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A list of all pages that have property "Grand documentOriginal passage from the "Grand document"." with value "-Lettre du 23 août 1778 : en italien (Wien, KHM, MK Archiv V)". Since there have been only a few results, also nearby values are displayed.

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  • Georg Zoëga - Joseph Eckhel - 1786-11-22  + (-Lettre du 22 novembre 1786 (de Rome) : Ta-Lettre du 22 novembre 1786 (de Rome) : Tassinari 2022, p. 346: 'Zoëga risponde (22 novembre 1786) che non ha potuto mostrare di persona il calco in questione a chi potesse dare un giudizio, a causa di una malattia che non gli permette ancora di uscire. Così ha mandato in giro l’impronta tramite alcuni suoi amici, i quali hanno riferito in tal modo. Pichler ed Hecker, celebre incisore tedesco, hanno giudicato la gemma moderna “tassandone specialmente la troppa ritondezza del braccio, la meschinità dei capegli, e la durezza delle pieghe del vestimento”. Invece “Cades Romano e Marchant Inglese”, che dopo Pichler occupa il secondo posto tra gli incisori, sono portati a credere la gemma antica, o almeno una copia eccellente di una pietra antica, la cui impronta qualcuno ha supposto di avere veduto già altre volte. Zoëga sarebbe più propenso ad aderire all’opinione del Pichler; infatti ancor prima di sentire l’incisore, a Zoëga è parso d’osservare nell’insieme “un non so chè che sà dell’imitatore”, e parecchi suoi amici sono d’accordo' (Wien, KHM, MK Archiv V; Andreasen - Ascani 2013, 2, p. 132-134, n° 314; Tassinari 2022, p. 346, note 277) n° 314; Tassinari 2022, p. 346, note 277))
  • Antoine Galland - Pierre-Joseph de Grainville - 1699-10-22  + (-Lettre du 22 oct. 1699 (de Caen) : « Tout-Lettre du 22 oct. 1699 (de Caen) : « Tout ce que nous avons dit jusqu’à présent, et tout ce que nous pourrions dire encore au sujet de la nouvelle médaille de Germanicus, étant fondé sur son antiquité, qui doit être bien constante avant toute chose, dont vous me paraissez douter par votre lettre du 13 de ce mois, la peine que nous avons prise serait vaine, inutile, s’il était vrai qu’elle eût été faite à plaisir dans ces derniers temps » (à compléter) preuves de l’authenticité de la médaille (Paris, BnF, Ms, Fonds Français 6137, Galland. Correspondance de Caen, p. 184-212; Abdelm Halim, p. 273-274, n° CXI).84-212; Abdelm Halim, p. 273-274, n° CXI).)
  • Joseph de Seytres de Caumont - Bernard de Montfaucon - 1717-10-22  + (-Lettre du 22 oct. 1717 (d’Avignon) : « Il-Lettre du 22 oct. 1717 (d’Avignon) : « Il est tombé entre mes mains une médaille grecque petit bronze de Caracalla au revers d’Antémosie C ville de Mésopotamie selon Strabon, et dont nous n’avons ce me semble aucune médaille » (Paris, BnF, Fonds français 17704, f° 53r).Paris, BnF, Fonds français 17704, f° 53r).)
  • Francesco Gottifredi - Charles Patin - 1663-10-22  + (-Lettre du 22 octobre 1663 (de Rome) : rem-Lettre du 22 octobre 1663 (de Rome) : remerciements pour les copies des Familiae. Dans un cas, G. ne sait pas à qui elles sont destinées. Les études antiquaires ne sont pas si populaires en Italie mais son ouvrage fera une grande impression. G. regrette de ne pas pouvoir réciproquer de façon appropriée (Basel, UB, Handschriften G2 I 23a, f° 11 – en italien).ndschriften G2 I 23a, f° 11 – en italien).)
  • Francesco Mezzabarba Birago - Antonio Magliabechi - 1680-10-22  + (-Lettre du 22 octobre 1680 (de Milan) : Me-Lettre du 22 octobre 1680 (de Milan) : Mezzabarba est en tractation avec Vaillant ; il veut acquérir le manuscrit du livre sur les monnaies grecques des colonies ; il marchande à 30 doppie le prix de 35 demandé par Vaillant pour c. 6.000 dessins (Florence, Biblioteca Nazionale Centrale, Epistolario Magnavacchiano, Ms. Cl. VIII, 778 ; F. Missere Fontana 2000, p. 175, note 57).F. Missere Fontana 2000, p. 175, note 57).)
  • Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1681-10-22  + (-Lettre du 22 octobre 1681 (de Florence) :-Lettre du 22 octobre 1681 (de Florence) : « Io mi trovo in un grand'ingarbuglio, poichè il Sommo Pontefice mi ha destinata la custodia della Bibl Vaticana, e sono Custos designatus, ma prima d’essere inauguratus, Monsignor Favoriti mi fa ricercare la mia volontà, ed un fascio di lettere in genere essortatorio mi hanno portata una batteria più gagliarda di quella della quale hanno troppo temuto quei d'Argentina. Io che sono stato in Roma dieci anni; e sono prattico del paese, ho ricusato l'impiego col voler rimanere in Firenze; ma dubbito che il Pontefice non ammetta le mie scuse. Dovunque sarò, ella averà in quel luogo un devotissimo servitore. Finito il proemio entro ne' nostri soliti discorsi delle medaglie. Scrive quà l'Anisson Stampatore famoso in Lione che tonio Pagy Francescano col titolo : De Consulibus Caesareis, ch'è lo steſſo che i fasti che V. S. Ill. aveva corretti. Questo Padre è eruditissimo e lei vedrà che fuora tre, o quattro collegi de'consoli, egli gli averà corretti tutti, e forsi trattarà degli lanni delle TR. P. dei Cesari, ed altro. Quindi procuri che il libro le sia, subito finito, trasmesso in Turino per averlo. Non dico in Casale con l'occasione di qualche compagnia, o Comandante, perchè non voglio, ne sta sicuro carteggiare in luogo così sospetto. Stante la medaglia sua di Commodo Tr. P. II. Imp. II cos. ho meglio studiato il dubbio, ed ho scoperto un errore nell'indice del vecchio Museo di S. A. ove leggesi in una di M. Aurelio Tr. P. XXXII. Imp. VIII poichè nella medaglia sta Tr. p. XXXI e nel rovescio Clementia Aug. IMP. VH.... troncata ivi del tutto una particella della medema medaglia. Anzi da una del Sig. Apollonio Bassetti Segretario di S. A. S. veggo che Antonino Filosofo fu detto Imp. VIIII. nella Tr. P. XXXI. come le reciterò. Quindi ho distesa una tavola differente cavata da gli originali di S. A. E suppongo come certissimo che siccome M. Aurelio quando imperò con L. Vero, moltiplicò i titoli d'Imp. ugualmente col collega, come ella vedrà col confronto delle loro medaglie, così lo stesso fece col. Il Panvinio ne' fasti sotto l'A. V. 928. pone questa medaglia di M. Aurelio : Tr. P. XXIX. Imp. VIII. dopo il quale anno egli due sole volte moltiplicò il titolo sudetto, perchè muorì Imp. X. come anco attesta Dione, ed è certissimo per le medaglie. Stimarei bene che V.P. Ill. alle medaglie che aggionge o emenda nell'Occone vi ponesse un asterisco, come s'usa nel breviario, o stelletta, che vogliamo dire * perchè così spiccarà la di lei gran fatica, diligenza, e industria. Se nelle emendate delle colonie vorrà aggiongervi. Mediceis emendavit Henricus Noris, mi renderà immortale nel suo libro, mentre i miei sono per durare pochi anni nella memoria dei letterati. mi farebbe il suo affetto una gran mancia. Veggo ch'è una grand'ambizione; ma è maggiore la di lei cortesia, A. V. 728. Christi 175. E' certo che in quest'anno labente Augusto Commodo ebbe la Tr. P. ma non il titolo d'Imperatore, come dice il Panvinio alla pag. 39 delle sue tavole dei fasti ove scrive Commodo Trib. Pot. Cos. Des. Imp. perchè la vittoria che diede in tal anno il titolo d'Imp. VIII. al Padre o successe quando il figlio era ancora prete stato senza la toga virile, che prese nel mese di Luglio, o pure nelle acclamazioni fu dato il titolo al solo Padre. Ella dice che Commodo era presente nel tempo della vittoria, ma ciò non si prova, ne se gli potè dare il tit. d'Imp perch'era ancora con la pretesta, mentre che presa la toga virile, subito se ne ritornò col Padre in Italia, e di quà passò nell'Asia. Nelle medaglie è detto solamente Germ. Serm. e si come il tit. di Germ. come evidentemente le ho provato, non portava il tit. d'Imp. Così nel Sarm. nè tanpoco lo riportò. Quindi nelle medaglie è detto Germ. Sarm. mai Imp. Sono così segnate le medaglie: Commodo Caes. Aug. Fil Germ. Sarm. (Spes publica) non ha laurea su 'l capo, segno che non fu detto Imp. come quelle di M. Aurelio Ces. Tr. P. mai con la laurea, perchè non avea tit. d'Imp. A. V. 729. Christi 176. Ritornato su 'l fine dell'Autunno in Roma M. Aurelio, fece suo collega Imp. Aug il figlio adi 27. Novembre, e lo di VIII. e così Commodo fu detto Imp. L. Aur. &c. A.V. 730 Christi 177. Commodo Cos. Andarono in quest'anno