This is only a TEST WIKI! The live FINA Website and Wiki can be found here: https://fina.oeaw.ac.at

Grand document

From Fina Wiki

Name der Seite. (de)

Showing 20 pages using this property.
G
Lettre du 26 oct. 1707 (de Brescia) : demande à Magnavacca « notitia d’un tale Giuseppe Paladino, detto ‘Naso Venetiano’, che tiene la sua famiglia costà (à Brescia), che va girando il mondo con medaglie, ma parmi ch’habbia burlato qualche d’uno, alsolito digente di tal natura e che più non si vegga » ; admiration du Prince de Ligne pour Magnavacca : « ammirando bensi nella sua persona quell’innato diletto erudito, che lo costituisce senza contradiezione il primo Antiquario in Europa » (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 19/679 ; Missere Fontana 2012, p. 246, note 30, 251, note 111).  +
Lettre du 14 nov. 1707 (de Brescia) : « Intendo che del Paladino lei non sappia niente, onde francamente bisogna che vi sia qualch’imbroglio » (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 19/679 ; Missere Fontana 2012, p. 246, note 31-32).  +
-Lettre du 24 avr. 1709 (de Padoue) : à propos d’Antonio Leoni (fl. 1707-1715) « certo che il Leoni è un Diavolo furbo, dal qual bisogna guardarsene molto bene » (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 19/679 ; Missere Fontana 2012, p. 246, note 33-34).  +
-Lettre du 24 mai 1709 (de Padoue) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 19/679 ; Missere Fontana 2012, p. 246, note 34).  +
Lettre du 14 juil. 1709 (de Padoue) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 19/679 ; Missere Fontana 2012, p. 246, note 35).  +
Lettre du 6 décembre 1738 (de Rome): "Si contenti V. S. Illma che ho […] la finissima sua sagacità nel discernere il vero, e antico dal moderno, e contrafatto. Le medaglie giudicate sospette da V. S. Illma: lo sono talmente, che salvo l’ultima, l’altre sono false o di getto, o di conio moderno alcune. La 4a., la ii., e la 14. possono ingannare anche gl’intelligenti, e più di tutte la prima. Ho avuto piacere di […] oggi […] anche il Sig. Palazzi nel mio giudizio. Mi consolo poi de nobili acquisti. L’Antonia io credo di non averla ancora veduta in argento; la Marciana è rarissima, io l’ho ma non bellissima, tuttavia passabile Il Germanico l’ho, come pure il […]; ultimamente mi capitò Nerone, et Agrippina capita jugata col carro degli elefanti per […], ma non era bellissima; offrij due carlini, ma non mi si lasciò […]. (La missiva prosegue riportando i giudizi nei confronti delle monete): 1. Julius Caesar Aegipto Capta. falsa assai bella. 2. Divus Augustus Caesar Parens Patrie. conio moderno. 3. C. Caesar [Caligula Caput ejusdem. getto. 4. Trajanus Forum Trajani. conio moderno. 5. Plotina Fig. mul. sedens. getto. 6. Matidia Pietas. conio moderno. 7. M. Aurelius Ipse eques. getto. 8. Pertinax Laetitia Temporum. conio moderno. 9. Didius Julianus Fig. mul. cum timone et cornuc. getto. 10. Idem Idem […]. conio moderno. 11. Julia Pia Caracalla et Geta. getto, e ripulito assai […]. 12. Geta Caesar Severus. getto ripulito. 13. Diva Paulina Consecratio. getto. 14. Maximus Caesar Princ. Juvent. getto ripulito. 15. Idem Idem. getto. 16. Gordianus Africanus filius Vasa pontificalia. getto ripulito. 17. Sabina Tranquillina Concordia. getto […]. 18. C. Caesar [Caligula] Caput Augusti, […] Germanici. Augusti, et Caligula: di pessima Conservazione" (Rovigo, Biblioteca Accademia Concordi, Fondo Silvestri, Ms. 784/55; Tomassoni 2021a, p. 84-85; Tomassoni 2022b, p. 51).  
