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Attributed to Sacrati, Francesco (1605-1650) -Vatican, Biblioteca apostolica vaticana (Ms. Barb. Lat. 5425): Discorso delle medaglie antiche (voir Missere Fontana 2009, p. 425, note 12).  +
Lettre du 29 octobre 1756 (de Florence): "Sono state trovate nel territorio di Pienza alcune poche monete ed essendone tra queste cinque delle antiche, le rimetto a V(ostra) S(ignoria) I(llustrissima) d'ordine di S(ua) E(ccellenza) il signor Presidente conte di Richecourt affinchè si compiaccia di vedere se meritano di essere poste nel museo di S(ua) M(aestà) I(llustrissima), e in tal caso favorirà d'avvisarmi quale ne sarebbe giusto prezzo" (Firenze, Archivio di Stato, Miscellanea di Finanze A, 320; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 139-140).  +
Lettre du 13 octobre 1584 (de Venise): "Serenissimo mio Signore, io dico la verità fidelmente a Vostra Altezza Serenissima, che quanto a me sarei rimasto contento, quando Vostra Altezza avesi Lei stabelito il prezzo alle mie robbe, mandate a Vostra Altezza Serenissima, sapendo io quanto Lei è intelizentissima più di molti altri intellizenti e avendo anco Vostra Altezza tanti omini della professione intellizenti alla Sua servitù, purre io per farre l'obbediencia di Vostra Altezza Serenissima, dirrò il mio parere con quella onestà che mi si conviene da Suo servitore, perrò senpre rimetendomi alla intellizenza di Vostra Altezza, come quella che ne sanno molto più di me. Se il prezzo li parerà poco, la potrà darmi per più, se li parerà troppo la mi dia manco che tutto quello la farrà di tutto mi renderò contento e sostifatto da Vostra Altezza Serenissima, senza altra replica perché io li son buon servitore di tutto corre povero e reale e con questo le bagio le mani a Vostra Altezza Serenissima, pregando il Nostro Signore Jesu Cristo li doni la sua grazia con ogni sua felicità di quanto la desidera. Di Vinegia alli 13 ottobre 1584. Robbe nella prima cassetta: Una corona grossa numero 63 paternostri di diaspri sanguinosi, scudi 100 Un'altra più piccola simille numero 63, scudi 63 Un cavalier pure di diaspri sanguinosi a pezzi n. 11, scudi 50 Altri pezzi di diverse pietre diversi collori numero 12, scudi 60 Uno manezzo per sisillo purre di diaspro sanguinoso, scodi 40 Una scudella pur di diaspro sanguinoso, overo alitropia, scudi 50 Uno scatolino drento 6 ar.elli di pietre diverse numero 6, scudi 24 Uno scatolino drento medalgie numero 11, greze, belle e rarre, scudi 60 Due pezzi grandi di diaspro sanguinoso owero alitropia, in unna casetta a ragione di scudi 12 la libbra pesa libre quanto io ho scritto. Orra non ritrovo la notta, mi riporto il peso. Quanto al rimeter il costo Vostra Altezza si cusì li piazerà, a farmelli pagar in Vinegia a me da chi piazerà a Vostra Altezza Serenissima Di Vostra Altezza Serenissima, servo umilissimo, buon servitore, Dominigo dalle Due Rezine, zoieler" (Firenze, Archivio di Stato, MP 769, c. 456; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 252, note).  