gl'Imperatori alla guerra Germanica, e di loro sono P. XXXI. Liberalitas Aug. VII. Imp. VIII. Cos. III. P. P. S. C. Imp. L. Aurel. Commodus Aug. Germ. Sarm. Liberalitas Aug. Tr. P. II. Cos. S. C. fig. dex. tesseram, sin. cornucop. Tr. P. II. Cos. P. P. S. c. Tropheum ac subtus: De Germanis. Tr. P. II cos. S. c. Imp. in quadrigis. Tutte Medicee ma ordinarie. Non essendo nelle medaglie detto Commodo Imp. II è segno che non ancora era da loro ottenuta la vittoria contro i nemici. Il trofeo de Germani, allude alla passata vittoria del Padre. M. Antoninus Aug, Germ. Sarm.Tr. P. XXXI. Bella del Sig. Bassetti, P. P. S. C. fig. stolata dev, tesseram, sia, cornucopiam tenens. Imp. L. Aurel. &c. Tr. P. II. Imp II. Cos. Del Sig. Co: Fr. mio Padrone, a cui scrivo. Da questa medaglia, ove sta apertamente segnato Imp. VIIII. si cava che in questº anno M. Aurelio moltiplicò il titolo d'Imp. e così avanti l'Agosto ancora Commodo Tr. p II. Cos. è detto Imp. II. nella di lei moneta. A. 731. Christi 178. M. Aurel. Antoninus Aug. Tr. P. XXXII. Felicitas Aug. Imp. VIIIl Cos. III. P. P. S. C. fig. dextera caduceum sin cornucopiam tenens. L. Aurel. Commodus Aug. Tr. P. III. Vota publica Imp. II. Cos. P. P. S. C. fig. ante aram &c. Libertas Aug. Imp. II. Cos. P. P. S. C. fig. dex. pilum, sin. hastam. A 732. Christi 179 Commodo Cos. II. Per nuova vittoria in quest'anno gl'Impp. moltiplicarono il titolo X. e III, come si vede dalle seguenti medaglie. M. Aurel. Antoninus Aug. Tr. P. XXXIII. Felicitas Aug. Imp. X. Cos. III. P. P. S. C. fig. uti supra. M. Aurel. Antoninus Aug. Tr. P. XXXIII. . . . Aug. Imp. X. cos. III. P. P. CC. Non si legge questa parola, che per lo spazio è di quattro sillabe. L. Aurelius Commodus Aug. Tr. P. IIII. Jovi vićtori Imp. III. Cos. II P. P. Juppiter sedens dex. vict. sin. hastam. L Aurel Commodus Aug. Tr. P. IIII. Imp. III. Cos. II P. P. S. C. Pallas armata sin. supra clypeum tenet cum spiculo, seu hasta, dextera thus spargit super tripodem. Grande bellissima del Sig Bassetti, e di S. A. S. Mentre nelle medaglie Medicee veggo detto Commodo Cos. II. Imp. III. nè in niuna Imp. III. Cos. concludo che in quest'anno furono detti Impp. X e III. Se altro e vi sono medaglie di Commodo Tr. P. III Imp. III. Cos. P. P. io vado errato. So che il Panvinio ne recita col Tr. P. III. Imp. III. Commodo pag. 39 delle sue tavole, che sono nel principio del libro. Ma io dalle da me vedute medaglie provo il contrario. L. Aurel. Commodus Aug.Tr. P. V. Virtus Aug. Imp. III. Cos. II. P. P. S. C. Juppiter sedens, dextera fulmen, sin hastam tenens. Ecco che Commodo dopo l'Agosto dell'anno presente 179. era solo Imp. III e ciò, nel tempo che terminando la campagna non ebbe altre vittorie; ma bensì nell' estate l'aveva ottenuta, o nella corrente primavera, poichè non si può indovina re il mese. è può anco essere che la detta medaglia sia battuta nell'anno 180 prima della morte del Padre. A. V. 933. Christi 180. M. Aurel. Antoninus Aug. Trib. Pot. XXXIIlI. Felicitas Aug. Imp. X. Cos. III. P. P. S. C. Ella vede che collo stesso rovescio sono segnate le medaglie di tre anni seguenti di M. Aurelio. Sono fra quelle di Spagna. Muorì nel Marzo di quest'anno M. Aurelio. Commodo nel principio esortò i soldati a continuare la guerra con esso lui nella Germania, e Erodiano recita la di lui orazione, e dopo dice che commise i passi del Danubio a Capitani periti ec. e soggionge: Illi igitur demandata sibi munia obeunte, haud ita longo tempore multos armis subegerunt, quosdam autem ex iis magnis premiis in amicitiam adjunxerunt e dopo recita il ritorno di Commodo in Roma. Quando multos armi subegerunt, Commodo fu acclamato Imp. IIII. Che tale titolo moltiplicato IIII. ottenesse morto il Padre, io non solo lo deduco dalle medaglie recitate, e dall'argomento che mi convince che Commodo adi 27. Novembre detto Imp. due sole volte lo moltiplicò col Padre detto VIIII e X. avanti morisse; ma anco perch'egli morto il genitore presse il prenome di M. il nome d' Elio, e il cognome d'Antonino, e con questi si legge nelle da me osservate medaglie Imp. IIII. M. Commodus Antoninus Aug. LIB Aug. TR. P. V. Imp. IIII. Cos. II P. P. S. C. fig. dex. tesseram, sin cornucopiam tenens. Commodus Antoninus Aug. Di S. A. S. è sono tre. Tr. P. V. Imp. IIII Cos. II P. P. S. C. Congiarium Commodi sedentis in substructione cum duabus ibi figuris stantibus, quarum una tenet tesseram, quarta gradus scandente. In un altra medaglia: quarta prope scalam consistente. Nella terza: quarta in superiori ultimo gradu stante. Questa però è finta, benchè paja vecchia. Una di queste sta nell'Angeloni. Il Panvinio vidde la medaglia di Commodo Trib. P. V. Imp. III. e gli diede il tit. Imp. IIII. vivendo il Padre, perchè diede a questo il tit. Imp. X. illi 180, il che non è probabile, mentre le legioni erano ancora negli allogiamenti per il rigore de i freddi della Germania. Ella consideri il mio discorso, e poscia dia la sentenza. Se non ha medaglie coll'Imp. IIII. senza il cognome d'Antonino dato a Commodo, sono fatte morto il Padre. Io le scrissi d'una medaglia del Signor Bassetti di Commodo con l'Imp. IIII e liberalitas Aug. VII ho errato, perchè polita la medaglia, ch'è mezzana, sta così. M Antoninus Commodus Aug. FEL AUG. TR P. VII. Imp. HIII cosi PII P. P. fig. dextera caduceum, sin. hastam tenens. L'Imp. IIII spiccava benissimo, le altre parole erano oscurate da un succidume quasi impetrito, ma io l'ho levato del tutto, perchè ero ostinato sapere a chi s'applicava quel num. VII. perchè vedevo che non poteva essere la liberalità VII di Commodo, che fu negli anni dopo; ne d'Aurelio, perch'era morto, quando il figlio era Imp. III l e portava il cognome d'Antonino. Fra quelle dello stesso Sig. Apollonio Bassetti ho veduta questa mezzana di L. Vero battuta in Corinto, con altre, che le soggiongerò. Imp. Caes. Aurel. Verus Aug. C L. I COR. Vir stans sagatus cum duobus parvis animalibus ad pedes, elevata dextera nescio quid tenens. In un altra mezzana dello steso Vero vi sono tre trofei, quale stimo sia nell'Occone Lucilla Augusta Antonini Aug. Fil. Laetia. Pudicitia fig. muliebris sedens, sinistra sedi innititur, dextera regit mamillas. CRISPINA AUGUSTA Imp. COM. Un medaglio MODUS ALIG GERM SARM. Capita utriusque. Vota publica. Commodus togatus ac Crispina dexteras copulantes, fig. media illos jungente anno 177. Commodo pria di partire da Roma, sposò Crispina, ex Capitolino c. 27 in M. Aurel. quindi è detto solo Imp. col prenome d’Imp Caes. Postumus Aug Caput eiusdem Triremis plena militibus sine inscriptione. Antoninus Aug. Pius P. P. P. M. Mezzana. Imp. II. Tr. Pot. XXI. Cos. IlII. S C. fig. dextera pateram cum temone inferius, sin. cornucopiam tenens. Sarà nell'Occone. Mezzana Imp Caes. Trajano OP. AUG. GER. si smarrite. COL. PRI. FLAV. CAESAREA. Vir stans praetexta capite velatus, dex. Thus super tripodem spargens, sin. cornucopiam tenet. Imp. Caes. Domit. Aug. Germ. Cos. XI. cen. P. P. P. Saluti Augusti. S. C. Templum cum 4. columnis clausum. Questo Segretario di S. A. ha un piccolo scrigno di poco più di 2 mila medaglie, nè vi veggo che cose ordinarie, e per lo più logore dal tempo. Mi farà onore se alcuna che non sia di queste nell'Occone, le citerà col di lui nome. Ella dice d'avere corrette alcune medaglie nell'Occone con le descrittele nelle mie lettere. Avverta che con la medema iscrizione ed impresa sono segnate quelle di più anni, come nelle 3. col. Felicitas Aug. le ho di sopra mostrato. Così in altra grande Medicea di M. Aurel. leggo: M. Antoninus Aug. Germ. Sarmaticus nel rovescio Clementia Aug.TR. P. XXX. Imp. VIII. P. P. S. C. fig. dex. pateram, sin. hastam tenens, & subtus Cos. III. E questo rovescio è in altra colla Tr. P. XXXl. Godo le sia gionto l'Occone, ma mi duo le che rimmarà defraudata della speranza di notazioni più recondite, mentre poco, o nulla di momento vi troverà. Se vi truova cose dubbiose me le avvisi e se ha qualche Occone di sopra più lo conservi per me. Conosco ancor io la spesa di porre le teste degl'Imperatoria i luoghi loro; io però non sono per badare alle effigie, ma alle sue erudite aggionte, e le bacio le mani. Firenze 22. Ottobre 1681 » (Noris 1741, lettre LII, col. 161-167).22. Ottobre 1681 » (Noris 1741, lettre LII, col. 161-167).)
