Grand document
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E
-Lettre du 14 décembre 1683 (de Florence) : « Trasmetto a V. S. Ill le note sopra città delle medaglie Medicee, dal quali vedrà quanto giovi la poca prattica che io ho dell'Istoria Ecclesiastica. Chi parla de profani Scrittori di Germanicia? Quante città col nome d'Adrianopoli negò il Salmasio per non essere versato più che tanto ne'Concili? Le note sopra questa città sono prolisse; ma è così necessario per porre in chiaro la verità di 10. Adrianopoli che si leggono negli antichi monumenti. Ora non posso più applicarmi alle note Geografiche, per chè presto s'anderà con la Corte a Pisa, ove devo fare le mie solite lezioni. Quando cesserà di piovere, anderò nella Galleria a vedere l'originale della medaglia, che diversa le trasmette Monsù Spon. Non potendo trovare la città che dalla medaglia di Commodo TΥKHAΔKHNΩN cita lo Spanemio, ho cercata la medema, e tutte le lettere sono guaste; onde il Fitton gia quì Antiquario autore dell'Indice, si finse tal nome per porre in croce gli eruditi. Ella per tanto potrà ciò notare alla detta medaglia. La medaglia, o per dir meglio medaglione di Filippo col KHBHCCH..ΩN è bellissimo, ma uno vi ha fatto un forame per portarla appesa al colo, che utinam gli fosse stato rotto. Quindi nell'Originale sta KI..ΥCCIEΩN; che però se è un Δ dirà CIΔΥCCIEΩN da Cidissis nota città. Vi è ancora Cabessus nell'Ortelio nella Tracia, che però doverà leggers Cebessus, se nella medaglia sta KHBHCCIEΩN. Questa ancora la contemplarò di nuovo se siano due H, perchè le due lettere che hanno in mezzo la lettera Δ o B totalmente perduta nel forame, non sono totalmente da questo rovinate. Io credo che le piacerà la correzione che con l'ajuto delle medaglie, io faccio di molte città che ne'Concili si trovano malamente ormate; poichè niuno fino ad ora ha pensato a tali emendende, che sempre sono replicate nella stampa regia, e nell'ultima del Labbe Giesuita, del Concilj. Queste sono memorie antiche, perchè sono sopra mille anni registrate ne' Sidoni per lo meno, altre 1200. o 1300. e più. Non ho novità da dirle. Il Sereniss. con la sua sola Corte è alla villa a fare la Novenna fra li Padri del Convento da S. A. fabricato. Mi mandò S. A. prima di partire una medaglia d'oro di peso grani 29. che contiene una longa descrizione della liberazione di Vienna dall'assedio Turchesco. Io l'ho riposta al suo luogo ec. La prego continuarmi la grazia del suo affetto, e le bacio le mani col pregarla inviarmi i nomi delle città, delle quali fin'ora le ho mandato mie note. Firenze 14. Decembre 1683 » (Noris 1741, lettre XCI, col. 242-243).
-Lettre du 22 décembre 1683 (de Florence) : « O voluto studiare fino alle presenti feste, che felici auguro a V. S. Ill. sopra alcune città, che quìaggiunte le mando con note. Questo studio è difficilissimo, e l'Ortelio, Tolomeo, ed Antonino non sempre dicono il vero. Se avessi un Periplo in Greco d'un autore, il di cui nome ora ho smarrito, trovarei altre particolarità. In tanto ella mi favorirà porre a suoi luoghi ciò che dopo ho trovato, e potrà tagliare questa lettera e porre le note a suoi luoghi acciò non si smarriscano. … (sur Serdica, Hadrianopolis). Marcianopolis. Dopo le parole di Zosimo. Arrianus in Peryplo Euxini in ora maritima, quam diligenter describit Marcianopoli, non meminit. In tabulis Peutingeriani eadem in mediterranei ponitur. Ceterum a mari non multam distabat; equidem Antoninus in Scythia scribit: Odison M. P. XXIIII. Marcianopolim M. P. XVIII. Odesum autem maritimam urbem cum portu fuisse tradit Arriainui, qua de re plura noto in nummo Gordiani. Il loro corriero per le pioggie grosissime è tardato due giorni ad arrivare, e un giorno e mezzo oltre il consueto nell'inverno. Sono tre ore di notte, ne per anco si sono distribuite le lettere. Quindi a caso ch'ella in quest'ordinario mi scrivesse, non si meravigli, se non le rispondo, e le bacio riverentemente le mani. Prima di ſerrare la presente ho ricevuto la ſua; e credo che circa il CETPOTAVIANΩN ella l'abbi indovinata, o detto più probabilmente di quello che possa altri ritrovare. Niun punto è fra le parolle, ed il tutto sta unito con bellissimi caratteri. La medaglia è rara, e rara la di lei interpretazione. Queste benedette lezioni di Pisa mi levano il tempo d'altri studi più a me graditi. Ella in tanto redrà sempre più quanto dall'istoria de' Concili si cavi la verità di molti luoghi per altro incogniti. Ora che l'erudizione sacra è in molta stima, sarà stimabile il suo libro per le molte correzioni che si fanno dalle medaglie a luoghi depravati dei detti Concili ec. Firenze 22. Decembre 1683 » (Noris 1741, lettre XCII, col. 244-245).
