Grand document
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E
-Lettre du 13 octobre 1682 (de Florence) : « Leggo l'erudito volume di V. S. Ill. nel quale osservo le stesse medaglie in alcuni luoghi replicate; ed era difficile in una raccolta così vasta, non urtare in questo scoglio. Io stimo che sarà bastevole nominare questo sbaglio o nella prefazione, o pure in una riga degli errori della stampa. Nell'anno di Cristo 223. ella non ha posto il prenome, e nome di quei consoli, che viddi due anni sono in Venezia in una gran tavola di bronzo, che fu donata a S. M. Cesarea, ne io li rittrovo fra i miei scartafacci. Ne scriva al Signor Dottor Bon, che fu quello che mi condusse a vedere la detta Tavola, e gli dica, che le mandi il solo nome de i consoli, che stanno nel principio. In Bologna si vende il libro del Padre Pagy, quale tardi mi capiterà, perchè mi viene in una balla del Sereniss. fratello di S. A. S. Li fogli trasmessimi sono fino alla pag. 332. ove sono le medaglie del giovane Gordiano Afro. Il foglio è delle lettere Oooo. Se il nostro P. Generale non è partito di costà, ella gli può consegnare il rimanente dello stampato, quando però non abbia più presta occasione, perche starà quasi 25 giorni a giugnere a Bologna. Godo che abbi trovato così l'intagliatore, e stia avvertita che il disegno sia ben fatto, perchè l'intaglio riuscirà più pulito. Ora si pesano le medaglie d'oro della nuova Galleria delli tre secoli ultimi, ed io vi assisto con gran patienza 3 ore al giorno. E' stata mandata non so da chi a S. A. una medaglia che nel diritto ha ΑΡΤΕΜΙΣΙΑΣ ΒΑΣΙΛΙΣΣ, e nel rovescio: ΜΑΥΣΩΛΕΙΟΝ, con il Mausoleo. Io ho scritto a S. A. che me la mandò dalla villa, ch'era finta per vari capi. Non ho altro da dirle. Mi conservi il suo affetto, e le bacio le mani. Firenze 13. Ottobre 1682 » (Noris 1741, lettre 71, col. 218-219 ; Missere Fontana 2000, p. 170, note 42). +
-Lettre du 1 décembre 1682 (de Florence) : « Pensavo in tre ore copiare tutta la correzione del bellissimo e necessarissimo volume di V. S. Ill., ma col numerare le righe, ed altro, non le posso in viare che l'accluso foglio, il restante lo mandarò oggi otto. Ho lasciati certi errori picoli v. g. capit col distongo, quando significa prendere, non principiare ec. Le lettere sono minute, onde dubito che alcuni errori mi saranno sfuggiti. Mi scrisse il Sig. Fabretti che col vedere la medaglia di Trajano colla Tr. Pot. VII. Cos. IIII. Des. V. pensava mutare i fasti, e mi proponeva questa sua nuova (così la chiamava) opinione. Io gli ho rispoſto che non sarà il primo inventore di tale opinione, nè il primo a stamparla, perchè io trovai tale verità nella medaglia cospiana, e del Sig. Magnavacca, e la scrissi a lei, ch'è stato il primo a stamparla, e gli ho mandate le di lei parole della p. 152. Le medaglie che venivano dal Cairo a S. A. S. sono state rubbate per la strada, essendo gionto intiero tutto il resto, sino il vaso ove erano quelle riposte. Un Ebreo ne ha portate circa 300. dall'Egitto quasi tutte Greche, ma tanto corrose, che a pena 30. si conoscono nelle iscrizioni, niuna delle quali è intiera. Voleva 200 pezze, e S A.S. gli ne voleva dare 80. Io dissi che ne anco 25. meritavano. Così non so ove andaranno. In Bologna, in Livorno si vendono i volumi de Consulibus lmperatoriis del P. Pagi, ed io non ho ancora avuto il mio che mi dona l'autore. Ho tante brighe, che a pena ho tempo di scriverle queste quattro righe. La prego continuarmi, la sua grazia, e quando m'arrivaranno gli altri suoi fogli, la servirò come potrò, e le bacio le mani, Firenze primo Decembre 1682. (Noris 1741, lettre LXXII, col. 219). +