  • Revest - Claude Picard Duvau - 1731-10-22  + (-Lettre du 22 octobre 1731 (de Marseille) -Lettre du 22 octobre 1731 (de Marseille) : « Monsieur, J’ai reçu votre lettre un moment après que la mienne a été remise à la poste. Le Maxime que vous y avez joint est parfaitement bien et ne dément point l’idée que vous m’en avez fait concevoir. Je suis également content du Marc Antoine, d’Albin et d’Aquilia Severa. Je m’étais déjà félicité de votre ( ?) et je la regardais comme une aventure que la providence avait voulu me ménager pour me procurer un Macrin dont j’avais besoin pour assortir mon Diaduménien qui est de la dernière beauté. Cependant s’il faut absolument vous le renvoyez, je le ferai comme souhaité ; mais vous me feriez bien plaisir de me le laisser. Il n’est point si rare que vous ne puissiez en trouver un semblable. Vous êtes dans une ville de beaucoup de ressources. La médaille de Faustine Jeune que je vous ai annoncée en échange de votre Lépide n’est point de potin comme j’avais cru ; elle est d’un cuivre fort pâle, il est assez bien conservé. Le rx est une tête d’homme couronnée de rayons. Un jésuite appelé Panel qui a été ici voulais me l’acheter avec les autres médailles grecques dont je vous ai parlé dans ma précédente. Je sais un médaillon de (potine ?) au rx d’Auguste que je pourrai avoir. S’il vous convenait, je vous le conserverais. Je me flatte que vous aurez la bonté de m’envoyer les médailles que je vous ai marquées dans ma dernière lettre mais observez, je vous prie, qu’elles soient bien conservées ; joignez-y si vous pouvez quelques-unes des têtes qui me manquent comme de Claudius, d’Aelius / de Commode, de Crispine, etc. Mon frère me mande d’Aix que l’Anglais lui a écrit que vous lui aviez proposé de très belles choses en échange de ses médailles d’or mais qu’il n’était pas trop résolu à s’en défaire, encore au moins jusqu’à ce que mon dit lui ai dit son sentiment et qu’il l’y engage, ce qu’il m’a promis de faire avec tout le zêle imaginable. A l’égard de Mr (Dorville-) de Saint Paul, je crois que c’est une (défense) de sa part quand il vous a écrit qu’il n’avait plus de médailles d’or. On m’a assuré qu’il les a encore. Je le saurai s’il plaît à dieu au mois d’avril prochain. J’y ferai un voyage à exprès dans la ( ?) que je dois faire avec notre P. Provincial et vous devez être assuré que je n’oublierai rien pour le déterminer à se défaire de ce qu’il a de plus précieux. C’est un homme fort âgé et qui n’entend point aux médailles. [… à propos d’un procès sans rapport avec les médailles] Je vous prie de me répondre au sujet de feu Mr de Maisons. Serait-il à propos que j’en (informe) Mme de Maisons. Il y a environ six mois que j’ai envoyé au dit seigneur un Titus d’or rx sans légende. L’empereur debout, le palmier et la femme qui pleure. Il m’avait promis pour cette médaille quatre têtes rares en argent. Comme je l’avais promis par sa lettre, il m’avait déjà envoyé une Barbia Orbiana et un (Domitien) mal conservés me faisant espérer encore un Jules César et un Pupien. Quelque temps après m’avoir envoyé les deux susdites médailles, il m’écrivit qu’il m’avait envoyé les deux vôtres lesquelles je n’ai cependant jamais reçues et preuve de cela est que le directeur de la poste de Paris déclare dans une lettre écrite au directeur d’Aix qu’on n’a rien chargé au Bureau de Paris à mon adresse. J’envoyais cette lettre à Mr de Maisons sous le pli de celle que j’ai l’honneur de lui écrire le 13 ou 14 septembre dernier. On aura trouvé les deux lettres dans son cabinet, s’il n’était pas mort quand on les a rendues à son hôtel. Plût au ciel je vous connût plus tôt, vous auriez eu ma médaille et je ne serais point dans ce cas. Faites moi la grâce de m’apprendre un mot sur cela et de me croire très sincèrement, Monsieur, votre humble et très obéissant serviteur. Fr. G. Revest, assistant provincial des Minimes. A Marseille le 22 oct. 1731. J’ai joint à ma dernière lettre une lettre de change sur mad. Buteux, marchande épicière, de la somme de soixante livres » (Paris, BnF, Manuscrits, français 15185, f° 209 et 210r).nuscrits, français 15185, f° 209 et 210r).)
  • Charles d'Orléans de Rothelin - Joseph de Seytres de Caumont - 1729-7-28  + (-Lettre du 22 ou 28 juillet 1729 (de Paris-Lettre du 22 ou 28 juillet 1729 (de Paris) :« Un Italien (Sterbini) vint ici il y a quelques mois bien garni de médailles. Il en vendit beaucoup à Paris et fort cher et passa ensuite en Angleterre. Je ne sais s’il n’a point menti à son retour, mais il prétendait s’être défait à Londres à un prix très considérable de plusieurs pièces fausses que nous avions à peine regardées ici. Je connais les prix de Rome. Ils sont toujours excessifs, mais ce n’est pas le plus grand onconvénient. Le faux s’y débite avec une effronterie sans pareille et, pour peu qu’on forme le moindre doute, questa medaglia, disent-ils, è vera come la religione christiana. Pour peu que la médaille soit belle, elle est d’una stravagante bellezza. Il n’en faut pas davanrage pour tourner la tête à un Français » ; confesse avoir été obigé de se « réduire à l’argent seul », dont il possède plus de 3.500 monnaies en ce métal « depuis Pompée jusqu’à Héraclius » ; possède le deuxième cabinet de France après celui du roi, a profité des arrivages du Levant et des trouvalles de Provence ; sur Cardin Le Bret : « Ce magistrat a sur nous l’avantage d’être dans un pays où la terre lui fournit ce qui ne vient chez nous qu’avec peine. D’ailleurs, le commerce de Marseille avec le Levant lui procure encore plus de singularités » ; à propos du projet d’ouvrage de Panel : « Je crois encore que les catalogues ne suffisent pas pour une besogne de cette espèce. Il faut voir les médailles et c’est ce que le P. Panel ne peut faire, à moins qu’il ne voyage en France et en Italie » (Paris, BnF, Mss. N. ac. Fran. 4384, f° 22 ; Sarmant 2003, p. 200, note 24 et p. 202, note 35, p. 271, note 17, p. 290, note 91).</br>-Lettre du 28 juillet 1729 (de Paris): "Je crois encore que les catalogues ne suffisent point pour une besogne de cette espèce; il faut voir les médailles et c'est ce que le Père Panel ne peut faire à moins qu'il ne voyage en France ou en Italie" (Avignon, Bibliothèque municipale, ms. 2374, f° 178r; Guillemain 2022, p. 88, note 65).f° 178r; Guillemain 2022, p. 88, note 65).)
  • Francesco Gottifredi - Camillo Massimo - 1661-9-22  + (-Lettre du 22 sept. 1661 : Massimo ne veut-Lettre du 22 sept. 1661 : Massimo ne veut que des exemplaires parfaits de conservation et de patine ; « molte di esse [monete] potriano haver bisogno di rinettatura, ma non già per leggerle, perchè tengo certo che buona parte di esse si potriano leggere con un hora che io le vedesi col sole » (voir Missere Fontana 2009, p. 254, note 120).r Missere Fontana 2009, p. 254, note 120).)
  • Ottavio Falconieri - Leopoldo de Medici - 1668-9-22  + (-Lettre du 22 sept. 1668 (de Rome) : » Il -Lettre du 22 sept. 1668 (de Rome) : » Il bancherotto mi ha portato questa settimana un cammeo, un medaglione et una medaglia grande et ogni cosa è stata da me consegnato al Monanni perché l’invii a V(ostra) A(ltezza). I prezzi ch’egli domanda sono: del cammeo scudi dodici, del medaglione scudi otto e quindici giuli della medaglia. Quanto al cammeo l’Agostini concorre nel mio parere che oltre al prezzo esorbitantissimo non sia cosa degna dello studio di V(ostra) A(ltezza). Il medaglione è assai bello e raro ma il medesimo Agostini stima che sei scudi sia pagato sufficientemente. Nella medaglia v’è differenza di pochi giuli. » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, X, f° 217; Giovannini 1984, p. 220, lettre 111).217; Giovannini 1984, p. 220, lettre 111).)
  • Francesco Gottifredi - Charles Patin - 1664-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1664 (de Rome) : R-Lettre du 22 septembre 1664 (de Rome) : Remerciement pour ce nouveau travail : G. le transmettra aux destinataires. Le livre précédent a suscité l'admiration partout ; les gens attendent avec impatience la nouvelle publication. – « Die bewusste Schrift » (L'écriture consciente ?), en revanche, ne donnerait pas beaucoup de plaisir en Italie : elle serait probablement interdite (Basel, UB Handschriften G2 I 23a, f° 21, - en italien).dschriften G2 I 23a, f° 21, - en italien).)
  • Elisabeth Charlotte von der Pfalz - Luise Raugräfin zu Pfalz - 1717-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1717 (de ?) : « Le-Lettre du 22 septembre 1717 (de ?) : « Le vice d’aimer les jeunes garçons est la plus grande passion du duc de Villars ; votre cher oncle, le joli prince d’Eisenach, voulut une fois lui faire donner des coups de bâton, parce qu’il lui avait fait une déclaration d’amour. La maréchale de Villars court beaucoup après le comte de Toulouse ; mon fils est aussi fort dans ses bonnes grâces, mais il n’est pas discret. Le maréchal de Villars vint un jour me rendre visite, et comme il prétendait se connaître en médailles, il me demanda à voir les miennes. Baudelot, homme très honnête et savant, qui en a la charge, fut obligé de les lui montrer ; ce n’est pas l’homme le plus avisé, et il n’est guère au fait de ce qui se passe à la cour. Il avait fait une dissertation sur une des médailles, pour prouver, contre d’autres savants, que la tête à cornes qui y est figurée, est celle de Pan en non pas de Jupiter Ammon. Pour prouver son érudition, le bon Baudelot dit à M. de Villars : ‘Ah ! monseigneur, voici une des plus belles médailles que Madame ait ; c’est le triomphe de Cornificius : il a toutes sortes de cornes. C’était un grand général comme vous, monseigneur. Il a les cornes de Junon et de Faune. Cornificius, comme vous savez, monseigneur, était un général habile’. Je l’interrompis : ‘Passons, lui dis-je ; si vous vous arrêtez à chaque médaille, vous n’aurez pas assez de temps pour les montrer toutes’. Mais, plein de son sujet, il répondit : ‘Ah ! madame, celle-ci vaut bien une autre. Cornificius est, en vérité, une des plus rares médailles du monde. Considérez-la, madame, regardez ; voilà Junon couronnée qui couronne ce grand général’. Quelque chose que je pusse dire, je n’empêchai point Baudelot de parler de cornes au maréchal. ‘Monseigneur, reprit-il, se connaît en tout, et je voudrais bien lui faire juger si j’ai raison de dire que ces cornes sont plutôt celles de Faune que de Jupiter Ammon’. Toutes les personnes qui étaient dans la chambre se tenaient pour ne pas éclater de rire. Quand on l’êut fait exprès, on n’aurait pas pu s’y prendre plus fortement. Quand le maréchal fut parti, je me mis à rire aussi. J’eus bien de la peine à coviancre Baudelot qu’il avait mal fait » (Brunet 1857, p. 320-321).vait mal fait » (Brunet 1857, p. 320-321).)
