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List of results
- Charles Patin - Sebastian Faesch - 1674-2-22 + (-Lettre du 22 février 1674 (de Venise) : P … -Lettre du 22 février 1674 (de Venise) : Procès à Strasbourg: l’avocat contre Pauli demande de l’argent ; Faesch doit prendre 50 fl. sur le fonds de Patin et les transférer à Breuning. Le procès doit être accéléré. Bientôt à Rome ou à Bâle. Avec Hofmann à Bâle : surtout pour remercier la femme d'avoir envoyé de l'argent. Numismatique : une boîte viendra pour Faesch ; elle ne doit pas être ouverte. PS : un gros paquet de lettres à Mme Patin avec beaucoup de contenu a apparemment été perdu ; Faesch devrait s’en enquérir (Basel, UB, G2 I 32, fol. 118).n enquérir (Basel, UB, G2 I 32, fol. 118).)
- Charles Patin - Sebastian Faesch - 1676-2-22 + (-Lettre du 22 février 1676 (de Padoue) : F … -Lettre du 22 février 1676 (de Padoue) : Für versch. Bedarf Moria-Ex. bereithalten! Die Schuldner, auch Raillard, Genath, Heusler, etc. werden sukzessive bezahlt. - Verschiedene Aufträge, die F. erledigen soll. - Professeur immer noch nicht geregelt. Hausinstallation in Venedig, wohin Familie gezogen. - 1 Fass konnte nicht ausgelöst werden (409 ital. [?] Spesen!) F. soll nach einem verschwundenen Suetonpaket für Lyon nachforschen. - Bitte um Clichées für "Relations": sie sollen ital. erscheinen. Ein lat. Text zu verbessern von F. - Bilder, die P. gehörten, in B. - Persönliche Sachen. (Basel, UB, Man. G2 I 32, f° 131).Sachen. (Basel, UB, Man. G2 I 32, f° 131).)
- François-Michel Le Tellier de Louvois - Jean Gallois - 1684-2-22 + (-Lettre du 22 février 1684 (de Versailles) … -Lettre du 22 février 1684 (de Versailles) : « Quoique je ne doute point que vous n’apportiez demain les vases de jade qui sont à la Bibliothèque du roi, je ne laisse pas de vous faire ce billet pour vous recommander de n’y pas manquer et d’y joindre en même temps toutes les autres curiosités qui sont dans ladite Bibliothèque. Que s’il y en avait une trop grande quantité pour que vous les puissiez toutes apporter demain, vous en apporterez ce que vous pourrez et un mémoire de ce qui restera. » (Paris, Service Historique de l’Armée de Terre, A1710, f° 493 ; Sarmant & Masson 2007, lettre n° 303, p. 106).ant & Masson 2007, lettre n° 303, p. 106).)
- Enrique Flórez - Agustí Sales i Alcalà - 1755-2-22 + (-Lettre du 22 février 1755 (de Madrid) “Yo … -Lettre du 22 février 1755 (de Madrid) “Yo ya estoy disponiendo abrir las láminas de las medallas de España por quanto el rey me socorrió con mil pesos para la obra, que pasa de dos mil ». Y los gastos siguieron elevándose: “Solo ha compuesto 300 páginas, que no llegan a la mitad del Libro, y assí va despacio el publicarle, y sólo van ligeros los gastos, que pasan ya de tres mil Ducados” (Campos 2002, p. 410-411 ; Campos 2010, p. 18).os 2002, p. 410-411 ; Campos 2010, p. 18).)
- Patricio Gutiérrez Bravo - Manuel José Díaz de Ayora - 1766-2-22 + (-Lettre du 22 février 1766 (de Arahal ?) : (Madrid, Bilioteca Nacional de Espana, Ms. Mss/12939/27, F° 22v).)
- Antonio José Mosti - Antonio Valcárcel Pío de Saboya - 1774-2-22 + (-Lettre du 22 février 1774 (de Cadiz) : (Paris, BnF, Ms. Esp. 525, f° 16r-v))
- Georg Zoëga - Joseph Eckhel - 1791-2-22 + (-Lettre du 22 février 1791 (de Rome) : en italien ou en allemand (Wien, KHM, MK Archiv V))
- Ottavio Falconieri - Leopoldo de' Medici - 1667-1-22 + (-Lettre du 22 jan. 1667 (de Rome) : « Hier … -Lettre du 22 jan. 1667 (de Rome) : « Hieri, per le mani del Monanni, ricivei il medaglione di Filippo nel conseguimento del quale ho riconosciuti sempre maggiori gli effeti della benignità del ser(enissi)mo Granduca e della efficacissima protezione di V(ostra) A(ltezza) alla quale, per un favore così singolare, rendo le devute humilissime grazie. Il medaglione è veramente degno dello studio di S(ua) A(ltezza) S(erenissima) et hoggi appunto ho havuto congiuntura di communicarlo al si(no)re Abb(at)e Seguino et al sig(no)r Gottifredi i quali non si potavano saziare di lodarne insieme con la conservazione, la quale veramente è tale che non lascia luogo alcuno di dubitarne, sì della verità delle lettere , sì di alcune altre minuzie, le quali non si distinguevano in quelli del sig(no)r cardinal Ottobono e del sig(no)r Agostino. Spero che nella prossima settimana ne sarà finito l’intaglio, onde facilmente potrò con le prime rimetterlo nelle mani del Monanni e, se la stampa con le solite lunghezze non me l’impedisce, credo che potrò mandare a V(ostra) A(ltezza) al principio del mese futuro quel poco che alla mia debolezza è riuscito di dire circa alla spiegazione di medaglia tanto curiosa... » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, X, f° 176; Giovannini 1984, p. 170-1, lettre 69).76; Giovannini 1984, p. 170-1, lettre 69).)
- Ottavio Falconieri - Leopoldo de Medici - 1669-1-22 + (-Lettre du 22 jan. 1669 (de Rome) : » Lo s … -Lettre du 22 jan. 1669 (de Rome) : » Lo scatolino inviatomi da V(ostra) A(ltezza), ennovi il madaglione di Constanzo insieme con i sei intagli, mi fu reso sabato dal Monanni ed io, pensodo di poter rimandare il tutto con l’ordinario di Lione che parte hoggi, tralasciai di accusarne sabato la ricevuta all’A(ltezza) V(ostra). Non mi è però riuscito in questo breve tempo di poter eseguire interamente i comandamenti di V(ostra) A(ltezza) e particolarmente per quello che appartienne al medaglione di Constanzo, il quale con la rinettatura del Cameli è per acquistare non poco. Spero bene di poter sabato prossimo consegnare ogni cosa al Monanni con aggiugnervi di più non so che altra medaglia propostami dal Bancherotto…» (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, X, f° 230; Giovannini 1984, p. 233, lettre 123).230; Giovannini 1984, p. 233, lettre 123).)
