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-Lettre du 15 août 1665 (de Rome) : « Essendo capitate qui due medaglie d’oro di dui imperatori bassissimi di Costantiopoli, l’una d’Aloisio e l’altra di Manuele, e credendo che Vostra Altezza Serenissima non l’h abbia fra le sue, mi è parso di mandarle a Vostra Altezza acciò possa vedere se sono di suo gusto » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 760 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 279-280, doc. 203).  +
-Lettre du 29 août 1665 (de Rome) : « Con l’ultima di Vostra Altezza Serenissima ho ricevuto dal signor Monanni li scudi 14 e 40 per il valore da me stabilito con li padroni delle medaglie mandate a Vostra Altezza » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 761 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 280, doc. 203).  +
-Lettre du 26 sept. 1665 (de Rome) : « Il medaglione di Galeno Massimiano è molto raro, che pero crederei che non quindici scudi appena fosse pagato, è ben vero che non essendo rinettato, e venendo da cavatori, sopra quali si è arrogato una suprema autorità, la persona che l’ha inviazto a Vostra Altezza Serenissima, è verisimile il credere che, avendolo esso pagato pochissimo, lo possa dare a Vostra Altezza per cinque o sei scudi, e forse per meno. Circa il farlo rinettare io lo stimo molto ben fatto, ma Vostra Altezza non si curi di farlo rinettare dalla persona che glielo vende, perché non lo fa bene, e abbiano qui due persone molto megliori, uno dei quali è perfitissimo » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 764 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 41).  +
-Lettre du 31 oct. 1665 (de Rome) : « Domani ne daro la cura a persona che lo sa fare meglio di tutti, essendo non solo prattico in tal professione, ma intelligente sopra tutti nella lingua greca, essendo stato segretario sin alla morte del già cardinale Astalli, e pero, avendoli io specialmente avertito a non palesar ad alcuno d’aver veduto o rinettato tali medaglie, sono certo che Vostra Altezza ne resterà obedito » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 295 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 42, note 2).  +
-Lettre du 7 nov. 1665 (de Rome) : « Riceverà Vostra Altezza Serenissima, in un scatolino siggilato fatto da me consegnare a’ ministri della Posta di Toscana, il medaglione di Massimiano e medaglia di Caracalla greco, fatto rinettare con quella maggior diligenza che si è potuto. Il Caracalla pero non ha fatta gran riuscita, si per quello che scrive l’istesso rinettatore nella carta dove viene involto, come per quello che mi ha aggionto in voce, che er stato altre volte rinettato e poi ricoperto con patina moderna » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 296 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 42, note 2).  +
-Lettre du 24 nov. 1665 (de Rome) : « Mi trovai l’oltra mattina col signor Ottavio Falconieri a discorire dello stdudio delle medaglie di Vostra Altezza, e del desiderio che ha di megliorarlo ogni giorno ; gli dissi esser comparsa una piccola medaglia d’oro di Pulcheria Augusta, sin ora cercata assai, massime quando ne fu fatto comporre e stampare la vita, ma mai ritrovata, che però era stimata medaglia singolare, dalle quali voci insuperbito il padrone, ne domandò grossissimo prezzo, et alla fine si è ristretto a dire che non ne vuol meno di cinque doble, quale prezzo stimato da me assai alto, non ebbi ardire di scriverne subito a Vostra Altezza. Ma esso mi riprese e mi disse voler egli scriverne a Vostra Altezza, che nelli studi di Roma e in quelli di Parigi, non si è mai veduta medaglia di tal donna, anzi nemmeno dal Golzio, che però non l’ha posta dal suo Thesoro, che però la stimo singolare. Quando Vostra Altezza ne avesse gusto, faccia l’onore d’avvisarlo » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 762 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 301, doc. 235).  +