  • Jean-Frédéric Phélypeaux de Maurepas - Jean-Paul Bignon - 1725-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1725 (de Fontaineb-Lettre du 22 septembre 1725 (de Fontainebleau) : 2. Lettre de Maurepas à l’abbé Bignon, annonçant l’envoi d’une empreinte de médaille adressée par Devant, consul de France à Messine - Proposition par Maurepas de médailles d’Othon (Paris, BnF, Méd., Archives 1 AMC 67-2).n (Paris, BnF, Méd., Archives 1 AMC 67-2).)
  • Jacques-Philippe d'Orville - Pieter Burman - 1730-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1730 (d’Amsterdam)-Lettre du 22 septembre 1730 (d’Amsterdam): He has heard from Fortius and Bouhier who says he recently published a treatise «de nummo (coin) Vabulati»; at that Bernard de la Bastie has edited a life of the consul T. Didius including an account of his coins. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 490, f° 138-139).an Library, MS D’Orville 490, f° 138-139).)
  • Pedro Leonardo de Villacevallos - Livinio Ignacio Leyrens y Peellart - 1741-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1741 (de Cordoba) -Lettre du 22 septembre 1741 (de Cordoba) : « Y sobre lo que Vmd. Me dice de las desconocidas, debo aseguarle que es casi poco o nada lo que las pueda adelantar el libro de Lastanosa de que Vmd. Carece ; y respecto de lo que yo lo tengo podré manifestarselo, y en esa inteligiencia quedo tambien solicitàndole quien pasa a esta ciudad para que se lo llevea Vmd junto con el Morganti portugués para que Vmd. Los lea y en breve me los devuleva, pues así estos, como el Antonio Agustino adicionado de Schotto, de Angeloni italiano, Julio Eutichio latino, Constancio Lano, Guillermo Choul, Sebastián Erizzo, y no sé que otros, y convenientes que de míos propios tengo están en la misma forma de disposición de Vmd. Para poder igualmente ejecutarlo. Estos dias también me ha entretenido a ratos en delinear en medio bosquejo un promptuario de poco más de a medio pliego en que quería concizar en dos renglones lo contenido en el Adjunto de todos los más pricipales emperadores hasta Honorio, y con efecto aqui par mis librejos y especialmente por Onufrio, y la serie cosular de Ferrera tengo arribado hasta la división de Constantino… » (Sevilla, Biblioteca Capitular y Colombina, BCC, 59, 3-44, f° 90-91v ; Salas Alvarez 2003, p. 71-72 ; Salas Alvarez 2008, p. 156).3, p. 71-72 ; Salas Alvarez 2008, p. 156).)
  • Enrique Flórez - Ramón Foguet i Foraster - 1766-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1766 (de Madrid) :-Lettre du 22 septembre 1766 (de Madrid) : “Con mucho gusto he recibido la de Usted por saber de su salud, y especialmente después de ver pasada la tempestad de su indisposición. Yo anduve mi viage por Castilla, Navarra y Bayona de Francia con felicidad a Dios gracias, en lo que mira a salud, y no tener contratiempo, pero con poco adelantamiento en lo que mira a Historia Natural y de Monedas, pues sólo adquirí tal qual de las que me faltaban, y varias de las comunes entre nosotros, que me sirven para Alemania, e Inglaterra » (Madrid, Real Academia de la Historia, Ms. 9/5979, f° 281-309; Campos 1997-1998, lettre 19, p. 298 ; Campos 2002, p. 363 ; Campos 2010, p. 12).Campos 2002, p. 363 ; Campos 2010, p. 12).)
  • Fray Rodrigo de San Gabriel - Antonio Valcárcel Pío de Saboya - 1774-9-22  + (-Lettre du 22 septembre 1774 (de Jabalquinto [?]): Sur des monnaies arabes (Paris, BnF, Ms. Esp. 525, f° 56r-v ; Morel-Fatio 1896, p. 73))
  • Francesco Gottifredi - Francesco Reviglione - 1659-8-23  + (-Lettre du 23 août 1659 : sur la nécessité d’un examen autoptique : «il valore loro sta nella conservatione » (voir Missere Fontana 2009, p. 254, note 123).)
  • Jean-Baptiste Du Bos - Nicolas Thoynard - 1699-8-23  + (-Lettre du 23 août 1699 (de Rotterdam) : « Je vous envoie les médailles les plus curieuses du cabinet de M. V qu'il a fait graver depuis deux jours » (Paris, BnF, Ms NAF 560, f° 309).)
  • John Philips - Unknown - 1703-8-23  + (-Lettre du 23 août 1703 (sans lieu): He gi-Lettre du 23 août 1703 (sans lieu): He gives a very precise and detailed description of brass medals and ornaments and pottery dug up in 1699 by labourers digging for the foundations of a house (site, objects themselves, and chamber within which they lay scattered) (Oxford, Bodleian Library, MS Don. d. 89 p. 352 (no. 130)). Library, MS Don. d. 89 p. 352 (no. 130)).)
  • Gisbert Cuper- Antoine Galland - 1707-8-23  + (-Lettre du 23 août 1707 (de Deventer) : « -Lettre du 23 août 1707 (de Deventer) : « Vous me permettrez néanmoins que je vous entretienne un peu sur les découvertes que vous avez faites, non pas pour m’y opposer, mais pour vous donner occasion à les approfondir davantage » [observations sur l’explication par Galland de la médaille de Cléopâtre, femme de Titus ; autres observations sur la médaille d’Antonin Pie portant l’inscription FELICITAS AVGVSTI ; sur l’ouvrage de Galland concernant les rois de Cappadoce et l’explication par Vaillant des lettres CONOB, ainsi que sur les lettres S.. et EX. S.C.] « J’ai été au mois de juin à Amsterdam, où j’ai vu les œuvres du Père Hardouin qui s’y doivent imprimer, et qu’on imprime peut-être maintenant […] » (Abdel Halim, p. 545, n° CCL).enant […] » (Abdel Halim, p. 545, n° CCL).)
  • Giusto Fontanini - Antonio Francesco Gori - 1727-8-23  + (-Lettre du 23 août 1727 (de Rome) : “La ri-Lettre du 23 août 1727 (de Rome) : “La ringrazio della fatica benché vana, in ricercare lo Stradiotto, e circa Monsignor Arcivescovo Ansidei, ecco quello che le posso suggerire per formare la dedicatoria. Ella il lodi per la cognizione di amendue le giurisprudenze, come ho fatto io nel Dyco. Dica che di più è affezionato alle lettere interiori e alle discipline liberali, e che ha un museo insigne di medaglie rare e di altre antichità più cospicue, che sono le sue delizie.”(Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 12, f° 41r-v – online).arucelliana, BVII, 12, f° 41r-v – online).)
  • Samuel Crawley - Jacques-Philippe d'Orville - 1728-8-23  + (-Lettre du 23 août 1728 (de Messine): Abst-Lettre du 23 août 1728 (de Messine): Abstract: He reports dispatch of the consignment of 47 bronze and 11 silver medals for O. and he hopes he will find some rare ones among them. His friends in Sicily have promised several others which he will send in a later consignment. He asks O. to hold the payments at my disposition. The new viceroy had come expressly to erect an «echelle franche» for the much needed assistance to the island’s commerce. Lord Lovelace and the other chevaliers are detained at Rome in quarantine which the Papal States impose on all passengers. He hopes O. will recommend other friends of his to come to his (C’s.) house at Messina. He would consider it the greatest good fortune by this means to be able to show the respect which he owes O. There are varying accounts of the success of the congress. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 487 f° 98-99).leian Library, MS D’Orville 487 f° 98-99).)
  • Francesco de' Ficoroni - Antonio Francesco Gori - 1738-8-23  + (-Lettre du 23 août 1738 (de Rome): Charles-Lettre du 23 août 1738 (de Rome): Charles Frederick “Martedì 26 corrente senza dubio per cotesta volta li Cav.ri Carlo Frederich, Lethieullier, e sua signora, soggetti studiosi, e ottimi, e compratori di libri d’antichità e il p.° gran curioso di medaglie grandi, però conservatis.e dal quale le sarà data una mia raccommandatizia per bisogno che ha della di lei somma erudizione su molti disegni di cose inedite fattesi disegnare del Sig.r Campiglia, come ho veduto, per farle intagliare costà sotto la direzzione di VS. Ill.maLa figurina Comica Etrusca in metallo già le dissi che quando ritornai da q.o Antiquario Domenico Landi in Trastevere, mi disse che essendo stato da lui il Sig.r Abbate Venuti, l’esortò di portarle a vendere ad’un Sig.r Inglese chiamato M.r Frederich abitante a S. Silvestro dé Teatini a monte Cavallo ed Io essendo poscia stato a riverire detto Cav.re Frederich, me lo confermò, me la mostrò, e mi disse di volerla far disegnare dal detto Sig.r Campiglia” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 105r et v – online).celliana, BVII 11, f° 105r et v – online).)