-Lettre du 2 décembre 1740 (de Rome) : After thanking him for the present of a book, he details the productions pouring out in Italy, at Florence, Venice, Rome, Lucca and Milan, e.g., ... at Florence neat engraving of the ancient coins in the Medici library (museum). ... [ [A difficult script]. ] (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 483 fols. 5-6).  +
-Letter of 8 Febr. 1794 (from Rome): "Eckhel ha pubblicata la sua grand’opera intitolata Doctrina Num. Vet. Voi siete citato, ed io fo parte di quelli dell’Arte, ma non crede alle medaglie rare da me descritte, e quasi mi chiama un moderno falsario nella Scienza" (Missere Fontana 2022, p. 532, note 78, 536, note 120).  +
-Letter of 21 August 1795 (from Leipzig): “Egli fa gran schiamazzo per alcune medaglie che io riportai d’Osman Bey, che le crede false; ed ora non sono in stato di contradirgli, mentre non ho più l’originale. E siccome voi l’acquistate, vi prego di riscontrarle e dirmi il vostro sentimento. Egli non crede […] quasi tutte quelle descritte nel mio 4.° tomo e perciò vi sarò molto obbligato, se possedete queste medaglie di riscontrar e dirmene il vostro genuino sentimento, mentre quando io le osservai certamente le ritrovai genuine, e non false, e forse mi sarò ingannato in qualcheduna” ; "“n’esistono altre in Italia e egualmente senza averle vedute le crede tutte false. E così si ragiona, preoccupato della sua gran dottrina. E siccome s’inganna nel giudizio di questa vostra senza dubbio, devo credere, che si possa ingannare nel giudizio di quelle da me vedute, e descritte, e ch’egli censura senza critica, perché egli non le ha vedute, e perché non si ritrovano in altri Gabinetti, o Musei. Bella conseguenza"; Sestini aveva iniziato a “criticare tutta quest’opera, mediante molte altre medaglie nuove che ho osservato, e che i possessori d’Italia mi hanno favorito i disegni, a tal segno che ho 400 disegni di medaglie rare, che egli non ha veduto”; "Io non so se conoscete la grand’opera d’Eckhel, De Doctrina Numorum Veterum, opera che già conoscevo in fieri, mentre il med.mo ve ne aveva scritto”. (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f° 26r-27v; Missere Fontana 2022, p. 535, note 107 and 111, 536, note 120, 549, note 279, 550, note 283).  +
-Letter of 22 Sept. 1795 (from Lepizig): “Eckhel non ammette le medaglie con ΚΑΙCΗΡΑΙΩΝ [sic], a Tralles, le vuole di Cesarea di Bitinia; ma le abbiamo trovate a Tralles" (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f° 28r-30v; Missere Fontana 2022, p. 560, note 402).  +
-Letter of 10 January 1796 (from Halle): il ‘Cicerone’ di Magnesia ad Sipylum (Lydia), visto e stimato autentico da Sestini; "Eckhel non ha avuto sotto gli occhi nessuno esemplare, per giudicare bene tali medaglie. Negli scavi Romani si trovano spesso medaglie greche, che in Levante non ho mai osservato, e vi assicuro che ho veduto delle belle cose, e molto rare, e che Eckhel non ha avuto sentore"; "E poi avanti di stampare questa sua opera che sono più di 20. anni che sta lavorando, doveva prima andare a Parigi per esaminare quel vasto Museo, e allora ci avrebbe dato molte cose nuove”; “Io resto poi sorpreso della bellissima impostura di O.B. e certamente me ne impose: ma bisogna dire che ne aveva più esemplari, e che ingannava ora con uno, ed ora con l’altro”. Pur con qualche dubbio era “per le altre in tutto, per tutto convinto di falsità”; “Altra guerra per le medaglie con la testuggine, credute d’Aegium, ma con più certezza di Aegina, mentre l’istesso monogramma [disegno] si