- Lelio Pasqualini - Nicolas-Claude Fabri de Peiresc - 1606-1-22 + (-Lettre du 22 janvier 1606 (de Rome) : « [ … -Lettre du 22 janvier 1606 (de Rome) : « [241 (162)] Molto illustre signore, Con l’occasione presente rispondo alla lettera di Vostra Signoria data in Parigi il settembre passato credendo, secondo che ella scriveva, che a questa hora si sia ripatriata: piacerà 1 à Dio che sia con prosperità et contento suo. Dissi a Vostra Signoria che le medaglie che hanno una testa l’una sopra l’altra non facevano fede, che la mano destra fosse più degna che la sinistra; né il contrario, et che erano fatte à caso et à piacere dagli artefici: hor ella non se ne quieta, et me ne domanda la ragione: saperà dunque che il disegno d’una testa si fa con molto maggior facilità se si fa guardare verso la mano sinistra dell’artefice, che verso la destra; et di qui avviene che ordinariamente le teste nelle medaglie sono voltate a man destra del guardatore, per la facilità dell’intagliar il conio con la testa voltata à mano sinistra: et Vostra Signoria può vedere per isperienza, che in cento medaglie, appena se ne tireranno tre o quattro voltate à man sinistra. L’altra osservazione si è, che sempre sta di sopra la testa della quale è principalmente la medaglia, ancorché l’altra testa fosse di deità: così ho veduto un bellissimo medaglione di Commodo con una testa di Pallade sotto, se però non era l’Amazone dell’effigie della quale egli soleva sigillare : onde quando l’artefice ha servito alla facilità sua nel disegnare, et intagliare il conio, la testa prencipale della medaglia è venuta di man destra come si vede nella [medaglia] grande in argento di Marco Antonio con Cleopatra et nelle [medaglie] in oro et in argento di nerone con Agrippina: quando poi l’artefice o per …[lacuna], o per semplice curiosità o per altra cagione ha voluto deviare dall’uso comune, et superare ogni difficoltà disegnando il [conio] a mano destra allhora la prencipal testa nella medaglia ha tenuto la parte sinistra; si come si vede nella medaglia grande in argento di Claudio con Agrippina. 2 Io non ho risposta dell’Apolline di Dioscoride, ma perché ho da vedere le cose che furono dell’Orsino per servigio del signor Cardinal Borromeo, spero che con tal occasione mi verrà fatto di haverlo, e lo manderò con l’altre cose tutte che ella desidera, et con qualche aggiunta ancora, che non le 3 dispiacerà, et sopra tutto haverà un disegno della forma vera del parazonio [lacuna] di far torto à così bella anticaglia [v] dandone fuor disegno, perché così non si può rappresentare la bellezza sua: basti à Vostra Signoria per hora di sapere, che il fodero suo è di metallo, et tutto lavorato minutissimamente con commesso di oro, et di argento: non si può già levar dal fodero, per il foco, et per la rugine grandissima che ha patito; ma perché del fodero ne manca la metà da un lato per ciò si vede chiaramente la forma del pugnale et chiaramente si conosce, che Antonio Agostino s’ingannò molto nel descriverla. 4 Dell’aco criniale so di haver veduto, et notato alcune cose ma non le ho trovate: ben mi ricordo, haver letto nell’Asino d’oro d’Apuleio che una Donna per certa vendetta cavò gli occhi ad un huomo con l’aco criniale, non havendo altra arma; il che sicuramente non si potrebbe fare con questi d’oro, di che noi trattiamo; i quali perché tutti hanno qualche ornamento, o di gioie, o d’altro, io stimo che non servissero, se non per fermare detti ornamenti ne’ capelli; massimamente vedendogli tutti torti à modo di uncino et l’aco crinale che fosse lungo poco men d’un palmo, fatto à modo di puntaruolo, et che servisse solo per separar dirittamente l’una parte de’ capelli dall’altra; si come usano hoggi ancora le donne di fare dalla fronte fin alla sommità della testa; et tale spartimento è per cagione che appare la cotica della testa, come un sentiero diretto; il quale sentiero in Bologna (forse traendolo dalla voce latina) si chiama …. polla quasi dica piccolo calle: se io ritrovarò l’ [indicationi] , che io ho notate le manderò. 5 Ho sentito infinito piacere della bella Corona acquistata per più cagioni: et certo che VS l’ha descritta con tanta diligenza, che mi par proprio di vederla rappresentata in disegno, non in scrittura: io non giudico che sia di altra persona, che di [imperiale], si come non era proprio ornamento di altro: ben so che nelle tragedie si usavano corone finte, di che mi ricordo haver letto alcuna cosa in Plinio; e potrebbe essere che questa fosse una di quelle; ma io credo più tosto, che fosse imperiale, non però quelle proprie che portava l’Imperadore, [242r]ma una finta fatta dopo morte, et sepellita insieme per minor spesa, et sansa pericolo che fosse rubata: è gran tempo che io son in questa opinione, che gli antichi mettessero cose finte, et di poco prezzo nelle sepolture in memoria de morti; et ho messo insieme tante cose à questo proposito, che quasi 6 non mi pare, che se ne possa dubitare: et frà l’altre ho quattro annella d’oro finissimo che tutte insieme non arivano al peso di mezzo scudo: la forma è l’ordinaria degli antichi; et tutti hanno legati camei; et sono trovati nelle ceneri; et la grandezza è questa • [cerchio a inchiostro diam 5 mm] . talché io non so à che potessero mai servire altro che à memoria, con poca perdita, et pericolo: L’impronto del Pompeo non è fatto sopra la medaglia più bella, che io hebbi timore che si guastasse.7 Veggo dalla lettera di Vostra Signoria che io le scrissi di M. Marcello tutto il contrario appunto di quanto, che io haveva in mente: in effetto bisogna perdonare alle note che io hò, che lo meritano per la qualità loro: io volsi dire in somma che io stimava, che quello intaglio fosse di Mario et non di Marcello come altri credevano: vero è che la L può servire all’uno, et all’altro nome, ma la ciera non è di Marcello la quale ha la fronte quadrata grandissima anzi è mezzo calvo; et l’intaglio è tutto coperto di capelli; con picciola fronte; et tonda; il Marcello ha il naso profilato, et grade molto; et l’intaglio l’ha proprortionato, et aquilino; et ha la parte di sotto della bocca, che sporge in fuori più di quello di sopra, al contrario à punto del Marcello; oltre che non è sì scarno il taglio et così asciutto come Marcello: et quello che molto giudico da stimare sì è, che egli rapresenta ottimamente quella acerbità di aspetto condita con gravità, et certa maestà, 8 che gli dà Plutarco: Il Mario dell’Orsino è cavato da uno intaglio in corniola; et lo giudicavano Mario, perché era simile ad una testa di marmo che è in Campidoglio; et quella testa giudicavano essere di Mario, perché era simmile all’intaglio dell’Orsino: questo è quanto in effetto io ne potei mai cavare. [242v]9. Dell’intaglio del Diogene Vostra Signoria ha ragione, che per la concavità degli occhi somiglia ad una maschera; ma poiché ci sono le lettere, et l’intaglio è sincero et buono, bisogna dire, che lo rappresentassero sotto forma di maschera, per la somiglianza che ne ha veramente: overo forse per dir meglio rapresentassero una maschera con l’effigie di Diogene. 