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-Lettre du 13 août 1686 (de Florence) : Noris remercie Magnavacca d’être intervenu et ajoute « questa sua informazione potrà servire al caso, che terminata la liste, codesto museo si ponga alla vendita » (Bologne, Biblioteca universitaria, Ms. 2421 (1), lettre 43 ; Missere Fontana 2001-2002, p. 219, note 60).  +
Lettre du 19 avril 1686 (de Florence?): "Intanto mi rallegro che Vostra Signoria abbia terminato il suo lungo, ma però erudito viaggio, avendo notata nell'Italia la borsa di monete nuove per riempiere li scrigni con le antiche, riportando nella Patria le spoglie preziose di cotante medaglie per illustrare i volumi che prepara alla stampa, con i quali accrescerà nuovi fregi al suo nome e arrecarà nuove notizie alla Repubblica Letteraria" (Firenze, Biblioteca degli Uffizi, ms. 13 Epistole e Studi diversi, c. 87; Fileti Mazza 1996, p. 371, note 37).  +
-Lettre du 16 janvier 1685 (de Florence) : « Circa Galeno, ch'ella stima posto nella medaglia di Commodo, io sono ostinato nella mia opinione, poichè se non era lecito alle città porre l'effigie de proconsoli Romani, che con suprema podestà governavano l'Asia, mi pare incredibile che quel di Pergamo osassero porvi l’immagine di Galeno, che allora viveva. Bisogna ch'ella mostri, che un cittadino vivente fosse onorato d'essere accoppiato nelle medaglie con gli Augusti, allora dominanti » (Noris 1741, lettre CXLVIII, col. 312-313).  +
-Lettre du 20 juillet 1685 (de Florence) : « Ho comprato costì il libro del P. Arduino delle città e popoli illustrati con le medaglie. Il buon Gesuita è pieno di filauzia, e sino termina l'ultima riga del libro con una sfrappata. Il Patino, Il Tristano risu, sibilis excipiuntur. In molti luoghi li corregge bene. V. G. PANEAC. Phaneas, scrivono lo Spanemio, il Patino ec. Il Tristano la pensa Paneade, lo Spanemio, città ignota agli Scrittori. L'Arduino legge ΦANEAC ΠOΛEΩΣ ΣΥPIAC ΠAΛAIΣTINHC. Cioè Flavia Neapolis & c. Io ho veduta una medaglia di Caracalla nel Museo di S. A. che stà costì, ΦANEAC ΠOΛEΩCCΥP. ΠA... la seconda lettera e A, ne si vede lineetta trasversale che benissimo apparisce nell'AC penultima sillaba. Pare però una sola parola, perchè sta, come ho scritto. ma poco importa, perchè anco . . . . ΛEOCCΥP sta così unito, e sono tre parole. […] Fa ridicole interpretazioni, come pag. 162. in una di Smirne, ed'Efeso. ANΘΥKAICEN. AITOΥ dice. sed quod infeliciter legit Patinus pag. 169 sic nos paullo felicius : ANΘΥΠATCEΠ. ΠAITOΥ, Proconsule Septimio Paeto vel CEN. Σεντιου. O che Sciocco ! Il senso vero è ANΘΥ. KAICEN. ΠAITOΥ, Proconsule Cesennio Pato, del quale parlo con Tacito, e con una iscrizione nell' epist. Consul. Cesennio Peto, legato nella Siria ex Josepho lib, ult. debello Judaico. Alla pag. 228 pone la Colonia Giulia TRAD. Col testo di Plinio, e soggiunge. sunt, ad quos summa ingenia offenderunt. Fra quali Norisius in Cenotaph. Pisanis, quid de Plinio statuat ambigit. Poscia risolve il dubbio col modo stesso, che io pongo, e quasi ch’esso lo avesse trovato, termina con le solite sfrappate, ch'è vano il cercare, certiora planioraque di quello, che esso dice. I Francesi, Morello, Spon ed altri si lagnano, che l'autore con lodarli, abbia loro cavate belle iscrizioni di medaglie, e poi stampatele prima di loro. Hactenus per questa volta. Del resto ci sono osservazioni erudite di geografia, ma le ha cavate dall' Olstenio, senza usarlo, e le vende come nate nel suo campo. Io le scrivo famigliarmente, cioè currenti calamo ; onde mi perdonerà, se parlo con barbarie e con parole meno, che ordinarie. Il P. Pagi è in Parigi per stampare le note Baroniane » (Noris 1741, lettre CLXVI, col. 327-328).  
