Grand document
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F
-Lettre du 18 mai 1652 (de Rome) : « L’Augusto è rinettato quanto si è potuto senza ritoccarlo, è riuscito mediocre, e pero il padrone ne vole per il meno cinque scudi, dolendosi non sia riuscito miggliore perché bramava di 7. o 8. Lo mandaro quest’altra settimana assieme con il Didio Giuliano, se al signor principe piaceranno, potrà ritenerseli, quando no, aspetteremo miglior occasioni” (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 622; M. Fileti Mazza 1998, p. 199, doc. 88). +
-Lettre du 25 mai 1652 (de Rome) : « Li mando uno scatolino con cinque medaglie : Augusto con ROM. Et AVG., Tito con il Congiario Primo, Didio Giuliano con RECTOR ORBIS, et due Gordiani Africani il vecchio. Dell’Augusto e del Tito non ne vole il padrone meno di scudi 5 l’uno… Quali di queste cinque piacerà a Sue Altezza Serenissima potrà ritenerle » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 622; M. Fileti Mazza 1998, p. 199, doc. 88). +
-Lettre du 19 oct. 1652 (de Rome) : « All’onore che Vostra Altezza Serenissia mi fa col commandarmi, vorrei esser atto a corresipondere con gl’effetti, come ne sono sempre desiderosissimo. Nel riconoscer pero le test delle quali mi manda i disegni, dico che per quanto posso apprender detto disegno, la testa d’uomo è di Teofrasto, quale se ben non pare al tutto simile a quella che è stampata, tutto cio paragonata all’originale, chi è qui, mi pare di poterlo giudicar tale ; delle due done quella della stola, essendo di maniera et abito greco, si puol verisimilmente dire sia ritratto d’alcuna regina o principessa greca della quale non abbiamo notizie. L’altro ritratto di donna mi è similmente incognito, li ho fatti vedere al signor Holtenio, ma cio non è di sua professione, né abbiamo qui persona intendente. Non è pero da maravigliarsi che quantità di ritratti in marmo restino incogniti, perché essendo quasi infinito il numero de qugli che, come dicono gl’istorici in Roma et in Grecia, si facevano ritratte in marmo, di quelli solo ci è arrivata la cgnizione, a’ quali si batterono anche le medaglie, essendo stati rarissimi quegli che hanno conservato nell’istesso marmo il nome. Conservato fra tanto questi disegni, se col tempo ne potessi avere qualche lume ch’ora non ho » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 620 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 39). +
-Lettre du 8 avr. 1656 (de Rome) : « Essendo capitate qui due medaglie, a mio parere belle e conservatissime, ho stimato bene in conformità de’ comandi già fattimi per parte di Vostra Altezza Serenissima, di mandargliele a vedere, sì come fo in uno scatolino ben sigillato, avendo notato il prezzo di ciascheduna nella sua cartuccia ; quando non piacessero farà grazia con comodità far rimandare. È capitato anco un Costantino Massimo in oro qual per riverso ha la sua figura sedente con globo in mano, simile a quello che Vostra Altezza ha nel suo studio, ma li titoli attorno sono diversi, essendo questo COS. VI, dove la sua è COS. III ; però quando a Vostra Altezza piaccia che per la diversità io la prenda, faccia grazia farlo avvisare in risposta di questa » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 632 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 222, n° 122) +
-Lettre du 29 avril 1656 (de Rome): “Questa mattina la regina di Svezia si è degnata di venir a mia casa a vedere le mie medaglie et antichità; n'ha vedute una parte e nella seguente settimana ha detto voler tornar a veder l'altre. Mi ha anco detto aver già scritto in Bruxelles, acciò venghino a Roma tutte le sue medaglie, libri e quadri, volendo essa in questa città vivere e morire, del che m'è parso darne parte a V.A.S., alla quale per fine profondamente m'inchino devotissimo et obbligatissimo servo perpetuo, Francesco Gottifredi, Roma li 29 aprile 1656 » (Florence, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 26; Barocchi-Gaeta Bertelà 2007, p. 537). +