-Lettre du 4 janvier 1684 (de Florence) : « Per le pioggie continue, e giorni festivi non ho potuto andare nella Galleria per vedere le medaglie che parevano a V.S. Ill. dubbiose. Ora le narrerò quello ho veduto. Nel medaglione di L. Vero, che diverso nella Iscrizione ha ricevuto da Monsù Spon, sta così il nome del Pretore: ΕΠCC κτλ ΑΤΥΛ. ΚΡΑΤΙΠΟΥ ec. ed ha la medaglia i punti nelle parole abbreviate come gli ho posti, ne vi è alcun dubbio a chi ha gli occhi. La parola CTPA ha le tre lettere corrose, e la prima sola è conservata. Nella medaglia d’Ortosia d’Adriano primae magnitudinis la prima lettera nel fine è corrosa, e sta così ΩΡΘΩCΙΕΩΝ. L'ho guardata con la lente di cristallo, e vi si vede nel fine del Ω questa lineeta rivolta, che però il Fitton Antiquario Inglese nell' indice la pose Omega. Io però noto che il primo O è nel corpo alquanto più ristretto, che non è la quarta lettera Ω, che l'ha dilatato; onde dubito che la prima non sia un O. Lo Spanemio pag.75. e 908. di ciò parla. Ma egli non vidde che l'Indice di queste medaglie, nel quale solo è scritto: ΩΡΘΩCΙΕΩΝ. Se. V.S. vuole farlo con l'Omicron potrà notare essere quella lettera nel fine del Mediceo corrosa, e che prior littera minori Circulo designatur, ubi sequen omegala riori visitar, e potrà cassare ciò che io scrivo, nelle note circa tale ortografia, tanto più che la medaglia dello Spon ha il medemo rovescio. Lo Spanemio così scrive dell'Ω, perchè non ha veduto che l'indice. Il medaglione di Filippo col KHBHCCEΩN è bellissimo all'ultimo segno, ma i una mano iniqua l'ha guasto col farvi un foro nelle lettere, che però ivi sta così: K.. HCCE, e di sotto malamente si vede ΩN. Nell'indice sta scritto KHBHCCE ON. Cebessus urbs Lyciae. Ma questa città mai l'ho trovata non solo nella Licia, ma ne anco nel mondo. Il punto si è, se la terza lettera, ch'è levata dal bucco fattovi sia un B. Se fosse un Δ, che tale la giudico dalla grandezza del bucco, sarebbe della città Cidisi, nella Frigia. Ma questa in tutti gli autori profani ed Ecclesiastici è scritta CIΔICCOC o CΥΔEICCOC, mai con l'H. Ella mi significhi se l'ha rittrovata in altre medaglie, perchè finalmente si potrà dire, che ne libri Cidissis sta scritto con errore, come infiniti altri errori d'Ortografia si correggono con le medaglie. In una Notizia antica pag. 56. Caroli a S. Paulo, si legge nella Cilicia questa città KABICCOC, ma nelle medaglia Medicea sta K.. HCCEΩN, e la seconda lettera non può essere A, perchè la linea è diritta, ne punto piega. L'opera di Monsù Morel come di spesa esorbitante, stimo che uscirà ad Calendar Graecas, come indovinai delle Iscrizioni di sa oltre la facoltà di persona privata. Il Goltzio che sapeva da se intagliare, potè imprimere tanti tomi di medaglie. Dissemi un Francese, che il Re Christianissimo a sue spese averebbe stampate le medaglie del Morelli, ma ora che ha trovato avergli Monsù Colbert lasciata la regia Cassa con debiti di 40 millioni di lire, il Re va sminuendo le spese, e in primis quelle ch'erano per i letterati. Io stimo che lei stamparà prima il suo libro che M. Morel abbi il danaro per farne 50. fogli delli suoi, o del suprimo. Ora le mando alcune note, e credo che circa la città di Cotiaio le piaceranno, perchè vi ho consumati tre giorni. Mancavi il testo di Tolomeo, perchè in Greco non non v'è se non nella libraria di S. A. in quanto però a i nomi delle città, perchè per il restante è Latino. Vedrà l'errore che sta nell'Itinerario d'Antonino, e potrà lasciare quello ho ivi inseritto di Dadybra, come ho segnato con la linea. Circa KOΔOHNΩN il Tristano ha letto KAΛOHNΩN, che però non ha inteso il luogho. Mi farà favore tagliare con la forbice le addenda, ed attaccarle alle note gia trasmessele, acciò non si smarriscano, e le possino servire. Circa i Concili non occorre che lei facci tale spesa, perchè ascende a 70. scudi dell'l'ultima edizione, ed al proposito nostro non servono che 4 o 5. Concili Greci fra le centinaia, che sono in quegli 16. Gran tomi; oltre che sono con molti errori, come io le mostro nelle note. In tutte le librarie vi sono li Concili che io cito, che sono i Generali o Oecumenici d'Efeso nell'anno 431. Calcedonese 451. Del Niceno secondo, o settimo Generale anno 787. e questo è l'ultimo Grecamente scritto che si trovi, o il sesto anno 680. Ella li può vedere nell'Ambrosiana dell'edizione Romana di Sisto V. o Paulo V. o pure del Binio, che sono edizioni volgarissime, e che troverà in tutte le buone librarie. In oltre le potrà servire un libro che hanno i Leggisti col titolo: Juris Graeco-Romani stampato dal Leonclavio, che sono due tomi in foglio, ma nel primo, che solo va a proposito alla pag. 89. Ella vedrà tutte le provincie dell'Imperio Orientale con le città che cadauna provincia conteneva. Se potrà avere con 6. scudi il tomo del P. Carlo a S. Paulo, nel fine vi si legge quanto sta nel tomo del Leonclavio, con altre Notitie Ecclesiastiche. Io però ho spiegate le città che più ignote stanno segnate nelle medaglie Medicee, perchè v. g. Antiochia nella Siria, Pergamo, Tarso, ed altre sono notissime, ne io giudico necessario spiegarle. Dopo Pasqua ritornato da Pisa farò altre note, per arrivare al numero di 100. e lei mi manderà quelle città, che rittroverà in altre medaglie fuora delle Medicee, e che le pareranno meno note nei libri come Ceretapa e simili. Circa il libro che aveva in animo dedicare a S. A. delle opere Cavaleresche del Sig. Birago, glie la dirò con libertà. Il Sereniss. ora non legge altri libri che di Santi Padri, o opere spirituali; gli altri li manda nella libraria. Il mio de i Cenotaffi Pisani lo tenne 6. giorni su 'l tavolino, ne credo che leggesse altro che la dedicatoria, e poi lo mandò alla sua Libraria, ove mai capita. Quindi ella potrà dedicarlo ad altri, e se poi stampa il suo, nella prefazione ringraziare S. A.o pure dentro il libro, che il Sig. Bassetti glie lo farà leggere, come ha fatto in questo suo delle medaglie Latine. […] Le auguro felicissimo l'anno nuovo 1684 nel quale sotto li 4. Gen. mi protesto di Firenze". (Noris 1741, lettre XCIII, col. 245-247).
-Lettre du 25 janvier 1684 (de Florence) : « Ho goduto che le sia gionta l'epistola Consolare, dalla quale ella averà veduto la necessità che vi era di correggere i fasti del Panvinio, il che però come Veronese ed Agostiniano ho fatto con molto scrupolo, e l'ho palesato nel proemio. Il P. Pagi è mio amico, e come tale l'ho trattato. Io sono di parere, ch'egli non rifletesse a i Consolati, che abdicabant gl'Imperatori prima dei giorni delle solennità, per le quali esso s'immagina prendessero il consolato. Io sono ostinato nell'antica opinione, che li prendessero a capriccio, senza osservare regola alcuna, e credo che pochi siano per aderire alle regole del P. Pagi, che sono sottili ed erudite speculative, ma practice sono false, e fallaci. » ; « La prego mandarmi la copia d'una medaglia che porta il Tristano con ΥPKANΩN, perch'ella vedrà l'errore che lui con gli altri ha preso, e riderà nel vederlo corretto. » ; «Io non ho intratura col Sig. Bellorio, poichè quando ho voluto qualche descrizione di medaglie, ne ho scritto all'Eminentissimo Azzolino, che me le ha impetrate dalla Regina, la quale mi ha scritto due volte, e pregò il Papa per farmi Custode della Vaticana; ma io non accettai l'offerta, e credo che S. M. sia per ciò meco sdegnata, ne ardirei chiederle altro. Lei potrebbe cavare dallo Spanemio le medaglie delle città che non sono nel Museo Mediceo, che così non averebbe scrupolo il Sig. Bellori inviarcele perfettamente descritte. Se poscia ella me le communicarà, le rimandarò con le note, le quali per essere fatte perfettamente, bisogna ricorrere all'erudizione Ecclesiastica, la quale è ma,ncara a molti Geografi, e l'Ortelio ne fu a pena infarinato; e del tutto n'è ignorante il Pinedo, e pure da essa vengono lumi in tanta copia, come nelle mie note ella vede. Ella si degni mandarmi ſubito l'indice de' nomi delle città che nell'Occone sono a lei ignote, perchè tentarò rinvenire qualche notizia, quando elleno non siano finte, e cavate o supplite a medaglie corrose. La prego continuarmi la sua grazia, e le bacio con riverente ossequio le manié » (Noris 1741, lettre XCIV, col. 247-250).
