Grand document
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A
Lettre du 24 février 1730 M. V. (1731) (de Venise): "Mi riserbo a rispondere a una gran parte della lettera di V. P. Rma nel venturo ordinario, dappoichè avrò avuto tempo di parlare col possessore del medaglioncino di Ottone, e col librajo che dovrà stampare il Tesoro Numismatico, a fine di comunicargli quanto ella mi scrive per l'ordine da tenersi nella impressione della grand'Opera; e allora con quel di lui le avanzerò con franchezza e sincerità il mio parere. Le rendo ora divote grazie del Catalogo de' Medaglioni che mi ha rimesso. Jeri poi mi sono abboccato con S. E. Proccur. Marcello, al quale ho rappresentato il desiderio che avrebbe l'Eminentissimo Sig. Cardinale Alessandro Albani, di vedere e considerare egli medesimo i medaglioni, per poi risolversi a fare acquisto di quelli che più gli piacessero. Eccole in poche parole la risposta del Sig. Proccuratore. Egli non avrà la minima difficoltà di spedirli tutti in una volta, a fine di affrettare la conclusione dell'affare. Li raccomanderà costì a persona di sua conoscenza, presso cui dal Sig. Cardinale si potranno visitare una o più volte a tutto suo piacimento : ma non vorrebbe che egli vi andasse con molte persone ad un tratto, ma solamente col P. Baldini, di cui si fida interamente, e al più al più con un'altro solo antiquario. Se Sua Eminenza non si vorrà risolvere a prenderli tutti, accondescenderà il padrone di essi a dargliene una porzione purchè gli scelti non sieno meno di 50. poichè per pochi non vorrebbe in verun modo privarsene, e pregiudicare alla serie che ne tiene" ; "Le raccomando di nuovo di proccurarmi per qualunque via una copia del libro del Sig. Ficoroni ultimamente stampato, di cui già le scrissi. Spero di accrescere la mia serie in oro di 12. assai belle medaglie e lo saprà quando mi riesca (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 762, p. 294-295). +
Lettre du 3 mars 1731 (de Venise): “Con difficoltà mi è riuscito di trar di mano dal possessore il medaglioncino di Ottone in argento, e di fidarmelo con la permissione d'inviarlo costì a V. P. Rma per la via della Posta, dove oggi l'ho fatto consegnare chiuso in una scatolina ben condizionata e sigillata al di fuori, e segnata del riverito suo nome. Son certo, che non sarà trovato diverso da quello che gliel'ho rappresentato, e che il compratore ne rimarrà anche per li 30. zecchini pienamente contento. Chi me lo ha affidato, attendea risposta o 'l danaro, o 'l medesimo medaglioncino" ; "L’inventario dei libri è prima di tutto necessario, ben distribuito e disposto : al che ne potrà essere di ottima guida la Bibliotheca Nummaria del P. Banduri ristampata in Germania con le correzioni e giunte del diligente Giannalberto Fabricio, alle quali però v’è qualche cosa da poter aggiugnere” ; "Intorno ai medaglioni del Museo Marcello non ho che aggiugnerle, avendogliene scritto a sufficienza nell'ordinario passato (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 763, p. 297; Tomassoni 2021a, p. 56; Tomassoni 2022b, p. 36). +
Lettre du 17 mars 1731 (de Venise): “Spiacemi di non tenere che una sola copia della dissertazione del P. Paoli, per poterne servire il Sig. Card. Alessandro, da me singolarmente riverito. Questa sta legata in un volume con altre Dissertazione Numismatiche ; delle quali ne ho raccolte moltissime, e fattone oltre a XVI. volumi, che per me vagliono un tesoro, essendo difficilissimo l'unirne tante sopra questa materia : e pur me ne mancano parecchie vanamente da me ricercate sin ora” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 764, p. 299). +