  • Louis-Robert de Saint-Victor - Joseph Pellerin - 1770-8-23  + (-Lettre du 23 août 1770 (de Saint-Victor) -Lettre du 23 août 1770 (de Saint-Victor) : « Monsieur et très respectable maître, ma première inquiétude de votre silence roule sur votre santé. Je connais votre exactitude, et je m’alarme de voir plus de 15 jours écoulés sans avoir reçu de réponse à la lettre que j’ai eu l’honneur de vous écrire. Peut-être ne vous est-elle point parvenue. Elle était sous enveloppe et contenait un petit quinaire d’or que je vous envoyais à juger, sans oser, je crois, avancer la moindre conjecture. J’étais en ce moment trop affecté du tour récent et perfide que m’a joué le brocanteur d’Ennery, pour avoir pu m’empêcher de vous en rendre compte. Il se propose d’en jouer un tour pareil à peu près à Mr du Thuison avec lequel je suis en correspondance, et qui se flatte d’être au nombre de vos amis. Je finissais par vous conjurer, avec toute l’instance possible, Monsieur, de daigner subvenir dans cette conjoncture où je voyais renversées sans ressource toutes mes espérances pour l’embellissement de mon cabinet, je vous suppliais, Monsieur, de vous donner la peine d’examiner dans vos doubles hors suite, et de voir s’il vous serait absolument impossible de m’en composer une petite pacotille, pour laquelle je déposerais à vos pieds un peu de monnaie moderne, n’en possédant point d’antique digne de vous être offerte. Je crois aussi que je prenais la liberté de vous demander les causes de la rareté des Tibères en grand bronze, tandis que les médailles de ce prince en tous autres modules et métaux sont si communes. Voilà, Monsieur, à quoi je réduisais toute ma dernière, que j’aime à m’imaginer s’être égarée, parce que cet accident est le moindre qui puisse venir à ma pensée. Je vous prie de me calmer sur toute autre inquiétude et de me croire avec l’attachement le plus sincère et le plus profond respect, votre très humble et très obéissant serviteur. Desaint-Victor. PS. Mon adresse est toujours à Rouen. Si je suis assez heureux pour que vous me daignez faire quelque envoi, je vous prie de l’y adresser. Vous (ai-je) déjà dit, Monsieur, que la Plotine était une des médailles capitales dont l’absence déshonorait le plus ma collection d’argent ?» (Paris, BnF, Manuscrits, Français N. Acq. 1074, f° 149; Doyen - Rambach 2020, p. 20).074, f° 149; Doyen - Rambach 2020, p. 20).)
  • Fulvio Orsini - Gianvincenzo Pinelli - 1583-4-23  + (-Lettre du 23 avr. 1583 : au sujet des planches des Dialogues d’Agustin qui ont commencées à être gravées (Milan, Biblioteca Ambrosiana, Ms. D. 422 inf., f. 109 ; voir Missere Fontana 2009, p. 31, note 11).)
  • Gisbert Cuper - Antoine Galland - 1709-4-23  + (-Lettre du 23 avr. 1709 (de Deventer) : « -Lettre du 23 avr. 1709 (de Deventer) : « J’ai commis une lourde faute dans ma dernière lettre, et je vous prie de vouloir remettre le nom de Marc Antonin au lieu de Trajan […] Ce que vous dites, Mr., des médailles de Commode et de Crispine est fort vraisemblable […] Je n’ai rien à dire davantage de la médaille de Gordien […] La mort (nb : de Vaillant fils) est une grande perte pour l’étude des médailles, et nous avons perdu un grand appui. Est-ce qu’on ne trouve rien parmi ses papiers qu’on pourrait publier ? Je me souviens que vous m’avez mandé autrefois qu’il avait lu une ou plusieurs dissertations dans votre Académie, et qu’elles avaient eu l’approbation de cet illustre corps. Je me gouvernerai à l’avenir selon que vous le désirez, et je vous marquerai toujours la grandeur des médailles […] » ; « Vous parlez, Mr., du froid. Croyez-moi, il a été ici si extraordinaire et si rude, que les vieillards les plus avancés n’en aient senti jamais un pareil. Tout est gelé, tout est comme mort, et il m’a été impossible d’avoir pu mettre la plume sur le papier. Nous avons eu aussi abondance de neige au même temps que vous marquez, et après une gelée aussi excessive que la première, l’air s’est remis un peu, mais le froid a recommencé le septième de ce mois, quand j’étais à Campen » [sur les médailles représentant les colonnes de Trajan et d’Antonin Pie ; sur Anselme Banduri, son caractère, et sa venue empêchée en Hollande] « Je vous suis, Mr., fort obligé de la Déclaration que les Jésuites de Paris ont publiée, et voilà le Père Hardouin réfuté et réduit aux aubois de ses confrères ; et je m’imagine que toute sa nouvelle machine est tombée en ruine ; quoique je sois néanmoins persuadé qu’on trouvera, par çà et par là, des gens qui tâcheront de la relever en secret, pour affaiblir les témoignages des Anciens. C’est assurément dommage que Mr. de Longuerue n’est pas communicatif, et qu’il n’est pas d’humeur à communiquer ses découvertes et ses lumières aux autres » [sur la médaille de Smyrne représentant Homère ; explication de médailles samaritaines par Reland ; difficulté d’interprétation de ces médailles et controverses savantes à leur propos ; sur diverses médailles énigmatiques des villes grecques] ; « Pour ajouter enfin quelque chose de mon chef, je vous prie de me vouloir apprendre ce que veut dire une médaille dont l’on m’a envoyé copie, car j’y suis plane davus. Il y a un N. d’un côté, et de l’autre V., tous deux dans un cercle […] Vous avez vu sans doute, Mr., la dissertation de Mr. Sperlingius sur une médaille de Tranquillina […] » ; « J’ai reçu la lettre de Mr. Henrion, avec le plan du Traité historique et chronologique des monnaies romaines. Je n’ai pas le temps à lui pouvoir répondre ; mais j’en vois que c’est assurément un « labor Herculeus ». Je vous prie de me vouloir excuser auprès de lui, et de le remercier en mon nom de ce qu’il m’a fait l’honneur de me louer dans son plan, pour peu de chose que j’ai eu le bonheur de lui envoyer de mon pauvre cabinet » (Abdel Halim, p. 591-594, n° CCLXXV).et » (Abdel Halim, p. 591-594, n° CCLXXV).)
  • Valentin Jamerey-Duval - Anastasia Sokolova de Ribas - 1770-4-23  + (-Lettre du 23 avr. 1770 (de Vienne) : « On-Lettre du 23 avr. 1770 (de Vienne) : « On vient d’imprimer ici un supplément au catalogue des monnaies en or du Cabinet Impérial. On m’en a donné un exemplaire comme de raison. Comme je sais assez bien ce qu’il contient, il vous sera envoyé lorsque l’occasion sen présentera. Il n’est que de 98 pages, grand in-folio, et il doit être joint à la suite du catalogue que l’illustre Prince Dimitri vous a fait tenir ci-devant. » (Friedrich Albert von Koch (éd.), Œuvres de Valentin Jamerai Duval, II, Saint-Pétersbourg, 1784, Lettre LXXV, p. 80).nt-Pétersbourg, 1784, Lettre LXXV, p. 80).)
  • Christoph Arnold - Charles Patin - 1666-4-23  + (-Lettre du 23 avril 1666 (de Nuremberg) : Eloge du grand numismate. Présentation d'une série de littérature et de citations que P. avait négligées (Basel, UB Handschriften G2 I 23a, f° 29 – en latin).)
  • Gisbert Cuper - Jean-Paul Bignon - 1709-4-23  + (-Lettre du 23 avril 1709 (de Deventer) : «-Lettre du 23 avril 1709 (de Deventer) : « Mr. Reland a publié ses considérations sur les médailles samaritaines, qui lui ont été envoyées de Paris ; je vous prie de lire ce que je mande sur cette matière à Mr. Galland ; et j’y ajoute à cette heure, qu’on m’a envoyé de Suisse, une feuille volante qui contient le typus de 34. Nummorum Samaritanorum avec l’alphabet, par les soins de Mr. Jean-Baptiste Ottius, qui a eu, comme vous le savez, des contestations sur l’explication de quelques-unes avec Mr. Reland, et il y en a d’assez singulières, qui donneront bien de l’occupation, si je ne me trompe, à ceux qui s’y entendent » (Cuper 1743, IX, p. 220). s’y entendent » (Cuper 1743, IX, p. 220).)
  • Gottfried Wilhelm Leibniz - Ezechiel Spanheim - 1710-4-23  + (-Lettre du 23 avril 1710 (de Hanovre) : « -Lettre du 23 avril 1710 (de Hanovre) : « J'ai été en doute si je devais souhaiter que vous songeassiez plutôt à achever votre incomparable ouvrage des anciennes médailles ou à nous donner des mémoires sur les affaires d'état importantes qui vous ont passé par les mains, personne ne pouvant remplacer ce que vous pourrez faire ; maintenant qu'il me semble que mon doute est résolu, j'espère autant que je le souhaite que vous aurez assez de santé et de vie pour faire l'un et l'autre » (Klopp 1874, III, p. 312, Lettre CCCXCII).(Klopp 1874, III, p. 312, Lettre CCCXCII).)
  • Claude Gos de Boze - Anonymous - 1739-4-23  + (-Lettre du 23 avril 1739 ( ?) : « Je vous -Lettre du 23 avril 1739 ( ?) : « Je vous dirai à ce sujet que je crois que vous faites très sagement de ne pas entreprendre une suite d’or parce que cela mène trop loin, mais qu’une tablette de têtes ou de revers choisis, que l’on ne prend que lorsqu’ils se présentent naturellement, ou qu’on les trouve à bon compte, fait bien les honneurs d’un médaillier » (Paris, BnF, Méd., 2 ACM 42 ; Sarmant 1994, p. 177, note 42 et 2003, p. 308, note 46).p. 177, note 42 et 2003, p. 308, note 46).)
  • Enrique Flórez - Pedro Leonardo de Villacevallos - 1755-4-23  + (-Lettre du 23 avril 1755 (de Madrid) : “Us-Lettre du 23 avril 1755 (de Madrid) : “Usted tiene una Carbula en mediano bronce, con algunas letras en el anverso, le ruego sirva enviarme su divujo por la parte de la cabeza, pues el otro lado creo es el mismo que en la mía. Y si en este intermedio huviere Usted adquirido algo nuevo raro, le estimaré el divujo para que se de al Público » ; “Ya se han empezado a abrir las láminas de la Colección total de las Medallas de Colonias y Municipios de España, no solo de las que tengo, sino de cuantas conozco, que llegarán a sesenta planchas de Marquilla en quarto. A este fin he acudido a los aficionados, por si quieren contribuir con el divujo de alguna Moneda para que sea la obra más completa" (Madrid, Real Academia de la Historia, Mss. 9/7564 ; Campos 2002, p. 58; Campos 2010, p. 14, 17).mpos 2002, p. 58; Campos 2010, p. 14, 17).)
