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Lettre du 22 août 1581 (de Bologne): "Molto Illustre Signor mio Padrone Osservandissimo, Ora ch'io sono ritornato d'un viaggetto ch'ho fatto, ho ricevuto con la lettera di Vostra Signoria molte Illustre, scrittami sino li 17 di giugno, la scatola con entrovi tutte le robbe ch'ella mi ha rimandato d'ordine di Sua Altezza Serenissima, alla quale mando una scatoletta con quatro medaglie, la nota delle quali e con il prezzo, mando con questa a Vostra Signoria, la quale con tutto l'affetto del cuore ringrazio delle molte cortesie, che si degna d'usarmi e la supplico a favorirme con il comandarme; sendo però io così debole soggetto come sono, atto a servirla e baciandole le mani e raccomandandoli, farò fine. Di Vostra Signoria molto Illustre affezionatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 22 agosto 1581" (Firenze, Archivio di Stato, MP 750, c. 57; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 202, n° 221).  +
Lettre du 12 septembre 1581 (de Bologne): "Illustrissimo Signor mio Padrone Osservandissimo, Io sono stato fatto creditore dal Turino nostro bachiero delli scudi cento otto d'oro in oro, dico scudi 108, per ordine del Signor Depositario Generale di Sua Altezza, mio Signore, e son stati per le tre figurine d'argento, per il medaglione del Commodo, per il medaglione di Marc'Aurelio e per la medaglia di Filippo, delle quali io sono sodisfatto. Ho recevuto ancora il medaglione di Antonino che Vostra Signoria Illustrissima mi ha remesso. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 758, c. 378; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 204-205, n° 224).  +
Lettre du 16 janvier 1582 (de Bologne): "Molto Illustre Signor mio Padrone Osservandissimo, Io mando a Sua Serenissima Altezza uno scatolino entrovi un medaglione di Probo con la locuzione et un medaglioncello di Magnenzio et una medaglia di fiume di Tiberio con un tempio. Le quali medaglie, prego Vostra Signoria molto Illustre a degnarsi di farle vedere a detta Altezza Serenissima a fine che sendoci cosa alcuna di sua sodisfazione mi favorisca con servirsene. Il prezzo delle quali medaglie porò apartamente qua da basso e se S.A. le giudicasse d'altro prezzo, mi contentarò di tutto quello che le piacerà; con che basciando le mani a Vostra Signoria et offerendomelo, farò fine. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 16 zenare 1582. Il medaglione del Probo scudi 45, il medaglioncello di Magnenzio scudi 4, quello di Tiberio scudi 5 d'oro" (Firenze, Archivio di Stato, MP 754, c. 154; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 215, n° 237).  +
Lettre du 29 janvier 1582 (de Bologne): "Molto Illustre Signor mio Padrone Osservandissimo, Io ho ricevuto il medaglioncello di Magnenzio che Vostra Signoria mi ha remandato d'ordine di Sua Altezza Serenissima. Del Probo e dell'altra medaglia ritenuta, mi contento delli quaranta scudi d'oro, conforme al volere di Sua Altezza Serenissima e se serà dato ordine costì agli Strozzi e Carnisechi che ne diano avviso qua al Turino, mi serano pagati subito. E rengrazio Vostra Signoria della molto amorevolezza che ogni dì si contenta di mostrarmi e pregandole da Nostro Signore Dio tutti li beni et offerendomeli con tutto il cuore, farò fine basciandole le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 29 gennaio 1582 [Altra mano] Se ne fece poliza al Signor Depositario Generale sotto dì 3 di febbraio '81" (Firenze, Archivio di Stato, MP 758, c. 398; cfr. Lanzi 1775, c. 207; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 216, n° 239).  +
Lettre du 18 septembre 1582 (de Bologne): "Molto Illustre Signore mio Padrone Osservandissimo, Li Strozzi e Carnisechi non hanno dato altrimente ordine al Turino di qua delli 42 scudi d'oro, de' quali mi scrive Vostra Signoria, che debbe essere stato per scordanza, e per ciò gli le ho voluto dar avviso. Del medaglione di Gordiano farà Sua Altezza tutto quello che le piacerà, che ne restarò contento. E a Vostra Signoria bascio le mani e con l'affetto del cuore me gli offero e raccomando. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 18 settembre 1582" (Firenze, Archivio di Stato, MP 758, c. 519; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 228, n° 47).  +
Lettre du 26 septembre 1582 (de Bologne): "Molto Illustre Signor mio Padrone Osservandissimo, ho ricevuto li scudi quarantadui d'oro in oro remesemi qua per ordine di Sua Altezza e quanto al medaglione di Gordiano io mi contento delli quindici scudi offertomi da detta Altezza Serenissima, alla quale prego da Nostro Signore Dio tutti li beni, et a Vostra Signoria mi offerisco con tutto l'affetto del cuore e le bascio le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 26 settembre 1582" (Firenze, Archivio di Stato, MP 758, c. 520; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 228, note).  +