-Lettre du 5 déc. 1665 (de Rome) : « Credo che questa sera il signor abbate Falconieri avrà in mano la Pulcheria avendo io dato al padrone il contracambio per il prezzo oppure per il ritorno dell’istessa » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 772 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 301, doc. 235).  +
-Lettre du 12 déc. 1665 (de Rome) : » Il signor abbate Falconieri, col quale mi sono questa mattina abboccato, si è preso la cura di aggiustarsi con il padrone della Pulcheria » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 772 ; M. Fileti Mazza 1998, p. 301-302, doc. 235).  +
-Lettre du 2 jan. 1666 (de Rome) : « Circa l’indice che Vostra Altezza mi dice voler fare ricopiare, la supplico farmi grazia a rimettere a me quell’istesso, che io già inviai, ancorché avesse molte cassature » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 775 ; M. Filetti Mazza 1998a, p. 42, note 2).  +
-Lettre du 10 avr. 1666 (de Rome) : « Riceverà Vostra Altezza Serenissima qui incluse due medaglie, una d’oro di Costantino, rare per aver l’elmo e sopra d’esso la corona di aloro, altra d’argento, vermaente rarissima, che è la 15 della famiglia Aemilia […] avendo io stabilitio con il padrone di quella d’oro, quando piaccia, scudi 3 compreso il peso dell’oro, e dell’altra d’argento rarissima scudi 4”; “Io procuro di invogliarne per quanto posso il Card. Azzolino nelle occasioni che ho alle volte di parlar seco, non so però se ne concluderà nulla almeno per adesso” (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, s. 152, f° 778 ; Giovannini 1984: 139, letter 44; M. Fileti Mazza 1998a, p. 220, doc. 120; Molinari 2020).  +
-Lettre du 17 avr. 1666 (de Rome) : « Sento con molta mia consolazione che a Vostra Altezza Serenissima siano gradite le medaglie, l’una d’oro et l’altra d’argento, che le ho inviate » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 779 ; M. Filetti Mazza 1998a, p. 220, doc. 120 ; p. 292-293, doc. 223).  +
Lettre du 15 janvier 1667 (de Rome): "Ho riceuto da Vostra Altezza Serenissima dentro la sua delli 8 gennaio una medaglia grande d'Augusto, quale secondo il mio parere, la stimo senza dubio falsa, ma a maraviglia ben falsificata che però crederei che Vostra Altezza facessi bene a non intrigarsi mai più con tal persona che gle ha mandato questa medaglia, il reverso si trova ne' crotoni di Nerone e d'Augusto, né mai s'è veduta in medaglia romana, avendo li contrasegni della modernità. La patina però è perfettamente falsificata, che però non dico cosa alcuna del prezzo. Mi pare che l'abbia stampata il Goltzio, ma credo che la sua fosse crotoniata, non potendosi dalla stampata riconoscere. Ho riceuto doppo, in una lettera diretta a Vostra Altezza, due altre medaglie e mi ha detto il signor Monanni che Vostra Altezza desiderava saperne da me e l'antichità e il prezzo, però circa la grande, ch'è d'Antonino Pio e della quale le lettere non si possono leggere et il riverso non si scorge qual si sia, è medaglia antica, et essendo testa assai ordinaria, vale molti pochi giulii. L'altra mezzana, per quanto io cognosco, mi par moderna, rimettendomi sempre al giudizio de' migliori intendenti di me, e rendendo fra tanto a Vostra Altezza quelle grazie che devo maggiori dell'onor che mi fa di tanta confidenza in comandarmi, a Vostra Altezza Serenissima profondamente m'inchino. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo et obbligatissimo servitore perpetuo Francesco Gottifredi Roma li 15 gennaio 1667" (Firenze, Archivio di Stato, CdA, VIII, c. 332; Barocchi - Gaeta Bertelà 2007, p. 859-860).  +