  • François Hemsterhuis - Adelheid Amalia von Schmettau - 1784-4-23  + (-Lettre du 23 avril 1784 (de Den Haag) : «-Lettre du 23 avril 1784 (de Den Haag) : « Le jugement sur les pierres gravées m’a amusé, quoiqu’à cet egard j’aimerois tout autant m’en fier à nos Comtes de Stadion. Juger des effets de la beauté des productions de l’art est un droit que chaqu’individu a pour soi, et le seul juge competent c’est le tact naturel de chaqu’individu; mais juger de l’art meme, et des siècles et des hommes qui le modifient, cela demande un beaucoup plus grand nombre de vraies connoissances que les sciences les plus profondes et les plus inportantes. J’ose dire cela à vous, ma chère Diotime, puisque vous le sçavez et que vous le sentez, mais de prêcher cela au monde actuel, ce seroit degouter la plus part des personnes distinguées de la culture des arts. Ce qui m’a paru remarquable, c’est qu’ayant connu grand nombre d’amateurs de presque toutes les nations, soit personnellement, soit par lettres, les Allemans sont mieux faits, sans comparaison, pour juger de l’art en general que les autres nations, et les François sans comparaison le moins. Lorsque je pense à cett illustre et digne Comte de Caylus, qui m’honoroit assez de son estime, j’ai dû repentir de ne lui avoir pas marqué ingenuement les bevues palpables et inportantes qu’il a fait dans ses beaux ouvrages. Le vieux Stosch deFlorence et Caylus etoient fort liés et firent bien des trâcs ensemble. Jugez qui fut dupe de l’Allemand ou du François. Sur cet article je pourrois dire des nouvelles, sans la grande cloche de cette ville » (Universitäts- und Landesbibliothek Münster, Gallitzin-Nachlaß Band 7 ; Sluis 2010b, lettre 5/31, p. 126-127).7 ; Sluis 2010b, lettre 5/31, p. 126-127).)
  • Francesco Gottifredi - Peter Fytton - 1651-12-23  + (-Lettre du 23 déc. 1651 : « per far studio-Lettre du 23 déc. 1651 : « per far studio di medaglie veramente da principe e da persona erudita io ho stimato sempre necessario di havere tutti li riversi di ciascuno imperatore, perché ancor che siano medaglie ordinarie e copiose dilucidano non il meno la vista di ciascuno d’essi, vi si vedano le loro imprese, li trionfi, li viaggi, le donazioni, le fabbriche, le deità da essi più venerate, le attioni loro più principali o li loro capricci, insomma non essendo state battute caso mai per lo più con il denaro del Senato mi par degna quasi ciascuna di esser stimata, ma quanto alla duplicatione de i riversi, se ben per la eruditione ne fa, non mi pare percio che nello studio d’un principe si disdica il veder 4 o 6 archi e decursioni di Nerone, ancor che siano medaglie ordinarie, pur che ciascuna di esse di conservatione eccellente. Quanto poi alla conservatione lo sa quanto io l’habbia sempre celebrata e quanto la stimi, per far nondimeno studio perfetto ho stimato e stimo necessario comprar le rare anco poco conservate, per tenerle almeno sin che capitino le conservate » (voir Missere Fontana 2009, p. 247).ate » (voir Missere Fontana 2009, p. 247).)
  • Gottfried Wilhelm Leibniz - Claude Nicaise - 1698-12-23  + (-Lettre du 23 déc. 1698 (de Hannovre) : « Mons. de Spanheim vient aussi de m’envoyer une lettre pour Monsieur Morel, que j’ai soin de lui faire tenir aussi » (voir Caillemer 1885, lettre 13, p. 73).)
  • Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1681-12-23  + (-Lettre du 23 décembre 1681 (de Florence) -Lettre du 23 décembre 1681 (de Florence) : « Ma per le medaglie col Profectio Germ. (forsi è allocutio ad milites Praetoriano, qui erant Romae Legat. Dio). e con l'allocuzione a i soldati sotto il Cos. III. si può dire che nell'Autuno avvanzato, o pure terminato gionti in Roma gli avvisi delle scorrerie, ed apparati militari di Decebalo. » ; « Consideri la detta iscrizione e 'l testo di Sparziano ad dotti, e poscia giudichi. La medaglia del Vaillant, ella la corregge a suo modo, io credo che deva leggersi: TR. P. VII. IMP. IIII. COS. IIII DES. V. è confermasi ciò con la Cospiana, e Magnavacca, dalle quali V.S. deve correggere i fasti, che poscia meglio si confronteranno con le dette medaglie, e con la cronologia delle guerre Daciche, ottimamente distesa da Sparziano, e così anderà meglio il titolo DACICUS col Cos. IIII. della medaglia d'argento Medicea con l'Ercole con la clava ec. La medaglia fra le Arescotane alla Tavola 34. num. 23. con Trajano COS. IIII. nelle quadrighe trionfali, non significa il di lui trionfo, ma il processo consulare che fece in Roma cos. IIII. ed è prova evidente lo scetro con l'aquila nella cima, ch'era la insegna de i consoli quando Kal. Jan. prendevano il possesso del consolato, come mostro io dissert. I de nummo Diocletiani, nel quale vedesi tale scetro. Nella Quadriga del trionfo nella medaglia Medicea Trajano tiene la palma, o lauro ec. In oltre ella non riflette ai due congiari II. e III, che le inviai nelle medaglie Medicee, dalle quali si cava che nel ritorno II. e III. diede i congiari al P. Rom. come aveva fatto nel primo. E quei congiarj II. e III. sono segnati col Cos. V. Sicchè Trajano ne venne a Roma anno 101. ne trionfò anno 101, perchè il congiario II. si deve unire o col secondo ritorno a Roma, o pure col primo trionfo Dacico, che poco dopo fu fatto. » ; « Da ciò ancora si può dire che Adriano anno 101 fu Questore semestre, e poi curator Actorum Senatus, e nell'anno 102. andò alla prima guerra Dacica, che certamente principiò in detto anno 102. quando si tiri il cosi V. di Trajano all'anno 104. il che si deve fare, se la medaglia del Sig. Magnavacca sia da lei giudicata legittima, del che vivo con gran curiosità ec. perchè sarà cosa rarissima per i fasti, e perchè veggo che così meglio si connette la cronologia delle 2. guerre Daciche assegnata da Sparziano, con la pietra di Pozzuolo ec. e con la medaglia Medicea, e Cospiana p. 355. num. 4. Imp. Caes. Nerva. Trajan. Aug. GERM. P. M. T. R. P. VI. IMP. IIII. COS. IIII. DES. V. P. P. S. C. mulier sedens destera ramum, sinistra hastam tenens. La medaglia Medicea è legittima, e per l'antichità ha logorato il ramo nella destra della donna sedente, e si legge: IMP. IIII. coll'essere logorati mezzi li primi numeri, e dopo il DES..... il V. è perduto. è certo chè fu battuta dopo l'Ottobre anno 102. per la TR. P. VI. ne ivi leggendosi DACICUS, bisogna tirare nell'anno 103. la venuta di Trajano a Roma col di lui trionfo, e dire che la detta medaglia fu segnata nello stesso anno 103. per esservi Cos. DES. V. il che non si legge nella pietra di Pozzuolo, ma solo Cos. IIII IMP. II. onde fu scolpita overso il fine dell'anno 102. o avanti le battaglie fatte, e vinte contro Daciannoro. Del resto ella facci come vuole, perchè pochi si pigliano questi fastidi cronologici. Ora lei per l'Occone, ed il Sig. Abbate Fabretti per la sua colonna Trajana vi pensano, e Dio sa quando più altri vi pensarà. Finisco col dire, che non facci partire da Roma sì presto Trajano nell'Armenia, come fanno molti, ma prima gli facci fare l'esequie a Licinio Sura cos. III. come narrasi nell'epitome di Dione. Ed in questa ultima partenza da Roma di Trajano molti hanno errato, facendolo in Asia nell'anno 107. e ciò per il martirio di S. Ignazio, che da Trajano fu mandato a Roma legato ec. Le auguro felici le feste del Natale, e le ristampo la moneta d'Antonino Pio. A. N. (Anni Novi, ndr) con tuttº i commenti del Sig. Bellorio e le bacio le mani. Firenze 23. Decembre 1681 » (Noris 1741, lettre LIX, col. 186-193). » (Noris 1741, lettre LIX, col. 186-193).)
  • Johann Christoph Wolf - Jacques-Philippe d'Orville - 1735-12-23  + (-Lettre du 23 décembre 1735 (de Hambourg): We have among us here young Schlaegerus who is condensing into one volume the collection of rarer work on coins and gems. (Oxford, Bodleian Library, MS D’Orville 491 fol. 65).)
  • Pedro Leonardo de Villacevallos - Antonio Buytrago - 1740-12-23  + (-Lettre du 23 décembre 1740 (de Cordoba) :-Lettre du 23 décembre 1740 (de Cordoba) : «Realmente se conoce que el Morganti es hombre grande, muy aficionado y lleno, y es muy bueno el trabajo con que da recogidos los más de los Autores Numarios, y con exceso se existen casi todos y aún alguno más en la célebre Biblioteca Duboisiana de Francia, según he visto por el libro de ellas, y también es primorosa la interpretación que pone de las Imperiales Romana. El Método de la postura de exposición de las Monedas, no parece de la mejor elección, pues no guarda por ahora antigüedad, seria, ni estudio de los de cada en parte; bien y que este libro lo da por primero, y como diseño de la idea, prometiendo en esta y en otros siguientes de los de Oro y Plata de los Emperadores Romanos ; de las de Metal y de las de familias Romanas (que parece esa por donde había de comenzarlos, como muy antiguas). Lo continúa en su prólogo diciendo dará después diferentes Medallas de los Príncipes de Europa; y después una noticia de todas las Monedas de los Estados Occidentales con su valor correspondiente a la moneda portuguesa; y un serie de las Portuguesas que pudiese descubrir desde su primer Rey D. Alfonso Enríquez» (Sevilla, Biblioteca Capitular y Colombina, BCC, 59, 3-44, f° 77r-v ; Salas Alvarez 2003, p. 73).44, f° 77r-v ; Salas Alvarez 2003, p. 73).)