Lettre du 24 mars 1731 (de Venise): “Dal Sig. Proccurator Marcello, che ancora è in Villa, m'è venuta risposta, diversa in tutto da quello ch'io m'aspettava. Egli si è pentito della risoluzione che aveva presa. Non ha coraggio di spedire a Roma i suoi medaglioni, non tanto per diffidenza di alterazione, quanto per incertezza di vendita. Ritorna alla prima proposizione, che di costì venga persona perita a visitarli, e si contenterà, che se ne faccia la scelta a piacimento, quando non si vogliano tutti. Sicchè io veggo l'affare arenato, quando lo sperava, se non concluso, almeno ben avanzato. Tanto con mio dispiacere avanzo a V. P. Rma, la quale è da me pregata di parlarne per me al Sig. Cardinale Albani, facendogli a mio nome divotissima riverenza" ; "Un'amico mio mi ha comunicato il Catalogo delle XIV. medaglie d'oro, che qui annesso le invio. Sono conservatissime, e ruspe ; e credo che sien del numero di quelle, parecchi anni sono, trovate nel Modanese. Pesano più di 30. Zecchini. Egli desidererebbe di saperne il giusto valore, poichè vorrebbe esitarle. Mi sarà caro aver da lei una tale informazione. Il librajo è molto contento, che ci siamo convenuti intorno all’ordine da tenersi alla stampa del Thesaurus Numism. Mi fa premura, perchè si venga alle strette : cioè a dire, che si stenda la formula del Manifesto da comunicare ai letterati. (…) Col Manifesto credo che sarà bene il dar fuori il piano tutto dell’Opera, e la lista degli autori che dovranno avervi luogo. Si limiterà la grossezza d’ogni tomo a 160. o 180. fogli per ciascuno, computandovi le tavole in rame, ognuna delle quali suol valutarsi dagli stampatori a ragione di un foglio e mezzo. Il prezzo di ogni tomo sarà di ….. per gli associati, in carta grande, bianca, e della migliore consistenza : vantaggio che non si farà ai non associati, chiuso che sia il numero di 300. Il pagamento del primo tomo si farà anticipatamente, così quello del secondo, terzo, ec. giusta l’uso. Se allo stampatore saranno comunicate opere inedite, dissertazioni ec. sopra la materia numismatica, e queste sieno degne della pubblica luce, non si risparmierà spesa, acciocchè gli autori se ne trovino ben serviti. L’opere Latine, Italiane, e Francesi saranno impresse nella lingua in cui furono scritte : le Spagnuole, le Inglesi, o s’altra ve ne sia in lingua meno usata universalmente in Europa, saranno da persone abili traslatate nella latina. Finisco col dirle, che a mio giudicio a tutta l’opera sarà bene premettere la Bibliotheca Nummaria del P. Banduri, accresciuta dal Fabbricio, della quale la provvederò in occasione del mio ritorno a Vienna, e illustrata con nuove e sue, e mie osservazioni” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 766, p. 302; Tomassoni 2021a, p. 29, 55; Tomassoni 2022b, p. 22, 35).
Lettre du 7 avril 1731 (de Venise): “Il mio male continua, e i nuovi freddi e intempestivi l’hanno aggravato. Non mi porrò in viaggio per Germania, se non mi senta pienamente rimesso. Niuna cosa in questa vita mi dee essere più a cuore, che la propria conservazione per servir Dio, e vivere e morire per lui. Per altro la mia partenza non seguirà che a i primi di Giugno, stagione ottima per chi viaggia, e da cui spera beneficio la mia salute. Se intanto si potrà mettere in ordine il disegno intero della Grand'opera, e stabilire ogni cosa per la edizione, lascerò qui in maniera disposti gli ordini, che non vi sarà molto bisogno di mia assistenza. Il metodo, con cui pensa V. P. Rma che ella sia distribuita mi piace : ma è necessario fare il Catalogo degli Autori e dell'Opere. Si serva del Banduri, benchè non abbia le giunte del Fabricio, che sono poche, e di non molto momento. Io potrò poi aggiugnerne opportunamente a suo luogo. Col Catalogo mi faccia anche avere il Manifesto, che però non si darà fuori, se prima non è stabilita e ben ordinata ogni cosa anche col suo savio parere. La ringrazio della notizia del prezzo delle 14. medaglie d'oro. Il padrone ne dimanda quasi il doppio, ma non troverà compratori. Io gli esibii tempo fa 60. scudi per l'appunto, o sia 30. zecchini, ma egli ne ha ricusato il partito. I giorni passati ebbi la buona sorte di fare acquisto di 200. in circa medaglie greche, parte d’argento, e parte di bronzo, spettanti a i Re e Popoli della Grecia e dell’Asia ; e l’ebbi a prezzo da contentarmene. Vi è qui per altro somma carestia di tal merce, ma ve ne ha maggiore di chi la cerchi e la compri. Quanto alle tre medaglie propostele per me da codesto Antiquario, le prenderei volentieri, quando gli fosse contento di rilasciarmele per 14. scudi, o sia per 7. zecchini. In caso che accetti l'offerta, e facciane la spedizione, il danaro sarà pronto (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 767, p. 303-304; Tomassoni 2021a, p. 157; Tomassoni 2022b, p. 89).