Lettre du 2 octobre 1582 (de Bologne): "Molto Illustre Signor mio Padrone Osservandissimo, dal Turino di quà io ho ricevuto li quindici scudi d'oro pagatemi per il Gordiano greco dato a Sua Altezza Serenissima, di che molto rengrazio Vostra Signoria e perché sono per andare di quest'altra settimana sino a Venezia, la supplico a degnarsi di comandarme là qualche cosa offerendomeli con tutto il cuore e le bascio le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Da Bologna li 2 ottobre 1582" (Firenze, Archivio di Stato, MP 758, c. 523; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 228, note).  +
Lettre du 28 août 1584 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, delle tre medaglie che Sua Altezza ha ritennute, mi contento delli diciassette scudi d'oro ch'ella m'offerisce, ma desidero che il Signor Depositario ordini qua a Messer Fabricio Buontempi che me li paghi questi e gli altri, che alla giornata occorresse, di quel peso che costì corono overo da ottanta cinque bologni l'uno, perciò che col suddetto Messer Fabricio c'è sempre che dire. A questa nostra fiera di Bologna mi è capitato alcune cose, delle quali ne mando ora le meglio a Sua Altezza, il prezzo delle quali sarà con la presente rimettendomi poi al volere di Sua Altezza Io sono ricercato da molti, che desiderano di quelle medaglie dell'imprese fatte dal Serenissimo Gran Duca Cosimo, di felice memoria e parimente di quelle di Sua Altezza che nel roverscio ha la Serenissima Regina Giovanna, di felice memoria, però supplico Vostra Signoria molto Illustre a degnarsi di operare a ciò che delle prime io n'abbia sino a otto con li roversci varii e delle ultime sino a quattro, che tutte sieno d'oro. A l'amontare di tali medaglie satisfarò Sua Altezza con tanta roba di antiquità, che alla giornata le mandarò e Vostra Signoria mi perdona se tropo la fastidisco et offerendomi et umilmente basciandoli le mani faccio fine. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 28 agosto 1584" (Firenze, Archivio di Stato, MP 769, c. 2; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 257-258, note).  +
Lettre du 4 septembre 1584 (de Bologne): "Molto Illustre e Padrone mio Osservandissimo, io ho ricieuto le quattro medaglie che Vostra Signoria molto Illustre mi ha mandate, cioè Valentiniano, Nerone, Sabina et Antonino e del Galba, che Sua Serenissima Altezza ha ritenuto mi contento delli tre scudi d'oro, che piace a Sua Altezza darne, questi con gli altri diciassette, si potrebbono tenere così in caso che Sua Altezza si degnasse di compiacerme delle medaglie d'oro scrittele, che sarebbe per principio di sodisfare al debito. Tra tanto Vostra Signoria si contenti di amarme e comandarme, che di tutto cuore me li offerisco e basciole le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 4 settembre 1584" (Firenze, Archivio di Stato, MP 769, c. 1; cfr. Lanzi 1775, c. 207v; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 258, note).  +
Lettre du 26 septembre 1584 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, mi furono pagati li diciassette scudi d'oro per le tre medaglie date a Sua Altezza Serenissima et ottimamente gli altri tre per la medaglia del Galba e se prima non li ho dato avviso è stato per essere stato in villa. Né mi occorendo per ora dire altro a Vostra Signoria molto Illustre, fuori che pregarla che si degni tenirme in grazia sua, farò fine basciandole le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre, obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 26 settembre 1584" (Firenze, Archivio di Stato, MP 769, c. 248; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 258, note).  +
Lettre du 11 février 1586 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, Mi contento de li dieci scudi d'oro, che piace a Sua Altezza darmi, per li dui Domiziani e Faustina et ho ricevuto la scatoletta con il Mercurio e calcidonio, che mi ha remandata. Ora gli ne mando un'altra con due medaglie, che quatro dì sono ho avuto, che piacerà a Vostra Signoria consegnarle al solito a Sua Altezza col prezzo che serà con questa notato. E a Vostra Signoria bascio le mani e con tutto il cuore me li offero e raccomando. Di Vostra Signoria molto Illustre, obbligatissimo servitore Ercole Basso. Da Bologna lì 11 febbraro 1586. Il Mercurio di bronggio il quale ha istoria per avere acanto la Tartaruga et il ramarro et a' piedi la borsa chiusa, scudi 8 Un pezzo di calcidonio o crugnuola bianca con una mascara entro, antiqua, scudi 4 Una medaglia di Faustina con la Pirra nel roverscio e rara per le lettere ch' à della testa scudi 6 Domiziano grande col tempio, scudi 4 Domiziano mezzano con ludi seculari, medaglia ordinaria ma bella, d'oro. scudi 2 scudi 24 E tutto quello che a Sua Altezza Serenissima piacerà" (Firenze, Archivio di Stato, MP 779, c. 520; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 280-281, n° 314).  +