Lettre du 29 janvier 1667 (de Rome): "Sono molt'anni che io ebbi già una medaglia simile a questa, che Vostra Altezza Serenissima mi ha onorato di mandare, quale avendo lungamente considerata e conferita anco con Luca Olstenio, né lui, né io sapessimo mai trovare a chi spettasse tal riverso, che però niente di più mi resta a dire a questa di Vostra Altezza, massime perché non vi si legge alcuna lettera, che ci dia qualche lume d'essa. Le rendo fratanto quelle grazie maggiori che devo di tanto onore che mi fa, mentre io, senza più, a Vostra Altezza Serenissima profondamente m'inchino. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo et obbligatissimo servitore perpetuo Francesco Gottifredi Roma li 29 gennaio 1667" (Firenze, Archivio di Stato, CdA, VIII, c. 334; Barocchi - Gaeta Bertelà 2007, p. 860).  +
-Lettre du 26 fév. 1667 (de Rome) : « Io sono certo che Vostra Altezza Serenissima abbia nel suo studio la più parte delle medaglie ch’io ora mando, ma per poter avere alcune che sono veramente rarissime, tra le quali il Didio Giuliano mezzano, et essendo le altre assai conservate, mi sono indotto a fargliele vedere » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 788 ; M. Filetti Mazza 1998a, p. 43, note 1 ; p. 229, doc. 131).  +
Lettre du 5 mars 1667 (de Rome) : « Ho ricevuto dal signor Monnani il valore intiero delle medaglie mandate » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 790 ; M. Filetti Mazza 1998a, p. 43, note 1, p. 229, doc. 131).  +
Lettre du 18 juin 1667 (de Rome): "Dal signor Monanni ho riceuto l'intiero per le medaglie mandate a Vostra Altezza Serenissima, avendo sentito con molto gusto che per la loro bellezza siano state da Vostra Altezza gradite, ancor che la magior parte di esse Vostra Altezza già le avesse e perché il padrone di quelle ne ha un'altra quantità di rame grandi e mezzane, e se ben dice non volerle lasciar sfiorare, ad ogni modo sono certo che Vostra Altezza ne potria escluder molte, che così stimarei meglio quando si possa fare, acciò Vostra Altezza non si caricasse di tante duplicate, che però se Vostra Altezza così comandarà, gli ne farò fare una lista et inviarò prima di mandar le medaglie e già che esso per un mese le deve trattenere, starò fra tanto attendendo li suoi comandamenti, mentre senza più a Vostra Altezza Serenissima profondamente m'inchino. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo e obbligatissimo servitore perpetuo Francesco Gottifredi Roma li 18 giugno 1667" (Firenze, Archivio di Stato, CdA, VIII, c. 355; Barocchi - Gaeta Bertelà 2007, p. 860-861).  +
-Lettre du 3 déc. 1667 (de Rome) : « Ho ricapato in una quantità di medaglie che si devono vendere, di rame e d’argento alcune poche che mi sono parse non ordinarie, eglene mando inclus auna nota, acciocché vista de Vostra Altezza Serenissima, se crederà che alcune di esse possan essere di suo gusto, gliele possa far vedere con il prezzo di ciascuna » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 798 ; M. Filetti Mazza 1998a, p. 47, voir aussi note 1).  +
-Lettre du 3 nov. 1668 (de Rome) : « Rendo le più umilissime grazie che posso a Sua Altezza Reverendissima delli denari per la medaglia di oro et del campanello, et a Vostra Signoria resto con infinito obligo del favore che mi ha fatto. Delli disegni che si devono fare monsignor de’Massimi che già ha fatto disegniare et colore di pastelli di grandezza di un palmo, ha pagato al signor Pietro Santi, due scudi il pezzo. … Antonio Bancherotto mi ha consegnato, per mandare a Vostra Altezza Reverendissima, una medaglia di oro di Caligula rarissima, l’ha pagata 5 scudi, ne vuol sei, altra medaglia di oro con la testa di Jesu Cristo con lettere Jesus Cristo, ha di roverso due imperatori Miche e Teofilo ; altra piccola medaglia d’oro, mi par ionica, ne vuol 4 scudi » (Florence, vol. XVII, f° 159-160 ; M. Filetti Mazza 1998a, Appendice XVIII, p. 511-513).  +
-Lettre du 18 mars 1658 : envoi de l’inventaire de la collection de monnaies de Gottifredi en France (voir Missere Fontana 2009, p. 248, note 75, p. 299, note 389).  +
-Lettre du 20 juil. 1659 : nettoyage des monnaies sur la suggestion du client (voir Missere Fontana 2009, p. 248, note 75 et p. 254, note 126).  +