-Lettre du 14 novembre 1684 (de Florence) : « Mi fa rompere il longo silenzio con V. S. Ill. da me usato per mancanza di materia, una medaglia, che mi scrive il Sig. Abate Fabretti essergli capitata, ove sta segnata la città d'Aureliopoli mai da esso osservata in altre medaglie. AΥT. KAI. M. AΥP. KOMMOΔOC. Caput ejusdem. AΠOΛΛΩNIΔHΣ ΣTP. ANEΘ. Solarcum tenens in curru quem duo gryphes trahunt. Et inferius AΥPHΛIOΠOΛEI […] TPOIEHNΩN. Træzenia urbs Peloponnesi Pausaniæ, Plutarcho, Ptolemæo, aliisque celebrata. Verum in nummo per Σ non per Z altera syllaba scalpta legitur; & forte error Typographo imputandus. Verum Σ pro Z in nummis quandoque usurpatam tradit V C. Spanhemius Dissert. 2. pag. 75. ubi pag. 76. a Troezeniis id usitatum ex eorundem nummis ostendit. ΥPAMHNΩN. Urama, seu Urima, vel Orima diversi mode legitur apud Ptolemæum in provincia, quae Euphratesia postea dicta fuit. Act. 6. Synodi Calcedon. Stephanus Metropolita Hierapolis subscribit pro Mara Episcopo civitatis ΩPIMΩN, Orimorum. In actione vero XIV. idem Mara in Concilio Domini apud Antiochiam dicitur Episcopus OΥPIMΩ Urimorum propius ad nummi orthographiam, Sæpius autem in nummis pro OY sola littera Y ponitur, ut in nummis Severi &c. Ella non farà obbligata ad ammettere queste mie forsi indovinelle ; poichè non so che dire altro. Potrà scorrere la Grecia del Goltzio, che forsi rittroverà qualche cosa » (Noris 1741, lettre CIV, col. 262-264 [mal classée après celle du 13 novembre 1685]). +
-Lettre du 30 janvier 1685 (de Florence) : « Ricevo la sua delli 24 corrente tanto tardi per le nevi che impedisscono la celerità a corrieri, che a pena ho tempo risponderle con 4 righe. Io sono di parere che quella città Φανεας sia la stessa che Paneas poi detta Caesarea, benchè il contrario dica lo Spanemio. Ivi è Aurelio Imperatore e poichè stà scritto EVCEB. CEB. cioè Pius Augustus non può essere che sia impressa quando era solamente Cesare; ed ella non ha osservato il titolo CEBASTOS. Ho osservato che molte città che mutarono il nome, erano anco doppo chiamate con l'antico loro nome; e forsi il Π si prononziava come Φ nella prima lettera. Qua non è gionto, ne giongerà il libro del P. Harduino, e lo voglio procurare in Roma; se bene tarderà a capitarci per le piraterie de Genovesi e Francesi nel mare Ligustico e Tireno, che impediscono la libertà del comercio. è già passato il corriero, che porta a nome di S. Santità accordate tutte le soddisfazioni richieste dal Rè, quale se vorrà la guerra, troverà bindoli per non accettarle; col ridurre la repubblica a una disperata difesa della dominante. Ho un disperare col Signor Abate Fabretti. In una medaglie di Commodo, si vede uno col bastone, che tiene nella destra Esculapio, ed è medaglia battuta in Pergamo. Egli dice essere quello il Medico Galeno, così onorato da suoi concittadini. Io dico che Galeno visse sotto M. Aurelio, Commodo, e fino nell'imperio di Settimio, a cui gliscrisse avere fatta la teriaca. Non poterei credere che i Pergameni osassero porre con Commodo un Medico d'età all'ora circa 45 anni, vivente, emo: A lato da molti ec. mentre i soli Re, o gl'Eroi si ponevano nelle medaglie Auguste; e tale onore non si faceva nè anco a i Proconsoli, cioè porre le loro effigie benche nelle medaglie si ponesse il nome loro. Il Gronovio lettore in Leida ha stampato un opuscolo: Responsio ad cavillationes Raphaelis Fabreti. Così mi scrive l'Abate sodetto, ma io ho veduto l'opuscolo, e per degni rispetti ho finto non saperne altro, che il titolo. Il P. Pagi mi ha scritto due longhe lettere con vari questi, e gl'ho risposto acciò meglio facci le note Baroniane. Fra le altre dimande, mi ricercava perchè il Baronio ne gli Annali si sia mostrato così averso a i fasti del Panvinio. Io gli rispondo ora con un altra epistola Consolare, che subito stamperò, nella quale gli mostro che in 40. luoghi, ne' quali il Baronio impugna i fasti del Panvinio, in due soli ha raggione; ma in questi due luoghi erra peggio del Panvinio nel correggerlo. Sarà opera che piacerà a lei, perche tutta ſarà in difesa del Panvinio. Il tutto sarà provato con evidenza d'Iscrizioni, e testimoni irrefragabili. e in fretta le bacio le mani. Firenze 30. Genajo 1685 » (Noris 1741, lettre XCV, col. 250-251).