10. Quanto al Carlo Magno io assicuro Vostra Signoria haverne veduto in Roma in mano di un Giovane Fiamengo (nb: Philips van Winghe?) una moneta in argento poco più piccola di un giulio, con la parola, Magnus, tutta distesa, et era così somigliante à questo mio piombo, che niente più: se bene per le parole istesse del rovescio parve à tutti, che non potesse essere altro che il Magno: perciochè 11 scrivono che i Re di Francia non potevano diliberare di cosa niuna grande apartenente al regno senza il consiglio degli Stati; come hoggi si fa dall’Imperadore, et forse ancora in qualche parte della Francia: hora Carlo Magno privò gli Stati di tale authorità, et sopraintendenza, et si fece padrone assoltuo; tal che pare che ragionevolmente gli convenga il titolo di renovatore del Regno: taccio che egli solo acquistò più, che molti altri insieme, che seguirono dopo lui, se però gli authori non mentono. Quello che dice Vostra Signoria che à Carlo Magno si conviene più tosto in nome di fondatore che rinovatore del splendore dell’Imperio Francese, sarebbe vero quando la Francia sotto gli auspicij di quell’Imperadore et non prima si havesse acquistato nome di forte, et di valorosa: ma si sa, che i Romani hebbero maggior difficoltà in acquistar la Francia, che quasi altra provincia fin à quel tempo: con tutto ciò né di questa, né di altri simili cose piglierei giuramento; tutto si dice per discorrere; senza il qual discorso l’antichità sarebbe morta. Circa l’impronto di cera del nicolo io non so che ne dire à Vostra Signoria perché nel forar la lettera, dove si haveva da mettere la nizza, per sigillarla, poi, il caso portò che il coltello diede à punto sopra l’impronto et lo guastò tutto: sì che se ne vede molto poco: et per quanto posso conietturare, stante l’imperfettione detta, lo intaglio mi par buono. [243r]12 Né il Gorleo De Annulis; né Gioan du Bois delle medaglie sono fin ad hora capitati qui: ne meno ho potuto havere ancora l’ultimo libro de’ [canc.] degli huomini illustri dell’Orsino; io non so perché si tardino tanto à comparire; non ho manco potuto trovar mai un libro di Pietro Pithei Adversariorum subsecivorum (?) che fu stampato in Parigi fin l’anno 1561 ne’ l dico però perché Vostra Signoria se ne dia impaccio, che io ho già parlato con un libraro che me gli promette tutti per la prima occasione. io scrivo in letto, dove sto distenuto più tosto da malinconia, [canc: ch’a da male] et da cattivi tempi, che da male: onde se non do intera sodisfattione à Vostra Signoria mi perdoni di grazia, et con la felicità dell’ingeno suo supplisca alli miei difetti: et pregandole ogni contento, le bacio la mano di Roma lì XXII di Gennaro 1606. Di Vostra Signoria servitore affettionatissimo Lelio Pasqualini” (Paris, BnF, Fonds français 9539, f. 241r-243r ; Carpita & Vaiani 2012, n° XXV, p. 119-123).arpita & Vaiani 2012, n° XXV, p. 119-123).)
- Francesco Mezzabarba Birago - Antonio Magliabechi - 1681-1-22 + (-Lettre du 22 janvier 1681 (de Milan) : Mezzabarba visite les cabinets de Parme, Modène, Mantoue, Vérone et Venise (Florence, Biblioteca Nazionale Centrale, Epistolario Magnavacchiano, Ms. Cl. VIII, 778 ; F. Missere Fontana 2000, p. 169, note 38).)
- Gisbert Cuper - Johann Georg Graevius - 1695-1-22 + (-Lettre du 22 janvier 1695 (de Kampen): Sa … -Lettre du 22 janvier 1695 (de Kampen): Sad to say Calkberne$us who had sent him the Palmyrene journey and Syrian coins of beauty and rarity has died: and it is doubtful whether anyone can be found to undertake the work he had been about of communicating his observations. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 478, f° 113-15).ian Library, MS D’Orville 478, f° 113-15).)
- Lancelot Favart - Claude Picard Duvau - 1732-2-22 + (-Lettre du 22 janvier 1732 (de Reims) : « Vous voilà présentement le plus riche antiquaire de l’Europe » (Paris, BnF, Manuscrits, fr. 15186, f° 93 et 95 ; Sarmant 1994, p. 654, note 22 et 2003, p. 158, note 22).)
- Louis-Sauveur de Villeneuve - Joseph de Seytres de Caumont - 1734-1-22 + (-Lettre du 22 janvier 1734 (de Constantino … -Lettre du 22 janvier 1734 (de Constantinople) : « M" Sevin et Fourmont on dit vray lorsque, dans la relation qu’ils ont donnée de leur voyage, ils ont fait entendre au public qu'il y avoit peu de découvertes nouvelles à faire en Levant en fait d'antiquité. Depuis leur retour en France, j'ay continué de faire la recherche des anciens manuscrits, dans toutes les provinces de l'Empire ottoman; cependant je ne crois pas d’en avoir rassemblé plus d'une soixantaine, que j'aye creu pouvoir mériter d'être dans la Bibliothèque du Roy. A l'égard des médailles on n'en trouve que de très communes, et encore les vend-on aujourd'hui plus cher qu'on ne vendait autrefois les plus rares » (Paris, Bibliothèque nationale de France, Ms. Nouv. Acq. Franç. 6834, f° 35v ; Omont, 1902, p. 694-695).. 6834, f° 35v ; Omont, 1902, p. 694-695).)
- Francesco Gottifredi - Peter Fytton - 1652-7-22 + (-Lettre du 22 juil. 1652 : Leopoldo de’ Medici veut améliorer sa collection de consulaires (voir Missere Fontana 2009, p. 250, note 97).)
- Jacob Spon - Claude Nicaise - 1678-7-22 + (-Lettre du 22 juillet 1678 (de Lyon) : « J … -Lettre du 22 juillet 1678 (de Lyon) : « Je vous remercie de la peine que vous avez prise d’écrire à M. Chouet pour les lettres de M. Patin le Père. Le Fils n’a point fait de livre qui soit intitulé Scriptores minores rei nummariae. Vous voulez peut-être dire Nummi media et minimi forma Impp. Rom. C’est un in fo imprimé à Augsbourg. Si M. Chouet ne l’a pas je vous en ferez venir, & j’en ai même un à Bâle qu’on me doit envoyer » ; « M. Darepe vient de m’apprendre ce que vous lui écriviez touchant ces médailles qu’on a trouvées près de Dijon. Vous m’obligeriez fort de vous en informer plus ponctuellement. Savoir quelle quantité et poids il y en a, de quelle sorte et en remarque une douzaine. Il n’y a pas plus de sept ou huit moins que j’en achetai ici 55 marcs toutes de bas empire et de billon au poids. Je m’en suis défait presque de toutes (de copé et d’unes ?), mais à la monnaie on n’en voulait pas donner plus de 7 francs le marc. Il y avait pour huit à neuf francs d’argent au marc, mais elles donnent de la peine à nettoyer et à affiner. S’il y avait quantité de Postumus dans celles de Dijon, c’est-à-dire que l’aloi en fin très méchant & qu’à peine vaudra-t-il 4 ou 5 francs le marc, car les miennes n’avaient que très peu. Depuis Caracalla jusqu’à Trajanus Decius comme les miennes étaient, la plus grande partie de l’aloi est meilleur. Depuis Trajan Dèce Trébonien jusqu’à Postume, il est de beaucoup inférieur. Néanmoins de quelle sorte qu’elles soient, il faut remarquer s’il n’y en point des suivantes, dont les premières sont les plus rares, & s’il y en a quelque nombre considérable. Gordian Africain (extrêmement). Maximus (très rare mais jusqu’à la moitié si rare que Gord. Afr.). Aquilia Severa. Julia Paula. Iul. Soamias. Balbinus. Pupianus. Hostilianus. Aemilianus. Saloninus. Si on les veut vendre en bloc, pourvu que personne n’enchérisse, me ferai plaisir de m’en faire savoir le prix qu’on en demande. Je vous demande pardon de ma ( ?) et suis tout à vous. Spon » (Paris, BnF, Ms. Fr. 9360, f° 212-213).à vous. Spon » (Paris, BnF, Ms. Fr. 9360, f° 212-213).)