ritrova in quelle certe d’Aegina”; : “Eckhel non ha la cognizione della provenienza delle medaglie”; “I tipi comuni nelle medaglie non vengono apprezzati più, ed Eckhel non descrive se non quello ch’è raro, e che può accompagnare con qualche erudizione"; “È certo che Eckhel sostiene la sua Cesarea della Bitinia. Quelle autonome di Pellerin, e di Ainslie, sono di Cappadocia, mentre io l’ebbi da Angora. Le altre sono di Tralles, perché Tiberio compartì dei benefici a Tralles, perché vi era il tempio della Vittoria, e nel quale la statua di Cesare, perché si ritrova ΛΑΡΑΣΙΟΣ e ΠΑΡΑΣΙΟΣ tanto in quelle di Tralles, che in quelle di Cesarea"; "fare la vostra critica, e di aggiungere ciò che voi avete di nuovo, e s’è possibile di correggere i nomi moderni delle città, e di mettere quei, che voi sapete di più. Io ho aggiunto molte altre cose e con il tempo vedremo forse tutte le medaglie male classate essere restituite alla loro vera sede. Bisogna travagliare per il bene delle Lettere, ed è ora questo divenuto il nostro mestiere, e generalmente parlando alquanto meschino, cioè senza appoggi. Tale è il destino di molti” ; "“L’Opera dell’Ab. Eckhel vi stupirà, ed è un corso di Scienza Numismatica ottimo, ma che ha bisogno di aumenti e di altri dati. Io non ho veduto se non 6 volumi, e ne mancano due. Doppo un secolo se ne saprà di più per i nostri Nipoti" (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f° 31r–35v; Missere Fontana 2022, p. 535, note 109 and 112, p. 537, note 135, p. 547, note 259, p. 550, note 291, p. 557, notes 365-367 and 369, p. 560, note 403, p. 572, note 556, p. 574, note 578)  
-Letter of 30 April 1797 (from Halle): "Fu il P. Hardouin che lo condannò per falso, ma questi era un visionario, come sapete, e forse Eckhel ha pronunziato in conseguenza"; about the Dcotrina: “sono più di 16 mesi che non è comparsa la continuazione, e non so che pensare: le attuali circostanze non sono favorevoli alle Scienze, e bisogna che sia ammalato, molto più che non vi ha scritto dopo 8 mesi” ; “Non temo più per Traelium, una fu conosciuta dal Golzio, ma la imbastardì per moneta di Rodi, il che indusse Pellerin a classarle sotto Rodi. Eckhel è cocciuto, e non ama di ridirsi, e crede che quello che ha stabilito sia come un oracolo: ma non siamo infallibili”; “La prima parte è quasi finita, e la seconda è a metà, ma in queste parti si va lentamente. È stata per me una piacevole fatica, avendo fatto presente dell’originale allo Stampatore, essendo difficile in queste circostanze trovare chi voglia pagare qualche cosa"; “Ho piacere che abbiate accettato la dedica, che la mia amicizia consacra al vero Amico meritevole. Vi levo qui ogni dubbio d’apprensione per il noto soggetto [i.e. Ainslie], il quale non ha niente che fare con questa mia Opera”; Il titolo era: “Classes generales Geographiae Numismaticae, seu Monetae Urbium, Populorum et Regum Ordine Geographico et Chronologico dispositae secundum Systema Eckhelianum, et in duas partes divisae, quarum prior Geographiam Numariam certam, alteram incertam, vel erroneam continet. Nella prima parte si osserva a colpo d’occhio le medaglie certe di ogni Città, e sua rarità […] La seconda parte abbraccia tutti gli errori numismatici, e sue restituzioni, […] e così di tutte le altre erronee lezioni, che a colpo d’occhio si può vedere quali medaglie hanno sede, o no, nella geografia. L’Opera è del tutto nuova, e di grande utilità per i Novizij, sarà di 40 fogli in 4° a due colonne, e di bella edizione, secondo il gusto di queste parti”; ": “questo Studio