Grand document
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A
17 septembre 1750 (Florence): "AUM. Un denario antico della famiglia Lutatia, diede il Collarini" (Firenze, Biblioteca Biomedica, Manoscritti Cocchi, Effemeridi, 85: 8 luglio 1750 - 19 ottobre 1750; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 102, note). +
17 septembre 1750 (Florence): "AUM. Dono l. 13.6.8, valore supposto d'una medaglia piccola d'oro di Basilisco, diede Luca Corsi" (Firenze, Biblioteca Biomedica, Manoscritti Cocchi, Effemeridi, 85: 8 luglio 1750 - 19 ottobre 1750; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 102, note). +
18 janvier 1753 (Florence): "R. Ricevei la consegna delle medaglie venute d'Affrica nelle stanze del conte di Richecourt, me la diede il Dr Boulanger a nome di Mr Vauthier secondo un catalogo che se ne era fatto grossolanamente che io soscrissi. Mandai l'oro e l'argento alla Galleria ed il rame lo portai a casa per scegliere. Si lasciò in dette stanze un sacchetto di rifiuti, cioè medaglie di bronzo consumate" (Firenze, Biblioteca Biomedica, Manoscritti Cocchi, Effemeridi, 91: 10 ottobre 1752 - 30 aprile 1753; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 115). +
29 octobre 1754 (Florence): "USC. Cimelii l. -.13.4, tre medaglie antiche di bronzo da un muratore che disse averle trovate smurando vicino al ponte alla Carraia, d'Augusto col Sigillo NCAPR di Coramodo (Commodo?, ndr) e Numariano" (Firenze, Biblioteca Biomedica, Manoscritti Cocchi, Effemeridi, 94: 9 giugno 1753 - 31 dicembre 1754; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 121, note). +
11 octobre 1755 (Florence): "AUM. Dono d'amico, n. 24 medaglie da Giovanni Marsili da Parigi - e Rousseau De l'inégalité des hommes - quelle portò l'abate Barthelemy, quello Mr Mutzel. Salutatio Mutzelii apud Stoschium ubi occursus Barthelemei Regis Francor. antiquarii qui epistolam dedit a Marsilii et nummorum antiquor. sacculum" (Firenze, Biblioteca Biomedica, Manoscritti Cocchi, Effemeridi, 96: 27 luglio 1755 - 16 febbraio 1756; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 130, note). +
15 septembre 1756 (Florence): "R. Ricevei da Parigi un dono d'alcune medaglie dal signor Giovanni Marsili per mezzo del padre abate Sera, olivetano" (Firenze, Biblioteca Biomedica, Manoscritti Cocchi, Effemeridi, 98: 29 agosto 1756 - 6 marzo 1757; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 138). +
Lettre du 12 juillet 1746 (de Florence): "Il libro di medaglie, del merito del quale V(ostra) E(ccellenza) mi onora domandarmi il mio parere, consiste in una raccolta di 216 tavole intagliate ad acquaforte e disegnate mediocremente, nelle quali si rappresentano le copie di quasi tutte le figure di medaglie antiche, greche e latine, che s'incontrano in moltissimi libri, e forse di altre poche inedite senza dichiarazioni. Inoltre ad alcune solamente dei re di Macedonia, mancò il giudizio degli autori e dei luoghi dei libri che trattano di ciascuna medaglia; opra disposta dal Gegnero che gode buona reputazione tra i dotti svizzeri viventi. Benchè tale opra non sia sufficiente a produrre una idonea cognizione del soggetto a cui ella appartiene, può però essere utilissima per lo studio antiquario, poichè per mezzo di essa si può facilmente riscontrare quasi qualunque medaglia antica graca o latina di cui si vegga o si sappia la figura. Bene è vero che tra questi fogli io non veggo le tavole che appartengono alle medaglie delle famiglie romane, delle quali l'autore di quest'opra dice, a pagina 6, che egli ne fa la seconda delle 4 parti in cui tutta è da lui divisa, cioè: 1. greche dei re e dei popoli 2. Famiglie romane 3. e 4. degli imperatori romani. E siccome ci dice che gli stampatori in quella edizione non avevano difficoltà a venderne anche le prime separatamente, così non è impossibile che da questo esemplare sia stato disgiunto la detta 2.a parte delle famiglie. Io credo che tal libro starebbe molto bene tra gli altri della preziosissima libreria di Vostra Eccellenza, ma intendo completo nelle dette sue 4 parti. Il prezzo di tutta l'opera, cioè delle 4 parti, è accennato alla medesima quattrini 6, essere stato per i soscritti fiorini 30. Suppongo in Zurigo alla bottega ove è stampato nel 1738. Io non so poi qual ne sia stato il valor mercantile in quella città, essendo questa la prima volta che io lo ho veduto, ed avendo solamente sentito dire alcuni anni sono, che qua lo aveva, e se lo teneva caro, il barone Stosch" (Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi, 282/3, minuta non autografa; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 77).