-Lettre du 31 juillet 1685 (de Florence) : « Il Conte Mezzabarba mi ha scritte due lettere circa il libro del Gesuita Arduino, e si vuole rifare con mostrar molti errori di quel libro » (Noris 1741, lettre CLXVIII, col. 331).  +
-Lettre du 4 décembre 1685 (de Florence) : « Il Signor Sebastiano Bianchi esibitore della presente, essendo costà inviato da S. A. S. per farsi pratico delle medaglie, per poscia averne, quà ritornato, la custodia di quelle del Museo Serenissimo, tiene sommo desiderio d'avere adito nella grazia di V. S. Ill. per poter apprendere quelle notizie, ch'ella con lungo studio, e continue fatiche ha acquistate nella materia di medaglie, come anche per essere da lei favorito di poter vedere qualche Museo, quando ella tenga occaſione di rivedere i medesimi. Egli è giovane versato nelle lettere Greche, e Latine, e capace dello studio, a cui S. A. S. ha destinato d'applicarlo, e potrà, ritornato, giovare alle di lei opere con le medaglie di S. A. Farei torto alla di lei a me nota gentilezza, se mi stendessi in moltiplicità di preghiere per ottenere al sudetto la grazia, che brama. E' partito a cotesta volta Monsù Vaillant Antiquario famoso, a cui S. A. ha fatto favore di la sciargli vedere tutte le medaglie del suo Museo, grazia mai più non concessa ad alcuno. Vuol far tutta l'invernata in Roma; ma non cerca che medaglie: Mi ha detto che Monsù Spon ha finita la stampa delle sue iscrizioni, e che per morire Ugonotto s'è con la madre ritirato a Zurigo » (Noris 1741, lettre CLVI, col. 319-320).  +
-Lettre du 8 janvier 1686 (de Florence) : « Se fra le medaglie dell'Eminentissimo Cardinal Carpeigna ve ne fosse a caso alcuna con APAΔIΩN e con le note numerali dell'epoca appresso, riceverei sommo favore averne la descrizione. Due sole ne ha S. A una di Trajano, e l'altro di Eliogabalo. Ora ho preso a comporre una dissertazione secca, difficile, e tediosa, cioè de anni Syromacedonum, e dalle medaglie mostrerò gli anni d'alcuni Concilj, elezioni, e morte di Santi Vescovi, cose sino ad ora non penetrate. Per tale componimento sono esente in questo anno dalle lezioni di Pisa. Il comodo, che mi dà la grazia di S. A. di maneggiare le belle medaglie de'suoi Musei, mi ha fatto venire questo capriccio, per secondo il genio del secolo, ch'è curioso di medaglie » (Noris 1741, lettre CLVII, col. 320).  +
-Lettre du 6 février 1686 (de Florence) : « O principiata una composizione stravagante de anni, Syromacedonum, trattando in essa di varie epoche delle città della Siria, Fenicia e Palestina, e queste sono cavate da molte medaglie del Museo di S. A. Ma perchè alcune me ne mancano, vengo a supplicare la cortesia di V. S. Ill. farmi grazia vedere, se a caso ne avesse alcuna l'Eminentissimo Cardinale Carpegna. Qui ne sono due degli Aradi, ma perchè tal epoca e dubbiosa, ne vorrei altri riscontri. Mi mancano quelle d'Ascalona con epoca. Il P. Arduino ne cita del Museo del Re Cristianissimo, d’Antonino Pio con AΣKAΛ BΞC 262. e CNE 255. Nel Museo di S. A. ce ne sono d'Antiochia, Tiro, Arado, Gadara, Napoli, Tripoli, ma mancano di Gaza, Apamea, Laodicea, Gabala, Rafia ec. Quindi la prego vedere, se S. E. abbia alcuna medaglia delle dette Città con l'epoche delle medesime, e non degli anni de gl'Imperatori, i quali non fanno a moi proposito » (Noris 1741, lettre CLVIII, col. 320-321).  +