-Lettre du 12 janvier 1683 (de Florence) : « La cortesia di V. S. Ill. non deve usare meco la cerimonia d'augurarmi prospero l'anno presente, perchè già nel suo erudito volume leggevo A. N. F. F. e lo pigliavo ancora per me. Per più obbligarmi ella ha voluto degnarsi passare meco simili complimenti. Sono otto giorni che ricevei il resto de' fogli, quali per l'ordinario futuro spero averò finito di rivedere. Da che sono vivo non ho fatte fatiche più ardue e continue. Dalle 11. fedo al tavolino fino alle 18. sonate, ne mi basta per terminare la composizione impostami, quale non è per la stampa, ma perchè deve essere trasmessa a Roma, m' obbliga distenderla con ogni studio maggiore. E gionto a Livorno il Dottore, che S. A. S mandò al Cairo, e che di colà gli mandò le medaglie perdute. Tale infortunio correvano se le portava seco, perch'è stato due volte svaliggiato da gli Arabi, con essergli tolte tutte le curiosità più minute che portava dall'Egitto, venuto quasi nudo nella Toscana. Il Ser. Gran Duca sapendo il mio impegno, mi ha fatto esente seguitarlo a Pisa. Sicchè per questo anno colà io non leggerò. Anderà presto S. A. a Livorno per vedere le nuove muraglie e baluardi che con gran spesa sovra l'acqua si fabricano. … Firenze 12. Gen. 1683. (Noris 1741, lettre LXXIII, col. 219-220). +
-Lettre du 19 janvier 1683 (de Florence) : « Non posso mantenere la parola data a V.S. Ill. di mandarle le correzioni nel presente ordinario, perchè sono tanti gl'imbrogli di composizioni diverse che devo fare, che per la discrepansa fra loro mi conturbano le spezie, e la fantasia. Per ora le invio le fatte fino all'Imperio di Costantino. Mi è capitato il libro del Padre Pagi, nel quale vi sono moltissime cose da imparare da lei, e da me, perchè ha scritto con molta accuratezza, essendo in tali materie versatissimo sovra ogni uomo vivente. (Noris 1741, lettre LXXIV, col. 220-221). +
-Lettre du 9 février 1683 (de Florence) : « E trasmetto il restante delle correzioni, giacchè le vuole tutte da me; se in esse vi ha qualche dubbio, me lo avvisi » (Noris 1741, lettre LXXV, col. 221-223). +
-Lettre du 17 février 1683 (de Florence) : « Il detto Pagi dice che Masimiano Erculeo fu fatto Cesare nel Novembre dell'anno 284. perchè ne panegirici si dice, e io afferma anco Lattanzio cap. 30. che fu Imperator anni 20. Io però ciò ne se fosse stato fatto Cesare anno 284 e poi come dice lo stesso Pagi, Augusto TR. P. nell'anno 286. Kal. Aprilis, noi averessimo infinite medaglie del medemo col titolo nobiliss. Caesar. Fu fatto Imp. Aug. E Cesare assieme Kal. April. 286. fino all'anno 305. Kal. Maii, abbiamo 18 anni intieri, e due rotti, cioè 9 mesi dell'anno 286. e mesi 4 dell'anno 305. e gli Oratori rotundo numero loquuntur, come io mostro altrove. Li voti decennali secondi, o li XXX. di Massimiano provano che principiò l'anno 20. Kal. Aprilis anno 305. Sotto questo anno nel suo libro pag. 435. v'è un errore, perch'ella scrive A. D. siasi Martii purpuram deponit: deve dire: Kal. Maii. Ella non pone alcuna medaglia de'voti XXX. di Massimiano. Il Dufresne in dissert de inferiori aeui numismat. ne adduce una segnata: MAXI. VOT. XXX. P. Deve correggere un altro errore. Pag. 381. anno 260. pone fatto Cesare Valeriano figlio di Gallieno » (Noris 1741, lettre LXXVI, col. 223-226). +
-Lettre du 24 février 1683 (de Florence) : « Già scrissi a V. S. Ill. che non sapevo ove avessi terminate le correzioni. Ho dunque di nuovo osservati alcuni passi da correggere quali ora le trasmetto » ; « XV. ella la rivega. Item la prego avvisarmi se la medaglia di Pio pag. 205. ch'ella dice avere, sotto l'anno 160. dica. VOT. suscepta DEC. III e TR. P. XXIII, perché sarebbe cosa notabile, di grazia mi avvisi. Pag. 505. ella dice essere necessario un Ercole per intendere la medaglia di Valentiniano con il Cos. XVII. Eccole il tutto spiegato: Est numisma Constantinopoli percussum anno 439 in cujus anteriori par Occidente imperabat, in