Lettre du 17 octobre 1744 (de Venise): “Ricordandomi io che una volta Vostra Eccellenza si compiacque domandarmi il mio sentimento intorno alla raccolta di medaglie del signor Apostolo Zeno, sopra una nota generale che le ne era stata presentata, ed avendo ultimamente avuta occasione di vedere e di considerare alcune parti della medesima raccolta, ho stimato dovere dell’impiego nel quale ho l’onore e la fortuna di servire Sua Altezza Reale, il rappresentare a Vostra Eccellenza come a suo principale ministro, che tra le dette medaglie ne sono molte che accrescerebbero in modo insigne il pregio della ricchissima raccolta di Sua Altezza Reale che già possiede nella sua Galleria, riempiendo quasi tutte le piccole mancanze che vi sono, onde ella diventerebbe forse la più considerabile dell’universo per la rarità ed eccellenza. Vero è che il signor Zeno non parrebbe volersi disfare se non di tutta la raccolta insieme, che compresi tutti i metalli e tutte le grandezze, ascende intorno al numero di diecimila, tutte sincere e ben conservate, medaglie delle quali molte sono simili a quelle che già possiede Sua Altezza Reale, ma è vero altresì che è di tanta importanza il valore di quelle che mancano, che le doppie verrebbero a costare un prezzo molto moderato delle quali insieme con altre, che pur sono doppie nella raccolta di Sua Altezza Reale, si potrebbe comporre una separata serie assai competente e stimabile da farne quell'uso che più piacesse alla medesima Altezza Reale [...]" (Private, Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi, 93/2, minuta; Mazza - Tomasello 1996, p. 68; Tomassoni 2021a, p. 191-192; Tomassoni 2022b, p. 107). +
Lettre du 18 février 1747 (de Florence): "Le annesse medaglie non solamente sembrano, ma sono moderne, e doppiamente spurie, poiché sono tutte copiate, cioè gettate, e non di conio, e il conio delle originali è moderno e dei due medaglioni nemmeno fatto con probabile imitazione dell'antico. Le due minori vengono dai conii del Padovanino, massime quella d'Ottone onde è falsissima. Il pregio loro è pochissimo sopra il valor del metallo, non essendo buone e nemmeno belle quanto basta per falsità. Al dottor Cocchi dispiace che l'illustrissimo signor commendator Buondelmonti consigliere non l'onori con qualche più difficile incomodo riputando egli sua fortuna il poterlo ubbidire" (Archivio Baldasseroni, Epistolario Cocchi, 317/3; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 78, note). +
-Lettre du 14 septembre 1746 (de Florence) : He has a son to help him, but explains that the work will be slow because of his being obliged to earn his living and be an old man of many arts, viz., attending the sick, lecturing on anatomy, acting as Keeper and secretary of the Medicean treasury of coins in Florence, to which are added exhausting family cares. He adds a plea to O. to put in his library this copy of the pamphlet on certain seals («cerae») which he has lately brought. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 483 fols. 181-184). +
Lettre du 25 janvier 1749 (de Florence): "Per meglio eseguire l'ordine di S(ua) E(ccellenza) il signor Presidente delle Finanze comunicatomi da V(ostra) S(ignoria) I(llustrissima) intorno alla scelta delle medaglie per accrescere e migliorare la raccolta di S.M.I., credo che sarebbe più sicuro metodo il trasportare tutta la massa di essa alla stanza della detta raccolta per farne il paragone, potendo essere che molte di quelle del fisco, benchè non abbiano nè diritto, nè rovescio diverso, siano però meglio conservate o abbiano qualche minuta e più stimabile varietà, onde meritino di essere o permutate, o aggiunte, per rendere la detta raccolta cesarea sempre più singolare. Di ciò ebbi l'onore di far menzione ieri a S(ua) E(ccellenza) medesimo, onde se V(ostra) S(ignoria) I(llustrissima) si compiacerà di prendere sopra di questo dall'E.S. l'ordine ulteriore, io mi conformerò pienamento ad esso, ricevendo la consegna delle dette medaglie, o a pezzo o a numero, o comunque piacerà a S(ua) E(ccellenza), e ne farò l'opportuna ricevuta, ed in sequela la scelta il più prontamente e diligentemente che sarà possibile" (Firenze, Archivio di Stato, Miscellanea di Finanze A, 320; Fileti Mazza - Tomasello 1996, p. 86). +