-Lettre du 26 février 1686 (de Florence) : « E' stata ricercata S. A. S. da Parigi delle medaglie con l'iscrizione ETOΥC NEOΥ IEPON, e ne ho trovate dieci differenti fra i medaglioni d'argento, e con tale occasione ne ho trovati della Città di Tiro TΥPOΥ IEPAΣ KAI AΣΥΛOΥ, e nel rovescio hanno una testa laureata con EK. Monsù Vaillant richiestone mi scrive essere il capo di Ercole. Gli Antiochi sono coronati col diadema, e i medaglioni sono prima del tempo de' Cesari, e forse sarà Antioco Magno che passò EK. 25. anni del Regno. La fisonomia però non è di tal Re, perch'è quasi giovanile; e per essere delicata non può essere d'Ercole. Haereo ad aquas. Sono due mesi che studio, e cerco, se gli anni de' Macedoni nel tempo, che regnavano gli Antiochi nella Soria, fossero Lunari, o Solari; e niente trovo di certo, e mi perdo fra le caligini di quei secoli così lontani" (Noris 1741, lettre CLIX, col. 321-322).  +
-Lettre du 22 mars 1686 (de Florence) : « Ho sentito sommo contento nel leggere i titoli onorati di Quadrato, poi che illustrerò la di lui medaglia ANTIOXEΩN EΠI KOΥΔPATOΥ ET ΔP. Epoca d'una medaglia bellissima di S. A. » (Noris 1741, lettre CLX, col. 322).  +
-Lettre du 16 juillet 1686 (de Florence) : « Ho però fatta una raccolta di rarissime medaglie tutte o da me vedute, o mandatemi figurate con la colla o zolfo, sicche non posso errare nel leggere. Dal Museo di S. M. Cristianissima ho ricevute cose bellissime, e rarissime, e così vado passando queiti caldi eccessivi con una continua ritirattezza, ch' é il miglior modo per isfuggire il caldo » (Noris 1741, lettre CLIII, col. 318).  +
-Lettre du 7 septembre 1788 (de Florence) : « Mi scrive di Parigi l'Abate Nicasio con molta lode del Lessico Grecobarbaro del Sig. Ducange. Mi dice, che ivi tratta de Neocoris, & de Epochi, urbium, che prova, che la L. nelle medaglie Greche non vuol dire Λυκαβαντος, ma non mi avvida cosa esprima conforme la sua opinione. Come io la veggo nelle medaglie d'Egitto, così ho stimato, che significhi un di quei segni geroglifici, co quali gli Egizi significassero l'anno; sebbene lo Spon sec. X. Miscell. num. 1. pone un'antica iscrizione d'Atene, ove si vede la lettera majuscola L. invece del lamda Λ; che contende essere lettera introdotta dopo L. Monsù Morel mi scrive un viglietto dalla Bastiglia, ove dee star rinchiuso sino che terminerà i disegni delle medaglie del Re; imperciocchè negli scrigni di dette medaglie sopra ogni tavoletta sta al disopra della medaglia un foglio co'disegni di Monsù Morel di tutte le medaglie di detta tavolétta. Lo Spanemio vuole stampare de Diis gentium, de sacri, populorum, de re vestiaria &c. e ciò per via di medaglie, e ristamperà il libro de Usu & prastantia numismatum con giunte copiosissime Monsù Vaillant mi scrive, che ora compone la storia de Tolomei d'Egitto » (Noris 1741, lettre CLXII, col. 324).  +
-Lettre du 28 janvier 1689 (de Florence) : « Il Sig. Baglioni con non aver inteso bene ciò che io cercava, le ha fatto fare una fatica indarno benchè io ne rimanga obbligatissimo al di lei affetto e premura, che tiene di favorirmi. Io cerco le medaglie con epoche degli anni delle città, della sola Soria, e non degli anni dell'Imperio de'Cesari. Sono già provisto abastanza e dal Sig. Nicolò Toinard d'Orleans, uomo eruditissimo, che sta in Parigi, ne ho ricevuto in gran numero. Questo Signore stampa ora di stirpe Herodadum, e vi pone medaglie rarissime. Si è risoluta a mia insinuazione S. A.S. di ridurre le medaglie di tre Musei, cioè antico Mediceo, l'altro, che fu del Cardinal Leopoldo, e il terzo di 13 mila medaglie, comprate da S. A. per 400 misere pezze da otto in Spagna a peso (cosa che facea quì disperare Monsù Vaillant, che si lagnava di tanta fortuna, incontrata da chi avea tanto danaro da pagarle, in un sol Museo, che sarà diviso in sei scrigni d'ebano. Le