postica vero posta est a Monetario inscriptio specians ad Theodosium juniorem Imperatorem Orienti, &c eo anno cos. XVII eadem enim inscriptio in nummo Theodosi legitur pag. 535. sub anno 439. Non è bella e buona questa speculazione? Se la vuole porre fra le Addenda, farà bene » ; « Del resto mi compatisca se l'ho malamente servita, perchè sono occupatissimo in studi alieni da medaglie e da fasti. Non le scriverò altre correzioni. Vi sono però 4 o 5 medaglie che non sono da lei postene'loro anni; ma in un'opera sì vasta ciò pochi osservaranno, e le bacio le mani. Firenze 24. Febrajo 1683 » (Noris 1741, lettre LXXVII, col. 226-228). +
-Lettre du dernier jour du carême de 1683 (de Florence) : « Il P. Pagi cita medaglie del Golzio che danno il titolo di solo Cesare a L. Vero. è grave errore. In oltre è un errore l'iscrizione di Elio Cesare pag. 189. PROCOS. XV. VIR. e non XV. TRI. VIR. quel TRI e di più. Lo può cassare con la penna. Non voglio più tediarla. Quì il tutto è arido. Il V. Re di Napoli passato è guarito in Livorno, ma sº è ammalata la moglie V. Regina le bacio le mani. Di nuovo la prego considerare la medaglia pag. 205. ultima dell'anno 160. VOTA suscepta (Dec. IIII. perche credo debba dire III.) Firenze ultima die Carnis privii 1683 » (Noris 1741, lettre LXXVIII, col. 228). +
-Lettre du 4 mai 1683 (de Florence) : « Il Sig. Patino vuole con medaglie ristampare il Panegirico di Plinio, e dedicare e portare l'opuscolo al Re Cristianissimo. » (Noris 1741, lettre LXXVIX, col. 228-230). +
-Lettre du 14 juin 1683 (de Florence) : « Il P. Pagi pag. 150. num. XV. dà a lei un avvertimento, e con raggione, perchè loro Sig. medaglisti l'hanno fatto errare pag. 176. num. II. ove pone due rovesci nella medaglia d'Alessandro, pigliandone uno per la parte diritta segnata P. M. TR. P. VII. Cos. II. P. P. S. C. Occone l'ha ingannato, o pure egli s'è ingannato nel leggere l'Occone. Mostra d'essere uomo nuovo nelle medaglie. Sono certo ch'ella riderà. Lo correggo nella mia lettera. Firenze 14 Giugno 1683 » (Noris 1741, lettre LXXX, col. 230-232). +
-Lettre du 29 juin 1683 (de Florence) : « L'antico libro d'Occone ch'era da tutti cercato, ora non sarà più bramato, anzi ne anco letto, se non nel di lei eruditisimo libro così bene emendato, e così copiosamente accresciuto. Ho mostrato al Sig. Apollonio Bassetti Secretario di S. A. la nobile menzione ch'ella fa delle sue medaglie, e mi ha detto avergli S.A.S. mostrato il di lei libro, ed egli si stima obbligato con sue lettere ringraziarla. Quando lei gli risponde gli può insinuare volere comporre il volume delle medaglie Greche, e sommamente desiderare illustrarlo con un centinaio almeno di quelle del gran Museo di S. A. S. come aveva fatto il Latino delle medaglie delle Colonie, con pregarlo impetrarle questa grazia da S. A. S. così io averò occasione di servirla, mentre io dubbito non avere una negativa. Io ho copiate quelle della Magna Grecia d'argento, ch'erano fra le comprate in Spagna, ma quelle degli Impp. erano tutte Latine. Questo Museo però è scarsissimo di medaglie de i Re della Siria, perchè niuno ha suggerito a S. A. procurarne in Damasco ed Aleppo, ove molte se ne rittrovano. In Venezia però noltissime se ne rittrovano, che quei nobili hanno i comprato da Mercanti Nazionali che dimorano nell'Asia. Nelle medaglie Greche in vece del Sigma delineato X si legge il C, quale lettera non hanno li Stampatori fra le Greche; onde si piglia dalle Latine, ma non riesce uguale con le Greche lettere. S'ella vuole il C uguale bisogna fare a posta la madre, o forma di tal lettera, e in Venezia vi è un Napolitano, che lavora benissimo tali forme. Il mio opuscolo è nelle mani de Revisori. Ho fatta la carta a posta, e mi costa 14 giuli la risma, perch'è grossa e grande » (Noris 1741, lettre LXXXI, col. 232-233 ; Missere Fontana 2000, p. 173, note 51). +