-Lettre du 17 avril 1685 (de Florence) : « Essendo morto l’Abate Braccese, che era Pisano, è rimasto erede delle sue medaglie un tal Frossini suo parente abitante in Roma, quale ha fatto intendere a S. A.S. se voleva comprare dette medaglie. Il Gran Duca se le ha fatte quà portare per vederle, e considerare quali le manchi no, e ne ha dato a me l’incombenza. Le medaglie di prima grandezza tutte ben conservate sono 900. Imperiali, delle qua è l’antico fatto dal Gran Duca Francesco, quello del Cardinale Leopoldo, e quel lo venuto da Spagna al presente Gran Duca. Io credo che per farne l’indice esatto, non ne potrò uscire in 6. mesi. è stato mandato a S. A. un opuscolo fatto da Monsù Rainssant da Rems custode delle medaglie del Re Cristianissimo, nel quale spiega 12. medaglie di Domiziano segnate con i giuochi secolari - è stampato in Versaglies, ed è cosa ordinaria in lingua Francese, e una sola di quelle 12. medaglie manca al Museo Mediceo, che contiene un sacrifizio con 5. persone, una delle quali che è il Tebro giace col corno d'Amaltea, e dalla sinistra un altra figura conduce un porcello al sacrifizio come vittima. Nella pag. 43. Dell’epistola Consolare ho scritto che si deve dire : A. Licinius Nerva SILIANUS, non Silanus. Nelle mezzane Medicee d’Augusto fra quelle de monetarii Triumviri ne trovò una segnata: A. LIC. NERVA SILIAN. III. VIR. A. A. A. ec. Nel libro degnissimo da lei stampato, e che sempre ho per le mani, alla pag. 43. pone da una sua medaglia Nerva SILAN. ec. La prego avvisarmi se dice così, perchè sarà da ciò chiaro, che in ambidue i modi si potrà scrivere detto cognome. li mancano a i Musei Medicei Latine I 12. Greche 67. Le mezzane fino a Trajano Decio sono sopra 6oo delle quali mancano Latine 73. Greche 32. Quelle d'argento fino a Diocleziano sono 575. ne mancano 59. e come dico sono tutte Imperiali. Sua A. S. le rimanda a Roma col rispondere mancarle tante e tali medaglie, che faccino stimare tutto il Museo, o scrigno, che esso poi deliberarà se le tornerà il conto comprarle tutte per avere quelle gli mancano, quali principalmente Latine sono ordinarie. Vi è Domizia di prima grandezza molto ben conservata. Mi disse S. A. che aveva pensiero fare un Museo intiero delli tre di medaglie che ha S. A, poichè vischiaro, che in ambidue i modi si potrà scrivere detto cognome. Ho terminata la correzione de’fasti del Baronio mostrando che in 40 luoghi ne' quali si parte da quelli del Panvinio, in due soli non erra ; ma dubito che nell’Italia non potrò stampare la dissertazione, perchè in Roma non vogliono s’impugni il Baronio. Nel ritorno che farà l’Anisson, vedrò se esso me la vorrà stampare in Lione. Mostro ivi che mai ne'marmi o nelle medaglie la voce sola Cos. s’intese per Cos. Design, come pretende il P. Pagi, che cita iscrizioni rotte, del ch’egli non s’è accorto. Oggi S. A. S. è andata nella sua villa a celebrare la settimana santa con i Padri del Convento della Riforma di S. Pietro d'Alcantara, e ritornerà fatta Pasqua. Ne altro occorrendomi le bacio riverente le mani. Firenze 17. Aprile 1685 » (Noris 1741, lettre XCVI, col. 251-252).
-Lettre du 1 mai 1685 (de Florence) : « O non pensavo che così presto si fosse costì divolgato il trattato della vendita del Museo Braccese, le dicui medaglie di prima grandezza sono 900. Le mezzane poco più di 700. quelle d’argento 575. le d’oro solamente 42 e di queste 9. mancano a Musei Medicei. Le Latine che mancano sono tutte registrate nel libro copiosissimo di V. S. Ill. ne vi è rarità; e S. A. S. stante che così poche gli ne mancano, e sono ordinarie, quando il prezzo non sia basso non è per prenderle, poichè di 12. parti, Io. già ne tiene ne suoi Musei. Due sono gl’Indici di questi. Uno fatto da Pietro Firton Inglese, esatissimo e politissimo. L'altro è del Sig. Cameli, che pone li soli rovesci, che però è manco, poiche in molti diritti vi sono i numeri de Consolati, e della Trib. Pot., che in conto alcuno non si devono lasciare. Stante l’indice del Fitton che tiene l’ordine de’ conſolati, e anni della Trib. Pot., non sarà difficile il rifarlo, quando S. A. si risolva unire i Musei. È vero che fra le Braccese di prima grandezza ve ne saranno più di 200. meglio conservate che le Medicee simili. Le venute di Spagna sono in modo logore, che a pena 10 in ogni centinaio sono conservate, e parlo di prima grandezza. Ha S. A. rimandate a Roma le 900. maggiori, con dire che le faccino stimare, che dal prezzo poi vedrà se per poche che gli mancano gli tornerà a conto prenderle tutte. Le altre sono tutte in mia camera. […] Il Sig. Magliabechi pretende che s’abbrucci pubblicamente, come si fece del libello del Cinelli, ma questa soddisfazione non gli è accordata da S. A. onde il detto Sig. Magliabechi da 10 e più mesi s'astiene andare all’audienza di S. A. S. alla quale due volte per lettera ha chiesto licenza di partire da Firenze, ma S. A. non gli ha risposto. Io non l’ho voluta leggere, perch'è troppo infame la detta satira; ed era voce pubblica che fosse da me, composta. Ma Iddio ha scoperto il tutto, poiche il Magliabechi dice, e pubblica l’autore, ch’è uno da esso all’estremo benificato. Se costà è capitato il libro della colonna Trajana dell'Abate Fabretti, la medaglia ove pone Galeno con Commodo si recita alla pag. 211 ed è fra quelle pubblicate dal Cardinale Carppegna; ove nel rovescio Ercole alla sinistra, sostenta con la mano manca in alto Diana Efesia, dirimpeto uno col bastone nella sinistra, tiene con la destra Esculapio. Nel mezzo alle figure vi è un ara accesa. La pone il Patino pag. 68. Nell’indice delle medaglie del fu Piero Morosini: ma il Fabretti pone quel suo Galeno pileato, e col bastone, ch'è diverso nel Patino. La Iscrizione è la medema di P. Epio Pretore. Io riceverò con gusto la Iscrizione col consolato di Caligola costi rittrovata; che mi gionge nuova è stato da me un Cavaliere Bolognese, che viene da Parigi, quale mi ha detto essere molto confuse le medaglie del Re Cristianissimo, e che il succeduto al Carcavio poco se n’intende » (Noris 1741, lettre XCVII, col. 252-254).