Lettre du 21 avril 1731 (de Venise): “Circa le tre medaglie di codesto antiquario, io già le scrissi, che non mi sentiva disposto a spendere per esse più di sette zecchini ; e poichè egli mi esibisce anche il medaglione di Etruscilla col rovescio Pudicitia, prenderò anche questo, purchè si contenti di dieci zecchini, che per esso e per le tre prime gli offerisco. In caso che tal prezzo lo soddisfaccia, me le faccia tener qui, ed io tostochè le abbia vedute, e le trovi antiche e ben conservate, sborserò il danaro in mano della persona alla quale ne avrò la commissione. Qui in questo genere non si vede cosa che vaglia. Il paese già sì dovizioso n'è affatto povero. Lo stesso mi scrivono da Vienna. Il Caro da lei acquistato è medaglia rara a riguardo del rovescio, non riportato nemmeno dal P. Banduri” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 768, p. 305-306). +
Lettre du 26 mai 1731 (de Venise): “Ho ricevuto il catalogo degli autori da mettersi nella raccolta ; ma presentemente non ho nè ozio, nè mente da esaminarlo. Nella lettura però, che ne ho fatto, mi è piaciuta la disposizione, e la scelta. Nessuno de’ principali e de’ più stimati vi è stato omesso. A questi si potrà aggiugnere il Liebe, che ultimamente ha stampato un bel volume in foglio del Museo del Duca di Saxen-Gotha, intitolato Gotha Nummaria, dove si producono molte singolari medaglie corredate di buone annotazioni. La nuova Bibliotheca Nummaria uscita dopo quella del Banduri accresciuta dal Fabricio non so cosa sia. In Vienna mi sarà facile di averne più precisa notizia. Il Manifesto che V. P. Rma ha disteso latino-italiano per l’associazione, mi piace estremamente. Non ho che aggiugnervi, nè che levarne” ; "Mi rincresce, che sia andato in Francia il bel Museo Sabbatini. A poco a poco l'Italia va perdendo il meglio che in questo genere aveva : ma non è da stupirsene, poichè vi va mancando il danaro, il gusto, e lo studio. Buon pro a chi ha comprate le tre consapute medaglie. Per le altre due che rimangono, non impiegherei un bolognino, essendo le più ordinarie, e gli altrui avanzi. Nel tempo che starò in Germania, la prego di andarmi provvedendo di tutte le medaglie in rame o in argento, che si andranno coniando costì dal regnante Pontefice : alle quali, come per loro rovescio, la prego di aggiugnere quelle che per l'addietro sono state battute al Card. Coscia, delle quali ne ho veduta alcuna appresso di S. E. il Sig. Conte di Collalto. Al mio ritorno la soddisferò d'ogni spesa. Riverisca divotamente a mio nome il Sig. Marchese Capponi, che in oggi ha pochi pari in Italia : di che fanno fede il suo Museo, e la sua Biblioteca" (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 769, p. 307-308; Tomassoni 2021a, p. 29-30; Tomassoni 2022b, p. 22). +
Lettre du 14 juillet 1731 (de Vienne): “Tre settimane avanti la mia partenza dalla patria diedi risposta alla lettera di V. P. Rma, con la quale mi aveva trasmesso il manifesto, e ‘l catalogo per l’impressione del Tesoro Numismatico. Non so come quella siasi smarrita, essendo stata da me consegnata alla posta. In essa io le scriveva fra l’altre cose quanto mi fosse piaciuto il manifesto da lei disteso sì saviamente, e quanto giudicioso avessi trovato il catalogo, al quale però credeva che vi fosse da levare e da aggiugnere qualche cosa : il che andrò meglio maturando col beneficio della intera salute, e del pieno riposo in cui qui mi ritrovo” ; "Dacchè mi ritrovo qui, non ho acquistata pure una medaglia. Vi sono molti dilettanti : ognuno d'essi tiene i suoi emissarj : e in questo conto io sono come straniero. L’ultima medaglia che comperassi a Venezia pochi giorni avanti la mia partenza, fu una bellissima Matidia in argento con Virtus Aug. figura di Donna stante e sacrificante dinanzi un’ara. Per cammino ritrovai presso un oste una medaglia d’oro con la testa, non ancora pubblicata, di Costanzo terzo, cioè del marito di Placidia, e Padre di Placidio Valentiniano” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 772, p. 314-316; Tomassoni 2021a, p. 30, 157; Tomassoni 2022b, p. 22-23, 89). +