Lettre du 1 février 1721 (de Rome): "Del medaglione d’oro di Valente, che è in Vienna, ne parlerò con quei del mestiere, ma il prezzo di 100 doppie è esorbitantissimo, e ci vuole un gran Principe per applicarvi" (Archivio Generalizio – sezione storica, Curia Generale Chierici Regolari Somaschi, Auctores, BGF 22; Tomassoni 2021a, p. 114, note 382; Tomassoni 2022b, p. 135, note 381).  +
Lettre de janvier 1723 (de Rome): "Per le medaglie d’argento imperatorie, che il Sig. vostro fratello, che di tutto cuore riverisco, vorrebbe, mi fa d’uopo per ben servirlo, saper molte cose ; che sono, se desidera la serie più compita e perfetta che si possa avere ; se vuole quei rovesci più rari e più pregiati, che si notano ancora dal Vaillant ; se si dee fare un indice esatto indicante le particolarità delle medaglie ; o pure si contenta di qualunque raccoltarella, e di qualunque medaglina senza riguardo che il rovescio sia ordinario ecc. Io conosco tutti gli antiquari di Roma, e so chi ha, e chi non ha, chi vende più, e men caro. E poi a dirvela da amico, io ho una serie non ispregevole, e trattando di darla tutta intera, mi ci lascerei indurre ; ed avrei il piacere di rifarla a poco a poco, e ripetere il piacere della raccolta. Io tratterei da amico, e non ci vorrei far guadagno come fanno questi nostri anticagliari. E lo farei ancora per motivo di servire voi, e il vostro Sig. fratello. Ed ho poi alcune medaglie, che manca ancora a qualche studio romano ; e sono tutte sicure ; e la sicurezza dell’antico è il massimo da stimarsi in questa professione. Ci regoleremo a misura del suo gusto" [BnM, Ms. It. X, 62 (=6708), cc. 81v-82r; Tomassoni 2021a, p. 118-119; Tomassoni 2022b, p. 70-71].  +
Lettre du 23 octobre 1723 (de Rome): "Scrissi giorni sono a Vienna al Sig. Apostolo, e gli inviai il catalogo delle medaglie, pregandolo lacerarlo, o rimandarlo, se le medaglie non facessero al suo caso. In tre sole medagliette d’argento ho speso i giorni addietro quindici doppie e il piccolo mio museo va sempre accrescendo" [BnM, Ms. It. X, 62 (=6708), cc. 93rv; Tomassoni 2021a, p. 119; Tomassoni 2022b, p. 71].  +
Lettre du 8 septembre 1756 (de Pise): "Il favore adunque di cui la prego è questo: desidero d'avere una notarella col peso dei danari d'argento e d'oro, sotto Augusto, sotto Vespasiano e sotto Giustiniano, a peso fiorentino. Sicchè per far ciò ella vede subito che bisogna ricorrere alle monete più conservate, pesarne varie per ogni classe, e cavarne pesi gli adeguati, la qual cosa farò io. Nel tempo medesimo [...] mi sarebbe grato sulle tocche di sapere presso a poco il più che sarà possibile, il titolo sì dell'oro che dell'argento" (Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi, 108/4; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 137-138).  +
Lettre du 27 octobre 1756 (de Pise): "L'essere stato fuori di Pisa mi ha impedito di ringraziarla distintamente per l'esatta e diligente nota favoritami dei pesi delle medaglie d'Augusto in argento esistenti in codesta imperiale Galleria. A mio particolar debito adunque gliene avviso la ricevuta, e l'assicuro nel medesimo tempo della mia più sincera riconoscenza. Per conto del tempo di dette medaglie, basta ch'ella me ne faccia un sol cenno indicandomi l'iscrizione d'una o due delle più antiche, senza darsi la pena di descrivere le altre. Per conto della lega ella mi dice che imitano le marche toscane, e io credo voglia dire il branescace [sic] che vuol dire alla bontà d'once XI per libbra. Difficile è veramente rilevare la bontà dell'argento col solo tocco; pure, per quanto sia possibile, gratissimo mi sarebbe alle rispettive monete in aggiunta del peso, aggiungervi la bontà apparente, cioè a quante once per libbra, e benchè non può essere se non che di grave suo incomodo il dettaglio minuto di ciascheduna moneta, così, pel mio scopo, basta ch'ella mi favorisca di tre monete per ognuno de' tempi indicatili, voglio dire Vespasiano, Costantino, Valentiniano e Valente, cioè la più pesante la più leggera e la media di peso. Così la più pesante fra quelle che appariscano di lega più bassa. La diversità del peso può, com'ella benissimo riflette, provenire da più cagioni: dalla diversità delle zecche, dalla differenza di leghe, e dall'arbitrio de' monetieri. Nel codice molte leggi abbiamo intorno all'esattezza e definizione del peso delle monete, onde non crederei che gli antichi fossero stati così generosi da sorpassare le minuzie. Finalmente io sospetto che essi ne' pagamenti non numerassero, ma pesassero le monete, onde come ne' nostri zecchini accade, poteva benissimo essere che non si curassero se una moneta fosse meno pesante dell'altra" (Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi, 101/4; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 139).  +