-Lettre du 13 juillet 1683 (de Florence) : « Io supplico la bontà di V. S. Ill. per mettermi che le dica con libertà il mio parere. Ella mi scrive che fin'ora il suo libro non truova quel numero de'compratori, che s'immaginava, quantunque non si venda che 50. paoli, mentre Occone si vendeva 10 e 11. scudi. Le rispondo che Occone nel principio non si vendè forsi 20. o 25. giuli, ma mancati gli essermplari, crebbe a tanto prezzo. Il di lei libro ora è nel principio, ed il prezzo pare che ecceda non il valore della robba rarissima che contiene, ma la mole o numero delle carte, onde il prezzo si vorrebbe di 35. paoli, anzi di 3o. perchè poscia con dotto quà ed in altre parti più lontane per la spesa del porto, e gabelle, cresce fino alli 35 o 40 giuli. Ne sono quà gionti alcuni esemplari, ed il libraro ne chiede 60. giuli, nè alcuni ne ha potuti esitare, essendosi meco lagnati alcuni che lo volevano, del prezzo esorbitante, come dicevano. Io non so quanti esemplari ella ne abbia stampati, e con quanta spesa. Le dico però che quì vogliono passare di poco una doppia per comprarlo. Ella da ciò che liberamente le narro, potrà pensare a qualche minore tassa del prezzo senza suo danno, se vuole farne esito in breve. Il gradimento mostrato al suo eruditissimo libro da S. A. S. lo conoscerà dalla lettera del medemo Sereniss. consegnata al P. Priore della Certosa, acciò a lei la mandasse... Il Sig. Magliabechi non ha ricevuto il libro che lei diceva trasmettergli. Il Sig. Secretario Bassetti non rispose alla sua lettera, perchè la ricevè come io le scrissi, stando infermo con una malatia, che lo tenne due mesi nel letto; onde rifanato impedito dalla gran mole de' negozi della Corte, non ebbe tempo, di rispondere ne a lei, ne a tanti altri, che nella sua infermità gli scrissero. Io gli mostrai il di lei libro, e mi disse "lerla ringraziare, col ritenersi il libro per dargli una scorsa; Jeri l'altro poi mi disse, che lo voleva fare legare in somacco prima di restituirmelo, e ciò per paga o usura dell'imprestito, che io stimolo stesso che dire in volgare, che lo voleva per la sua libraria. In tanto mi servirò di quello che lei mi mandò per le correzioni. Se il detto Sig. Secretario le scrive, le raccordo il suggerirgli che preghi S. A. a permetterle cavare qualche correzione delle medaglie Greche del suo Ducale Museo. Qui li Sig. Marchesi Riccardi e Niccolini hanno alcune rare medaglie Greche, ed anco Latine ; onde potrebbe di queste ancora scrivere al Sig. Bassetti, ch'è loro amico e confidente, principalmente del Marchese Riccardi che ha 50. mila scudi d'entrata, ed è il più ricco della Toscana. Le lettere Greche le deve prendere come sono, perchè il farle rigettare con più spalla, le converebbe rifare con spesa grandiſſima le Madri, nelle quali si gettano. Nella pag. 187. in Antonoo le lettere Latine sono uguali, ma non le Greche Ω, Σ, Δ, Θ, ec. che sono minori. Ella però farà come potrà averle nelle stampe Italiane, coll' avvertire prendere le Greche ancora nelle lettere A, B, P, T, ed altre che sono ancora simili nelle Latine majuscole. Veggo che lo Spanemio, v. g., pag. 417. pone il C più piccolo, perchè tale lettera in vece del Σ non hanno le stampe Greche, come già le scrissi; che però prendendo la detta lettera dalle Latine, sempre riuscirà o minore, o maggiore delle Greche. In tanto non s'affatichi fra questi caldi, e mi conservi la sua grazia ed affetto, e le bacio le mani. Non nomini numero certo di medaglie Greche al Sig. Bassetti, ma solo dica di quelle medaglie ch'ella deve confrontare con gli originali, come ha fatto circa le colonie di Spagna. Così averà di più. Firenze 13. Luglio 1683 (Noris 1741, lettre LXXXII, col. 233-234 ; Missere Fontana 2000, p. 179, note 78).