Lettre du 11 mars 1586 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, Prometto a Vostra Signoria molto Illustre che del Traiano dal porto il Capitano Napoleone Malvagia m'ha voluto dare onze quaranta due di medaglie d'argento e non gli l'ho voluto dare come che non sarà mai cosa alcuna che sia buona, se non prima refiutata da Sua Altezza Serenissima, la qual suplico a degnarsi di agiungere alli XXV scudi d'oro in oro, che m'offerisce per il detto Traiano e Galba solo scudi tre, se così le piacerà e se no mi contento di tutto quello ch'ella vuole. Il signor Depositario si dovete scordare di dar ordine qua che mi fossero pagati li dieci scudi d'oro in oro per li dui Domiziani e la Faustina; non essendone mai venuto avviso, ma si potranno fare remettere con questi ultimi. Per questo procaccio mando a Sua Altezza Serenissima uno scatolino entrovi quatro medaglioni, il prezzo de' quali serà con la presente et averò caro sapere che sieno capitati et a Vostra Signoria molto Illustre mi offero, raccomando e bascio le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Da Bologna li 11 marzo 1586. Post scriptum: Galba con Roma sentata scudi sei d'oro Questo è differente dall'altro ch'io vi diedi scudi 6 Traiano col porto d'Ostia, medaglia rarissima, scudi venticinque d'oro, ch'è tutto quello che posso fare. [Altra mano:] scudi 25 d'amendue se n'è fatta poliza al Signor Depositario" (Firenze, Archivio di Stato, MP 780, cc. 44-45; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 281-282, n° 315).  +
Lettre du 25 mars 1586 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, ho ricevuto il scatolino con tutte le medaglie remandatemi e del Gordiano, che S.A.S. si ha ritenuto, mi contento delli trenta scudi d'oro in oro. Ebbi ieri da Roma uno medaglione d'Antonino Pio, che mai ha avuto roverscio, il quale per essere la più bella testa che mai a' miei dì abbia visto, con tutte quelle belle parti che se le convengono, lo mando ora a S.A.S. Questo non lo posso dare per manco di scudi diciotto d'oro; se gli piacerà a S.A. se lo terrà e se no mi si remanderà. Et a V.S. bascio le mani e con tutto il cuore me le raccomando. Di V.S. molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 25 marzo 1586. Post scriptum: se S.A.S. vuole, lievi pure del scattolino il medaglione. [Altra mano:] se n'è fatta poliza al Signor Depositario sotto dì 20 di marzo" (Firenze, Archivio di Stato, MP 780, c. 226; cfr. Lanzi 1775, c. 208; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 282, note).  +
Lettre du 8 avril 1586 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, io ho ricevuto l'Antonino che Vostra Signoria molto Illustre me ha remandato e ne ringrazio quella, la quale mi perdonarà il disturbo che così spesso le do e perché voglio sempre mandare a Sua Altezza Serenissima tutto quello che di buono mi da alle mani di volta in volta, le mando ora una medaglia di Faustina la giovene con li elefanti medaglia molto bella e rara, che a Vostra Signoria piacerà mostrarla a detta Serenissima Altezza. Questa non la posso dare per manco di scudi venti d'oro e se non le piacerà si potrà remandare et a Vostra Signoria di tutto cuore mi offero e bascio le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre, obbligatissimo servitore Ercole Basso. Da Bologna li 8 aprile 1586" (Firenze, Archivio di Stato, MP 780, c. 635; cfr. Lanzi 1775, c. 208v; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 281, note).  +
Lettre du 15 juillet 1586 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, non volendo avere in me stesso il disgusto ch'ora ho del non avere compiaciuto Sua Altezza del Traiano in nicolo, della figurina d'argento, del tempio di Tiberio, di Ticia, moglie di Pertinace, d'Adriano con exercitus Syrincus e della pathera di M. Agrippa, per il prezzo offertomi di 38 scudi d'oro, me sono ressoluto di rimandarle tutte le suddette robbe, come faccio, nell'istessa scatola, con pregare Sua Altezza Serenissima, che si compiaccia di averle, non solo per il suddetto prezzo, ma per quello che le piacerà, che di ciò ne restarò molto contentissimo e a Vostra Signoria bascio le mani e la prego a perdonarmi tanta briga che le do. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 15 luglio 1586" (Firenze, Archivio di Stato, MP 782, c. 6; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 282, note).  +