-Lettre du 4 nov. 1656 (de Rome) : « Sento con molta amarezza la perdita del signor Pietro (nb : Peter Fytton ou Ficton), come d’un buono et onorato gentiluomo, piccia a Dio d’averle dato, come spero, riposo e pace. La curiosità che ho aura sempre grandissima di veder tante maraviglie adunate in una sola città, è stata sempre mortificata da una complicanza di moltissimi interessi che hanno tenuto sin qui inchiodata la persona all’assistenza delle cure domestiche, stando tutta la mole d’una numerosa famiglia sopra le mie spalle, senz’agiunto di fratelli o d’altri congionti a’quali la potesse per minimo tempo appoggiare, e potrà esser sicura Vostra Altezza Serenissima che, si avessi qualche respio, non mi terrebbono le catene, ch’io (già che Vostra Altezza mi fa tanta grazia del suo coratissimo invito) defraudassi me medesimo in cosa tanto bramata e nel debito in che mi ha constituito Vostra Altezza con tanti favori di riverirla di presenza e saziar gl’occhi in quelle cose che sono il non plus ultr delle cose maravigliose del mondo, staro pregando pero Iddio che esaudisca quanto prima in questa parte i miei desideri che sono ardentissimi. Quanto all’impegnarmi nell’avvenire più ardentemente nel servizio di Vostra Altezza in queste materie, la rendo certa che non avendo io abilità di servir Vostra Altezza in altro, llora mi reputero da lei maggioramente onorato, quando ella si degnara in simili cose continuamente impiegarmi. Rendendola anco certa, che tutte quelle notizie ch’io avvro in questa professione, non avro mai ambizione maggiore che di notificarle a Vostra Altezza, ancor ch’io mi creda che costi in Firenze si trovino ancor gentiluomini di questa professione molto intendenti » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 637; M. Fileti Mazza 1998, p. 37). +
-Lettre du 2 déc. 1656 (de Rome) : « Ho veduto un Traiano in oro con via Traiana assai bello, quale, se ben il padrone tien molto caro, tanto sperarei poterlo indurre a cambiarlo quando Vostra Altezza si compiacesse darle cambio fra le sue duplicate, di suo gusto, ma equivalente » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 639; M. Fileti Mazza 1998, p. 333, doc. 278). +
-Lettre du 16 déc. 1656 (de Rome) : « Seguirà certamente il cambio dell’Antonno che Vostra Altezza Serenissima mandarà con il Costantino, quale aggiungerò alle altre tre pur d’oro che conservo, per eseguire i suoi commandamenti, avendomi il signor Monanno rimborzato di tutto lo speso e per dette tre, et per l’ultima che mandai, col pardone del Traiano con via Traiana, negoziarò il baratto, e con le prime avvisarò il suo sentimento « (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 641; M. Fileti Mazza 1998, p. 333-334, doc. 278). +
-Lettre du 30 déc. 1656 (de Rome) : « Ho trattato col padrone del Traiano con via Traiana, e fra le duplicate di Vostra Altezza domanda quella d’Elio Cesare che a lui manca ; il cambio non è pari valutando io due scudi più questa di Vostra Altezza, e lui la pretenderia al paro. Ma prima d’avanzarmi desidero saper da Vostra Altezza se si contentaria di darlo, quando quello arrivasse al segno che a me paria giusto » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 643; M. Fileti Mazza 1998, p. 334, doc. 278). +
-Lettre du 13 jan. 1657 (de Rome) : « Quanto poi ai baratti, ho intieramente capito il sentimento di Vostra Altezza, e così eseguirò ; è però vero, che non avendo io notizia quali medaglie d’argento o di metallo manchino a Vostra Altezza, si renderà più lunga la conclusione dei baratti. Ora per questo faro diligenza quale medaglie potesse quest’uomo dare per ragguagliare il valore dell’Elio Cesare di Vostra Altezza » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 644; M. Fileti Mazza 1998, p. 334, doc. 278). +
-Lettre du 27 jan. 1657 : demande la catalogue de la collection du cardinal Leopoldo (voir Missere Fontana 2009, p. 246, note 63). +
-Lettre du 17 fév. 1657 : la spécialité de Gottifredi est de rabaisser les prix pour l’acheteur (voir Missere Fontana 2009, p. 249, note 85). +
-Lettre du 30 juin 1657 : idem « È capitata qui una medaglia mezzana di Vitellio con riverso d’una Vittoria che corona un trofeo e lettere VITTORIA AVG., e perchè tal riverso è raro assai, quando Vostra Altezza Serenissima non l’abbia fra le sue, avrei per bene che la prendesse, essendo giustamente ben conservata, e si averà per giusto prezzo. L’ho però fermata e n’aspettarò la risoluzione di Vostra Altezza » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 646 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 341, doc. 290 ; Missere Fontana 2009, p. 246, note 64). +