-Lettre du 27 juillet 1683 (de Florence) : Noris informe M. de la vente de son livre chez le libraire Barzanti à Florence un mois déjà avant l’expédition des exemplaires à ses amis ; il ndique qu’il sera difficile de l’aider à vendre son livre car à Florence le goût pour les lettres et les antiquités est complètement « morte » ; les acheteurs potentiels sont très peu nombreux « O' conſegnato a nome di V.S. Ill. il tomo del suo Occone illustrato al Sig. Secretario Bassetti, quale mi ha ridetto che la lettera di S. A. S. a V. S. Ill. fu consegnata all'ospizio de'Padri Certosini, ed era inviata nelle mani del Padre Priore della Certosa di Pisa. In oltre ch'egli già le aveva scritto una sua di ringraziamento nel plico diretto al Sig. Bondichi Agente costì di S. A.S. e che di nuovo l'averebbe ringraziata de' suoi favori. Il libro suo fu quì veduto nella libraria del Barzanti librajo, che ne chiedeva 6. scudi, ne si vidde da chi me lo disse, che un solo tomo. Gli sarà stato mandato da Bologna, perchè ciò successe oltre un mese prima dell'arrivo del P. Priore della Certosa co' suoi volumi. no alle medaglie oltre il Sig. Bassetti, ed un tale Todesco che lavorava gli orivoli di Corte. Il Sig. Bassetti non le compra, ma l'ebbe in dono in gran parte dal Sig. Ferdinando della Rena. L'altro le compra, e marcanteggia. Questi mi disse che averebbe preso il di lei libro; ma come ch'è artefice ne intende Latino, non vi hoto sopra altro pensiero. Il Sig. Magliabechi che conosce tutti, mi dice che non saprebbe come esitarle i libri, mentre dopo la morte del Cardinale Leopoldo; le lettere quì pajono morte, per attendere questi nobilia i loro banchi, e mercanzie, conforme l'uso della patria. In Lione ne dovrebbe inviare una balla, perchè ora le lettere e le armi fioriscono nella Francia. Se intanto trovarò alcuno che desideri il di lei libro, glie lo procurarò dal Sig. Magnavacca. Quì abbiamo una gran siccità con esterminio de gli orti, mentre i pozzi ancora sono con poca acqua, e non pochi sono anco asciutti. Gli Algerini per il danno ricevuto dalle bombe rirategli da legni Francesi, si sono aggiustati col rilascio di 600. schiavi Francesi, e paga di 500. mila reali, che hanno preso da gli Ebrei che mercanteggiano in detta città. Ora l'armata è andata contro Tripoli per fare lo stesso. Le nuove dell'Ungheria ella le saprà e meglio e più presto di noi, perch'è più vicina. Non so che altro dirle, solo che i negozi fra il Papa, e Veneziani si sono aggiustati. e le bacio le mani. Firenze 27. Luglio 1683 (Noris 1741, lettre LXXXIII, col. 234-235 ; Missere Fontana 2000, p. 179, note 79).
-Lettre du 14 septembre 1683 (de Florence) : sur la vente illégale et anticipée d’exemplaires du livre de Mezzabarba : « Già il Sig. Secretario Basetti mi aveva significato l'operato con S. A.S. ed io ne ho sommamente goduto, per vedere riuscito il di lei desiderio nel modo che come proprio le avevo suggerito. Ora sono cotanto occupato, che non posso applicarmi a copiarle le medaglie Greche, quali però ella averà da me a suo tempo esatamente copiate » ; « La stampa va in longo, perchè io faccio la correzione in Firenze, ed il libro si stampa in Bologna; onde ogni due settimane ne ho tre fogli soli per la distanza. Nel Novembre sarà però terminata la stampa, nella quale mostro ne'consolati di 200. anni , cioè ab anno Christi 29. ad A. 229. esservi 72. consolati con errore nel Panvinio, poichè degli altri autori non parlo; poichè sarebbero oltre un centinajo in Prospero, Cassiodoro, ed altri. Il P. Pagi mi ha fatto comporre questo libercolo. Ne stampo 400. essemplari a due scudi Romani il foglio, per donare a gli amici. Se lo Stampatore poi ne averà furtivamente contro il patto stampati di più, esso averà la briga di venderli, nè io vivoglio pensare. Questa gente che vive al guadagno delle loro mani, si forma una regola di coscienza, di non essere pagati alla misura della fatica; onde ne stampano molti esemplari furtivamente, come lei molto probabilmente sospetta esserle accaduto. Il Sig. Patino vuol stampare 74 medaglie non più viste del Museo del Signor Pietro Morosini, che morendo ha lasciato in eredità alla Repubblica per imitare il fratello Georgio che fu Generale dell'armata, e lasciò erede il Senato delle armi spoglie del Turchi. Quì seguitano con la siccità i caldi come di Luglio, e lo stesso sarà costì. Ella mi conservi la sua grazia ed affetto, e le bacio riverente le mani. Firenze 14 Settembre 1683 (Noris 1741, lettre LXXXIV, col. 235-236; Missere Fontana 2000, p. 179, note 80). +
-Lettre du 26 octobre 1683 (de Florence) : « La sua cortessisima con tante espressioni del suo affetto non contiene che un comando di trasmetterle le medaglie Greche di S. A. S. il che esequirò quanto prima » ; « Il mio libro de'Consoli corretti fra 2 settimane sarà finito, e ne darò al Sig. Magnavacca due essenplari per lei. Contiene 76. consolati corretti ab Anno Christi 29. fino ad A. 229. Credo che le piacerà. La stampa è ita in longo, perchè s'è fatta in Bologna ; ma la correzione da me in Firenze, quale, però nonso come sarà stata colà eseguita. In un luogo ho notato molte medaglie che il P. Pagi confonde in una sola » (Noris 1741, lettre LXXXV, col. 236-237). +