Lettre du 22 juillet 1586 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Osservandissimo, io ho ricevuto da Bastianino procaccio li scudi trentotto d'oro in oro quali Vostra Signoria molto Illustre mi ha mandato per l'amontare del Traiano, figurina, tempio, Ticia, Adriano e pathera, di che ne rendo molte grazie a Vostra Signoria, alla quale con tutto il cuore mi offero e basciole le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 22 luglio 1586" (Firenze, Archivio di Stato, MP 782, c. 217; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 282, note).  +
Lettre du 6 janvier 1587 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Colendissimo, oggi sono quindici giorni che per Salvatore di Mastachio mandai a Sua Altezza Serenissima un medaglione di Antinoo et insieme una lettera a V.S. molto Tllustre [sic], di che non avendone sino ad ora avuto aviso alcuno gli n'ho voluto far di nuovo motto con queste quatro righe, per le quali Ella saperà ancora come li quattrocento scudi d'oro in oro per li diaspri sono stati pagati in Venezia a messer Paolo Ierucci et oggi ne mando la ricevuta di sua mano al Signor Napoleone Cambi, con che offerendomi a V.S. molto Illustre, umilmente gli bascio le mani. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 6 zenare 1587" (Firenze, Archivio di Stato, MP 785, c. 21; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 289, note).  +
Lettre du 20 juillet 1587 (de Bologne): "Molto Illustre Signore e Padrone mio Colendissimo, Qua in letto dove io son con alquanto di dolor di fianco, ho ricevuta la lettera di Vostra Signoria molto Illustre e vista l'offerta che mi fa Sua Serenissima Altezza delle sei medaglie, le quali nel vero a me costano di prima compra scudi quarantatré d'oro in oro, senza la fatica ch'io ci ho durato per averle, sendo che sono medaglie di studio e capate, suplico Vostra Signoria a contentarsi di favorirmi presso Sua Altezza, acciò ch'almeno si degni mandarm' il capitale che gle n'avrò molto obligo, nondimeno sempre m'aquetarò al volere di Sua Serenissima Altezza, avendo sempre riguardo al servirla di vera et amorevole servitù, più che a comodo che ne potesse venire. Mando ancora con la presente a Sua Serenissima Altezza una medaglia di Traiano, rarissima, ch è quella proprio l'istessa che l' Erizzo pose nel suo libro. Mandoci ancora una medaglia d'Antonino con Ercole assiso in maestade, questa per prezzo di scudi sei d'oro e l'altra sedici simili, ch'è l'ultimo prezzo per il quale le posso dare. Con che pregando il Signore Dio che la feliciti, farò fine, basciandogli riverente le mam [sic]. Di Vostra Signoria molto Illustre obbligatissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 20 luglio 1587" (Firenze, Archivio di Stato, MP 788, c. 123; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 306, n° 341). Note: E' l'ultima lettera del Basso, che fu sepolto a Bologna il 25 luglio (cfr. la lettera di Ambrosio Vignati dello stesso giorno, m ASF, MP 788, c. 189).  +
Lettre du 16 janvier 1574 (de Bologne): "Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Gran Principe, Perché confido che la clemenza dell'Altezza Vostra scuserà la mia temerità, ho preso ardire scriverle questa mia e mandarle due medaglie antiche: l'una di bronzo di Traiano col riverso di Rex Parthis datus, l'altra di piombo, ma non men rara di Alessandro Mameo col roverso Adlocutio Augusti, le quali se sodisfarano all'A.V. e che si degni accettarle in dono, mi sarà grandissimo favore. Ma se pur non le piacerà e che più tosto voglia prenotarle, se si contenterà commettere che mi siano mandate per l'una e per l'altra quattro medaglie ordinarie d'oro, una per l'Alessandro e l'altre per il Traiano, ne restarò contento et a lei ubligatissimo. Inoltre quand'io sapesse non esser discaro all'Altezza Vostra il vedere ogni settimana qualche mia medaglia, le ne mandarei sintanto ch'io potessi venire a farle riverenza e darmele a conoscere per suo devotissimo et umilissimo servitore, notificandole che sebbene alle volte ne vedrà di quelle che non riescano al gusto suo, mi serà di somma grazia se commetterà che per li medesimi suoi corrieri, mi siano rimandate, riputandomi a grandissimo favore l'essersi degnata vedere cose mie." (Firenze, Archivio di Stato, MP 596, c. 180; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 65, num. 60).  +
Lettre du 7 février 1574 (de Bologne): "Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Gran Principe mio padrone colendissimo, mando con questa mia all'Altezza Vostra due medaglie antiche di bronzo, per le quali quando sieno in sua sodisfacione e che le piacesse comettere che mi fossero mandate sei scudi per chiascuna o d'ambedue cinque medaglie di oro, mi restarei contentissimo, come ancor farò di quanto in ciò disponerà l'Altezza Vostra alla quale divotamente mi offero e raccomando." (Firenze, Archivio di Stato, MP 597, c. 228; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 65, note).  +