- Johann Heinrich Hagenbuch - Jacques-Philippe d'Orville - 1732-7-22 + (-Lettre du 22 juillet 1732 (d’Amsterdam): He describes some of the rarer coins of Otho Caesar which he offers to O. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 486 fol. 192).)
- Charles Frederick - Antonio Francesco Gori - 1739-7-22 + (-Lettre du 22 juillet 1739 (de Milano): "H … -Lettre du 22 juillet 1739 (de Milano): "Ho ricevuto con sommo piacere l’ultima vostra de’ 14 andante, e sono tanto persuaso della vostra ospitalità quanto della nostra amicizia e mi studierò sempre di contracambiare tutte le votre gentilezze professandomi molto tenuto. Voi non mi avete detto niente se il Millord Carlisle ed il Sig. Coupers abbino comprato il vostro Museo Etrusco avendomi ambidue promesso di comprarlo. Per le cose etrusche che sono in Inghilterra potete essere sicuro che ve le manderò disegnate quando vi sarò giunto e spero di servirvi in pocho tempo con qualche cosa da qui, dovendo vedere molti vasi etruschi che furono comprati a Napoli e saranno qui in pochi giorni; bramo che siano al vostro gusto, ma comunque siano voi avrete una notizia particolare sopra di loro. Mi farete honore di dedicare alcune delle votre dissertazioni à me affinché il Pubblico possa vedere che sono amico del dottissimo Sig. Gori, e spero che quella che voi avete destinata per me sarà pubblicata prima che io partirò d’Itaglia. Vorrei avere il libro di Vitruvio con figure di Fra’ Giocondo e cerco la prima edizione delle medaglie dei dodeci Cesari fatta da Enea Vico, e le immagini [c. 443 v.] delli uomini illustri stampate in Parigi dal Roviglio; ed avrete la bontà di mandarmeli tutti insieme per il Signor Eyres. Per questa posta ho dato ordine alli Signori eredi di Lorenzo Giorgi in Firenze di pagarvi quindici scudi di moneta fiorentina. Vi prego di dire al Sig. Eyres che gli ho scritto una lettera il primo di luglio indirizzata a lui dal Cavalliere Collins a Firenze; per questa non ho ricevuta alcuna risposta, ma spero che la lettera le sarà pervenuta. Per il Pittore certamente non farà al caso mio se è pigro; se a caso voi trovaste alcuno che crederete sarà di mio gusto vi prego di farmelo sapere.” (Firenze, Biblioteca, Marucelliana, BVII, 12, f° 443r-v – online).rucelliana, BVII, 12, f° 443r-v – online).)
- Enea Vico - Cosimo I de' Medici - 1549-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1549 (de Venise); “Per … -Lettre du 22 juin 1549 (de Venise); “Per esservi tanto piaciuti il libretto delle medaglie, che io mandai all’altezza vostra Ill.mo Duca e mio Signore […]” (Firenze, Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del Principato, 393, c. 652; Cecchi 2001, lettre I, p. 541, note 132; Peter - Rubach 2011, p. 115, note 142).2; Peter - Rubach 2011, p. 115, note 142).)
- Francesco Gottifredi - Peter Fytton - 1652-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1652 : référence critique à Sebastiano Erizzo (voir Missere Fontana 2009, p. 207, note 171, p. 268, note 216).)
- Antoine Galland - Gisbert Cuper - 1708-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1708 (de Paris) : « Je … -Lettre du 22 juin 1708 (de Paris) : « Je laisse Bérénice et Cléopâtre en repos à votre exemple […]. Je suis fâché, Monsieur, que mon commentaire, ou plutôt ma dissertation, sur le tombau d’Aurélius Epaphroditus soit de 300 pages, et le temps qu’il faudrait mettre à le copier m’épouvante. J’en ai déjà fait lecture de 90 pages dans une séance de l’Académie […] Touchant l’honneur que M. de Malborough vous a fait, en passant par Déventer, j’ai trouvé avec M. Foucault que votre mérite est encore au-dessus, et qu’il n’y a pas de prince qui ne se fit un plaisir d’avoir la même considération pour vous » ; « Dans la situation où je me trouve aujourd’hui à l’égard de M. Foucault, par une inconstance de sa part à laquelle bien des hommes sont sujets, comme vous l’aurez appris par ma lettre du 8 de ce mois, je suis ravi de l’honneur que vous avez fait à M. l’Abbé Bignon de lui écrire à droiture, plutôt que sous l’adresse de M. Foucault, et qu’en cela vous n’ayez pas suivi ce que j’avais eu l’honneur de vous en écrire par ma lettre du 7 de mai, et je vous supplie de continuer dorénavant de m’honorer de vos lettres par la même voie. Vous serez surpris sans doute, du changement de M. Foucault à mon égard, de même qu’on en est surpris à Paris. J’y perds à la vérité l’usage d’un cabinet de médailles antiques, des mieux fournis qu’il y ait en Europe, à quoi mes soins n’ont pas peu contribué, et une bibliothèque fort ample. En récompense, j’y gagne un bien inestimable, je veux dire l’indépendance, et la liberté d’être tout à moi, et d’employer tout mon temps selon moninclination, qui va me redonner la vie » ; « Ma lettre sur vos doutes, touchant S.C. et EX. S.C., ne mérite en rien tous les éloges que vous lui donnez. C’est moi qui vous suis infiniment obligé de l’occasion que vous m’avez fait naître, de me confirmer moi-même sur un point de l’histoire romaine » [autres considérations sur ces lettres ; réponses aux « difficultés » proposées par Cuper au sujet des médailles du cabinet du roi ; sur une médaille de Vespasien et un médaillon de Navius frappé sous Antonin Pie ; anachronismes dans les sujets représentés sur certaines médailles antiques] ; « je vous annonce que la première fois que j’aurai l’honneur de vous écrire, j’ai à vous envoyer la copie d’un petit discours, dont j’ai fait lecture dans notre Académie, le 22 de mai, sous ce titre : Découverte d’une médaille des Mytiléniens, qui représente d’un côté la tête de Théophraste consacré, et de l’autre, celle d’une déesse inconnue jusqu’à présent » ; « J’espère que vous m’honorerez pas moins de votre amitié, et de vos lettres, présentement que je suis dans l’indépendance, et que je jouis de la liberté, que lorsque j’appartenais à M. Foucault » (Abdel Halim, p. 560-563, n° CCLXII).lt » (Abdel Halim, p. 560-563, n° CCLXII).)