Lettre du 12 janvier 1731 M. V. (1732) (de Venise): “Quì si è perduto quasi affatto il gusto delle medaglie, che prima tanto vi era in credito e in fiore : pare anzi, che col gusto, se ne siano andate anch'elle, poichè da molto tempo non ne veggio pur una, la quale meriti che se le dia con attenzione un'occhiata. Il Sig. Marcantonio Diedo, che ultimamente è tornato dall'armata, dove era Provveditore, ne ha portata da quelle parti un'incredibile quantità, particolarmente di Greche, in maniera che in due giorni, ne' quali m'ha dato il piacere di mostrarmele, ne sono partito stordito ; e pure non ne ho veduta la decima parte. Spero che mi favorirà di lasciarmi vedere anche l'altre, e principalmente quelle di argento, delle quali mi disse di averne molte migliaja. Oltre alle medaglie tiene ancora quel Cavaliere molte statue greche, inscrizioni, bassirilievi, urne, e cent'altre rarità, le quali disposte in buon ordine formar possono un ricco museo. Mi sarà caro di avere sotto l'occhio con tutta sua comodità il catalogo del Museo Mancini. Nella mia serie tengo i Consolati di Probo, de’ quali fa tanto conto il Banduri : ma questo buon Monaco per aver veduto poco, e non essere uscito di Francia, stima rarissime molte medaglie, che sono dozzinali e comuni" (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 776, p. 323; Tomassoni 2021a, p. 56; Tomassoni 2022b, p. 36). +
Lettre du 26 février 1731 M. V. (1732) (de Venise): "Non ho ancora vedute le medaglie d'argento del Museo Diedo, ma solo le greche di bronzo. I divertimenti della stagione tengono occupato quel Cavaliere in tutto altro che in cose antiche. In Quaresima proccurerò di vedere il rimanente. Delle cose duplicate starò in osservazione anche per V. P. Rma : ma con sì fatti signori egli è assai difficile venire a conclusione o di compera, o di cambio" ; "Mi sono state esibite cento medaglie incirca Pontificie in argento a buonissimo patto, e può essere che ne faccia acquisto, nel qual caso la pregherò di quanto mi occorre per quelle del regnante Pontefice. Il Ficoroni ha vendute a questo Abate Arrigoni alcune medaglie di argento spettanti ai Re della Siria, e ad altri dell’Asia ; e credo che gliele spedirà quanto prima. Di alcune di queste avrei molto volentieri accresciuta la mia piccola serie. Farò ogni sforzo per averle dal nuovo compratore, che in altro tempo me ne ha vendute parecchie a prezzo assai ragionevole" (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 779, p. 328-329; Ravara Montebelli 2011, p. 331, note 13). +
Lettre du 27 décembre 1732 (de Venise): “Mi rallegro con lei del bell’acquisto che ha fatto di medaglie d’argento a prezzo non indiscreto. In queste parti se n’è perduta la vena, che prima era così copiosa. Niente di buono mi capita, o mi capita a sì caro prezzo, che mi spaventa. Pure ultimamente ho acquistate per 5. zecchini due belle medaglie d’argento : l’una è colla testa di Augusto, e col rovescio Appollini Actio C. Antistius Varus ec. l’altra ha da una parte le due teste di Agrippina, e di Nerone che si riguardano, e dall’altra la corona Ex S. C. A queste due, ma per molto più, ho aggiunto un bellissimo e rarissimo medaglione di argento con la testa di Jotape Regina di Commagene, e moglie e sorella di Antioco III. Re di quella provincia, e col rovescio dello scorpione in una corona di alloro. Io la stimo pregiabilissima sì per non essere stata riportata ancora in argento dagli antiquarj, ma solo in metallo ; sì perché vi sta impresso ΦΙΛΑΔΕΛΦΟΥ, non ΦΙΛΑΔΕΛΦΟΣ, come altri hanno letto : il che fa per la storia una buona scoperta, provandone essere stata quella regina non solo sorella, ma moglie ancora del suddetto Antioco. Da lei ho la prima notizia dell'Opera di Mr. di Sorbek. Se in questa egli ne darà la serie delle medaglie Imperatorie da Giulio Cesare fino a Trajano Decio, da cui il Banduri incomincia la sua, farà un gran piacere al pubblico, e massimamente a i curiosi. Quando esca, a me bisognerà provvedermene, e metterla appresso gli altri libri Numismatici, de' quali ho una copiosa raccolta, talchè niuno de' principali, almeno per quanto so, me ne manca” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 794, p. 353-354; Tomassoni 2021a, p. 164; Tomassoni 2022b, p. 93). +