-Lettre du 15 mai 1685 (de Florence) : « Il contratto del Museo Braccese è incagliato; poichè avendo scritto il Serenissimo Gran Duca, che delle 900. medaglie di prima grandezza ne mancano al suo Museo Latine 125. Greche 61. onde potevano farle stimare, che dal prezzo averebbe poi rissoluto se le tornava conto comprarle tutte per ottenere le mancanti. Gli eredi dell'Abate Braccese hanno risposto, essere essi nati Pisani sudditi di S. A.S. e come tali non volere entrare in trattato di vendita col loro Principe, del quale si gloriavano essere servi ec. Quindi S. A. fra queste cerimonie ieri mi disse che non sapeva quello risolvere. Le mezzane sono in poco numero, ne vi è rarità, ben chè di queste ne mancano Latine 73. e Greche 32. a Musei Medicei. Con questa occasione s’è cavato da gli archivi del la guardarobba l’indice del Museo del fu Cardinale Leopoldo, quale mai avevo po Greche; del che sono rimasto maravigliato. L'Abate Fabretti deve fare la divisione delle 2800. medaglie Consolari trovate ne poderi a Fiano dal Sig. Stefano Pignatelli. Mi scrive lo stesso che non vi sono che 76 famiglie Romane, e tutte note in simili medaglie già stampate, non avendo le ora rittrovate altro di buono, che l’intiera conservazione, perchè pajono presentemente battute. Il Pignatelli le vuol donare alla Regina di Svezia. La medaglia col Galeno preteso dall’Abate Fabretti è registrata alla pag. 211. del di lui libro, e simile ne arrecca il Patino pag. 68. Dell’Indice del Museo del fu Pietro Morosini. Nelle medaglie mezzane Braccesi vi è quella di Traiano del Mar. Cospi e Sig. Magnavacca col TR. P VII. IMP. II. così vi manca il cos. DES. V. non corrosa, ma tagliata quella parte per fare tonda la medaglia. […] Firenze 15 Maggio 1685 » (Noris 1741, lettre XCVIII, col. 254-256). +
-Lettre du 29 mai 1685 (de Florence) : « Il Pagi (nb : Antoine Pagi, 1624-1699) mi scrive, che anadava a Parigi a far stampare le sue note sopra il Baronio, e che non citava altre medaglie che le poste nel di lei Occone illustrato, poiché chi scrive le istorie, non nota che i numeri de’ consolati, delle Trib. Pot. E de’ titoli IMP. moltiplicati. Le figure de rovesci sono favole de’ Dei, o cose simili, alle quali io non bado. Che però ancor io mi servo del di lei solo eruditissimo libro. Circa la medaglia di ΦANEAC ec. Il Patino pag. 123. dell'Indice del Museo di Pier Morosini, scrive: ΦΛANEAΣ. ec. ΠΘ ove pone A in vece dell’A. poi le note ΠΘ spiega anno LXIX. principiandosi gli anni 69. dall'Imperio di Vespasiano, o de’figli ch'erano Flavi, arrivano all’Imperio di Pio; onde se così fosse, il P. Arduino averebbe ragione. Ma è forsi errore dello Stampatore; poichè alla pag. 125. nel fine scrive: ΦANEAΣ. Ho questa mattina veduta la medaglia di Caracalla di prima grandezza, nel di cui rovescio si vede un tempio sopra un monte scosese con la Inscrizione AΥP. ΦΛANEAC IIOΛEOC CΥP. ΠA.... Nella parola ΦΛANEAC la seconda lettera non mostra alcun segno di linea transversale che renda un A, quale lineetta è ben apparente nella quinta lettera A, quale è ancora nella forma più larga della seconda, che pare onninamente un puro A. Per il contrario dopo la parola prima ATP. si vede un picciol punto, cioè Aurelia; poscia vi è un tantino di distanza fra AΥP. ΦΛANEAC: ove la parola pavez; è tutta unita; che se fosse Flavia, sarebbe ΦANEAC ; e con il punto come AΥP. Bisogna dunque vedere bene le due medaglie del Museo fu Morosini; perchè dalla Medicea si prova la lettura del Padre Arduino. Altra ne ha la Regina di Svezia citata dallo Spanemio. Io ho scritto a Roma per avere il libro del Padre Arduino, quale quando ivi non trovi, riceverò favore di potere leggere il suo. Qui un giovane figlio del Custode della Galleria, assai prattico delle lingue Latina e Greca, è destinato da S. A. S. andare a Bologna ad imparare la prattica delle medaglie vere, falsificate, loro prezzo ec. sotto la direzione del Sig. Magnavacca, quale io ho rappresentato a S. A. come ottimo Maestro per istruire il detto giovane, che poi sarà Antiquario della Galleria » (Noris 1741, lettre XCIX, col. 256-258; Missere Fontana 2000, p. 181, note 89).
-Lettre du 12 juin 1685 (de Florence): “Io ho forastieri, che però le scrivo col rubbare un tantino di tempo. Ho comprato il libro del P. Arduino in Roma per 22. paoli, che però ella non darà altro incomodo al compitissimo P. Priore della Certosa. Il Sereniss. Gran Duca ha finalmente scritto, che comprerà tutte le medaglie che le mancano, e sono nel Museo Braccese, perchè gli eredi, che vogliono fare presto i bezzi, sono stati consigliati vendere il Museo alla spezzata. e la prego perdonarmi la brevità, perchè solo le scrivo acciò non mandi il libro ſudetto. E ringraziandola della iscrizione inviatami, le bacio le mani. Firenze 12. Giugno 1685” (Noris 1741, lettre C, col. 258). +
-Lettre du 13 juillet 1685 (de Florence): « L P. Arduino s’è concitati contro molti col suo modo improprio di strapazzare uomini letterati, ed io nella collazione de'fasti del Baronio e Panvinio, ho corretto una di lui spropositata correzione pagina 162. alla medaglia seconda ANΘΥΚΑΙCEN. ΠAITOΥ; che significa ANΘΥΠATOY KAICENNIOΥ ΠAITOΥ: Proconsole Cesenio Pato. Legga la pag 38. 39. dell'epistola Consolare Cesennio Pero era figlio di quello del quale io ho scritto, e che si legge in Tacito, e che fu Legato nella Siria come narra Gioseffo Ebreo lib. ult. de bello judaico; poichè il segnato nella medaglia era Proconsole dell'Asia, e il proconsolato dell'Asia e dell'Africa si dava circa 10 anni a i" Consulata, come io provo con mille eipi. Cesennio Peto nella medaglia fu Prº cos. imperando Domiziano, onde fu figlio di quello ch'era già stato Console sotto Claudio o Nerone. Ora ella vegga se legge felicius del Patino la detta medaglia. o sfrappone! Non intende la frase delle medaglie. v. g. pag. 112. nella prima medaglia Greca: rri. ΠANEIΩ, col testo di Plinio dice che Cesarea a fonte Paneade è così segnata. è sciocchezza. Quando si segnano i fiumi vicini, si legge ΠPOC ICTPON : ΠPOC MECTΩ. pag. 361. KAΛΥKAΔNO. pag. 447. Ove quando è segnata la vicinanza al monte, si segna ΥΠΟ, cioè sub, ne mai si legge sub fiumine, ma sub montem. Eusebio Cesariense lib. 7. cap. 17. Scrive ([…]) Quindi nella medaglia si deve leggere: sub Panio monte, non fonte. Non nego che ΠPOC non si ponga per spiegare la vicinanza ne'monti, Spanemio pag. 894. ma solo che la parola ΥΠO nella vicinanza de fiumi non l'ho mai veduta nelle medaglie. Circa le Epoche ella osservi che l'Arduino per lo più le fa cadere nelle medaglie nell'anno primo de gl'Imperatori v. g. pag. 67. in medio annus V. DCCCXXXIII. Domitiani primus. e deve dire 834. ma forsi piglia gli anni Capitolini. Ma ciò lasciando noti pag. 41. nella medaglia d’Anazarbo, finge ivi segnarsi l'anno primo di Gallieno, perchè non il quinto il decimo il 15.? onde è incerto il principio di quell'epocha, che non si prova da libri. Poi noti l’errore dell'anno XI. di L. Vero; dal che si vede non essere il principio di tale Epoca A. V. 741. Circa ΦANEAC bisognerà credere agli occhi di più, perchè io vi leggo ΦΛNEAC, e mi sono servito del microscopio » (Noris 1741, lettre CI, col. 258-259).