-Lettre du 9 novembre 1683 (de Florence) : « Invio accluse in questo foglio le medaglie Greche mezzane del Museo di S. A. S. fino a Settimio Severo. Come le mezzane sono in numero maggiore, ho da esse principiato a copiarle. Poscia porrò la mano a quelle di prima grandezza, ed a qualche medaglione, se vi sarà. Ho lasciate quelle che non sono intiere, ed hanno guasta in parte l'iscrizione, siccome altre che si legono nell'Erizzo, e nel Tristano. In una di L. Vero mi sono scordato della figura del rovescio; ma gliela copiarò. Veggo che nell'Indice di S. A. vi sono alcuni errori, perchè chi lo copiò in bel carattere non sapeva Greco, e con tal occasione con gli occhi su le medaglie originali, faccio le necessarie correzioni. Se ella in alcuna averà difficoltà, me l'avvisi » (Noris 1741, lettre LXXXVI, col. 237-238). +
-Lettre du 16 novembre 1683 (de Florence) : « Trasmetto in un plico separato per il presente Corriero a V. S. Ill. la copia del restante delle medaglie Greche mezzane, ed anco tutte le altre di prima grandezza, che sono nel Museo di S. A. S. Ho notate le pagine con i numeri, acciò non si confondino le mezzane con le più grandi. Sono sopra 300. Il Gran Duca Francesco che morì nell'anno 1587 raccolte tutte le medaglie del Museo Mediceo. Li successori non se ne curarono. Il Serenissimo ora regnante comprò quel Museo di Spagna, ma le Imperiali sono tutte Latine. Sicchè quelle che le invio sono quì venute prima dell'anno 1587. Nel Museo del morto Cardinale Leopoldo molte ve ne sono di Greche, ma queste stanno in uno scrigno nella Camera segreta di S. A. ne permette il vederle, perchè niuno può avere adito in detta camera. L'Indice di queste è sepolto fra migliaia di scritture e lettere del detto defonto Cardinale; ne si sa ove trovarlo. In tanto nelle ora inviate V. S. troverà molte città, due o tre delle quali mi sono ignore. Legga V. S. Ill. la sessione, o Actione VI. del Concilio Calcedonese Greco-latino, che nelle sottoscrizioni vi vedrà molte centinaia di nomi di città tutte Greche. Io le dò il modello in una d'Adriano segnata ΩΡΘΩCIAIEΩN, e nell'ultima di Sagalasso città nella Pisidia. Io la prego che le medaglie quì copiate, quando siano appresso altri autori, purchè non siano con errore, le citi come appresso i detti Scrittori, e non come del Museo Mediceo, col titolo solo in quelle, che saranno più rare, ed ignote, perchè ciò sarà di maggior decoro di questo Museo Serenissimo. Il libretto del Sansone poco le potrebbe servire, perchè contiene i nomi della sola lettera A, errati nel libro Geografico del Ferrari ristampato con le aggiunte in Parigi ed in Padova. Strabone scrisse la sua geografia prima di Plinio, come mostro ne' miei Cenotaffi, nè Plinio solese, mentre mai lo cita. V.S. procurarà avere una piccola carta, che si vende col titolo Grecia Sophiani. E' un foglio grande, e vi sono tutte le città Greche d'Europa, e dell'Asia fatte con diligenza. La vanno vendendo questi Francesi, e costa meno d'un giulio, è la migliore delle altre, e lei la deve sempre avere avanti gli occhi, giacchè vuole illustrare con le medaglie Greche la Geografia. Io l'ho servita presto, perchè fra poco s'anderà a Pisa, e devo studiare per le lezioni, ne voglio interrompere con altro quello studio. Nelle mezzane di Settimio Severo una nè leggerà con la città CETPOTAVIANΩN, quale non truovo in libro alcuno. La medaglia è bellissima, antica, e conservatissimma ec. Non ho veduto medaglia Greca di Caracalla con la Fenice, quale mi dice avere scritto la figlia di Monsù Patino. Se la cita come Medicea, sarà nello scrigno del fu Cardinale Leopoldo. In quello Museo di S. A. v'è una scarscezza incredibile di medaglie de'Regi della Siria, e d'Egitto in guisa che non ne ho trovato neanco una per il Dottor Bon. Li Francesi e Veneziani ne hanno però raccolte molte in Aleppo, Damasco, e nell'Egitto. Ciò le scrivo, perchè non posso da queste mandarle notizie delle città, che poscia passarono sotto l'Imperio Romano. Questa sera mando a Bologna la correzzione dell'Indice del mio libro con ordine, che ne consignino subito per lei un essemplare al Sig. Magnavacca. Io ne ho stampati 300. soli essemplari in carta la più fina che sia in Bologna, quali tutti voglio donare. Cento copie ne lascio in Bologna; se lei ne vuole per donare a qualche persona intelligente, scriva al Sig. Magnavacca, che le saranno dati tanti libri quanti vorrà. Correggo in 200. anni, 76. colleggi de' Consoli. Le piacerà la prefazione perchè lodo il Panvinio prima di correggerlo. Quì la Corte villeggia, e s'attende con impazienza la presa di Buda. e le bacio le mani. Firenze 16. Novembre 1683 » (Noris 1741, lettre LXXXVII, col. 238-239).
