Grand document
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F
-Lettre du 17 fév. 1657 : « l’esser pero io accreditato di non ingannar alcuno nel dar medaglie antiche et non falsificate » (voir Missere Fontana 2009, p. 208, note 178). +
-Lettre du 21 avr. 1657 : les prix baissent, le collectionnisme est passé, « le città d’Italia erano piene de’ dilettanti et cosi le medaglie si stimavano assai, hoggi sopravenuti in ciascuna città d’Italia gran miserie, sono mancati li denari et li dilettanti et percio si fatiga assai a trovar chi si spenda parcamente li suoi denari » ; se rappelle avec nostalgie les temps « felici che se ne delittavano costi il principe di Conca, il Megliori, il Santafede, il marchese Montorio » (voir Missere Fontana 2009, p. 245, p. 301, note 407). +
-Lettre du 29 mars 1659 : fait croire que les monnaies d’Alexandre le Grand, de Sicile et de Grande-Grèce (soit celles que possède Reviglione) ne se vendent pas pour des raisons à leur esthétique ou l’érudition qu’elles supposent « tutto si vendono a peso » (voir Missere Fontana 2009, p. 249, note 92). +
-Lettre du 11 mai 1659 : les monnaies ordinaires seront vendues au prix du poids ; les monnaies retouchées peuvent abuser des collectionneurs peu avertis (voir Missere Fontana 2009, p. 251, note 102 et p. 261, note 164). +
-Lettre du 17 mai 1659 : idem (voir Missere Fontana 2009, p. 251, note 102). +
-Lettre du 7 juin 1659 : idem ; met en garde contre les marchands sans scrupules (voir Missere Fontana 2009, p. 251, note 102 et p. 264, note 193). +
-Lettre du 13 juin 1659 : il faut profiter de l’aubaine d’un acheteur de consulaires qui ne sont plus en vogue : « stante che fra li dilettanti di medaglie antiche sono assai rare e pochissimi quegli che si dilettanto anco delle consolari » (voir Missere Fontana 2009, p. 251). +
-Lettre du 28 juin 1659 : idem ; « prezzi all’antica, ma adesso sono calati p[er] metà, e d’avantaggio, et a me par miracolo di trovar antiquarii che si lascino indurre a spenderci quel che scrivo ; il che credo segua e per le attestationi che io le fo della loro bontà, e rarità, e con altri per la fede che tengono in me (intendendosene alcuni mediocremente), che quelle siano antiche, et non falsificato » (voir Missere Fontana 2009, p. 249, note 92 et 251, note 103). +
-Lettre du 23 août 1659 : sur la nécessité d’un examen autoptique : «il valore loro sta nella conservatione » (voir Missere Fontana 2009, p. 254, note 123). +
-Lettre du 20 sept. 1659 : les nouveaux exemplaires sont rares et se vendent mal : « il denaro mancato et le miserie crescano percio ogn’uno vuol vendere quelle cose inutili et li comprartori sono rarissimi, oltre che la terra ogni giorno ne dà delle nove, nell’inverno passato sono stati trovati nelle grotte de’martiri passa 50 medaglioni ; è stata fortuna grande di chi ha da venderne, che cinque soli di essi si siano venduti in piazza perchè di restanti, gli altri n’è stato empito un bacile et portati a donare al Papa, se quelli tutti si fossero venduti, assicuro V.S. che sarebbe calato il prezzo di essi sotto a scudi 3 l’uno, come furono venduti li detti 5. Vanno adesso per la piazza due medaglie grandi di Valeriano, l’una con il congiario, l’altra d’argento con l’alloqutione, sono 2 riversi che non si sono mai veduti, nondimento sono molti giorni che aspettano il compratore en non comparisce » (voir Missere Fontana 2009, p. 252, note 112). +
-Lettre du 9 avr. 1661 : sur les achats éclatants de Giovanni Braccesi (voir Missere Fontana 2009, p. 302, note 417). +
-Lettre du 9 juil. 1661 : « Circa li dilettanti delle antiquità qui non ci è novità alcuna, perche’ se ben ciascuno di essi vol spendere poco ad ogni modo semper si va spacciando qualche cosa, ma da molti mesi in qua io spaccio meno, perché un antiquario che ha buona borsa, ma spende con più accortezza de gli altri, facendo venir studii intieri da diverse città, ch’esso ha quelle medaglie che gli piacciono, gl’avanzi li fa dar via a vilissimi prezzi, che pero chi non le vol buttare resta indietro » (voir Missere Fontana 2009, p. 245). +
-Lettre du 1 oct. 1661 : on ne vend que des monnaies bien conservées (voir Missere Fontana 2009, p. 245). +
-Lettre du 15 oct. 1661 : fait part de problèmes dans la vente de sa collection dûs aux voyages de la reine Christine (voir Missere Fontana 2009, p. 301,note 399). +
-Lettre du 26 nov. 1661 : les étrangers sont peu disposés à payer (voir Missere Fontana 2009, p. 245). +