-Lettre du 1 août 1685 (de Florence) : « Sono ritornato prima del furore del caldo, per non ſtarmene due altri mesi senza i libri ozioso nella patria. Ho quì rittrovato il libro inviatomi dal Sig. Patino sopra le medaglie del Museo Morosino, nel quale i medaglioni sono degni. Ella però nulla m'avvisa dell'opera che meditava circa le medaglie Greche. Io non posso applicarmi ad altro, poichè devo studiare per le lezioni da farsi in Pisa, che m'impediscono, come quelle di Medicina il Sig. Patino in Padova. Quì non abbiamo nuove » (Noris 1741, lettre CII, col. 260-261 ; Missere Fontana 2000, p. 176, note 64). +
-Lettre du 13 novembre 1685 (de Florence) : « Ora io ho un dubbio circa l’epoca dei Laodiceni nel numero che pone l’Arduino pag. 285. nella penultima medaglia di Domiziano BNP. anno CLII. perchè io stimo tale moneta doversi il vere Laodiceae ad mare, lontana d'Antiochia 54 miglia, non Laodicea ad Libano, lontana dalla medema Antiochia miglia 151. Quindi di due epoche la prego se sa rittrovarsi nelle medaglie, cioè, Laodicensium, 6 Tyriorum, perchè in questa de Tiri ho fatto gran studio e corrego il Baronio, e gli altri collettori de Concili. Ma tale epoca non l’ho sin’ora veduta nelle medaglie di Tiro, ma la sola Seleucidarum. Circa la medaglia alla pagina sudetta: ΙΟΥΛΙEΩN TΩN KAI ΛAΔIKEΩN, dubito non s’intendino Julienses & Laodice ni nell'Asia minore, benchè non vi sia la parola OMONOIA. Se bene da congierture mostro che Laodicea ad mare si chiamasse Giulia. Questo è quanto mi occorre al presente. In tanto che dice V. S. Ill. di quella gran spanpanata che fa l'Arduino nel fine della terza facciata della sua prefazione col dire, che l'avere letti i libri degli altri Antiquari non gli è servito per imparare, ma per solo correggere i loro errori? Hanno ragione quelli essere sdegnati. è passato per quà un dotto Inglese, che ha detto come uno scolare del Vaillant ora scrive contro il sudetto Arduino, quale è troppo temerario contro il Patino. Io per la mia parte le ho revisto bene il pelo. e le bacio le mani. Firenze 6. Novembre 1685. Questa lettera rimase in dietro, e tarda otto giorni a partire. Le soggiongo che ho vedute nel Museo di S. A. due medaglie mezzane di Faustina juniore, ove si legge ΦΑNEAC ec. e la seconda lettera è stretta, senza la lineeta che rende il A un alfa, ove la lettera A in ambedue le medaglie spicca benissimo, e ha largo il spazio nella parte inferiore. Io non le scrissi che d'una di Caracalla, se non erro. Jeri S. A. S. mi comandò che copiassi tutte le medaglie d'Agrippa richiestele da uno che in Francia stampa le medaglie Herodiadum. Questo ancora cerca le segnate. ETΟΥC NEOΥ IEPOΥ, ma qui non le trovo. Firenze 13. Novembre » (Noris 1741, lettre CIII, col. 261-262).
-Lettre du 27 nov. 1685 (de Florence): « Ho ricevuta la sua, e godo che co' suoi occhi abbia veduta la medaglia col ΦANEAC, perchè mi rincresceva vederla così favorevole all'errore dello Spanemio e Patino. è quà gionto Monsu Vaillant, e ha fatto capo da me per essere introdotto a S. A. S. e io l’ho servito cosi bene che il Sereniss. Signore gli ha fatta una grazia negata a futti ch’ è di vedere le medaglie, con ordinare che io prenda una carrozza di palazzo per fervirlo ovunque vorrà. Egli però vuole ire a piedi. Oggi se gli fono fatti vedere tutti i medaglioni d'argento, e di metallo. Questi di metallo sono 196 e dice che S.M. Cristianissima nè ha in maggior numero; ma mon si belli. Abbiamo veduto un gran medaglione di M. Aurelio col rovescio: Commodus Caesar Verus Caesar, con ambidue quei fratelli fanciulli. Alcuni medaglioni erano da lui stimati 30. doppie. Egli prepara la stampa degli Antiochi con tutti i Presidi della Siria sotto gl'Imperadori, e dice che io l'ho al sommo ajutato nel trattato che de'detti Presidi ho fatto ne' Cenotaffi Pisani. Ha trovato Quintilio Varo, e altri con gli anni dell'Epocha Antiochena, che dice essersi da loro mutata più volte, e dice che io ciò avevo bene osservato ne'Cenotaffi. Ha medaglie di Cassio, di Pomponio, di Mutiano, che sono tutte rarissime e tutte con l'Epocha; e mi ha mostrato il libro composto. Dice che il libro del P. Arduino è pieno d' errori: Che le lettere AMK: Prima Metropolis Cicilia in Tarso sono da esso così spiegate, e l’Arduino essersene fatto l’Autore. Che in sei settimane ha fatto l’indice delle medaglie del Re, che mai aveva fatto il Carcavio. Ora gira l'Italia; ma gode poca salute. Oggi ho trovato ne' medaglioni d'argento tre di Vespasiano col ETOΥC NEOΥ IEPOΥ, che Monsù Vaillant dice significare l'anno primo della TRIB. POT. Circa i numeri segnati nelle medaglie Greche dice che quando sono separati sono lettere de' Monetari. Io non credo che lei abbia opinione diversa dalla comune circa il significato di dette lettere numerali. Dice il medemo che gli Antiocheni nell'A. V. 691. soggiogata la Siria da Pompeo; comprarono da questi l'autonomia, come attesta Porfirio citato dallo Spanemio pag. 790. e formarono un'epoca fino all' A.V. 706. che durò fino A. V. 724 d'onde ab Imperio Augusti in Syria ne principiarorono un altra, che poscia morto Augusto lasciarono, ripigliando quella dell' A. V. 706. Eccole le nuove che ora le posso dare, e le bacio riverenti le mani. S. A. s'è mossa a mostrare al sodetto le medaglie come a uno a cui il Re Cristianissimo ha fidate le sue, e perchè il defonto Gran Duca Ferdinando altra volta glie le aveva fatte vedere ec. » (Noris 1741, lettre CV, col. 263-265 ; Williams 2009, p. 106, note 5).