Numismatico è la mia grande passione e ora lavoro alla grande opera di Classazione di tutte le medaglie secondo l’opera delle Classes generales, che domanda il repertorio di tutte le medaglie state descritte, e pubblicate insino al giorno d’oggi, opera voluminosissima, avendo già 7 Tomi in Foglio di Manoscritto, e quando questa sarà pubblicata allora a colpo d’occhio sotto ogni respettiva Città si avranno descritte tutte le medaglie note, e si vedrà se la medaglia è rara, e ovvia" (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f° 36r–38v; Missere Fontana 2022, p. 535, note 109, 549, note 271, 550, note 289, 569, note 516, 572, notes 557, 559-560, 573, note 561, p. 574, note 577)  
-Letter of 4 Sept. 1797 (from Leipzig): "Ho provato abbastanza che le medaglie credute d’Aegium siano d’Aegina, come vedrete e come l’esperienza locale vi farà essere del mio sentimento"; " “Ciò non può nuocervi in nessuna maniera e non può il Direttorio riprender un autore estraneo, mentre non è sottoposto alle sue leggi, né voi neppure perché godete del privilegio della libertà di stampa” " (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f° 39r-40v; Missere Fontana 2022, p. 547, note 259, 557, note 368, p. 572, note 560)  +
-Letter of 20 Febr. 1798 (from Charlottenburg): (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f. 41r-43v; Missere Fontana 2022, p. 557, note 368  +
-Letter of 5 Febr. 1799 (from Charlottenburg): Sestini scriveva a Cousinéry che nonostante i contrasti, Eckhel avrebbe dovuto “vivere ancora una ventina d’anni per il bene dell’Arte nostra” (Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms. 5983, f. 44r-45v; Missere Fontana 2022, p. 573, note 568)  +
-Letter of 25 January 1788 (from Pera): “osservazioni, che vago sono di comunicargliele, per meglio convincermi, o riprendermi nel mio errore […]. Mi perdoni se sono prolisso, ed importuno con i miei dubbi. Prenda peraltro in buona parte le questioni di uno, che cerca ad erudirsi” (Missere Fontana 2022, p. 528, note 35).  +
-Letter of 19 Febr. 1796 (from Halle): “Il nostro Ab. Eckhel insino ad ora ci ha dato fuori sei volumi della Doctrina Numorum Veterum. Aspetto in breve il Settimo. In generale l’opera è una delle magistrali, ma non manca del suo debole. Io l’ho attaccato per questa parte. Il mio originale è pronto [= Descriptio], e un libraio di Lipsia ha preso l’impegno di stamparla. […] Il Console Cousinéry di Smirne mi scrive, che il di Lui medagliere sorpassa le 8000. medaglie greche molte delle quali inedite; è di grande soccorso. Se così è, il Sistema d’Eckhel si ritroverà tutto rifuso, mentre egli non ha lavorato se non sopra tutto ciò che ritrovasi nel Museo Cesareo, e sopra quello stato pubblicato da altri, avendo mancato di esaminare molti Musei Italiani. Ma ha lasciato il campo ad altri, ma bisognerà un altro secolo, per potere appianare, e sciogliere molte difficoltà, che si ritrovano nella Numismatica, non ostante [le n]uove scuoperte, e soccorsi avuti in questi ultimi [tempi]” (Padova, Biblioteca civica, C.A. 1435.1; Missere Fontana 2022, p. 550, note 292)  +
-Letter of 7 April 1796 (from Leipzig): “La mia opera numismatica si stampa ora in Lipsia, e forse avanti la fine dell’anno sarà pubblicata” (Padova, Biblioteca civica, C.A. 1435; Missere Fontana 2022, p. 550, note 292).  +