-Lettre du 11 mars 1662 : « mi dolgo ben che questi forestieri che sono hoggi in Roma se comprano tirano troppo alla conservatione et cosi me ne resta indietro la quantità grande che ho delle sue poco conservate o non rare, ma le buone si spacciano. Tirano anco questi che sono qui molto poco alli medaglioni non che anco le pacciano, ma per il prezzo, stimandoli poco più delle medaglie grandi » (voir Missere Fontana 2009, p. 253, note 115). +
-Lettre du 16 sept. 1662 : « Hoggi è partito di qui per Napoli un gentilhuomo dell’Elettore Palatino del Reno quale è molto erudito, particolarmente delle medaglie greche, non distingue troppo le antiche dalle moderne, ma ama assai di verderle solamente e forse vien da V.S. » (voir Missere Fontana 2009, p. 358, note 5). +
-Lettre non datée mais de 1646 (c. 254) : indique qu’il collectionne depuis 30 ans (voir Molinari 2004, p. 122 ; Missere Fontana 2009, p. 241, note 20). +
-Lettre du 7 août 1655 : sur l’avantage du bronze sur l’or et l’argent : « parlo pero di medaglie di metallo dove gli antichi romani e greci (prevedendo che o per avarita de gli huomini o per qualche accidente del mondo l’oro et l’argento si sarebbe facilmente disfatto) hanno impresso tutto cio che di perpetuare a’ posteri hanno preteso » ; Gottifredi tente de vendre en bloc et de son vivant sa collection de monnaies ; il possède des monnaies d’or et d’argent « di perfetta bellezza » ; entre 1652 et 1655, il a augmenté son médailler avec « 200 medaglie conservatissime tra grandi et mezzane et passa 60 medaglioni tutti eccellenti, ma anco per averne megliorate passa 250 altre levando le poco conservate, rimettendo in lor luogo le conservatissime et a quello che sopra ogni altra cosa stimo è la aggionta del Pescennio, ma più dell’Othone in rame, con che il mio studio essendo intieramente perfetto, non vi è studio che per medaglie di metallo possa strale a paragone » ; il a visité les plus grands médailliers d’Italie : « io ho veduto in Roma due studii famosi di Farnese et Boncompagni, tre in Venetia, uno a Padova, uno a Bologna, quello del Gran Duca et quello del Niccolini a Fiorenza. Ho inteso da altri che hanno veduto quello del Duca di Savoia, del Duca di Baviera, del Duca d’Orléans et di 12 altri insigni che doppo il disperdimento di quello del già Principe d’Ayx se ne trovano in Francia da delli quali io ho l’inventario di 7..”). « un pensiero che prima della mia malathia, ma molto maggiormente da poi, ho ahuto et ho circa le mie medaglie qual saria di venderle tutte in via mia ad uno solo, quando trovassi compratori delettanti, anco li miei figli che sono troppo teneri, doppo la morte mia non le buttino per non conoscerle, o almeno non le dissipino fra molti, e così si perde il nome di così famosa adunanza come ho visto seguirsi di quelli studii d’Italia, doppo la morte di quelli che l’avevano adunati » ; il a toujours collectionné le bronze seulement : « in quelle di metallo ho fondato il mio studio », en conséquence de quoi, il espère que « se si trovasse persona che se ne deletasse più volentieri le darei fuor d’Italia, che in Italia dove della virtù et erudditione si fa stima minore che in alcuna parte del mondo » ; Gottifredi est en cheville avec Otto van Zijl qui agit pour le compte d’un acheteur inconnu mais qu’il suppose être l’archiduc Léopold : « P. Zylio era in Roma nel 1652 e vidde il mio studio era inferiore assai assai a quello a quello (sic) che è hoggi, havendovi io non solo aggiunto… 200 medaglie consolari… et … 60 MM (médaillons) eccelenti » (1640-1705) (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms. 76, ss. 132v.-133v. (s. 133): f. 11v-12v ; voir Molinari 2004, p. 122, notes 4 et 7, p. 128, note 30, Missere Fontana 2009, p. 205, note 163, p. 206, note 166, p. 295, note 371, p. 296, note 372, p. 299, note 387, p. 301, note 405; Molinari 2020, note 42).
-Lettre du 9 déc. 1651 (de Rome) : « Non posso corrisponder con altro all’onore che Vostra Altezza Serenissima mi fa, nell’inviare a me il signor Carlo Dati accio li communichi quel poco ch’io so nello studio delle antichità che obedirla esattissimamente, mi dolgo bene che valgio poco per eseguir meglio i suoi comandamenti e per servir un gentiluomo di tanta virtù e di tanto merito. Ho veduto le medaglie che l’istesso signor Carlo ha portate et gliene ho detto il mio senso, mi resta pero un medaglione ch’alla prima veduta non ho saputo, né accettar per antico, né rifiutar per moderno, domani lo rivedro con diligenza e mi risolvero » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 620 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 38-39). +