-Lettre du 23 novembre 1683 (de Florence) : souhait de voir des « notazioni geografiche » « Sono quì accluse le copie dei medaglioni di S. A. S. lasciati quelli ch'erano rotti nelle iscrizioni, e che si leggono nel Tristano. Vi ho aggionte alcune delle piccole più rare, tralasciatene circa 30 d'ordinarie, che non servono, che per empire i fogli senza erudizione. Vi ho annesse le medaglie che S. A. comprò dal Museo del Cardinale Massimi. Nelle 5 casse di 13 e più milla medaglie comprate nella Spagna, non ve ne sono 6. Greche Imperiali, ed ordinarissime. Sono in tutte le inviateli circa 400. Nelle quali si segnano 108. città Greche, che le serviranno per la Geografia. Io ne ho un Indice, e glie lo inviarò fattane un'altra copia, che le potrà facilitare il numero delle mancanti; poichè bramarei che sopra le Medicee ella fondasse le notazioni Geografiche. Per ora non ho tempo inviarle altre note. La prego osservare la medaglia di Severo mezzana segnata : CETPOTAOΥIANΩN, e la piccola d'Elagabalo con: TAOΥIANΩN. Poi legga l'Ortelio nel lessico verbo. Tavium, e vi specoli sopra, perchè nè lo Spanemio nè altri ha conosciuta tale città. Se lei vedrà citate dallo Spanemio le medaglie Medicee Greche Imperiali, le vedrà tutte da me segnate. Alla pag. 899. cita una Medicea di Commodo con: AΔ.. HNEΩON, quale non v'è in niuna serie, benchè cercata con diligenza. Ivi ancora dice che la città ΦΑNEAC è solamente segnata nelle medaglie Medicee alla pag. 896. nel margine citate. Ciò è falso perchè nel Concilio Calcedonese Actione prima si legge: Cajumas Episcopus Phaneensis. Nel Grutero però si legge: Φαινους, e parimente nell'Efesino Actione prima si legge: Saida Vescovo ΦAINOΥC της Σαλωταρίας ΠΑΛΑΙCTINHC. Quindi li Scrittori Ecclesiastici Carlo a S. Paulo, e Lucca Oltenio nelle loro Geografie Ecclesiastiche hanno posto nella Palestina il Vescovo di Feno Phaenus, come scrivono. Io però dall'antico Interprete del Concilio Calcedonese, che legge: Phaneensis, quale era nella Palestina, con le medaglie Medicee di Caracalla prima magnitudinis e di Faustina la giovane, mezzana, stimo doversi mutare il nome della città Phenus in ΦANEAC. L'Olstenio stampò un libro, o per dir meglio fu dopo la di lui morte stampato in Roma 1666. col titolo: Annotationes Geographicae, nel quale dalla pag. 1 fino alla 208. emenda, o supplisce il lessico dell'Ortelio, e si serve alla pag. 20, 55, 90, 139. delle medaglie Medicee. Alla pag. 175. scrive CETPOTAOΥIANΩN circa Apollionem cum lyra in nummo Severi apud M. Ducem clarissimis litteris legitur, pertinet ad vocem TAVIUM infra: ma non osservò l'altra di Elagabalo. Sono però queste note tanto brevi, ch'ella nulla potrebbe cavare a suo proposito. Non ho tempo di diffondermi, e la prego scrivere a suo comodo al Sig. Bassetti, ch'è stata da me servita, e se ha dubbi circa le dette medaglie, me li scriva, e le bacio le mani. Firenze 23. Novembre 1683 » (Noris 1741, lettre LXXXVIII, col. 239-240; Missere Fontana 2000, p. 174, note 53).