-Lettre du 24 décembre 1748 (de Rome): “Nell’atto, che io stava per ringraziarla della sua bellissima dissertazione intorno a vasi e medaglie rare, resami da questo nostro Padre Vezzosi, mi giunge la sua delli 7. de Corrente, non solo accompagnata dalle solite sue parzialissime espressioni verso di me, quanto altresi dalle generose offerte, colle quali Ella continua sempreppiù ad arricchire la mia Libreria, la quale al di Lei arrivo Ella troverà ripiena delle cose sue » (Parma, Biblioteca Palatina, Fondo ms. Epistolario Paciaudi, cass.86 Lettere di Passionei ; F. Sabba, « Dalla corrispondenza di Paolo Maria Paciaudi i ‘prolegomena’ ad una storia della Biblioteca Parmense », Bibliothecae.it, 3.1, 2014, p. 215-216, 185-232).  +
-Lettre du 6 juillet 1751 (de Rome) : « Ne ho pero tanto per ringraziarla infinitamente della dissertazione, che mi ha trasmessa sopra la medaglia Greca, la quale servira certamente per le miscellanee; ma bisogna mandarne delle altre, almeno per poter farne un Tomo » (Parma, Biblioteca Palatina, Fondo ms. Epistolario Paciaudi, cass.86 Lettere di Passionei ; Sabba, 2014, p. 220, n° 2597).  +
-Lettre du 10 mars 1752 (de Rome) : In risposta alla sua dei 4. del corrente Le diro esser verissimo, che io ho molte, e molte lettere del Cupero [Gijsbert Cuper, Professore di Storia, (Hemmen 1644 – Deventer 1716)], il qual fu uno de piu cari amici, che io ebbi in tempo del moi lungo soggiorno in Olanda; ma e altresi vero, che io ne mandai copia al Signor Conte di Toms [Friedrich graaf von Thoms (1696-1746)], che stava all’Haya, e che sposo la figlia del celebre Dottor Boerave [Hermann Boerhaave, medico, botanico e umanista, (Voorhout 1668-Leida 1738); la figlia si chiamava Joanna Maria], il qual me le richiese in nome di quello, che stampo il primo Tomo delle lettere del detto Cupero l’anno 1742 in Amsterdam presso Enrico Sauzet79: Io gliene trasmisi di qua una copia esatta, onde il Signor Giulio Carlo Schlaeger [Julius Karl Schlaeger], antiquario del Duca Gotha, e corrispondente di Lei, con questa notizia puo scrivere agli eredi del Conte di Thoms, che mori all’Haya cinque o sei anni sono, e potrebb’essere, che la Vedova fosse ancora in vita. (Parma, Biblioteca Palatina, Fondo ms. Epistolario Paciaudi, cass.86 Lettere di Passionei ; Sabba, 2014, p. 227).  +
Prima Januarii fui Viennae. 2-a. Jan. acquisivi argenteum numisma Lucillae Augustae et lucratus sum aureos 86. 4-a. Jan. acquisivi 30 n. argentea Neronís, Vespasiani, Severi, Caracallae, Getae et aliorum Imperatornm. 5-a. Jan. aquisivi n. argenteum Othonis, Albini et in universum 38 valde rara et pulchra. 5-a. Februarii acquisivi numisma argenteum summe necessarium, pulcherrimum et rarissimum, Matidiae Augustae, quo hactenus carui, et praeterea adhuc alia decern, Neronis, Titi, Domitiani, Severi etc. 24-a. Febr. misit mihi Episcopus Tergestinus plusquam 20 numismata argentea, inter caetera erant duo Augusti Caesaris, et alia duo Anastasii Imp. sane exquisitissima, et unum Floriani Imp. pulcherrimum et rarum ex aere. 13-a. Martii habui copiosam messem argenteorum numismatum, inter caetera erant quatuor pulcherrima Augusti Caesaris, et plusquam 30 Consularia, optime conservata. 14-a. acquisivi numisma aureum Valentiniani primi Imp. 22-a. emi duo numismata aurea Trajani et Valentiniani jun. 22-a. Aprilis acquisivi numisma argenteum rarissimum Maximiani Augusti, item unum Crispinae Aug. et A. Vitellii, quae inventa fuerunt Sabariae in Pannonia. Prima Maii veni in comitatum Imperatoris Posonium ad diaetam. 2-a. acquisivi duo numismata aurea Vespasiani et Aureliani Augustorum. 5-a. lucratus fueram 128 aureos, quos item omnes perdidi. 17-a. absoluta diaeta, rediimus Viennam. 21-a. emi duo numismata aurea, Constantii et Placidi Valentiniani Augustorum. 