-Lettre du 20 juil. 1657 (de Rome) : idem ; « Ho già comprato il Vitellio mezzano, come Vostra Altezza Serenissima mi ha commandato, e lo conservarò con le tre medaglie d’oro che tengo di Vostra Altezza per eseguirne li suoi commandamenti » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 647 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 341, doc. 290 et Missere Fontana 2009, p. 246, note 64). +
-Lettre du 27 octobre 1657 (de Rome) : « Replico di nuovo a V.S. che tutte l’antichità sono calate di prezzo et calaranno ogni giorno d’avantaggio perché il denaro è mancato et le miserie crescano, p.ò (perciò) ogniuno vol vendere queste cose inutili et li compratori sono rarissimi, oltre che la terra ogni giorno ne dà delle nove ; nell’inverno passato sono stati trovati nelle grotte dei Martiri passa 50 M.M. (médaillons) ; è stata fortuna grande di chi ha da venderne, che cinque soli di essi si siano venduti in piazza perché di tutti gli atlri né è stato empito un bacile et portati a donare al papa, se quasi tutti si fossero venduti, assecuro V.S. che sarebbe calato il prezzo di essi sotto à s. (scudi) 3 l’uno, come furono venduti li d. (detti) 5 » ; « subio ricevuto il commandamento di V.A. Serenissima : ho fatto tutta quella diligentia, che m’è stata possibile per le monete consolari, che desideria, delle quali per essere la più parte rare, non ne ho trovate, se non le poche scritte nell’inclusa, ota, nella quale ho notato anco i prezzi, che quando piacciano ho stabilitio con i padroni di esse. Di queste istesse che V.A. desidera, ne ha molti quel gentilhuomo di Napoli, che vende già a V.A. le medaglie di metallo, ma le tiene in stima, cognoscendo la loro rarità e la curiosità, che di queste consolari, hanno li francesi, che ne hanno quasi spogliata Roma, duplicando di più quei prezzi che prima si pagavano. Se a questo V.A. commanda ch’io scriva, lo farrò già che qui in Roma, se non capitano dalla terra, ò de nuovo ne sono portati da fuori, come alcuna volta occorre, non so altro luogo da cercarle, dico per poterle comprare » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 647 ; Molinari 2004, p. 130, note 39, p. 131-132, note 47). +
-Lettre du 10 nov. 1657 (de Rome) : « Il signor Monanno mi ha, per ordine di Vostra Altezza Serenissima, sodisfatto di tutto lo speso per le medaglie prese sin’ora, compresovi il Vitello mezzano » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 649 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 341, doc. 290). +
-Lettre du 24 nov. 1657 (de Rome) : « Qui è capitan auna molto bella e rarissima medaglia grande di Giulia di Severo, quale ha per riverso la figura di Cibale, oppure della stessa Giulia in un carro tirato da quattro leoni e lettere MATER AVGG. S.C. Questa ora si rinetta, e credo riuscirà eccellentemente. Con tal riverso mi pare che Vostra Altezza non l’abbia, sì come dall’inventario vedo che ne meno sì ritrov nello studio del Gran Duca, che però deisdereria che venisse costì » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 650 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 265, doc. 179 ; Missere Fontana 2009, p. 246, note 63). +
-Lettre du 15 déc. 1657 (de Rome) : « Il padrone me ne domanda da principio dieci scudi, non essendone in Roma che un’altra sola, et allora me l’averia lasciata per scudi sei, ma non avendoli potuto io dar alcuna risposta, vista da diversi, se n’è invaghito per la sua gran conservazione e bellezza, un gentil’uomo lorenese, quale, se ben gli ha offerto sino a 3 doble, con tutto ciò questa mattina il padrone, che cognosce il suo vantaggio, non gliela aveva voluta ultimare, temo però che s’aggiusteranno » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 650 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 265, doc. 179). +
-Lettre du 5 jan. 1658 (de Rome) : « Acciò non mi avvenisse quello che mi è occorso delle consulari, la settimana passata non scrissi a Vostra Altezza, non avendo potuto ancora aver in mano la medaglia di Giulia con il carro de’ quattro leoni, quale, avendo ora auta, conservarò con le altre che tengo di Vostra Altezza, ma fu però necessario accrescere di due giulii di più all’ultima offerta, e così l’ho pagata 92 giulii » (Firenze, ASF, Carteggio d’Artisti, VIII, c. 652 ; voir Fileti Mazza 1998, p. 265-266, doc. 179). +
-Lettre du 30 mars 1658 : idem (voir Missere Fontana 2009, p. 246, note 64). +