- Charles-Joseph-Procope de Ligne - Giuseppe Magnavacca - 1709-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1709 (de Venise) : sur les prix élevés des monnaies de Magnavacca qui ne veut pas vendre (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 19/679 ; voir Missere Fontana 2012, p. 251, note 110).)
- Claude Gros de Boze - Joseph de Seytres de Caumont - 1718-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1718 (de Paris) : Lettre de Gros de Boze au marquis de Caumont sur une dissertation envoyée par ce dernier à l’Académie des inscriptions (Paris, BnF, Méd., Archives 1 AMC 54).)
- Francesco de' Ficoroni - Antonio Francesco Gori - 1737-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1737 (de Rome): “Acclud … -Lettre du 22 juin 1737 (de Rome): “Accludo in questa la medaglietta di Costantino colla croce di forma latina, e sabato le ne accluderò un’altra simile alla riportata nell’Anastasio del Bianchini, e a suo tempo si degni di benigno gradimento, con che pregando Dio la conservi lungamente le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma Osservando, che in accludere la medaglia suddetta faceva mostra d’esservi qualche cosa, ho avuto dubio, che mano indiscreta la poteva aprire; e però la med.a e altra sud.a la riceverà in piccolo involtino per il Procaccio a VS. Ill.ma diretto”. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 7r et v – online). (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 44r – online). Marucelliana, BVII, 11, f° 44r – online).)
- Gabriele Lancillotto Castelli - Ignazio Paternò Castello - 1779-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1779 (de Palerme) : « A … -Lettre du 22 juin 1779 (de Palerme) : « Amico, e P(adro)ne riv(eritissi)mo Avrete gia avuto il reale dispaccio coll’approvazione del Piano proposto per le antichità delle Valli di Demone, e Noto (84); collo assegnam(en)to di oncie quattrocento all’anno; per impiegarsi ne ripari di c(ode)ste, soldi di architetto e per farsi i disegni, e quadri di veduta di ognuna delle antichità sud(dett)e = Io ho avuto il mio coll’ordine di formarne eguale Piano per le antichità della Valle di Mazara e coll’assegno di oncie duecento all’anno per tale destino. Ho gia formato la relaz(ion)e seu Piano sul piede della vostra, e partirà col venturo Procaccio85. Ho fatto la mia consulta al Tri(buna)le del Patrim(oni)o per pagare ed assentare le (once) 200 all’anno, ma incontro difficoltà che voglion pagarle ad annualità posposta [165v] vedremo come riesce. Ho fissato l’Architetto D(o)n Carlo Chenchi per le stesse ragioni per le quali da voi fu fissato per le vostre due Valli; ho pigliato di prima mira le antichità di Segesta e già l’Ingegniere e Pittore son pronti alla partenza subito che il Tribunale pagherà denaro. Al sud(dett)o Architetto non ho stabilito il soldo ma ci siamo rimessi a quello che farete voi; vale a dire jo per una valle gli darò la metà di quello fisserete voj per due. Taleche vorrej sentire su di cio quello che avrete stabilito o sarete per stabilire; e cio che ancora farete per il Pittore. Vorrej anche sapere i quadri sudetti di qual misura farete farli, per essere uniformi. Già saprete che venne l’ordine di stamparsi nella erigenda di nuovo reale stamparia l’opera della raccolta delle medaglie di Sicilia (86) su della quale sto lavorando, e posso dire essere gia compita; si attendono ora le disposiz(io)ni per tale regia stamparia consul[166r]tate gia dalla Dep(utazio)ne delli Studj, e quando vengano la prima cosa che si stamperà sarà l’opera sud(dett)a. Io vi protesto i miej ossequj vi priego di riveriti comandi, e mi soscrivo Palermo 22. Giugno 1779. » (Catania, Archivio di Stato, Archivio Paternò Castello principi di Biscari, busta 1644.3 [1104 bis/P] [1053/*], cc. 165-166; Muscolino 2015, lettre 6, p. 11).165-166; Muscolino 2015, lettre 6, p. 11).)
- Esprit-Marie Cousinéry - Joseph Eckhel - 1783-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1783: en français (Wien, KHM, MK Archiv V))
- Christian Gottlob Heyne - Joseph Eckhel - 1793-6-22 + (-Lettre du 22 juin 1793 (de Göttingen) : en allemand (Wien, KHM, MK Archiv V))
- Nicolas-Claude Fabri de Peiresc - Claude Saumaise - 1634-5-22 + (-Lettre du 22 mai 1634 (d’Aix): « J’ai un … -Lettre du 22 mai 1634 (d’Aix): « J’ai un grand nombre de médailles de cuivre de l’AES GRAVE forgé sur le juste poids, non seulement de la livre, demi livre, triens, quadrans, sextans, uncia, semuncia, mais aussi le dupondium, le QVADRAS ou QVADRVSSIS, le QVINQUAES ou QVINARIVS, dont aulcuns ne portentent le nom ROMA, les autres ont des inscriptions etrusques et d’autres sont sans inscriptions tellement qu’elles peuvent être aussi bien des etrusques que des romaines et ont des symboles fort mysterieux et susceptibles de divers sens, appropriez neanmoins d’une merveilleuse façon, à la qualité de leur valleur et proportions particuliere aussi bien qu’à leurs superstition et au culte de leurs dieux » (suit des réflexions sur la possibilité de comprendre l’étrusque et d’y retrouver des racines des «langues septentrionales, dont les restes qui se sont conservés au fonds de la Basse Bretaigne des Basques et de la principauté de Walles ») (Carpentras, Bibliothèque Ingimbertine, Ms 1876, ff° 42v-46 ; voir A. Bresson 1992, lettre 8, p. 97-8). voir A. Bresson 1992, lettre 8, p. 97-8).)
- Francesco Gottifredi - Peter Fytton - 1655-5-22 + (-Lettre du 22 mai 1655 : les grands « médaillons » sont « l’honore degli studii e senza essi si stima meno ogni adunanza di medaglie » (voir Missere Fontana 2009, p. 253, note 114).)
- Giovanni de Lazara - Ulderico Carpegna - 1675-5-22 + (-Lettre du 22 mai 1675 (de Padoue à Rome): … -Lettre du 22 mai 1675 (de Padoue à Rome): « Venendomi dal Pre Giuseppe de Lazara romano, ma della stessa nostra famiglia, motivato il grande honore che V. Em.za s'è compiaciuta fare al mio nome, come mi conosco affatto primo di merito, così alla singolare benignità di V. Em.za ne rendo himilissimamente grazie reputando fortunatissimamente la mia dilettazione d'antiche medaglie mentre mi rende capace d'esser rassegnato tra i suoi servitori più devoti. Se bene la sterilità del nostro sito non permette di provvedere à Roma, dove è la miniera delle medaglie, nondimeno ardisco supplica l'Em.za V. se alcuna cosa manca nel suo museo, rendermene consapevole perché possa star in traccia col renderla servita d'esser fatto meno indegno delle esibizioni humanissime di V.E. con mia confusione intese da lettere di esso Pre Giuseppe, con profonda riverenza sottoscrivo » (Lendinara, Archivio Storico e Biblioteca Comunale, Archivio di Lazara, A 5-1-10 fasc. 5 ; Casarotto 2014, p. 130, note 704).sc. 5 ; Casarotto 2014, p. 130, note 704).)