medaglie d'argento de gl'Imperatori del Museo Mediceo antico non passavano 600. Ora con la giunta de gli altri due saranno circa 1200 con rovesci tutte differenti. Le medaglie d'oro sono in tutto 1600, e Monsù Vaillant mi disse, che il Re Cristianissimo ne avea in maggior numero, ma non così rare, come queste. Ci è Emiliano d'oro, unica medaglia, poichè quella del Re è finta. Io oggi ho pesato il siclo Ebreo, ch'è mezza oncia, come le monete di Tiro, nove delle quali d'argento ne ha S. A. Ciascuna di queste, come il siclo pesano quattro denari antichi di Roma. Ho però trovato, che il denaro di Roma pesa meno della dracmna, o dramma d'Atene sette grani di frumento. Così il tetradramo d'Atene mi riesce di peso 29 grani di frumento sopra quattro denari ben conservati. E ne' danari di Roma vi era la lettera X. Ella che divise quelli trovati ne' poderi del fu Sig. Stefano Pignatelli, com'erano conservatissimi, potrà vedere se quattro pesino mezza oncia » (Noris 1741, lettre CLXI, col. 322-323).  +
-Lettre du 29 juillet 1689 (de Florence) : « E una lunga parentesi per mostrarele la cagione della tardanza. In tanto è occorso, che per ispiegare una bella medaglia di Anazarbo di prima grandezza, portata dalla Soria a S.A.S. mi è convenuto discorrere della lettera L., nelle medaglie Greche, e così sono ito a Libreria, e cavato fuora quel poco, che leggerà in un foglio stampato, che le invio separatamente per non far piego voluminoso, sotto sopra carta all'Eminentiſſimo Cardinal Carpegna. Del resto la tiro avanti per sette mesi senza poter studiare, perché il libro stampandolo a mie spese, io conto i fogli da stamparsi, io compongo il Greco, correggo da me solo su piombi, e nel torchio, ita ut lo Stampatore fa quanti errori vuole, i quali poi esso non emenda, ma io dopo, stendo i fogli stampati sulle corde, gli levo asciuti, gli pongo in sopressa, e poi gli registro. Ecco le mei librarie facchinerie, ond'ella mi compatisca, e perdoni se sono stato così negligente nel servirla, e le bacio le mani. Firenze 29 Luglio 1689 » (Noris 1741, lettre CLXIII, col. 325).  +
-Lettre du 28 février 1690 (de Livourne) : « Vi saranno anche due medaglie di Alessandria con l'effigie di Trajano, e di Caracalla interpretate da Monsieur Toinard, che in tal materia non ha superiore nella Francia » (Noris 1741, lettre CLXIV, col. 326).  +
-Lettre du 4 septembre 1677 (de Florence) : (ASPd, APFO, b. 150 ; Missere Fontana, p. 414, note 135).  +
-Lettre du 20 Juillet 1754 (de Madrid) : “Tengo empezado un libro de Colonias y Municipios de España, y deste fin deseo ver o adquirir quanto pueda” (Campos 2002, p. 403 ; Campos 2010, p. 10).  +
-Lettre du 24 août 1754 (de Madrid) : “Puede si persevera en la diligencia, aspirar a tener serie de colonias... pues entre las 12 españolas desconocidas hay dos duplicadas... por las quales pondré yo otras dos que le faltan... no haré nada sin su aviso” (Campos 2002, p. 405 ; Campos 2010, p. 10-11).  +
-Lettre du 5 octobre 1754 (de Madrid) : “De medallas me viene ya caminando desde ese reyno [Valencia] una gran remessa, en que hay mucho bueno de España » (Campos 2002, p. 409 ; Campos 2010, p. 10).  +
-Lettre du 22 février 1755 (de Madrid) “Yo ya estoy disponiendo abrir las láminas de las medallas de España por quanto el rey me socorrió con mil pesos para la obra, que pasa de dos mil ». Y los gastos siguieron elevándose: “Solo ha compuesto 300 páginas, que no llegan a la mitad del Libro, y assí va despacio el publicarle, y sólo van ligeros los gastos, que pasan ya de tres mil Ducados” (Campos 2002, p. 410-411 ; Campos 2010, p. 18).  +