Lettre du 11 juillet 1733 (de Venise): “Veramente ella si è lasciata fuggir di mano un tesoretto. La medaglietta con la testa di Alessandro, e l'Asina coll'Asinello lattante ec. è di una rarità stupenda, e degna della grande stima che ne facea il celebre Sabbatini : ma 30. scudi oggi non è sì facile ritrovar chi gli spenda ; ed io pure non so quel che avrei fatto in simile incontro. L’altr’jeri per assai meno ho fatto acquisto di due belle e ben conservate medaglie in argento : l’una è quella di Bruto col rovescio del pileo e di due pugnali : e l’altra, quasi medaglioncino, ha la testa del Re Totila con corona radiata, e lunga e folta barba, e ‘l rovescio di una corona di alloro con entro queste lettere TOTILE--Non so che questa sia stata mai divulgata” ; “Mi rallegro col Sig. Palazzi del posto che ha ottenuto, e insieme col Sig. Marchese Capponi, che ha in lui protetta una persona di merito” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, Lett. 800, p. 362-363; Tomassoni 2021a, p. 85, note 269 and p.167; Tomassoni 2022b, p. 132, note 268 and p. 95). +
Lettre du 1er août 1733 (de Venise): “Per quanto abbia considerate, ed esaminate più volte le due medaglie di Bruto, e di Totila, non ho saputo ritrovare in essa cosa veruna che me le metta in sospetto di conj moderni ; e se queste mi fallano, temo di quante altre ne tengo” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 802, p. 367; Tomassoni 2021a, p. 168; Tomassoni 2022b, p. 95). +
Lettre du 5 décembre 1733 (de Venise): “[...] Al mio ritorno in Venezia (lo Zeno era stato in villeggiatura a Padova, ndr) ho avuta la buona sorte di far l’acquisto di cento e più medaglie di bronzo, la maggior parte greche, e battute nelle colonie della Siria: fra le quali ve n’ha alcuna rarissima e quasi dirò singolare, come due di Tripoli con la testa di Diadumeniano, una di Massimo, una di Giulia Mesa, e così altre di Tiro, di Sidone, di Samaria, ec. Io ne sono contentissimo, molto più per riguardo del prezzo, ch’è stato assai discreto ed onesto [...] (Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 812, p. 388; Tomassoni 2021a, p. 168; Tomassoni 2022b, p. 95). +
Lettre du 13 février 1733 M. V. (1734) (de Vienne): “Sono impaziente di ritenere e di godere le belle medaglie Pontifizie che mi ha proccurate" ; "Tenga pure appresso di se il residuo del danaro che tiene di mia ragione, e se le capita in questo mentre qualche medaglia d'oro, me ne faccia l'acquisto. A proposito di medaglie d'oro, pochi giorni sono ho accresciuta la serie che ne tengo, di 25. bellissime per la maggior parte, e assai rare, fra le quali un Pertinace con Opi Divinae, e un'altro con Aequitas ; un Didio Giuliano con Rector Orbis ; un Caracalla con Severo e Giulia ; un Geta con Caracalla ; un Commodo con Felicitas Augusti ; un Druso fratel di Germanico con li due scudi ; e così altre : anzi può essere che ne faccia un nuovo accrescimento con la compra di parecchie, che pur mi mancano. Le donne son quelle che più mi fan sospirare : parlo di donne in medaglia : poichè per quelle in carne ed ossa, è passato il tempo. Mi era stato scritto da Napoli per tre medaglie d'oro singolari, Bruto, Pompeo, e Lepido. Ne aveva accordato il prezzo richiestomene : ma poscia non ne intesi altro, e la mia speranza di averle è svanita" ; "Ma come è andata la cosa per quelle medaglie greche e de’ Siromacedoni, e per que’ Sicli Ebraici, ch’ella doveva andare a vedere? Nel leggere quanto ella me ne accenna, mi son sentito salir la scialiva alla bocca. Di sì fatte cose io son ghiotto ed ingordo. Il passato mese ho fatto un nuovo acquisto di più di 150. medaglie di bronzo, parte greche, e parte in Colonie ; e fra esse sono mirabili due di Diadumeniano di prima grandezza ; l'una battuta in Tripoli con l'epoca di quel luogo ; e l'altra in Colonia Berito, non ancora pubblicate ; e sono d'una singolare conservazione. Tutte sono venute d'Alessandria, e dalla Siria, donde pure ne attendo dell'altre. Di quelle d'argento v'è quì una somma carestia. Son più di quattro mesi che non me ne capita pur una. Ho cercate appresso i nostri libraj le Famiglie del Vaillant, ma non c'è chi le abbia. L'Hertz ne ha venduto un esemplare per 45. ducati, i quali montano a quasi 24. scudi di cotesta moneta. Son più di 20. anni ch'io le ho prese per assai meno, non essendomi costate più che 14. ducati” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 822, p. 417-419; Tomassoni 2021a, p. 45, 171; Tomassoni 2022b, p. 30, 97).