-Lettre du 27 janvier 1722 (de Bucarest) : « On a trouvé ici une médaille d’or, qui représente Themistocles avec la barbe, et couronné des lauriers avec cette inscription d’un côté et de l’autre il y a une victoire ailée assise sur la proue d’un navire, laquelle tient dans la main droite une branche d’olivier et dans la gauche une couronne avec cette inscription . Cette figure paraît tout-à-fait différente de celle que Ursin dit avoir tirée de son cabinet, et des autres auteurs qui représentent le même Themistocles sans barbe, et sans cheveux avec le nez aquilin. Je vous prie donc Monsieur, vous dont le jugement est si juste, de nous développer notre doute, et Themistoclem a falso Themistocle secernere. Ce grand homme-là vous sera, pour ainsi dire, redevable de l’avoir tiré des ténèbres, et vengé des injures du temps » (Amsterdam, Ms. R.K., K 41 e ; Jean Le Clerc, Epistolario, IV [1719-1732], 1997, lettre n° 707, p. 146-7). +
-Lettre du 11 février 1722 (de Bucarest) : « Nous voudrions avoir volontiers aussi les auteurs plus renommés, et plus choisis, qui traitent de re nummaria : de quelque belles éditions, avec des figures en taille-douce, mais qu’ils ne soient pas volumineux. Nous vous en laissons le choix comme à une personne des plus savantes de notre siècle. Nous avons sur ces deux matières (nb : épigraphie et numismatique) Gruterum, Sponium, Spanhemium, Wilde, Landium, Stradam, Carolum Patinum, Beyerum et Morelli Specimen » ; « Je crois que vous serez bien aise d’apprendre que nous avons ramassé ici une quantité de médailles fort rares, qu’on a trouvées dans ce pays, et alentour (ce qui les garantit de tout soupçon, qu’elles puissent être fausses) entre autre une médaille de Pescennius Niger, une autre de Pertinace ; et plusieurs autres très choisies. Nous avons aussi la médaille d’or , sur laquelle Charles patin a eu lieu de railler la pédanterie d’Erasme. Si nous n’avons pas beaucoup d’auteurs qui traitent sur cette matière, nous espérons du moins d’avoir en peu de temps un petit cabinet de médailles, qui pourra passer pour une petite rareté dans l’Orient » (Amsterdam, Ms. R.K., K 41 g ; Jean Le Clerc, Epistolario, IV [1719-1732], 1997, lettre n° 709, p. 150-1). +
-Lettre du 26 février 1722 (de Bucarest) : « Comme nous admirons dans vos bibliothèques votre grande connaissance des médailles, je vous prie de me mander ce que vous jugez d’un grand médaillon en cuivre de Pompée le Grand, que nous venons d’acquérir ; d’un côté la figure de Pompée avec la barbe, et l’inscription Pompeus Magnus, de l’autre côté une victoire ailée avec un trophée, en bas Roma. C’est peut-être quelqu’un de sa famille, qui se faisait une gloire de ce grand nom, et qui a fait battre ce médaillon, qui d’ailleurs ne peut être nullement soupçonné comme fausse. Nous avons encore acquis une autre médaille de cuivre de Corinthe, laquelle a d’un côté , et de l’autre C CE C. Je vous prie de nous marquer si cela est quelque chose de rare, et si on en trouve en Occident » (Amsterdam, Ms. R.K., K 41 h ; Jean Le Clerc, Epistolario, IV [1719-1732], 1997, lettre n° 710, p. 153-4). +
-Lettre du 9 avril 1722 (de Bucarest) : « Nous avons acquis dernièrement une médaille d’argent, laquelle nous croyons être rare, à cause que nous ne la trouvons en aucun des index des médailles parmi les auteurs que nous avons ici sur cette matière. Il y a d’un côté la tête, à ce qui nous semble, de Diane, et de l’autre côté une chèvre et du dictame, avec ce mot : ainiou écrit avec o et non avec . Peut-être que Diane, qu’on appelle aussi ς a été honorée par ceux de ce port là par cette médaille. Faites-moi la grâce de nous dire ce que vous en pensez. Si cette médaille aurait tombée dans les mains de quelqu’un de ces auteurs qui ont écrit de re nummaria, on n’aurait peut-être point fait de difficulté de nous la donner avec l’, croyant que c’a été la faute du monnayeur, que d’y avoir mis l’o à la palce de l’. Mais à notre avis il ne faut faire des pareilles corrections, qu’avec bien de (la) réflexion). Car ceux qui nous donnaient anciennement ces médailles, n’avaient pas égard à l’ortographe grecque, qu’on écrivait de leur temps, mais à celle qui était la plus ancienne. Car quoique selon divers temps on y ait fait quelque changement, on avait toutefois tant de vénération pour la première, et la plus ancienne, qu’on croyait qu’il était plus assuré de se servir de celle-ci, que de l’autre en la conservant dans les médailles, qu’on voulait faire passer à la postérité » (Amsterdam, Ms. R.K., K 41 i ; Jean Le Clerc, Epistolario, IV [1719-1732], 1997, lettre n° 713, p. 158). +