  • Juan de Talamanca - Pedro Leonardo de Villacevallos - 1744-12-23  + (-Lettre du 23 décembre 1744 (de Madrid) : -Lettre du 23 décembre 1744 (de Madrid) : «es de un Genio e ingenioso en las delicias de la venerable Antigüedad y de las medallas, constituido tesorero de preciosa y apreciable cantidad, que junta para un ordenado histórico monetario, es mi amigo, y lo será porque sin faltando y con erudición comunica lo que sabe a sus amigos. Tiene varias monedas duplicadas, que quizás puedan faltar al erario de Vmd y desea adquirir de los curiosos otras que les sobre, y sabiendo por mí el buen gusto del aplicado a este hermoso estudio, le he comunicado lo mucho y bueno que Vmd ha portado, por lo que está estimulado a tener algún comercio con los hombres de honor como Vmd y así estimaré le consuele como merecen las buenas producciones de su entendimiento, mayormente cuando los dos pueden estar mutuamente interesados en el comercio» (Sevilla, Biblioteca Capitular y Colombina, BCC 59-3-44, f° 125-126 ; Salas Alvarez 2003, p. 77 ; Salas Alvarez 2008, p. 161).2003, p. 77 ; Salas Alvarez 2008, p. 161).)
  • Miguel Espinosa Maldonado y Tello de Guzmán - Pedro Leonardo de Villacevallos - 1761-12-23  + (-Lettre du 23 décembre 1761 (de Sevilla) :-Lettre du 23 décembre 1761 (de Sevilla) : «Mucho favor hace a mis pequeñas colecciones quien se las ha abultado a vuestra señoría tanto; y para que vuestra señoría no lo dude diré que la de medallas sólo tiene algo de considerable en las series de primera forma y municipal: esta última consta de 290 medallas de 96 colonias y municipios diversos, españoles en que hay partes que no son comunes. De piedras no me he propuesto formar colección» (Sevilla, Biblioteca Capitular y Colombina, BCC 59-3-44, f° 142-143; Salas Alvarez 2003, p. 80 ; Salas Alvarez 2008, p. 162-163)., p. 80 ; Salas Alvarez 2008, p. 162-163).)
  • Enrique Flórez - Fernando José de Velasco y Ceballos - 1768-12-23  + (-Lettre du 23 décembre 1768 (de Madrid) : -Lettre du 23 décembre 1768 (de Madrid) : “Estos días me enviaron de Andalucía la Moneda de Detvmo y Sisip por diez pesos. Si falta allá y huviere equivalente, trocaremos, y a mandar a este su afecto y devoto siervo » ; “Yo estoy ya poco acalorado sobre Monedas por la frialdad que veo en el común. Solo los Godos me llevan atención, por si puedo aspirar a colección digna de darse al público: a cuyo fin me alegrara se reclutase por aí algún Gundemaro, u D. Rodrigo” (Campos 2002, p. 315; Campos 2010, p. 11, 19).pos 2002, p. 315; Campos 2010, p. 11, 19).)
  • Ottavio Falconieri - Leopoldo de Medici - 1669-2-23  + (-Lettre du 23 fév. 1669 (de Rome) : » Ho r-Lettre du 23 fév. 1669 (de Rome) : » Ho ricevuto insieme con la benignissima di V(ostra) A(ltezza) la medaglia di Valentiniano, nel tornare che ho fatto questa mattina di Campagna dove mi ero trattenuto alcuni giorni, e procurerò che sia quanto prima rinettata dal Cammeli, al quale testificherò insieme la benigna inclinazione che V(ostra) A(ltezza) ha verso di lui. Sono già alcune settimane ch’io mandai all’A(ltezza) V(ostra) una medaglia d’oro di Prisco Attalo datami dal Bancherotto, né venendomi da lei accennato cosa alcuna sopra di essa, supplico V(ostra) A(ltezza) ad avvisarmi se le sia veramente capita nelle mani... » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, X, f° 232r et v; Giovannini 1984, p. 238, lettre 126).t v; Giovannini 1984, p. 238, lettre 126).)
  • Jean-Pierre Delecouls - Claude Picard Duvau - 1730-2-23  + (-Lettre du 23 février 1730 (d’Albi) : « J’-Lettre du 23 février 1730 (d’Albi) : « J’ai reçu par notre dernier ordinaire la lettre que vous m’avez fait l’honneur de m’écrire du 9 de ce mois. J’ai vu avec grand plaisir l’acquisition que vous venez de faire du Forum trajani qui ne peut pas mieux convenir à la médaille basilica ulpia que je vous ai laissée, la tête de laquelle quoiqu’il y ait un tant soit peu d’usage, n’avait pas le moindre trait de gâté quand je vous l’ai envoyée. ( ?) me vous savez que ( ?) a son opinion en fait de médailles. Je puis m’être trompé plus facilement que vos habiles antiquaires, en ayant cru moderne votre Geta en bronze, mais je n’ai pas seulement eu l’ombre de pensée que vous la crussiez belle. Eu égard du change que je vous avais proposé dans lequel je vous demandais un Géta dor que je croyais que vous eussiez offert, je me suis aperçu que j’en avais fait ( ?) avec celui de bronze que je vous ai renvoyé. L’offre que vous me faites de vos médailles doubles m’est très gracieuse, et on ne peut pas vous en être plus obligé que je le suis ; mais je comprends bien que je vous ferai plus grand plaisir de vous les prendre en troc que non pas avec ( ?) aussi m’y suis-je résolu. ( ?) choses m’y font beaucoup de peine pour Vespasien. La première est la résolution que j’avais faite de ne me défaire jamais, de cette médaile à cause du trait d’histoire qu’elle contient ou du moins que ce ne fut avec toutes les autres que j’ai soit en bronze soit en argent. La seconde est la parole que j’avais donnée à cette personne de considération que vous savez de la lu bailler en cas je pourrais m’empêcher de la bailler avec les autres, ou que je voulusse m’en défaire. La troisième que si vous en trouvez ma demande trop (forte ?) vous ne croyez que je veux me prévaloir de la fantaisie que je puis croire que vous en avez, en quoi vous me feriez beaucoup de tort, car quoique je veuille en tirer en troc, (rien n’approcherait ?) de ce que j’en refusai il y a environ dix-huit ou vingt ans en quoi je puis même avoir avoir tort de l’avoir refusé, mon principal motif du change est de vous obliger et elle est si rare que je puis vous assurer en l’honneur que j’en refuserais encore aujourd’hui en espèces beaucoup au-delà de la valeur des médailles que je vous propose, aimant mieux en avoir moins comme celles que non pas qu’il fut dit que je l’eusse vendue. Venant donc au change. Je vous baillerai le Vespasien triumph. Aug., le Trajan restitutori Italiae et l’Hadrien vota recepta in corona quercea si vous voulez me bailler en premier lieu huit de vos médailles doubles des dix dont m’avez envoyé la liste, desquelles vous sortirez seuelement la consulaire et le Néron Salus et quatre autres médailles d’or qui seront un Vespasien, un Trajan, un Adrien et un Antonin p/e que vous m’avez offert par votre lettre du 19 septembre dernier. Vous me ferez plaisir d’y ajouter un Titus pour le mien que je vous renverrai avec les autres. Si vous trouvez le change que je vous propose trop écarté de la raison, j’aurai beaucoupde peine de vous l’avoir proposé et que si je le croyais tel je me serais gardé de vous le proposer. Ce qu’il y a de bien sûr et positif en cela est que je ne me déferai jamais / plus d’aucune de ces trois médailles qu’avec encore plus davantage. Au surplus, je n’oublierai jamais que je vous ai promis de vous donner avis de toutes les médailles d’or rares qui me tomberont en main ; c’est pourquoi vous pouvez compter et que personne ne vous sera jamais avec plus d’estime et de considération que j’ai l’honneur de l’être, etc. » (Paris BnF, Manuscrits, Français 15186, f° 17r et v et 19r).rits, Français 15186, f° 17r et v et 19r).)
  • Luis José de Velázquez de Velasco - Joaquín Saurín y Robles - 1754-2-23  + (-Lettre du 23 février 1754 (de Malaga) : «-Lettre du 23 février 1754 (de Malaga) : « Muy Señor mio: no tenia yo noticia de los escritos de Juan Andrés Estrañ sobre las medallas; y para que yo le hubiese dado lugar en el ensayo, no bastaba que hubiese trabajado sobre nuestras medallas, sino era necesario, que determinadamente fuese de las Españolas desconocidas; pues solo de los trabajos, que acerca de ellas se han hecho, es de lo que allí trato. Yo aprecio mucho la noticia, que V. me da de este Escritor Español, cuya obra procuraré descubrir y acaso sabrá algo de ella D. Gregorio Mayans por haberse aplicado mas especialmente a la historia literaria de nuestra nacion. Sobre el monumento de Cartagena escribí a Madrid, pero [sic=para] que en caso de ser cierta la especie, tomasen las providencias necesarias. V. me mandará pues sabe que soy suyo; y yo rogaré a Dios le gu.e m.s a.s. Malaga, 23 de Febº de 1754. B.L.M de V. su mayor serv.r Luis Joseph Velazquez A Antonio Valcárcel Pío de Saboya, comte de Lumiares » (Murcia, Archivo Municipal, Colección Alegría, leg. 472, n.º 26 (es copia); Saurin de la Iglesia 2018, lettre 2, p. 336).rin de la Iglesia 2018, lettre 2, p. 336).)