10 Oct. 1586 (from Naples): “Libenter scire optarem quid de Goltzio, num labores illos suos illustres dimisit diffisus rei difficultate aut taedio, an potius intrepide moliatur opus inceptum perficere possem etenim illum adiuvare effigie quamplurimum numismatum, quae eo tempore quo Italiam venit aut non reperta erant, aut illum alia de causa effugerunt. Nam tribus abhinc annis Musaeum meum innumeris propemodum effigiebus marmoreis philosophorum veterum et picturis recentiorum virorum illustrium, armis literis sanctitate vitae, auxi ornavique, multa praeterea conquisivi vetera numismata aut alia ex penu antiquorum ad nos reservata, quae omnia cum tota supellectile cordato tibi ac liberali animo offero, deprecorque ut si quid in me est quod tibi placere possit, credo autem esse plurima, petere non dedigneris, ac unum scies velim quod sit velut axioma, meam erga te observationem esse maximam, tibique me plurimum debere nec mihi quicquam carius esse posse quam aliquid facere quod tibi placet” (Den Haag, Koninklijke Bibliotheek, MS 79 C 4 (017), fol. 173; Hessels 1887, no. 147, p. 340).  +
Lettre du 8 juin 1746 (de Trévise): "Non so se sia favola o istoria una voce sparsa a Venezia comunicatami da un cavaliere mio amico, che in Aquileia sia stato trovato un ricco tesoro consistente in tre urne, una delle quali piena di medaglie d'argento consolari, calcolato il valor dell'argento L. 40000, della seconda non facendo alcun cenno passa alla terza, e l'indica di bronzo con medaglie d'oro grandi, et anche dell'ordinaria grandezza. Se la cosa è vera, come sarà a sua cognizione, così supplico V. S. aver la benignità di parteciparmene le particolarità di questo tesoro" (Aquileia, Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale; Vale 1946, p. 92).  +
Lettre du 17 juil. 1663 (de Bologne) : évoque une monnaie de Cléopâtre qui lui vient de son père (Florence, Archivio di Stato, Carteggio d’artisti, XV, inserto 7 ; voir Missere Fontana 2001-2002, p. 225, note 109).  +
Lettre du 22 déc. 1665 : sur une monnaie de Philippe de Macédoine dont il a reçu le dessin envoyé par Leopoldo de’ Medici et qui est ensuite donnée à Alexandre Balas (Florence, Archivio di Stato, Carteggio d’artisti, XV, inserto 7 ; voir Missere Fontana 2001-2002, p. 227, note 118).  +
Lettre du 12 jan. 1666 : sur une monnaie de Philippe de Macédoine dont il a reçu le dessin envoyé par Leopoldo de’ Medici et qui est ensuite donnée à Alexandre Balas (Florence, Archivio di Stato, Carteggio d’artisti, XV, inserto 7 ; voir Missere Fontana 2001-2002, p. 227, note 118).  +
Lettre du 9 février 1666 (de Bologne): "[...] Con esso mando ancora una medaglia d'oro di Bruto col Pileo e i pugnali di peso d'un quarto d'oncia antica e bella et un'altra pur d'oro del secolo bassissimo di Teofilo Imperatore greco, che fu figliuolo di Michele Balbo e quello ch'è più considerabile, ha la testa del medesimo, se bene varia d'abito da tutte e due le bande. Il sudetto fransese le volea comprar dall'orafo, di chi sono, ma egli le aveva già promesse a me, per farle vedere a Vostra Altezza. A me certo non sovviene d'aver veduta né l'una né l'altra nel numero di quelle, di che fui onorato essermi mostrate dall'Altezza Vostra. Il prezzo m'ha sembrato ragionevole, non ne volendo che sei piastre, essendovene d'oro poco meno di cinque. Resti servita l'Altezza Vostra, come la supplico, riconoscere il sommo desiderio ch'io tengo, di prestarle atti continuati delle mie ossequiosissima servitù e condonandomi l'ardimento, farmi vivere nella di lei stimatissima grazia, mentre profondissimamente inchinandola mi confermo di Vostra Altezza Serenissima umilissimo devotissimo e obbligatissimo servitore Giovambattista Capponi Bologna 9 febbraio 1666" (Firenze, Archivio di Stato, CdA, XV, c. 127; Barocchi - Gaeta Bertelà 2007, p. 841-842).  +
Lettre du 27 avr. 1666 : sur une monnaie de Philippe de Macédoine dont il a reçu le dessin envoyé par Leopoldo de’ Medici et qui est ensuite donnée à Alexandre Balas (Florence, Archivio di Stato, Carteggio d’artisti, XV, inserto 7 ; voir Missere Fontana 2001-2002, p. 227, note 118).  +
Lettre du 11 mai 1666 : sur une monnaie de Philippe de Macédoine dont il a reçu le dessin envoyé par Leopoldo de’ Medici et qui est ensuite donnée à Alexandre Balas (Florence, Archivio di Stato, Carteggio d’artisti, XV, inserto 7 ; voir Missere Fontana 2001-2002, p. 227, note 118).  +
Lettre du 27 sept. 1657 : sur Holstenius malade d’avoir trop recopié les manuscrits de Pirro Ligorio : « Qui habbiamo monsignr Holstenio già di un mese malato della terzena ; se bene hora in megliore stato, essendo la sua vita stata in dubio per la debilezza ; accresciutagli già per haver troppo faticato in copiare le migliori inscrittioni e medagli da libri di Pirro Ligorio, portati a Roma dalla Regina di Svetia » (Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane, serie III, 184, f. 151 ; voir Missere Fontana 2009, p. 442, note 84).  +