-Lettre du 13 septembre 1725 (de Florence): He mentions contents of the bundle sent containing his collations of Pliny and commentary on Homer. He describes the programme for making an edition of the Museum Florentinum. He himself is engaged on the Donian Collectanea. He has acquired some of the «gemmae» and cameos which belonged to Anna, once the wife of the Elector Palatine. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 499, f° 5-7). +
-Lettre du 24 janvier 1735 (de Florence) : Abstract : He wants more subscriptions for production of the Museum Etruscum in which the Duke is giving him every facility; also for Xenophon Ephes. which is harassed by delays; and he would be helped on if the bookseller would strike a bargain with him. Of books edited in your parts he picks out Antoninus’ journey, and I offer you books from Italy. I congratulate you on having provided for the inclusion of H. Grotius and J. Le Clerc to enrich the anthology, which has been awaited with prolonged expectancy. Among further works mentioned are the project to publish vol. 4 of the Museum Florentinum which is to include 300 of the largest coins called medals. Fontaninus is to bring out enlarged works on eloquence, and 4 volumes of Anastasius with a wealth full of ancient monuments and inscriptions. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 499, f° 44-45). +
-Lettre du 21 octobre 1738 (de Florence): Concerning books he is sending along with catalogue and price list, and books he would like to have relating especially to philology and antiquities, and recent editions of Herodates and Thucydides; he is struck also with Burmann’s «de vectigalibus et Jove Fulgurantore»; also his collection of letters of famous men. I am engaged on coins, and Etruscan inscriptions, but deferring Cricellarius’ work on Victor’s «de regionibus urbis» which is to include bronze engravings of the traces of the ancient city. He has offended Maffeius by not mentioning him in the Museum Etruscum (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 499, f° 63-65). +
-Lettre du 27 octobre 1739 (de Florence): He relates the showy performance of Maffeius at Rome then at Volterra in Tuscany, where he cast mud at me, and then at Florence where he ransacked the Riccardi library. But he will have his work cut out for him in attempting to refute my answer to his remarks. You will receive this from Baron de Thoms. If only there could be a Latin translation of his remarks; you would recognise and ridicule a first class plagiarist. He (M.?) saw me at work in delineating the huge Etruscan urns, greeted me formally and then attacked me on paper. I appeal to your judgment. Maffeius’ work «de Gratia» sets out to show he alone is the first to have understood the mind of Augustus; but when questioned at Florence he was silent and denied that he had written the work. At Rome he and a French colleague had 4000 inscriptions on stone copied out. Among further items he refers to the recent edition of a first volume of a work on coins of large size now in the Vatican library, which Rodolphua Venutua described (illustravit). ... (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 499, f° 71-72). +
-Lettre du 3 mars 1741 (de Florence): He is very grateful for the receipt of the money; is going to send him various works, firstly 2 vols. of the Museum Florentinum including large Medici coins with his explanation. He quotes the prices; also a very ancient Greek commentary an Homer lately published at Venice from the codex in St. Mark’s library. He asks to be sent Queen Christina’s «nummo phylacium» with Havercamp’s commentary and other philological works. I have never had vol. 5 of the Misc. Obsns. He refers to the «examen controversiae» between himself and Maffeius included in a book brought out at Venice, on which he has further (illegible) things to say. I am now engrossed in examining the rest of the coins in the Medici collection comprising 3 volumes and when I have time adding notes to Cricellarius’ work. Canon Mazzochi is said to have much to add to the history and controversies of the Pandects. I long for the appearance of your Sicilian journey, and he speaks of Christian mediaeval inscriptions found at Catania. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 499, f° 83-84). +