  • Alexandre-Xavier Panel - Joseph Pellerin - 1761-2-23  + (-Lettre du 23 février 1761 (de Madrid) : «-Lettre du 23 février 1761 (de Madrid) : « Monsieur, C’est l’amitié, qui vous suggère les avis que vous me donnez sur le soin de ma santé. Jugez par vous-même des tendres sentiments de ma reconnaissance : je voudrais pouvoir les faire connaître. Les planches de vos méd(ailles) de rois me viennent d’être rendues. Que de richesses ! Et vous ne vous faites pas scrupule de ne pas les donner au public avec les notes que vous y avez faites ? Ce larcin ne peut être pardonné. Votre modestie vous en impose : faites en usage ailleurs : ici elle est illusion. Le roi Mostis m’est inconnu, je ne trouve nulle part le roi NIKA de la 3e planche, et je ne sais pas lire la méd(aille) suivante. Dans la 5e planche les méd(ailles) que vous attribuez à Ptolémée philadelphe, et qui ont le Pégase, la foudre, et une proue, ne seraient-elles pas plutôt de Ptolémée roi de Syrie, dont Pline parle ? Nous avons ici, dans le cabinet de l’Infant D. Luis les deux dernières ; leur fabrique est syrienne. Il est vrai que l’air du visage est celui de Ptolémée philadelphe. Dans la planche VI la méd(aille) que vous attribuez à Ptolémée IX est, à mon avis, d’Alexandre le Grand, ainsi que celle que Vaillant attribue au même Ptolémée. Leur fabrique n’est rien moins qu’égyptienne : or j’en ai vu de semblables que M. Cary avait reçues de Sidon ; dans la pl. XVI j’ai été surpris d’y voir donner le surnom de junior à ( ?). Dès qu’il fut fait Auguste on lui donna sur quelques-unes de ses méd(ailles) un air un peu moins jeune, quelquefois même une barbe naissante, comme on le remarque sur la méd(aille) de Géta, de Fl. Cl. Julien. Dans la pl. XIX, vous donnez à la méd(aille) d’Amyntas au roi de la Cibyratide. Mais la fabrique, qui en est belle, et de goût, ne s’y oppose-t-elle pas ? J’oubliais la méd(aille) de la jeune Cléopâtre, de la planche 6 est pour moi une énigme. Ce qui m’y embarrasse est le C avant C. Enfin, pl. 21, le roi ne serait pas le roi de Numidie, que Justin appelle Gala ? De les copistes ont pu facilement lire ou écrire , Gala. Voilà quelques remarques ridicules que j’ai faites à la première vue de vos planches. Vous en rirez avec raison ; qu’importe, si elles vous prouvent ma reconnaissance. J’avais fait un écrit sur les méd(ailles) de Vaballathus, que je dis être fils d’Athénodore, et mari de Zénobie. Il faut que pendant que les vertiges me travaillaient, il se soit égaré avec tant d’autres de cette espèce. Je l’ai cherché pour vous l’envoyer, sans le trouver. S’il paraît, vous le recevrez. Le graveur, qui m’a gravé quelques planches de méd(ailles) est mort ; celui qui me les dessine est un jeune Espagnol, établi à Madrid. Je vais écrire à Lyon et à La Haye pour trouver un graveur de goût, et qui ne soit pas cher. J’en ferai aussi chercher un à Nuremberg, Hambourg et Dantzig par un de mes amis qui est ici. Les 10 vol. du recueil géographique de méd(ailles) sont minces, in 4to ; chaque ville a deux pages, ou un feuillet. J’y ai mis les méd(ailles) des Augustes, la plupart des gauloises, et quelques-unes des monnaies de nos rois de la première race. Vous le connaîtrez aisément par le catalogue que je vous envoie. L’idée de ce recueil me vint à l’occasion d’un très grand nombre d’explications, ou plutôt de parerga, que j’avais faites sur plusieurs villes et rivières, et qui se sont perdus. A mesure que j’en retrouve quelques-uns, je les copie dans mon recueil. A mesure que je travaille à ces parerga, je découvre que j’ai quelquefois attribué à une ville des méd(ailles) qui ne lui appartiennent pas. Depuis le commencement de cette année, je n’y ai pas donné un coup de plume, ou parce que j’étais malade, ou que la cour m’a occupée. Dans le mémoire, que vous m’envoyez des méd(ailles) de villes d’Espagne, il y en a plusieurs que je ne connais pas. Je ne sais où vous les aurez découvertes. On n’en apporte plus ici de l’Andalousie et de l’Estrémadure. On les y recherche sans savoir les lire, et on les tient fermées, sans qu’on les laisse voir à personne. Je garde votre mémoire, pour en faire usage. Le comte de Saceda n’a pu encore acquérir 30 méd(ailles) d’Espagne ; il n’est par conséquent pas en état de faire des échanges. Vous devriez m’envoyer tout ce que vous avez de méd(ailles) grecques, égyptiennes et de colonies, y joindre vos deux Balbins et vos deux Pupiens d’argent, et y mettre un prix. Je vous les négocierai. M. l’abbé de Rothelin en usait ainsi, et il faisait bien. Par la il se débarassait des doubles, qui le mettaient à même de s’en procurer d’autres plus facilement. L’année prochaine, si vous le permettiez, je pourrais vous envoyer mon recueil des méd(ailles) des Augustes, frappées en Egypte, pour l’enrichir de la description des vôtres, que je n’aurai pas connues, et citer de votre cabinet celles que je cite d’ailleurs. Peut-être demanderai-je la même grâce à M. l’abbé Barthélemy. Vous êtes surpris de ce que je ne fais rien imprimer. Ici ce ne sont pas les libraires mais les auteurs qui font les frais de l’impression. Je suis avec les sentiments les plus respectueux et les plus tendres, Monsieur, votre très humble et très obéissant serviteur. Panel, de la Compagnie de Jésus. Madrid. 23 févr. 1761. Nouveaux remerciements des descriptions de vos méd(ailles) égyptiennes, de Vitellius, et du dessin de celle de petit bronze. C’est Canope qu’elle représente. Cette divinité est diversement coiffée sur les méd(ailles) de ce pays-là. Sur quelques-unes le vase est chargé de hiéroglyphes, sur d’autres il lui sort du menton un long poil, ou brin de barbe, tel que je lai vu sur des figures chinoises en estampes. Qui peut mieux savoir que vous, qui ne pouvez ne pas avoir quelques milliers de méd(ailles) égyptiennes des Augustes ? Pourriez-vous me donner la description de vos méd(ailles) où le titre de SEMNOS est donné à quelques Augustes, de même que sur leurs méd(ailles) grecques ? Gordien l’Africain le Père l’a sur toutes les siennes ; Domitien sur une de Smyrne ; Septime Sévère . Est-il vrai qu’à Paris on a vu un Carausius d’argent, au revers de OVIVNA AVG. son épouse ?» (Paris, BnF, Fonds français, n. acq. 1074, f° 111-112).Fonds français, n. acq. 1074, f° 111-112).)
  • Gisbert Cuper - Gottfried Wilhelm Leibniz - 1703-1-23  + (-Lettre du 23 jan. 1703 (de Deventer) : « -Lettre du 23 jan. 1703 (de Deventer) : « Literas meas tibi gratas fuisse, atque adeo te non improbare ea, quae ad Morellum misi, summa cum voluptate intellexi, vir Excellentiss. ecce nunc tibi novas ad eundem virum eruditiss., quibus si etiam album calculum adjicias, erit certe quod incedam omnibus laetitiis, et serio triumphem. Neque tamen in iis tecum tot thesauros ipse invenio; sed ego attribuo eos humanitati et benevolentiae tuae; quas utique semper conservare conabor, nec omittam unquam occasionem, qua testari possim, quantopere amicitia tua et institutum nuper literarum commercium grata mihi sint et accepta. Pro Morelli epistola gratias habeo; doleo inter eum et Gallandum, a quo frequentes literas, easque eruditas accipio, simultates ortas esse; et hinc forte dilatam iri praeclarissimi operis editionem. Equitem Fountanum summo nummorum veterum amore teneri, inque iisdem interpretandis mirifice versatum esse, licet quartum et vigesimum annum attigerit primo, non modo ex epistolis Principis de Ligne, tuis, Morelli intellexi, verum etiam ex aliis, quas ad me dedit Rapinus, rector et moderator juventuti a Comite de Portland datus; qui mihi significavit etiam, Equitem illum in Italia sibi comparasse Pescennium Nigrum ex argento, et Messalinam, quo nomine eidem ex animo gratulor, teque etiam atque etiam rogo, ut meum, quod commodum erit, observantissimis et amantissimis verbis meis salutare velis. Ego tecum plane facio, et existimo, eos qui Magistratus in Coloniis gesserunt non plane excludendos, vel adscribendos esse familiis Romanis; cum magna illa esset dignitas, et praecipuae dignitatis viri honores eos non fuerint dedignati; et recte puto Morellum hoc argumentum tractare, quanquam nolim omnes, qui in nummis obvii sunt, Duumviros eo loco habere. Titus Livius Halys, et T. Accius Phlegon, possunt quidem cum Liviis et Acciis memorari; sed tamen vel cognomina indicant, eos libertos, sive iis prognatos, vel saltem liberos Graecos fuisse, qui ob hanc vel illam causam, familiarum illarum nomina sibi assumpserunt, id quod etiam de plurimis aliis, obviis in lapidibus vetustis et nummis, proculdubio animadvertisti verum esse » (Den Haag, Koninklijke Bibliotheek, cod. 72 H 17, Bl. 14-17. 2 Bog. 4°; Gädeke 2011, nr. 114, p. 173-174; Callataÿ 2015, p. 314, II.16).p. 173-174; Callataÿ 2015, p. 314, II.16).)
  • Andreas Morell - Sebastian Faesch - 1673-1-23  + (-Lettre du 23 janvier 1673 (de Berne): A propos d'un peintre pour Patin : Patin devrait voir ce qu'il demande et s'ils peuvent travailler ensemble (Basel, UB, G2 II 16:fol. 148).)
  • Francesco Mezzabarba Birago - Antonio Magliabechi - 1685-1-23  + (-Lettre du 23 janvier 1685 (de Milan) : travaille aux monnaies grecques (Florence, Biblioteca Nazionale Centrale, Epistolario Magnavacchiano, Ms. Cl. VIII, 778 ; F. Missere Fontana 2000, p. 176, note 62).)
  • Giovanni Antonio Mezzabarba - Ludovico Antonio Muratori - 1700-1-23  + (-Lettre du 23 janvier 1700 (de Turin) : su-Lettre du 23 janvier 1700 (de Turin) : sur un catalogue resté inédit de la collection de la comtesse de Verrua : « L’Amico o Heroina che è andata a Parigi (la comtesse de Verrua, née Luynes) ha portato seco il mio primo tomo della spiegazione delle sue medaglie in fol. reali, carattere rosso e nero ; la spiegazione in francese : fatto con una metodo facilissima e chiara, con una cronologia esatta, rimarcando alla margine ancola rarità delle medaglie et il confronto delle medaglie negli autori, opus duobus annorum ; dovevo farne altri due tomi, ma il buon vento m’ha levata l’occasione : non ne ho ne meno copia. Si stamperà ma vi sono molte cose da correggeri (sic) : quae emendaturus si licuisset eram. Al Vaillant è piacuto in estremo, ma ho bisogno di limare e faro o che io lo limi o non si stampi » (BEUMo, Archivio Muratoriano, 72, 10, c. 20-21 ; voir Missere Fontana 2000, p. 200, note 156, 2012, p. 249, note 80). p. 200, note 156, 2012, p. 249, note 80).)