-Lettre du 30 novembre 1683 (de Florence) : « Invio a V. S. Ill. alcune copie di medaglie picciole, che tralasciai, e per empire il foglietto, vi ho posto le note sopra due città con le correzioni de' luoghi errati ne'Concili, qual modo si potrà tenere in molte città, e per oggi 8. Glie ne trasmetterò alcune più singolari. Ella mi scrisse che bramava pubblicare intiere le medaglie di S. A. che a pena sono indicate dallo Spanemio. In detto foglietto vi vedrà segnate tutte quelle ch'egli pone nell'Indice come di questo Museo, e vedrà che vi sono tutte col ricorrere alle pagine già da me inviatele, e vedrà che niuna ne cita come del Museo del Cardinale Leopoldo. In oltre vi ho aggionto l'indice di 113. città Greche, che sono segnate in questo medemo Museo, ch'è numero molto riguardevole, tanto più che molte sono rarissime. Le altre ch'ella potrà ricavare dal Seguino, Tristano, Erizzo, ed altri, fra quali il Golzio, me le potrà inviare col solo nome in lettere majuscole, per vedere se vi sia cosa da notarsi ne'Concili. Adriano, e molti altri dopo di lui cangiarono i nomi di molte città, onde abbiamo più Teodosiopoli, due Arcadiopoli, Eudosopoli ec. ne'Concili; onde per la penuria de'Scrittori antichi, riesce difficile indovinare l'antico nome. Giustiniano fu in ciò sopra gli altri ambizioso, come nota Procopio nell' istoria Areana. Quella Valenza di cui abbiamo alcune medaglie, e che il Patino pensa sia Roma, è una città nella Magna Grecia vicino a Reggio di Calabria, ed era detta Vibo Valentia, e prima Hippon. Non ho altro da mandarle di questo Museo, che ella ha ricevuto a pieno il tutto, e pregandola conservarmi la sua grazia, le bacio le mani » (Noris 1741, lettre LXXXIX, col. 240-241). +
-Lettre du 6 décembre 1683 (de Florence) : « Sono superflui li ringraziamenti, che mi trasmette, perchè dovevo servire a i di lei meriti, ed alla premura del Sig. Secretario Bassetti. Io le trasmetto alcune note, ne ho compito il foglietto per mancanza di tempo. La prego rescrivermi, quali città fin'ora le ho spiegato con mie note, perchè non ne ho memoria, ne vorrei fare nuova fatica; siccome ancora l'Indice di quelle che vuole spiegare fuora delle Medicee, come ho io fatto d'Acraso città ignora allo Spanemio. La supplicarei d' onorarmi inserire tali note, come ‘ex Schaedis Noris’, perchè forsi mi riuscirebbe di qualche lustro. Ho procurato scrivere con la maggior brevità possibile. Circa la medaglia difficile; l'Olstenio nelle note al Cluerio p. 175. scrive CEIPOΥAOΥIANΩN circa Apollinem cum lyra in nummo Severi apud M. Ducem clarissimi litteri, legitur, pertinet ad vocem Tavium infra. Nulla però dice alla voce Tavium, ma manda i lettori all'Ortelio alla detta parola. Con ragione scrive clarissimis litteris, perchè la medaglia è conservata come ora fosse battuta. E' intiera all'ultimo segno, e gia la volsi vedere, e contemplare, e le dette parole sono tutte seguite senza minima lesione. Gia nelle città le scrissi che TAOΥIANΥN era il Tavium della Galatia. Ella potrà speculare il CETP, che io non intendo, nè lo intese l'Olstenio, perchè nulla scrisse oltre le parole citate, ma subito passa ad altra città. Del resto abbiamo ancora Tava città nell'Egitto, come vedrà nelle note mie. La medaglia sudetta dal Fitton, dottissimo Antiquario di S. A. e dal Cameli è segnata come di Caracalla, io nel vedere un bel visino di giovanetto per capriccio l'ho a lei supposta d'Elagabalo; ma lei ha scoperto l'inganno, che tale ora ancor io lo giudico. Le di lei speculazioni sopra il CETP sono bellissime, ma se non ha errato l'artefice della medaglia, non possono verificarsi. Non so s'ella abbi notizia d'un libro ora stampato in Parigi col titolo: Specimen universae rei Nummariae Auctore Andrea Morello Helveto. Loda V. S. Ill. ma dice che non ha satiato il desiderio de gli Antiquari, promette 15 mila medaglie ec. è stampato in 8. Parisi apud Thomam Moette juxta pontem S. Michaelis. Item le devo dire che la città AΔIKEINΩN, che scrissi citarsi dallo Spanemio, nè però ritrovarsi fra le Medicee, è falso perch'è fra le mezzane di Commodo, come vedrà nella copia trasmessale. Il Servitore vuole ire alla posta. Devo chiudere le lettere col baciarle le mani. ed ella è padrone di 50. 60 copie del mio liberco io, non che di 4 perchè tutte le voglio donare. Firenze 6. Decembre 1683 ». (Noris 1741, lettre XC, col. 241-242).