- Andrew Fountaine - Andreas Morell - 1702-5-22 + (-Lettre du 22 mai 1702 (de Rome) :« J’espè … -Lettre du 22 mai 1702 (de Rome) :« J’espère que vous avez reçu ma dernière lettre, avec celle de Mr Ficoroni, qui m’a permis de vous envoyer quelques dessins de médailles consulaires, qui ne se trouvent pas en Patin ; et je puis vous assurer, que cet homme savant entend très bien, non seulement l’érudition des médailles, mais aussi l’antique de la moderne, et vous pouvez vous assurer, qu’il ne vous enverra rien qui est contrefait. J’ai vu les médailles consulaires, desquelles il vous envoie les dessins, et vous assure qu’elles sont véritables. Mais je ne vous puis pas donner un si grand caractère de Mr Marinella, qui m’a prié de vous envoyer ces deux dissertations avec sa lettre ; car quoi qu’il est assez savant, il ne sait pas si une médaille est véritable, ou non. La médaille de la famille Aviléa ( ?) est antique, sans aucun doute ; mais pour celle de la famille Aemilia, c’est un coin moderne, nonobstant la longue dissertation que je vous envoie facilement pour tenir parole à Mr Marinella ( ?). J’ai donné une de vos lettres au Cardinal de Noris, qui m’a parlé de vous avec beaucoup d’estime, en disant que vous êtes un des plus habiles dans le monde pour la science des médailles, et me racontant l’histoire comment vous avez dessiné une médaille sans médaille en présence du roi de France. Enfin il me disait qu’il vous servira très volontairement en toutes choses qu’étaient dans son pouvoir. Depuis mon arrivée ici je n’ai trouvé rien qui pût servir à Monseigneur le Comte de Swartzbourg, seulement un Augustus avec la tête d’Agrippina ( ?) en or. Mons. Ficoroni l’a vu, et il dit qu’il est fort bien conservé et antique, mais on demande dix pistoles. Vous me pouvez envoyer vos ordres sur cette affaire. J’ai tout à fait perdu l’espérance d’aller à Naples, car l’ambassadeur m’a absolument refusé un passeport à cause de ma religion, mais j’espère que nos professeurs en peu de temps auront l’occasion d’aller à Naples malgré le Duc d’Anjou ou son ambassadeur, quand notre flotte passera par là. J’ai trouvé depuis peu un Pescennius véritable, mais non trop bien conservé, avec le revers FORTUNAE REDUCI, qui est pourtant une belle acquisition à mon pauvre cabinet. Le Pape a envoyé un Légal à Latere au roi d’Espagne ; c’est pourquoi l’ambassadeur de l’Empereur s’est retiré, et tout le monde ici est dans une consternation. Partout où je vais, je tâcherai de recommander vous et votre ouvrage, et je vous assure sincèrement que vous commanderez en toutes choses mon cher Monsieur Morell, votre très obligé et fidèle serviteur. André Fountaine » (Paris, BnF, Manuscrits, Nouvelles acquisitions latines 389 : Correspondance numismatique d’André Morell d’Arnstatt, pendant les années 1702-1703, p. 76-78 [en ligne sur Gallica] ; Callataÿ 2015, p. 308).gne sur Gallica] ; Callataÿ 2015, p. 308).)
- Lancelot Favart - Claude Picard Duvau - 1730-5-22 + (-Lettre du 22 mai 1730 (de Reims) : « […] … -Lettre du 22 mai 1730 (de Reims) : « […] mon cher monsieur très tard à cause d’un accident qui est arrivé à mon chapitre et n’ai que le moment d’envoyer à monsieur de Montfort Le Jeune les trois médailles d’or que vous souhaitez. J’ai lhonneur d’être très parfaitement monsieur votre très humble et très obéissant serviteur. Favart. A Reims, ce 22 mai 1730 » (Paris, BnF, Manuscrits, fr. 15186, f° 222).aris, BnF, Manuscrits, fr. 15186, f° 222).)
- Louis-François-Sébastien Fauvel - Esprit-Marie Cousinéry - 1796-5-22 + (-Lettre du 22 mai 1796 (d’Athènes) : (Fauvel 146/273).)
- Francesco Gottifredi - Peter Fytton - 1653-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1653: mention d’un Pertinax (Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms. 76).)
- Francesco Gottifredi - Pierre Séguin - 1660-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1660 : à propos des consulaires (voir Missere Fontana 2009, p. 251, note 106).)
- Ottavio Falconieri - Leopoldo de' Medici - 1664-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1664 (de Rome) : Remercie pour les « plombs » destinés à Spanheim (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, X, c. 123r et v, autographe ; voir Giovannini 1984, p. 102, lettre 15).)
- Marco Ruzzini - Giovanni de Lazara - 1672-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1672 (de Venise à Padou … -Lettre du 22 mars 1672 (de Venise à Padoue): « M'obbliga V.S.Ill.ma con la sua cortesissima lettera di 8 nel portarmi i desideri del S. Abbate Seguino. Io per me continuo ancora nello stesso pensiero a farne, così quando vi posso in una congiuntura ragionevole et propria. Se di qua vi sarà persona che abbia la necessaria [?] e potere di negoziazione et cognizione di quanto massime di scrive l'Abbate, soggetto così qualificato et da me singolarmente stimato. Sanno prezzo per bontà dirle memore con le testimoniante di mio particolare affetto mi dichiaro vero et distinto » ((Lendinara, Archivio Storico e Biblioteca Comunale, Archivio di Lazara A 5-2-10 ; Casarotto 2014, p. 166, note 836).-2-10 ; Casarotto 2014, p. 166, note 836).)
- Enrico Noris - Raffaele Fabretti - 1686-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1686 (de Florence) : « … -Lettre du 22 mars 1686 (de Florence) : « Ho sentito sommo contento nel leggere i titoli onorati di Quadrato, poi che illustrerò la di lui medaglia ANTIOXEΩN EΠI KOΥΔPATOΥ ET ΔP. Epoca d'una medaglia bellissima di S. A. » (Noris 1741, lettre CLX, col. 322).. A. » (Noris 1741, lettre CLX, col. 322).)
- Ludovico Antonio Muratori - Filippo Del Torre - 1715-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1715 (de Modène) : « Finalmente bisogna finire questo duello, e duello interzato » (Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Archivio Muratoriano, busta 48, 2, lettre n° 23 ; F. Missere Fontana 2003, p. 449, note 170).)
- Johann Joachim Winckelmann - Friedrich Reinhold von Berg - 1763-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1763 (de Rome): „Wünsch … -Lettre du 22 mars 1763 (de Rome): „Wünschten Sie das königliche Münz-Cabinet genau zu sehen, so verlangen Sievom mir ein Schreiben an den Herrn Abbé Barthelemy Garde du Cabinet du Roi: Sie müssensich aber vorher erkundigen, ob er nicht aufs Land gehet, wie gewöhnlich. Ich bin zwar versichert, man wird Ihnen allenthalben mit Höflichkeit zuvorkommen, aber ich wäre bezierig, auch durch mich Ihnen nüsslich zu seyn“ (Rehm II 1954, n° 545, p. 300; Callataÿ 2007, p. 597).4, n° 545, p. 300; Callataÿ 2007, p. 597).)