-Lettre du 28 novembre 1685 (de Florence) : « Non importuno V. S. Ill. con lettere senza proposito che me ne suggerisca materia. Con l'occasione d'una Medaglia degli Aureliopoliti le scrisssi nell' ordinario passato » (Noris 1741, lettre CVI, col. 265-267). +
-Lettre du 4 déc. 1685 (de Florence) : « E partito Monsù Vaillant verso Roma con avere copiate sopra 60 medaglie rarissime del Museo di S. A S. Ha vedute ancora le medaglie del Signor Marchese Riccardi, e stette circa un ora all'audienza col Serenissimo a cui dono un Ottone Greco, ma molto logoro, che più tosto si crede Ottone, che tale veramente apparisca. Nella medaglia di Faustina della città Flavia Neapoli mi mostrò l'epoca, che io prendevo per gli anni di M. Aurelio, e stà così; ΦANEAC ΠOΛE CΥPIAC ΠA Diana come egli spiega: Ne libri tal numero e scritto da Greci così S, e nella medaglia mente dall'imperio di Vespasiano a Faustina di M. Aurelio, che è improntata nelle due medaglie di S. A. In oltre scuopri per me un tesoro. Sono due piccole medaglie di mettalo di Quintilio Varo Preside della Siria. Una ne tiene il Marchese Riccardi. Stà nel diritto Caput jovis sine litteri. Nel rovescio: ANTIOXEΩN EΠI OVAPOΥ, Mulier sedens pedem super Orontem teneni, detera palmam cum notis: EK. cioè anno XXV. Un altro simile ne trovò fra quelle di S. A. con i numeri: ZK. anno XXVII. questi sono anni dell'imperio d'Augusto nella Siria doppo la vittoria ottenuta da esso contro M. Antonio, come spiego ne' Cenotaffi Pisani. Trovò ancora una di Silano che pone lo Spanemio pag. 658. ma in questo del Marchese Riccardi simile al dissegnato vi è l'epoca ram. anno 43. è ancora fra quelle di S. A. con altro segnato AM, quali io citai ne' Cenotaffi, ove discorro di Silano preside della Siria. È mirabile però la medaglia di Varo, perchè giova a mostrare l'anno della morte di Herode, e della nascita di Cristo, e mi rincresce non avere potuto prima della stampa del mio libro vedere tali medaglie. In Venezia quei Signori hanno ottenuto molte medaglie d'Aleppo, e può essere che ivi ve ne siano di quei Presidi della Siria, quali medaglie sono piccole, e hanno la Icrizzione : ANTIOXEΩN EΠI ... col cognome del Preside Romano, e l'epoca corrente. Il Vaillant in Marsiglia ha trovato un Petronio Preside sotto Caio e Claudio, che gli mancava. Queste medaglie non sono state in stima, ma per l'avvenire spero che gli Antiquari ne terranno maggior conto. Quella di Flacco la cita il P. Arduino pag. 51. come anco di Petronio senza epoche. Intendo che Monsù Spon abbia stampato sino alle decima sezione le iscrizzioni, ed'io non ho che sino alla quinta che termina alla pag. 204. Egli per essere di religione Protestante si è partito dal regno, e ritirato con la Madre in Zurigo, avendo date all'Huguetan tutte le sue stampe. Ma ancora l’Huguetan è Ugonoto, quale intendo volere cedere sotto mano tutto il suo negozio ad un suo parente Cattolico. Gran confusioni sono fra quegli miseri ostinati nella presente persecuzione, che il zelo del Re gli ha mosso contro. Circa la diversità dell'epocha de'Laodiceni che ella trova nelle due medaglie di Domiziano e d'Antonino Pio, ella deve avvertire che il P. Arduino pag. 285. applica tale epoche a Laodicea ad Libanum, e lo Scaligero parla con Eusebio dell'epocha Laodiceae ad mare, città diverse nella imedema Siria. Io però dubito che siano più tosto di Laodicea nella Caria. Nel Museo Mediceo si legge IOΥΛIEN TΩN KAI ΛAΟΔIKEΩΞ AK anno 21. Iuppiter stanscum hasta; nel diritto sta senza lettere. Caput radiatum. In altra sta Caput turritum cum velo retrocadente, che il P. Arduino pag. 284. applica a Laodicea della Caria. Sono difficoltà da risolversi. doppo avere esaminate molte medaglie, che ora non posso tutte vedere, e doppoche saranno da varii Antiquarii stampate, si potranno meglio discernere le Laodicee quali fossero. La spiegazione delle parole ETOVC NEOΥ IEPOΥ che lei adduce, è dottissima, e vera, mentre ciò provano le medaglie di Domiziano e di Nerva. Tre sono nel Museo di S. A. S. fra quelle d'argento, e sono assai grosse, benchè di giro meno delle mediocri o mezzane, che portano tale Iscrizzione, fra le quali una è di Domitiano col e. e le devo far dissegnare per mandarle in Francia. Il Sig. Cameli le pose, fra i medaglioni d'argento. Ha S. A. S. mandato un giovane perito nelle lettere Latine e Greche, figlio del Custode della Galleria Serenissima ad imparare a Bologna appressso il Signor Magnavacca la prattica delle medaglie; vi è stato 5 mesi, ed'ora l'ha inviato a Roma, e forsi quando ritornerà, si farà l'indice, e gli armari delle medaglie che ora sono divise in tre Musei. Monsù Vaillant lodale medaglie d'oro di S. A. ma dice che il Re Cristianissimo ha il doppio nella sua Galleria di medaglie. è certo di Greche non ve ne sono qui in molta copia; nè più si parla della compra del Museo Braccese; perchè a S. A. non torna il conto per 200. medaglie fare la spesa di 2. mila e più. Ella dirà che sono troppo fastidioso con le lettere, e done gli estremi, o col tacere, o collo scrivere » (Noris 1741, lettre CVII, col. 267-269 ; voir Williams 2009, p. 106, note 5).
