processione del Corpus Dni, m’abboccai col Sig.r Canonico Alugara, il quale in proposito delle medaglie mi rispose, che V.S. Illma potea favorirlo di tenerle appresso di se fino al suo arrivo in Venezia, il quale sperava potesse succedere in breve, e spero per quanto gli ho rappresentato, che muterà idea circa il valore delle medesime col discendere a prezzi più onesti” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. X, p. 1758. La lettera originale si trova presso la Biblioteca Nazionale Marciana, BnM, Ms. It. X, 54 (=6417), cc. 28r, 29v; Tomassoni 2021a, p. 162; Tomassoni 2022b, p. 92).  +
Lettre du 18 janvier 1735 (de Aquileia): “Alcuni giorni prima ch’io ricevessi il riverito foglio di V.S. Illma era di qui partito il Sig.r Canonico Alugara, il quale ora si ritrova in San Vito di Tagliamento gravissimamente ammalato. Di che mi è paruto bene di fargliene cenno, si per iscusarmi anche questa volta se il negozio delle medaglie va in lungo, come anco per dirle il mio rincrescimento di non poterle significar la risposta di esso Sig.r Canonico, ond’ella rimanesse finalmente libera di questo impiccio” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. XI, p. 2015; Tomassoni 2021a, p. 163; Tomassoni 2022b, p. 92-93).  +
Lettre du 19 mars 1735 (de Aquileia): “Ricevo il cortesissimo foglio di V.S. Illma delli 19 del corrente mese" ; "Il Sig.r Can.co Alugara, rimesso finalmente in buona salute, si aspetta qui per la prossima settimana santa, né mancherò di sollecitarlo a liberarla o in un modo o nell’altro del consaputo impiccio” (Aquileia, BMANA, carteggio Bertoli, vol. XI, p. 2037; Tomassoni 2021a, p. 163; Tomassoni 2022b, p. 93).  +
Lettre du 11 juin 1735 (de Aquileia): "Ebbi ancora alcune medaglie d’argento, trovate in Bribir, ma di poca o niuna rarità. N’ebbi anche una d’oro, e l’ebbi a peso d’oro, che se per sorte a lei mancasse, ella è sua, mentre d’oro io non vi ho se non questa sola. Ella è di Tiberio Costantino, che nel diritto tiene colla destra una croce, e nel rovescio intorno ad una croce, piantata sopra una certa base a scalini, si legge: VICTORIAAVGCOS, e sotto OB + *" (Tomassoni 2021a, p. 174-175; Tomassoni 2022b, p. 98).  +
Lettre du 8 juin 1746 (de Aquileia): "Non è favola, ma storia la voce sparsa a Venezia, che in Aquileia sia stato trovato un tesoro consistente in tre urne, tutte e tre però per quanto a me è stato riferito, di argilla cotta, e niuna di bronzo, piene di medaglie d'argento consolari, e niuna d'oro, le quali tutte avrebbero riempiuti tre pisenali di questa nostra misura, i quali contengono formento che pesa libre 60 in circa. Quel Governo (Austriaco) he ha finora avute, a forza di mandati penali, novanta libre. Ma prima de' mandati, e anche dopo, se n'è sparso un grandissimo numero in Udine, in Palma, in Trieste e altrove. Io ne ho vedute alquante, assai ben conservate, e tutte consolari, toltone una, che dagli antiquari viene comunemente posta tra le Imperiali, anzi la prima di questa serie; ed è quella che da una parte ha un elefante sotto cui sta scritto Caesar e dall'altra varii istromenti dell'etnica religione. Da queste medaglie pare che possa rilevarsi, che il tesoro non è stato nascosto né avanti né dopo Giulio Cesare, ma sotto di lui, non avanti, perché non era stata battuta questa medaglia, non dopo, perché non par credibile che si abbia voluto escludere da quelle tre urne quelle dei successori di Giulio Cesare. Le urne sono state scoperte in un campo poco fuori della Porta d'Udine a man sinistra uscendo nel riscavare e dilatar il fosso, che circonda detto campo" (Aquileia, Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale; Vale 1946, p. 92-93).  +
Lettre du 1754? (de Aquileia?): "[...] Sulle medaglie dell'Imperadore M. Giulio Filippo, e su quelle altresì di Otacilia sua moglie, vedesi rappresentato l'ippopotamo, che ne' Giuochi secolari da lui celebrati l'anno dell'Era volgare 248. fu fatto veder vivo in Roma, come cosa assai rara; [...]. Anche sulle Medaglie di Adriano Imperadore osservasi l'effigie dell'Ippopotamo, sì Greche, come Romane, riportate da Monsig. Agostini Arcivescovo di Tarracona nel terzo suo Dialogo sopra le Medaglie pag. 104. [...]" (Calogerà 1755, p. 209, 211).  +
Lettre du 16 juin 1753 (de Aquileia): "[...] Molte altre io ne aveva, che negli anni passati sono andato esitando, or a Roma per mezzo di Mgr. Fontanini, or a Venezia per mezzo del Sig. Apostolo Zeno e d'altri, or a Vienna per mezzo del P. Granelli e del Barone Scoth, ed or in Inghilterra per mezzo del Sig. Milles canonico di Canturberi (Canterbury). Mancatimi questi buoni mezzi, ricorro all'ottimo mezzo di V. S. Ill. che per sua gran bontà mi fa sperar l'esito di queste, accertandola, che per il medesimo io le n'avrò somma obbligazione fin che vivo, e anche dopo, mentre il dinaro ch'ella potrà favorirmi di farmi ricavare, l'ho già destinato tutto in opere pie, siccome ho fatto anche dell'altro che finora ho ricavato dall'esito dell'altre [...]." (Aquileia, Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale; Vale 1946, p. 13-14, note 5).  +
Lettre du 1er février 1724 (de Aquileia): "[...] Ho in più volte avute delle medaglie, sopra le quali ho qualche sospetto; e come che io ho poca o niuna prattica in distinguer le vere dalle false, metto tutte quelle, sopra le quali ho sospetto sotto la censura di V. S. Illma che sono n° 29. supplicandola istantemente di separarmi le false dalle vere, se per sorte ve ne fosse alcuna, cavandomi di questi dubbi e sospetti con la sua gran cognizione. [...]" (Aquileia, Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale, Carteggio Bertoli, vol. IV, p. 652; Tomassoni 2022a, p. 277).  +
Lettre du 3 août 1746 (de Aquileia): "Lo spoglio si dice consista in due o tre secchi di medaglie consolari, e di molte lastre d'argento di buon peso, ma ora non so precisamente di quante oncie o libre. Tale spoglio poco meno che nel medesimo sito di quel di prima è stato fatto a dì 24 del caduto mese. Le medaglie e buona parte delle lastre d'argento sono in Palma; le altre hanno dovuto presentarsi al Rappresentante Cesareo di Gradisca" (Aquileia; Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale; Vale 1946, p. 93).  +
Lettre du 24 janvier 1678 ( ?) : évoque le négoce de monnaies fait par Mezzabarba (F. Missere Fontana 2000, p. 168).  +