- François Hemsterhuis - Pieter van Damme - 1780-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1780 (de Den Haag) : « … -Lettre du 22 mars 1780 (de Den Haag) : « Wel eedle Heer en Vriend, Deze dient om Uwe kennis te geven dat het bewuste zakje ter zijner tijt wel is aangekomen. Wat de waardij van het medaillon betreft nijmand hier te lande kan daar over beter oordeelen dan wij beiden, en voorzeker kunnen wij daar omtrent niet verschillen van gedagten. Ik had het zelve reeds enige tijt in mijne magt met een vast voornemen om het altoos te bewaaren, dog eindelijk kreeg het vermaak om daar over met Uwe te spreeken de overhand, en deed mij schrijven; maar bemerkende dat Uwe zo vierig naar het bezit van deeze eenige en raare penning zoude zijn dan ik, hebbe ik Uwe een ruil geproponeert van 3 Griexe penningen of van het bewuste schild. Ik heb de gemelde Griexe penningen voorzeker gewagt tot op het oogenblik dat Uwes missive saturdag ontfong. En wanneer ik zag dat Uwe zwaarighijt maakte van aan mij 3 penningen af te staan die Uwe ten minsten drie maal bezit, en zulks voor een stuk dat nimmermeer te bekomen kan zijn, beken ik dat het mij leed deed van eenige prijs te hebben gesprooken. Hoe het zij de zaak is thans afgedaan, en ik feliciteere Uwe met die principaalste penning van haare geheele collectie. Dog indien egter Uwe dezelve niet als zodanig mogte aanmerken, bidde ik Uwe de koop terstont te niet te doen, wanneer ik belove de penning of altoos te zullen bewaaren of nimmer voor dergelijk een prijs aan eenig mensch ter waereld te zullen overlaten. Blijve in afwagting van Uwes weezentlijke gedagten over den penning, met alle agting, wel eedle Heer en Vriend, Uwes ootmoedige en gehoorsaeme dienaer. Hemsterhuis. s’ Hage, woensdag 22 maart 1780. Uwe kan de schriften van Cuper voortaan als haar in volkomen eigendom toebehoorende aanmerken. (Den Haag, Museum Meermanno, Archief van Damme, 401 / 71; Sluis 2017, lettre 12/105, p. 137-138).1; Sluis 2017, lettre 12/105, p. 137-138).)
- François Hemsterhuis - Adelheid Amalia von Schmettau - 1785-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1785 (de Den Haag) : « … -Lettre du 22 mars 1785 (de Den Haag) : « Ma chere Diotime, j’ai été charmé de votre dessein, assez characteristique pour indiquer Antiochus IV Theos Epiphanes. Je languis de revoir ce camée chez vous, mais je puis vous asseurer sans le revoir que c’est une pierre inportante. Pour la connoissance des physionomies et des figures sur des antiques, il n’y a rien de mieux à faire que de feuilleter les estampes des 6 volumes de Goltzius, et des deux volumes de Morallus, ainsi que le superbe ouvrage de Sandrart qui ne sera jamais imité. Pour le Paruta etc. vous verrez bien qu’il n’y ait aucun fond à faire sur de si miserables estampes, pour ce qui regarde les ressemblances s’entend. Lorsque vous ou Mlle. Mimi aurez fait ce feuilletage pendant quelque temps, dans des moments de rebut, vous sentirez avec etonnement les grands progres que vous aurez fait presque sans peine et fatigue dans la connoissance des pierres gravées et de l’antique. Vous reçevrez avec votre camée de retour, et le Seneque, un Othryade, qui peut egalement servir de cadeau, et qui n’est pas mal pour les CONNOISSEURS, mais qui l’est horriblement pour un connoisseur entier ». (Universitäts- und Landesbibliothek Münster, Gallitzin-Nachlaß Band 8 ; Sluis 2010c, lettre 6.23, p. 76-77).d 8 ; Sluis 2010c, lettre 6.23, p. 76-77).)
- Esprit-Marie Cousinéry - Joseph Eckhel - 1787-3-22 + (-Lettre du 22 mars 1787 (de ?): J’ay conti … -Lettre du 22 mars 1787 (de ?): J’ay continuellement auprès de mon lit vos dissertations sur les med(ai)lles anecdotes que vous aves publié il y a quelques années [i.e. Eckhel 1775], et je ne me couche jamais sans en avoir lu plusieurs pages, je suis plus instruit par ce seul volume que par nombre de grand in fol[i]os qui traitent des med[ai]lles je suis assuré de n’être plus ignorant quand j’aurai lu tous vos ouvrages. (Wien, KHM, MK Archiv V, 42, f. 1r; Williams 2022, p. 265, note 171)2, f. 1r; Williams 2022, p. 265, note 171))
- Francesco Gottifredi - Leopoldo de' Medici - 1664-11-22 + (-Lettre du 22 nov. 1664 : reçoit le catalo … -Lettre du 22 nov. 1664 : reçoit le catalogue de Gaston d’Orléans avec une « esplicatione delli numeri et note » qui distingue les monnaies I. mal conservées, II. De conservation médiocre, III. Parfaitement conservées, IV. de conservation exquise et patinée, D : Douteuses quant à leur antiquité" (voir Missere Fontana 2009, p. 246, note 61).ir Missere Fontana 2009, p. 246, note 61).)