-Lettre sans date (mi-décembre 1685) (de Florence) : « La medaglia di S. M. Ces. è bella ma io stimarei che la Pannonia starebbe meglio figurata in ginocchio porgendo a S. M. con la destra una corona, col vedersi a lato rotti ceppi e catene, che la tenevano schiava de' Turchi. Quando i Romani occuparono la Dacia, Egitto, Armenia, Giudea, che non erano state loro provinzie, o si erano, come la Giudea, ribellate, nelle medaglie si figurava, com'ella sa, la Provinzia legata o piangente a piedi del trofeo. Ma quando si liberava da Barbari la Provinzia, o da emoli, come l'Asia fu da Augusto tolta a M. Antonio, e si segnò nelle monete: Asia Recepta, la Provinzia non è a giacere sotto il trofeo. E la Pannonia ora doverebbe essere figurata in abito di libera e allegra, non di schiava e dolorosa, o dolente. […] Io ho persuaso S. A. S. fare di tre Musei uno solo, che però ha mandati nella Galleria li due Scrigni di medaglie del fu Cardinale Leopoldo, che fin'ora ha tenuti nelle sue camere. Vi ho trovato tre medaglie di Laodicea con l'Epoca bellissime, due di Tiro, e altre, che molto mi servono » (Noris 1741, lettre CVIII, col. 270). +
-Lettre du 19 décembre 1685 (de Florence) : « Ho letto con sommo gusto gli argomenti co' quali inpugna V. S. Ill. la spiegazione delle lettere AMK delle medaglie di Tarso fatta dal Padre Arduino, della quale Monsù Vaillant attestò essere sua specolazione rubbatagli dal Padre Arduino con altre simili. Io però non posso approvare la interpretazione d'Amenica Kilicia, che in niuno autore si legge. E se le due Cilicie cioè prima ove era Tarso Metropoli, e la seconda ove Anazarbo, erano dette Amanica, qual Cicilia non era Amanica da cui per distinguerla si poneva alle altre parti della Provinzia tal nome? Le porte della Cicilia erano dette Amanica perch' erano un dito angusto nel medemo monte Amano, dal quale Tarso era lontano col rimanente della piana Cilicia. Io stimo che quelle note AMK fossero la cifra di Tarso improntata nelle medaglie per segno di sua nobiltà; poco importando che già vi si leggesse il titolo MHTPOIIOΛEΩC, perchè il senso sarebbe: Tarsus Metropoli, id est, o vero nempe, Prima Metropolis Cilicia, ove non v'è cacofonia di vana e superflua repetizione […] Monsù Vaillant venne per mare a Livorno da Marsiglia; onde non gli deve rincrescere non averlo veduto in Milano, per ove passerà nel ritorno. Già veggo ch'erra circa l'epoca Antiochena, poichè l'Arduino pag. 51. cita in una d'Augusto l'anno ΔN. 54. e lei mi favorirà molto mandarmene altri essenpi, imperando però Augusto col citarmi ove sono le medaglie che la contengono. In quelle de Presidi del la Siria sono segnati gli anni dell'Imperio Siriaco d'Augusto, il che non conobbe il Sig. Spanemio, come mostro ne' Cenotaffi. Già le scrissi le due medaglie quì trovate di Quintilio Varo, sopra le quali voglio stampare una Dissertazione, e se lei ne sa oltre le stampate alla pag. 51. dell'Arduino, ma però con le lettere numerali, molto mi servirebbero, e sono ANTIOXEΩN EΠI.... col cognome del Preside della Siria. Quella del Sig. Marchese Riccardi è benissimo conservata, e la stamperò col disegno, perchè apre l'adito a notizie pellegrine. Alcune medaglie d'Antiochia hanno l'epoca della città; altre degli anni d'Augusto, e ciò è certissimo. La medaglia citata dall'Arduino pag. 51. Con ΣK è errata, perchè nella Medicea simile, ma conservata in modo, che pare fatta jeri l'altro sta ΣK, cioè 26. che stimo l'anno dell'Imperio nella Siria d'Augusto, più tosto che l'Epoca d'Antiochia, qualcosa però lascierò sub dubio. Mi mandi ancora la descrizione dell'Epoca d'Antiochia di M. Aurelio, perché quella di Nerone con ΔP, già quì l'ho fra le Medicee; ma mi dica di chi sia la medaglia per poterla citare. Circa la lettera L che dicono significare nelle medaglie λυκαβαντος, mi disse il Vaillant che Monsù Spon nelle ultime Iscrizioni che finiscono nella Seitione X. quali io non ho che sino alla settima pag. 204. mi disse, replico, che mostra come i Greci già usavano tal lettera L, che poi fu presa per indicare gli anni. […] Ho osservato che gli Egizzi più che gli altrisi servirono di tale lettera L nell'indicare gli anni; non oso però dire che da loro derivasse taluso, perchè il parlare Greco passò con i Macedoni nell'Egitto. Io ho un dubbio circa l'epoca della città d'Arado. In una medaglia mediocre di Trajano Medicea si legge: APAΔΙΩN. ΔΟT. Monsù Vaillant dice che l'ultima lettera è T, cioè 300. Io che vedevo un poco incurvata la parte superiore T sospettavo che fosse un f, essendo benissimo per altro conservata la medaglia. L'Arduino pag. 67. ne porta dal Patino una di Domiziano con Est, cioè dice: anno 390. Io stimo certo ch'erri, e cne la seconda notas significhi 60. e sia º malamente copiata. Ma se in Trajano si legge Aor, come nella citata di M. Antonino pag 66. dell'Arduino si potrà leggere ZOΥ, o pure ZOT, Ma come si concorderà con altro Arduini pag. 568. num. 1. di Marco e Lucio con Arir, anno 481. Non veggo altro modo per arrivare al vero, che il confronto di molte medaglie, che io quì non trovo. In tanto le auguro felicissime le vicine solennità con l'anno nuovo Faustum felicem, e le bacio le mani, Firenze 19. Decembre 1685 » (Noris 1741, lettre CIX, col. 270-272).
-Lettre du 1 janvier 1686 (de Florence) : « Sono quasi rimasto affogato dalla cortesia di V. S. Ill. che mi ha trasmesse tante medaglie d'Antiochia. Quella EΠI ΣIΛANOΥ ΔM è quì doppia, cioe frasquelle antiche di S. A. e altra fra le 6 mila del Sig. Cardinale Leopoldo. Io ho prega to S. A. potere vedere quei scrigni dei fu Cardinale, che stanno nelle camere interiori dell'A.S. ed erano 7 anni che non si erano aperti, e si durava fatica tirare fuora le cassette, o tavolette. Ivi vi ho trovato una medaglia del medemo Silano Cretico Preside della Siria. Questi fu Preside nel fine del Imperio d'Augusto, e nel principio di Tiberio, a cui fu sostituito Cn. Pisone ex Tacito lib. 2. Annal. Quindi la lettera superiore A significa il primo anno di Tiberio, ch'è improntato nel diritto della medaglia, e EM, anno 45. come abbiamo qui altre di Silano stesso con TM, e ΔM. Gran cose voglio cavare da queste medaglie. Io non so come la lettera A si possa altrimente spiegare. Circa l'epoca degli Aradj, il Padre Arduino dubito che s'inganni, perchè quella Medicea di Trajano chiaramente porta Aot. Ne ho anco scritto a Monsù Vaillant, perchè col confronto solo di molte si può rinvenire la verità. La prego con suo comodo dell'epoca de' Tiri nelle medaglie ove di loro si legge MHTPOΠOΛEΩC, e avverta se l'ultima lettera ſia C o pure Σ, perchè la prima dicono che non era usata avanti Domiziano, del che però non sono certo. Spero che fra 3. mesi averò terminato il libro de Annis Syro-Macedonum, ove porrò in chiaro molte cose non penetrate dallo Scaligero e Petavio, e correggerò gravi errore del Padre Arduino, fra quali a nostro proposito vi sarà quello della pag. 51. linea 3. ANTIOXEIΣ ΣK mentre nella medaglia di S. A conservatissima si legge ZK. Del resto ora ch'è applicata a studi legali, non perda tempo nel darmi presto risposta, ma ciò facci con suo maggiori comodo. Si sono mandati a Monsù Vaillant gl'impronti di due medaglie d'oro di S. A. S. cioè d'Emiliano, e di Giuliano riranno ucciso da Carino, con altra d'oro di Massenzio, che ha quattro figure nel rovescio » (Noris 1741, lettre CX, col. 273).