Lettre du 5 mars 1734 (de Venise): “[...] Jeri ho acquistato un Elagabalo per accrescimento della medesima serie (Zeno is writing about gold coins), col rovescio di Roma sedente [...] (Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 827, p. 444; Tomassoni 2022b, p. 97). +
Lettre du 24 avril 1734 (de Venise): “Circa il quinario d’oro di Romolo Augustolo, che ha ‘l Sig. Palazzi, ella non me ne ha fatto motto che ora, e lo prenderò volentieri, quando lo abbia a prezzo ragionevole e onesto, non essendo io solito pagar molto simili medaglie del basso Impero, massimamente quando sono sì picciole” (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 836, p. 473; Tomassoni 2021a, p. 85-86, note 269; Tomassoni 2022b, p. 132, note 268). +
Lettre du 24 août 1734 (de Venise): "Ho avuto occasione di spedire alcuni libricciuoli a Mons. Fontanini. Mi sono servito della medesima per far tenere a V. P. Rma quello che porta il titolo Utilitas rei nummariae veteris, stampato in Vienna col nome del P. Lodovico Debiel, ma che può dirsi opera del P. Carlo Granelli, Milanese, della Compagnia di Gesù, Confessore della vedova Imperatrice Amalia ; nel ricco Museo della quale si conservano le LI. medaglie battute nelle colonie Romane, e non mentovate dal Vaillant, che fanno il soggetto principale dell’Opera. Ella è distesa con molta saviezza, e fa conoscere quanto vaglia l’autore in simile materie. Si compiacerà V. P. Rma di gradire sì poca cosa in testimonianza de' miei molti doveri. Il medesimo P. Granelli ha pubblicato senza apporvi il suo nome, ma quello del P. Erasmo Froelich, un altro libro di alquanto maggior mole, col seguente titolo : Appendicula ad numos Augustorum & Caesarum, ab urbibus graece loquentibus cusos, quos Cl. Vaillantius collegerat, concinnata, e cimelio Vindobonensi cujusdam e S. J. Vienna 1734. 8. Vi si dà l’intaglio, e la spiegazione di più di CCLX. medaglie greche non riportate dal Vaillant. Anche per due esemplari di questo ho già scritto a Vienna, e capitandomi, uno di essi sarà per lei, che saprà rendermi buon testimonio se giustamente queste Operette io commendi. L’autore è mio buon amico, e pochi galantuomini a lui simili ho praticati in Germania. Se tutti i posseditori di musei seguissero il di lui esempio, potrebbesi comodamente ampliar di molto la conoscenza delle cose numismatiche. Rispondendo ora alla sua lettera dei 31. del passato, le rendo nuove grazie delle diligenze da lei praticate per proccurarmi da cotesto Sig. Marchese Capponi le desiderate notizie intorno Muzio di Capodistria. Quanto a Monsig. Fontanini, egli non meno di gentilezza, che di erudizione fornito, me ne ha somministrate di bellissime, ed in gran copia. A lei non mancano frequenti incontri di far costì nuovi acquisti di rare e pregevolissime medaglie : ma ciò dir io non posso che in queste parti a me avvenga, dove se n’è secca la semente, e perduta la miniera, che n’era pochi anni sono abbondante, il che me ne ha fatto quasi perder il gusto, talchè in un mese apro appena i miei armadj una volta per visitarle. Il Caligola d’argento, greco con la statua d’Augusto fra 7. stelle è bellissima medaglia, e sta anche nella mia stanza ; siccome pure io ci tengo i due libri dell’Lastanosa, e del Cameli, da me ritrovati con non poca difficoltà, e il primo massimamente" (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 848, p. 43-45; Tomassoni 2021a, p. 64-65, 172; Tomassoni 2022b, p. 39-40, 97; Callataÿ 2022, p. 484, note 21).