- Antoine Galland - Gisbert Cuper - 1700-11-22 + (-Lettre du 22 nov. 1700 (de Caen) : « Ayan … -Lettre du 22 nov. 1700 (de Caen) : « Ayant appris par une lettre de M. l’Abbé Nicaise sur ce que vous lui en aviez écrit, qu’un de vos libraires avait dessein de réduire en un recueil latin ce qui a été écrit touchant les trois Gordiens, et pour cela de faire traduire ce qui en est en français, j’ai cru qu’il était plus à propos que je fisse moi-même les traductions de ce qui me regarde. J’y ai employé quelques heures perdues et après les avoir achevées, j’ai pris pour vous les faire tenir, la même voie que j’avais déjà prise en vous envoyant la lettre de Philoxène, je veux dire celle de l’illustre savant M. de Spanheim, qui veut bien avoir cette bonté, afin que vous puissiez en disposer à votre bon plaisir, puisque vous trouvez que ces petits écrits valent la peine d’être mis en un état de se conserver plus longtemps, à la satisfaction de ceux qui y prennent quelque goût. Comme j’y ai corrigé et adouci l’endroit de la lettre française, où il y a quelque chose d’un peu fort contre M. de Lompré, je souhaiterais, si l'on n’a pas encore commencé à l’imprimer, qu’elle parût seulement imprimée en latin, telle que j’ai l’honneur de vous l’envoyer. Si elle se trouve déjà en français sous la presse, il faudra prendre patience : je tâcherai de faire ma paix avec M. de Lompré, qui est cependant le premier auteur du renouvellement de l’opinion des quatre Gordiens. Outre cette correction, M. Huet, ancien évêque d’Avranches, m’ayant fait l’honneur de me dire que vous lui aviez marqué par une de vos lettres, la surprise où vous étiez sur le sentiment du P. Hardouin, touchant la mutlitude des Constantins qu’il s’est avisé de vouloir introduire, je ne me suis pas contenté de lui avoir retranché le Constantinius Maximus, comme je l’ai fait dans la lettre française, j’ai cru, puisque la matière m’y conduisait, devoir faire une addition dans la traduction latine, pour retrancher les autres, et les réduire au seul Constantin que nous connaissons tous. C’est ce que j’ai fait ; et vous trouverez cette addition à la page 125. Vous aurez peut-être déjà fait là-dessus la même observation que moi. Si cela n’est pas, vous pourrez la faire par le moyen de vos médailles et de celles de vos amis. Les médailles antiques nous apprennent quelque chose de plus que l’histoire ; elles peuvent même la corriger en de certaines circonstances. Mais d’ailleurs, elles y sont très conformes, et ceux qui en font une étude particulière ne doivent ni espérer, ni avoir pour but, d’y trouver de quoi la renverser, et y faire les changements qu’ils pourraient s’imaginer. Je ne doute pas que vous ne soyez dans le même sentiment. Le P. Hardouin et M. l’Abbé Dubos s’y sont laissés tromper. Ayant eu l’occasion de lire l’Histoire des quatre Gordiens du dernier avant qu’il l’eût fait imprimer, comme nous étions amis, comme je crois l’être encore, je combattis son sentiment par deux ou trois lettres. Après qu’il l’eût fait imprimer, croyant être obligé de prendre la défense de la vérité, je réduisis ces lettres en une, et je la publiai sous le nom d’Entyphron. Vous savez ce qui est arrivé depuis… Depuis plus de trois ans que je suis chargé du cabinet des médailles antiques de M. Foucault, dont je crois que les richesses en cette curiosité vous sont connues, j’ai presque toujours été occupé à les ranger et à en faire les catalogues. Il y a environ un mois que me voyant délivré de ce travail, j’ai commencé à m’appliquer à un autre. C’est de faire le choix de celles qui n’ont pas encore été vues, ou publiées, et de les éclaircir par des remarques, pour lesquelles j’aurais un grand besoin de vos lumières. Je n’y épargnerai pas le peu que j’en ai ; et je croirai avoir réussi, si je puis mériter l’approbation d’une personne comme vous, qui a une si grande intelligence dans cette sorte de matière. Cette entreprise qui regarde les médailles impériales latines, particulièrement des colonies, et grecques, sera un peu de longue haleine, à cause de la quantité dont le cabinet est fourni » (Den Haag ; Abdel Halim, p. 339-341, n° CXLIII).aag ; Abdel Halim, p. 339-341, n° CXLIII).)
- Gisbert Cuper - Mathurin Veyssière de La Croze - 1713-11-22 + (-Lettre du 22 nov. 1713 (de Deventer) : « … -Lettre du 22 nov. 1713 (de Deventer) : « Je n’ai pas encore vu les considérations de Mr. Schott sur l’Apothéose d’Homère, mais bien une lettre écrite à Mr. Des Vignoles, où il se défend contre les extraits de sa dissertation sur une médaille d’Auguste, où il croit avoir trouvé les Judices ducenarios ; elle est insérée dans le IV. Tome de l’Histoire critique » (Cuper 1743, XLIV, p. 143).ire critique » (Cuper 1743, XLIV, p. 143).)
- Giovanni Antonio Mezzabarba - Ludovico Antonio Muratori - 1703-11-22 + (-Lettre du 22 novembre 1703 (de Milan) : V … -Lettre du 22 novembre 1703 (de Milan) : Vaillant est défini comme un homme de « sapere più tosto metallico, che nummario » et surtout intéressé seulement au gain (BEUMo, Archivio Muratoriano, 72, 10, c. 27-28 ; voir Missere Fontana 2000, p. 201, note 162).r Missere Fontana 2000, p. 201, note 162).)
- Francesco de' Ficoroni - Antonio Francesco Gori - 1738-11-22 + (-Lettre du 22 novembre 1738 (de Rome): “Il … -Lettre du 22 novembre 1738 (de Rome): “Il Sig.r Carlo Frederich, che molto si loda delli favori fattigli, mi scrive da Venezia, che VS. Ill.ma gli donò 4 medaglie del Dervieux. Nella mia raccolta di gemme con parole incisevi, e anche di rilievo, vi ho notate due, che VS. Ill.ma riporta nell’opera delle iscrizzioni, e con suo commodo, mi piacerà aver copia d’altre cennatemi col nome de soggetti, che le possiedono, mentre penso di [c. 122 v.] darle alla luce.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 122r et v – online).elliana, BVII, 11, f° 122r et v – online).)
- Georg Zoëga - Joseph Eckhel - 1786-11-22 + (-Lettre du 22 novembre 1786 (de Rome) : Ta … -Lettre du 22 novembre 1786 (de Rome) : Tassinari 2022, p. 346: 'Zoëga risponde (22 novembre 1786) che non ha potuto mostrare di persona il calco in questione a chi potesse dare un giudizio, a causa di una malattia che non gli permette ancora di uscire. Così ha mandato in giro l’impronta tramite alcuni suoi amici, i quali hanno riferito in tal modo. Pichler ed Hecker, celebre incisore tedesco, hanno giudicato la gemma moderna “tassandone specialmente la troppa ritondezza del braccio, la meschinità dei capegli, e la durezza delle pieghe del vestimento”. Invece “Cades Romano e Marchant Inglese”, che dopo Pichler occupa il secondo posto tra gli incisori, sono portati a credere la gemma antica, o almeno una copia eccellente di una pietra antica, la cui impronta qualcuno ha supposto di avere veduto già altre volte. Zoëga sarebbe più propenso ad aderire all’opinione del Pichler; infatti ancor prima di sentire l’incisore, a Zoëga è parso d’osservare nell’insieme “un non so chè che sà dell’imitatore”, e parecchi suoi amici sono d’accordo' (Wien, KHM, MK Archiv V; Andreasen - Ascani 2013, 2, p. 132-134, n° 314; Tassinari 2022, p. 346, note 277) n° 314; Tassinari 2022, p. 346, note 277))
- Antoine Galland - Pierre-Joseph de Grainville - 1699-10-22 + (-Lettre du 22 oct. 1699 (de Caen) : « Tout … -Lettre du 22 oct. 1699 (de Caen) : « Tout ce que nous avons dit jusqu’à présent, et tout ce que nous pourrions dire encore au sujet de la nouvelle médaille de Germanicus, étant fondé sur son antiquité, qui doit être bien constante avant toute chose, dont vous me paraissez douter par votre lettre du 13 de ce mois, la peine que nous avons prise serait vaine, inutile, s’il était vrai qu’elle eût été faite à plaisir dans ces derniers temps » (à compléter) preuves de l’authenticité de la médaille (Paris, BnF, Ms, Fonds Français 6137, Galland. Correspondance de Caen, p. 184-212; Abdelm Halim, p. 273-274, n° CXI).84-212; Abdelm Halim, p. 273-274, n° CXI).)
- Joseph de Seytres de Caumont - Bernard de Montfaucon - 1717-10-22 + (-Lettre du 22 oct. 1717 (d’Avignon) : « Il … -Lettre du 22 oct. 1717 (d’Avignon) : « Il est tombé entre mes mains une médaille grecque petit bronze de Caracalla au revers d’Antémosie C ville de Mésopotamie selon Strabon, et dont nous n’avons ce me semble aucune médaille » (Paris, BnF, Fonds français 17704, f° 53r).Paris, BnF, Fonds français 17704, f° 53r).)