5-a. Junii venimus in civitatem Wels, ubi ante annos 111 Maximilianus primus Romanorum Rex mortuus est, eadem die acquisivi hic numisma aereum Antonini Pii, magnae quantitatis. 18-a. pransi sumus in oppido Pogenbergh, ad coenam venimus Straubingam, pulcherrimum ducis Bavariae oppidum, hic emi vili praetio numisma argenteum elegans et rarum Julij Caesaris. 19-a. ante horam quartam vespertinam venimus Ratisbonam. 20-a. vidi in monasterio sancti Emerami, praeter Casulam et insulam S. Wolfgangi et magnam particulam SS. crucis, codicem Evangeliorum pulcherrimum et antiquissimum, quem curavit conscribi aureis litteris Carolus calvus Imp. anno Christi 870. Нас eadem die emi duo numismata argentea M. Julii Philippi et Constantii Caes. Patris Constantini magni. 1-а. Julii veni Augustam Vindelicorum. 3-a. in monasterio s. crucis a quodam canonico regulari acquisivi argenteum numisma pulcherrimum Constantii Chlori Augusti, et quoddam aliud argenteum Constantinopolitani Imperatoris cum tribus capitibus parvae quantitatis valde rarum, sed necdum scio cuiusdam Imp. Vidi apud quendam Patritium Augustanum Ôsterraicher nomine quamplurima aurea, argentea et aerea numismata Vidi apud Jesuitas cranium S. Mariae Aegiptiacae. 4-a. vidi quamplurima numismata aurea, argentea et aerea, multo pulchriora, quam pridie apud alium Patritium hujus loci, inter reliqua erant duo Pertinaces aurei admirandi, Constantius Caesar cum reversa VICTOR • OMNIVM • GENTIVM •, Nero cam matre, Claudii 6 argentea, Didia Clara et Constantinus ac Jovinus Tyranni, aerea Flaccilla et mariti illius una cum multis aliis. 17-a. acquisivi numisma aereum Fl. Helenae Aug. matris Constantini magni Imp. 24-a. emi 5 numismata aurea Imperatorum Domitiani, Trajani, Constantini magni, Juliani apostatae et Honorii, item aerea decern admirabilia, magnae quantitatis, С Caligulae tria, Vitellii, Hadriani, Antinoi, duo Commodi, Pupieni et Probi. 29-a. acquisivi duo n. aerea pulchra Clodii Albini et Maximini junioris Imperatorum. 3-a. Augusti emi numisma aereum Licinii Imperatoris. 12-a. acquisivi n. argenteum Caesaris Augusti. 20-a. veni Viennam, eadem die acquisivi n. aereum Gal. Valeriae Augustae, Diocletiani Imp. filiae. 22-a. acquisivi duo n. aurea Theodosii junioris et Placidii Valentiniani ejus generi Augustorum. 3-a. Septembris veni ad S. Marcum. 9-a. acquisivi tria n. argentea Commodi, Macrini et Philippi imperatorum. 30-a. emi Varasdini n. aureum pulchrum et bene conservatum Theodosii junioris, et sex argentea, Domitiani, Nervae, Hadriani, Antoníni Pii et M. Aurelii Imppp. 12-a. novembris acquisivi n. argenteum Titi Imp. et sex argentea Sabinae Augustae, et unum aereum elegans Philippi junioris Caesaris. 3-a. Decembris veni in Belotincz, acquisivi n. argenteum Getae Caesaris. 6-a. fui in Belotincz et acquisivi n. argenteum M. Antonii III. viri. 19-a. acquisivi Graetii n. argentea 4, Vitellii, Sabinae, L. Aelii Caesaris et M. Aur. Antoníni. 23-a. in magno frigore et vento summo mane veni Viennam. 24-a. acquisivi 4 aurea n. Alexandri Severi, Constantii, Ariani et Justini Senioris Augustorum. 26-a. acquisivi num. aurea Lisymachi regis duo et Decii Imp. unum.  
-Lettre du 29 déc. 1735 (d’Anlona ?) : « J’espérais trouver des médailles dans le Palatinat mais il n’y a pas eu moyen ; je n’ai même pu voir quelque soin que je me sois donné pour cela le cabinet des antiques de son altesse électorale qui est à Mannheim entre les mains d’un homme peu habile et qui par cette raison n’ose pas le montrer » (Paris, BnF, Fonds français 17706, f° 104r).  +