Lettre du 28 aoùt 1734 (de Venise): "Non so capire per qual cagione certi libri sciocchi e da nulla, come sono i due de' quali V. P. Rma mi fa menzione, sieno tanto ricevuti e sì caramente comprati, o se ne faccia mostra e pompa nelle librerie anche più scelte, quasi che essi ne fossero il principale ornamento e 'l più pregevole tesoro. Di questo numero in particolare egli è 'l libro del Lastanosa, da cui niun diletto, nè utile, a giudicio mio può ricavarsi : e pure mi è forza il dirle, che nel tempo ch’io n’era senza, moltissimi forestieri intendenti, tanto quì, quanto in Vienna, venendo a vedere la bella e piena raccolta che ho fatta di Medaglieti, e Antiquarj, ove certamente nessun de’ migliori se ne desidera, mi chiedevano con ansietà se avessi quello dell’inetto spagnuolo ; e sentendo che no, mi facevano certi atteggiamenti di maraviglia, o disprezzo, che pareva che mi mancasse il più necessario, e 'l migliore, e che tutti gli altri fossero una paglia a paragone di quello" (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 849, p. 47; Tomassoni 2021a, p. 64; Tomassoni 2022b, p. 39). +
Lettre du 31 décembre 1734 (de Venise): "Mi è stato prestato i giorni passati un libro ultimamente stampato in Lione in 4. col titolo : Alexandri Xaverii Panelii e S. J. Presbyteri de Cistophoris. L’ho letto con molto piacere, essendo ripieno di molta e non volgare erudizione : ma vuol tirar gran parte delle medaglie antiche al suo particolare sistema, cioè che tutte de Deità de’ gentili sieno una sola, e questa sia Bacco ; e di più che tutte le medaglie serpentifere alludano alle feste di Bacco, e a i guochi Sabazj. Promette in fine del libro un’Opera numismatica di maggiore impegno, nella quale, dic’egli numismata quaecumque vetera Graeca, Aegyptiaca, Latina cujuslibet moduli, ac metalli, Regum, Virorum illustrium, Populorum ac Urbium, Gentium seu Familiarum Romanorum, & Imperatorum, Caesarum, &c. accurate & singularim descripta, noctis ad historiam, chronologiam, geographiam, &c. spectantibus illustrata, sub proprio possessoris nomine appellata, reperire erit. Invita tutti gli amatori dell’antichità, e possessori di musei a comunicargliene gl'indici, e i disegni in particolare delle medaglie inedite, o almeno la descrizione esattamente circostanziata. Conviemmi far la restituzione del libro : ma se ne potrò aver due esemplari, ne prenderò uno anche per lei ; e se a lei sortisse di averne avanti di me, abbia la bontà di provvedermene. I giorni passati ho fatto acquisto di 30. medaglioni greci d’argento, quasi tutti di popoli, e fra questi c’erano quello de Aminta il vecchio, e di Archelao, l’uno e l’altro Re di Macedonia, benissimo conservati. C’era altresì un cistoforo con Marcantonio e Cleopatra, ovvero secondo altri Ottavia, con Bacco su la testa nel rovescio. Ci ho pur ritrovato in medaglia dello stesso metallo un Caligola con gli strumenti pontificali, non riferita dal Vaillant nè dall’Arduino : non so se da altri, perchè non ho avuto tempo di farne il confronto ; e parecchie ancora di Giulio Cesare, e di Augusto, assai belle, che mancavano nella mia serie" (BnM, Ms. It. X, 3 (=6949); Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 857, p. 66-68; Tomassoni 2021a, p. 172; Tomassoni 2022b, p. 97).